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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Bozza Commissione Trotta (versione 20.05.2003) del Codice dei beni culturali e paesaggistici (artt. 1-51)
2003-05-20
http://digilander.libero.it/fpcgilbac/

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CODICE DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI

PARTE PRIMA

Disposizioni generali

Articolo 1 - Principi
Articolo 2 - Patrimonio culturale
Articolo 3 - Tutela del patrimonio culturale
Articolo 4 - Valorizzazione del patrimonio culturale
Articolo 5 - Rapporto tra valorizzazione e tutela
Articolo 6 - Regioni e province ad autonomia speciale
Articolo 7 - Beni culturali di interesse religioso

PARTE SECONDA

Beni culturali

TITOLO I

Tutela

Capo I

Oggetto della tutela

Articolo 8 - Beni culturali
Articolo 9 - Beni culturali interessati da specifiche disposizioni di tutela
Articolo 10 - Accertamento dell’interesse culturale
Articolo 11 - Dichiarazione dell’interesse culturale
Articolo 12 - Procedimento di dichiarazione
Articolo 13 - Notificazione della dichiarazione
Articolo 14 - Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione
Articolo 15 - Notificazioni effettuate a norma della legislazione precedente
Articolo 16 - Raccolte ex-fidecommissarie
Articolo 17 - Catalogazione

Capo II

Vigilanza e ispezione

Articolo 18 - Vigilanza
Articolo 19 - Ispezione

Capo III

Protezione e conservazione

Sezione I

Misure di protezione

Articolo 20 - Interventi vietati
Articolo 21 - Interventi soggetti ad autorizzazione
Articolo 22 - Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia
Articolo 23 - Procedure edilizie semplificate
Articolo 24 - Interventi su beni pubblici
Articolo 25 - Conferenza di servizi
Articolo 26 - Valutazione di impatto ambientale
Articolo 27 - Situazioni di urgenza
Articolo 28 - Misure cautelari e preventive

Sezione II

Misure di conservazione

Articolo 29 - Obblighi conservativi
Articolo 30 - Definizione di restauro
Articolo 31 - Interventi conservativi volontari
Articolo 32 - Interventi conservativi imposti
Articolo 33 - Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti
Articolo 34 - Oneri per gli interventi conservativi imposti
Articolo 35 - Intervento finanziario del Ministero
Articolo 36 - Erogazione del contributo
Articolo 37 - Contributo in conto interessi
Articolo 38 - Apertura al pubblico degli immobili restaurati
Articolo 39 - Interventi conservativi su beni dello Stato
Articolo 40 - Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
Articolo 41 - Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti conservati dalle amministrazioni statali
Articolo 42 - Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali
Articolo 43 - Custodia coattiva
Articolo 44 - Comodato di beni culturali

Sezione III

Altre forme di protezione

Articolo 45 - Prescrizioni di tutela indiretta
Articolo 46 - Procedimento per la tutela indiretta
Articolo 47 - Notificazione delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso amministrativo
Articolo 48 - Manifesti e cartelli pubblicitari
Articolo 49 - Distacco di beni culturali
Articolo 50 - Studi d’artista
Articolo 51 - Esercizio del commercio in aree di valore culturale

Capo IV

Circolazione in ambito nazionale

Sezione I

Alienazione e altri modi di trasmissione

Articolo 52 - Beni culturali inalienabili
Articolo 53 - Trasferimento di beni alla Patrimonio dello Stato s.p.a.
Articolo 54 - Alienazioni soggette ad autorizzazione
Articolo 55 - Autorizzazione alla permuta
Articolo 56 - Altri casi di alienazione
Articolo 57 - Denuncia

Sezione II

Prelazione

Articolo 58 - Diritto di prelazione
Articolo 59 - Condizioni della prelazione
Articolo 60 - Procedimento per la prelazione

Sezione III

Commercio

Articolo 61 - Obbligo di denuncia dell’attività commerciale e di tenuta del registro
Articolo 62 - Attestati di autenticità e di provenienza
Articolo 63 - Commercio di documenti

Capo V

Circolazione in ambito internazionale

Sezione I

Uscita dal territorio nazionale e ingresso nel territorio nazionale

Articolo 64 - Uscita definitiva
Articolo 65 - Uscita temporanea per manifestazioni
Articolo 66 - Altri casi di uscita temporanea
Articolo 67 - Attestato di libera circolazione
Articolo 68 - Ricorso amministrativo avverso il diniego di attestato
Articolo 69 - Acquisto coattivo
Articolo 70 - Attestato di circolazione temporanea
Articolo 71 - Ingresso temporaneo

Sezione II

Esportazione dal territorio dell’Unione europea

Articolo 72 - Denominazioni
Articolo 73 - Esportazione di beni culturali dal territorio dell’Unione europea

Sezione III

Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio
di uno Stato membro dell’Unione europea

Articolo 74 - Restituzione
Articolo 75 - Assistenza e collaborazione a favore degli Stati U.E.
Articolo 76 - Azione di restituzione
Articolo 77 - Prescrizione dell’azione
Articolo 78 - Indennizzo
Articolo 79 - Pagamento dell’indennizzo
Articolo 80 - Custodia temporanea dei beni ed altri adempimenti
Articolo 81 - Azione di restituzione a favore dell’Italia
Articolo 82 - Destinazione del bene restituito
Articolo 83 - Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
Articolo 84 - Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
Articolo 85 - Accordi con gli altri Stati membri dell’Unione europea

Sezione IV

Convenzione UNIDROIT

Articolo 86 - Beni culturali rubati o illecitamente esportati

Capo VI

Ritrovamenti e scoperte

Articolo 87 - Attività di ricerca
Articolo 88 - Concessione di ricerca
Articolo 89 - Scoperta fortuita
Articolo 90 - Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate
Articolo 91 - Premio per i ritrovamenti
Articolo 92 - Determinazione del premio

Capo VII

Espropriazione

Articolo 93 - Espropriazione di beni culturali
Articolo 94 - Espropriazione per fini strumentali
Articolo 95 - Espropriazione per interesse archeologico
Articolo 96 - Dichiarazione di pubblica utilità
Articolo 97 - Indennità di esproprio per i beni culturali
Articolo 98 - Rinvio a norme generali

TITOLO II

Valorizzazione

Capo I

Principi generali

Articolo 99 - Valorizzazione di beni culturali
Articolo 100 - Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica
Articolo 101 - Valorizzazione dei beni culturali di proprietà privata
Articolo 102 - Cooperazione ed accordi
Articolo 103 - Forme di gestione
Articolo 104 - Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso

Capo II

Fruizione

Sezione I

Disposizioni generali

Articolo 105 - Fruizione pubblica
Articolo 106 - Livelli essenziali della fruizione pubblica
Articolo 107 - Apertura al pubblico di musei, monumenti, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche
Articolo 108 - Biglietto d’ingresso
Articolo 109 - Mostre o esposizioni
Articolo 110 - Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole
Articolo 111 - Fruizione di beni culturali di proprietà privata
Articolo 112 - Accordi per la promozione della fruizione
Articolo 113 - Vigilanza

Sezione II

Servizi di assistenza culturale e di ospitalità

Articolo 114 - Servizi
Articolo 115 - Concessione dei servizi

Sezione III

Archivi e biblioteche

Articolo 116 - Ricerche e letture negli archivi e nelle biblioteche dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
Articolo 117 - Accesso agli archivi di Stato
Articolo 118 - Accesso agli archivi storici degli enti pubblici
Articolo 119 - Modalità di accesso agli archivi privati
Articolo 120 - Protezione di dati personali
Articolo 121 - Declaratoria di riservatezza

Sezione IV

Uso individuale

Articolo 122 - Uso di beni culturali

Articolo 123 - Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali

Articolo 124 - Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali

Articolo 125 - Pagamento di canoni e corrispettivi





TITOLO III

Norme transitorie e finali


Articolo 126 - Provvedimenti legislativi particolari

Articolo 127 - Disposizioni regolamentari precedenti





PARTE TERZA

Beni paesaggistici


TITOLO I

Tutela e valorizzazione


Capo I

Paesaggio e pianificazione


Articolo 128 - Paesaggio

Articolo 129 - Cooperazione delle amministrazioni pubbliche

Articolo 130 - Convenzioni internazionali

Articolo 131 - Pianificazione paesistica

Articolo 132 - Ambiti di tutela e valorizzazione

Articolo 133 - Obiettivi di qualità paesistica

Articolo 134 - Strumenti di incentivazione

Articolo 135 - Piani paesistici

Articolo 136 - Partecipazione e formazione

Articolo 137 - Coordinamento della pianificazione paesistica con altri strumenti di pianificazione

Articolo 138 - Censimento e catalogazione dei beni e delle aree tutelati

Articolo 139 - Commissione provinciale.

Articolo 140 - Adeguamento dei piani paesistici




Capo II

Individuazione dei beni soggetti a tutela


Articolo 141 - Beni paesaggistici

Articolo 142 - Beni soggetti a tutela

Articolo 143 - Dichiarazione di notevole interesse pubblico

Articolo 144 - Partecipazione alla dichiarazione di notevole interesse pubblico.

Articolo 145 - Atto di dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza

Articolo 146 - Atti ministeriali

Articolo 147 - Beni tutelati per legge




Capo III

Controllo e gestione dei beni soggetti a tutela


Articolo 148 - Autorizzazione

Articolo 149 - Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali

Articolo 150 - Interventi non soggetti ad autorizzazione

Articolo 151 - Inibizione o sospensione dei lavori

Articolo 152 - Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori

Articolo 153 - Interventi soggetti a particolari prescrizioni

Articolo 154 - Cartelli pubblicitari

Articolo 155 - Colore delle facciate dei fabbricati

Articolo 156 - Vigilanza

Articolo 157 - Notifiche eseguite, elenchi compilati e atti emessi ai sensi della normativa previgente

Articolo 158 - Disposizioni regionali di attuazione

Articolo 159 - Disposizioni transitorie





PARTE PRIMA

Disposizioni generali



Articolo 1

Principi


1. Il presente decreto legislativo dà attuazione all’articolo 9 della Costituzione.

2. E’ compito fondamentale della Repubblica tutelare e valorizzare il patrimonio culturale.

3. Il patrimonio culturale riveste interesse primario per l’ordinamento quale elemento costitutivo dell’identità nazionale.

4. Tutti i soggetti pubblici, nella loro attività, rispettano le esigenze della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.






Articolo 2

Patrimonio culturale


1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.

2. Si intendono per:

a) «beni culturali» le cose indicate agli articoli 8 e 9 e gli altri beni individuati dalla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà;

b) «beni paesaggistici» le aree individuate quali testimonianze significative del territorio nei suoi valori storici, culturali e naturali.

3. La funzione sociale della proprietà dei beni pubblici e privati che, per le loro caratteristiche, fanno parte del patrimonio culturale è assicurata nei termini previsti dal presente decreto legislativo.

4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati, di norma, alla fruizione della collettività. Essi non possono essere alienati, né formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi previsti dal presente decreto legislativo.






Articolo 3

Tutela del patrimonio culturale


1. La tutela del patrimonio culturale concerne ogni disciplina e attività dirette a riconoscere, studiare, proteggere, conservare, restaurare, reintegrare ed incrementare detto patrimonio e, comunque, volte a regolare, limitare, vietare, escludere o in altro modo conformare i diritti e i comportamenti inerenti al patrimonio stesso, a garanzia dell’interesse pubblico che esso riveste.

2. Salvo quanto stabilito ai commi 4 e 5, le funzioni amministrative di tutela dei beni culturali sono attribuite al Ministero per i beni e le attività culturali, di seguito denominato «Ministero», che ne assicura la priorità e l’esercizio unitario sull’intero territorio nazionale.

3. Il Ministero esercita le funzioni amministrative di cui al comma 2 anche con riguardo ai beni culturali di appartenenza statale in consegna o in uso ad amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero.

4. Le regioni esercitano le funzioni amministrative di tutela con riguardo a manoscritti, autografi, incunaboli, nonché libri, stampe e incisioni aventi carattere di rarità e di pregio, che non appartengano allo Stato o siano comprese in archivi o raccolte librarie sottoposti alla tutela del Ministero.

5. Le regioni nonché le province, le città metropolitane e i comuni, di seguito denominati «altri enti pubblici territoriali», collaborano con il Ministero all’esercizio delle funzioni di cui al comma 2 attraverso le forme di intesa e di coordinamento disciplinate dal presente decreto legislativo.

6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono attribuite alle regioni, salvo quelle riservate al Ministero ai sensi della Parte III del presente decreto legislativo.

7. Relativamente alle funzioni attribuite alle regioni ai sensi dei commi 4 e 6, il Ministero esercita il potere sostitutivo in caso di inadempimento.






Articolo 4

Valorizzazione del patrimonio culturale


1. La valorizzazione del patrimonio culturale concerne ogni attività diretta a favorirne, anche economicamente, la fruizione da parte della collettività, la conoscenza, la conservazione, il recupero e la riqualificazione, in conformità all’interesse pubblico che esso riveste e per la promozione dello sviluppo culturale.

2. Le regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia di valorizzazione nel rispetto dei principi fondamentali determinati dal presente decreto legislativo.

3. In materia di valorizzazione, al Ministero spetta:

a) l’adozione degli atti generali previsti dal presente decreto legislativo;

b) la valorizzazione dei beni del patrimonio culturale di appartenenza statale;

c) la valorizzazione di altri beni del patrimonio culturale di interesse nazionale o universale;

d) l’esercizio di altre competenze in materia di valorizzazione qualora risulti connesso in modo immediato ed inscindibile con le funzioni di tutela spettanti al Ministero.

4. L’azione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di valorizzazione è regolata dalle leggi emanate nell’esercizio della potestà di cui al comma 2.





Articolo 5

Rapporto tra valorizzazione e tutela


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 96)


1. La valorizzazione del patrimonio culturale deve essere concretamente compatibile con le esigenze della sua tutela e non può svolgersi in modo da recare danno alla sua conservazione. A tale fine, gli interventi di valorizzazione sono comunque soggetti a tutte le disposizioni dettate in materia di tutela.






Articolo 6

Regioni e province ad autonomia speciale


1. Restano ferme le potestà attribuite nelle materie disciplinate dal presente decreto legislativo alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e Bolzano dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione.











Articolo 7

Beni culturali di interesse religioso


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 19)


1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose, si osservano le disposizioni stabilite, rispettivamente, dalle intese concluse a norma dell’articolo 12 dell’Accordo di modificazione del Concordato lateranense, firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, a norma dell’articolo 8, comma 3, della Costituzione.

2. Fatto salvo quanto previsto al comma 1, il Ministero, nell’esercizio delle funzioni di tutela, tiene conto delle esigenze di culto prospettate dalle Autorità delle confessioni religiose interessate.









PARTE SECONDA

Beni culturali




TITOLO I

Tutela



Capo I

Oggetto della tutela










Articolo 8

Beni culturali




(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 2)





1. Sono beni culturali, soggetti alle disposizioni del presente Titolo a norma dell’articolo 10, le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed organismo pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o demo-etno-antropologico particolarmente importante.

2. Sono beni culturali, soggetti alle disposizioni del presente Titolo quando sia per essi intervenuta la dichiarazione prevista dall’articolo 11:

a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o demo-etno-antropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;

b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante;

c) le raccolte librarie appartenenti a privati di eccezionale interesse culturale;

d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o ecclesiastiche;

e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico.

3. Sono beni culturali soggetti alle disposizioni del presente Titolo:

a) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed organismo pubblico;

b) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e organismo pubblico.

4. Sono compresi tra le cose indicate al comma 1 e al comma 2, lettera a):

a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;

b) le cose di interesse numismatico;

c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe, le incisioni aventi carattere di rarità e di pregio;

d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio artistico o storico;

e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio artistico o storico;

f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;

g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico.


5. Salvo quanto disposto dall’articolo 62, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 2, lettera a), nonché le singole cose comprese nelle raccolte, collezioni o serie di cui al comma 2, lettere c) ed e), ed al comma 3, lettera b), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.







Articolo 9

Beni culturali interessati da specifiche disposizioni di tutela


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 3)






1. Indipendentemente dalla loro inclusione nelle categorie elencate all’articolo 8, sono beni culturali, in quanto oggetto di specifiche disposizioni del presente Titolo:

a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista;

b) gli studi d’artista;

c) le aree pubbliche, aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale;


d) le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto d’arte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni;

e) le opere dell’architettura contemporanea di particolare valore artistico;

f) le fotografie, con relativi negativi e matrici, gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento o comunque registrate, nonché le documentazioni di manifestazioni sonore o verbali comunque registrate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni;

g) i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni;

h) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi più di cinquanta anni;

i) le vestigia della Prima guerra mondiale, individuate dall’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 7 marzo 2001, n. 78.








Articolo 10

Accertamento dell’interesse culturale


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 5)




1. Le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati all’articolo 8, comma 1, che non siano opera di autore vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte, in via provvisoria, alle disposizioni del presente Titolo fino alla conclusione del procedimento di accertamento di cui al comma 2.

2. Il Ministero accerta l’interesse artistico, storico, archeologico o demo-etno-antropologico particolarmente importante delle cose di cui al comma 1, su proposta del soprintendente o su richiesta dei soggetti cui le cose appartengono.

3. Le cose di cui sia stato accertato l’interesse particolarmente importante restano sottoposte alle disposizioni del presente Titolo in via definitiva.

4. Se il procedimento di accertamento si conclude con esito negativo, le cose che ne hanno formato oggetto sono escluse dall’applicazione delle disposizioni del presente Titolo.



5. Le cose di cui al comma 1 sono sottoposte alle disposizioni del presente articolo anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.







Articolo 11

Dichiarazione dell’interesse culturale


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 6)






1. La dichiarazione accerta la sussistenza, nella cosa che ne forma oggetto, dell’interesse richiesto dall’articolo 8, comma 2.






Articolo 12

Procedimento di dichiarazione


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 7)


1. Il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dell’interesse culturale, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore della cosa che ne forma oggetto.

2. La comunicazione contiene gli elementi di identificazione e di valutazione della cosa risultanti dalle prime indagini, l’indicazione degli effetti previsti dal comma 4 nonché l’indicazione del termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni.


3. Se il procedimento riguarda complessi immobiliari, la comunicazione è inviata anche alla Città metropolitana o al Comune interessati.

4. La comunicazione comporta l’applicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.

5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del procedimento di dichiarazione, che il Ministero stabilisce a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

6. La dichiarazione è adottata dal Ministero.





Articolo 13

Notificazione della dichiarazione


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 8)


1. La dichiarazione prevista dall’articolo 11 è notificata al proprietario, possessore o detentore della cosa che ne forma oggetto, con le modalità indicate dalla normativa in materia di notificazione degli atti delle pubbliche amministrazioni. Essa acquista efficacia generale dal momento di tale notificazione.

2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicità immobiliare o mobiliare, la dichiarazione è trascritta, su richiesta del Soprintendente, nei relativi registri ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.

3. Il provvedimento di dichiarazione non è soggetto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti.






Articolo 14

Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione


1. Avverso la dichiarazione di cui all’articolo 11 è ammesso ricorso in unica istanza al Ministero, per motivi di legittimità e di merito, entro trenta giorni dalla notificazione della dichiarazione.

2. La proposizione del ricorso comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato. Rimane tuttavia ferma l’applicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.

3. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.

4. Qualora il Ministero accolga il ricorso, annulla o riforma l’atto impugnato.

5. Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.






Articolo 15

Notificazioni effettuate a norma della legislazione precedente


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 13)


1. I beni culturali di cui all’articolo 8, comma 2, per i quali non sono state rinnovate e trascritte le notificazioni fatte a norma delle leggi 20 giugno 1909, n. 364 e 11 giugno 1922, n. 778, sono sottoposti al procedimento di cui all’articolo 12. Fino alla conclusione del procedimento, dette notificazioni restano comunque valide agli effetti di questa Parte.

2. Conservano altresì efficacia le notificazioni eseguite a norma degli articoli 2, 3, 5 e 21 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 e le dichiarazioni adottate e notificate a norma dell’articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 e degli articoli 6, 7, 8 e 49 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.






Articolo 16

Raccolte ex-fidecommissarie


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 14)


1. Restano salve le disposizioni relative alle raccolte artistiche ex-fidecommissarie, impartite con legge 28 giugno 1871, n. 286, legge 8 luglio 1883, n. 1461, regio decreto 23 novembre 1891, n. 653 e legge 7 febbraio 1892, n. 31.






Articolo 17

Catalogazione


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 16)


1. Il Ministero assicura la catalogazione dei beni culturali.

2. Le procedure e le modalità della catalogazione sono stabilite con decreto ministeriale. A tale scopo, il Ministero, con la cooperazione delle regioni e delle università, individua e definisce metodologie comuni per la raccolta e l’elaborazione dei dati a livello nazionale e per la integrazione in rete delle banche dati regionali o locali.

3. Il Ministero e le regioni, anche in collaborazione con le università, cooperano altresì alla definizione delle modalità di attuazione di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione.

4. Le regioni e gli altri enti pubblici territoriali curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e, informatone il Ministero, degli altri beni culturali di appartenenza non statale presenti sul proprio territorio. I dati affluiscono al catalogo nazionale dei beni culturali.

5. I dati concernenti le dichiarazioni emesse a norma dell’articolo 11 affluiscono nella catalogazione e sono trattati separatamente dagli altri. La loro consultabilità è disciplinata in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.





Capo II

Vigilanza e ispezione



Articolo 18

Vigilanza


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, artt. 15 e 29)





1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero.




2. Al Ministero compete altresì la vigilanza sulle cose indicate all’articolo 10, comma 1, se di appartenenza statale, da chiunque siano tenute in uso o in consegna.

3. Per l’esercizio dei poteri di vigilanza sulle cose indicate all’articolo 10, comma 1, appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, il Ministero può procedere mediante forme di intesa e di coordinamento con le regioni.







Articolo 19

Ispezione


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, att. 32)


1. I soprintendenti possono in ogni tempo, in seguito a preavviso non inferiore a cinque giorni, procedere ad ispezioni per accertare l’esistenza e lo stato di conservazione e di custodia dei beni culturali.






Capo III

Protezione e conservazione



Sezione I

Misure di protezione



Articolo 20

Interventi vietati


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 21, commi 2 e 4)






1. I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione o integrità.





2. Gli archivi non possono essere smembrati.

















Articolo 21

Interventi soggetti ad autorizzazione


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, artt. 21, commi 1, 3, 4 e 5; 22, commi 1, 3 e 4; 23, comma 1)


1. Sono subordinati ad autorizzazione del Ministero:

a) la demolizione dei beni culturali, anche con successiva ricostruzione;

b) lo spostamento, anche temporaneo, dei beni culturali, salvo quanto previsto ai commi 2 e 3;

c) lo smembramento delle collezioni;

d) lo scarto dei documenti degli archivi pubblici e degli archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione a norma dell’articolo 11;

e) lo scorporo di complessi organici di documentazione di archivi dipendente dalla riallocazione di attribuzioni pubbliche.



2. Lo spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora o di sede del detentore, è preventivamente denunciato al soprintendente, che, entro trenta giorni dal ricevimento della denuncia, può prescrivere le misure necessarie perché i beni medesimi non subiscano danno dal trasporto.

3. Lo spostamento degli archivi correnti dello Stato e degli enti ed organismi pubblici non è soggetto ad autorizzazione.

4. Fuori dei casi di cui ai commi precedenti, l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente, che si pronuncia sul progetto presentato dal richiedente, con facoltà di impartire prescrizioni.




Articolo 22


Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 24; legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 19, comma 9)



1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 25 e 26, l’autorizzazione prevista dall’articolo 21, comma 4, relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata è rilasciata entro il termine di centoventi giorni dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza.


2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termine indicato al comma 1 è sospeso, per una sola volta, fino al ricevimento della documentazione richiesta.


3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine indicato al comma 1 è sospeso, per una sola volta, fino all’acquisizione delle risultanze degli accertamenti d’ufficio e comunque non oltre trenta giorni.




4. Decorso inutilmente il termine di cui ai commi 2 e 3, il richiedente può diffidare l’amministrazione a provvedere. La richiesta di approvazione si intende accolta ove l’amministrazione non provveda nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida.






Articolo 23


Procedure edilizie semplificate



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 36)



1. Qualora gli interventi autorizzati ai sensi dell’articolo 21 necessitino anche di titolo abilitativo in materia edilizia, è possibile il ricorso alla denuncia di inizio attività, nei casi previsti dalla legge. A tal fine, il soprintendente trasmette l’autorizzazione con il relativo progetto al Comune interessato.








Articolo 24


Interventi su beni pubblici



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 29, comma 2)



1. Per gli interventi su beni culturali da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti pubblici territoriali nonché di ogni altro ente ed organismo pubblico, le autorizzazioni necessarie ai sensi dell’articolo 21 possono essere sostituite da accordi tra il Ministero ed il soggetto pubblico interessato.











Articolo 25


Conferenza di servizi



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 25;
legge 7 agosto 1990, n. 241, artt. 14, 14-bis,14-ter,
14-quater come sostituiti dalla legge 24 novembre 2000, n. 340, artt. 9-12)






1. Nei procedimenti relativi ad opere o lavori incidenti su beni culturali, ove si ricorra alla conferenza di servizi, le autorizzazioni necessarie ai sensi dell’articolo 21 sono rilasciate in quella sede dal Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza, contenente le eventuali prescrizioni impartite per la realizzazione del progetto.


2. Qualora il Ministero esprima motivato dissenso, l’amministrazione procedente può richiedere la determinazione di conclusione del procedimento al Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.




3. Il destinatario della determinazione conclusiva favorevole adottata in conferenza di servizi informa il Ministero dell’avvenuto adempimento delle prescrizioni da quest’ultimo impartite in tale sede.








Articolo 26


Valutazione di impatto ambientale



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 26)




1. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale, l’assenso reso dal Ministero in sede di concerto sulla compatibilità ambientale sostituisce le autorizzazioni necessarie ai sensi dell’articolo 21.






2. Qualora dall’esame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti che l’opera non è in alcun modo compatibile con le esigenze di protezione dei beni culturali sui quali essa è destinata ad incidere, il Ministero si pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio. In tal caso, la procedura di valutazione di impatto ambientale si considera conclusa negativamente.



3. Se nel corso dei lavori risultino comportamenti contrastanti con l’assenso reso ai sensi del comma 1, tali da porre in pericolo l’integrità dei beni culturali soggetti a tutela, il Ministero ordina la sospensione dei lavori.








Articolo 27


Situazioni di urgenza



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 27)



1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere eseguiti i lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli al bene tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono inviati nel più breve tempo i progetti dei lavori definitivi per l’autorizzazione.


2. In caso di pericolo imminente di grave danno al bene tutelato, quest’ultimo può essere temporaneamente rimosso, dandone immediata comunicazione alla soprintendenza. Il bene è ricollocato nel luogo di provenienza non appena cessata la situazione di pericolo.








Articolo 28


Misure cautelari e preventive



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 28)



1. Il soprintendente può ordinare la sospensione di interventi iniziati contro il disposto degli articoli 20, 21, 25, 26 e 27 ovvero condotti in difformità dall’autorizzazione.


2. Al soprintendente spetta altresì la facoltà di ordinare l’inibizione o la sospensione di interventi relativi alle cose indicate nell’articolo 8, anche quando per esse non siano intervenuti l’accertamento di cui all’articolo 10, comma 2, o la dichiarazione di cui all’articolo 11.


3. L’ordine di cui al comma 2 si intende revocato se, entro trenta giorni dalla ricezione del medesimo, non è comunicato l’avvio del procedimento di accertamento o di dichiarazione.



4. In caso di realizzazione di opere pubbliche ricadenti in aree di interesse archeologico, anche quando per esse non siano intervenuti l’accertamento di cui all’articolo 10, comma 2, o la dichiarazione di cui all’articolo 11, il soprintendente può fare eseguire saggi archeologici preventivi sulle aree medesime a spese del committente dell’opera pubblica.







Sezione II


Misure di conservazione




Articolo 29


Obblighi conservativi



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, artt. 21, comma 4; 22, comma 2; 29, comma 2; 40)



1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed organismo pubblico hanno l’obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione e di impedire il deterioramento dei beni culturali di loro appartenenza.


2. I soggetti indicati al comma 1 e le persone giuridiche private senza fine di lucro, hanno l’obbligo di fissare al luogo di destinazione i beni culturali di loro appartenenza, ad eccezione degli archivi correnti, nel modo che il soprintendente ha facoltà di prescrivere.


3. I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, di archivi sottoposti alle disposizioni del presente Titolo, hanno l’obbligo di conservarli nella loro organicità e di ordinarli. Hanno, altresì, l’obbligo di inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni.








Articolo 30


Definizione di restauro



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 34)



1. Ai fini del presente decreto legislativo, per restauro si intende l’intervento volto a mantenere l’integrità materiale del bene culturale, anche nel suo contesto, e ad assicurare la conservazione e la protezione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.







Articolo 31


Interventi conservativi volontari



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 35)



1. Il restauro e gli altri interventi conservativi su beni culturali ad iniziativa dell’avente titolo sono autorizzati a norma dell’articolo 21.



2. In sede di autorizzazione, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dell’interessato, sulla ammissibilità dell’intervento ai contributi statali previsti dagli articoli 35 e 36 e certifica eventualmente il carattere necessario dell’intervento stesso ai fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.







Articolo 32


Interventi conservativi imposti



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 37)




1. Il Ministero ha facoltà di provvedere direttamente agli interventi necessari per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento dei beni culturali.


2. Il Ministero può imporre al proprietario, possessore o detentore l’esecuzione degli interventi previsti dal comma 1.




3. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche in caso di inadempimento degli obblighi di cui all’articolo 29, comma 3.








Articolo 33


Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 38)




1. Ai fini dell’articolo 32 il soprintendente redige una relazione tecnica e dichiara la necessità degli interventi da eseguire.


2. La relazione tecnica è inviata, insieme alla comunicazione di avvio del procedimento, al proprietario, possessore o detentore del bene, che può far pervenire le sue osservazioni entro trenta giorni dal ricevimento degli atti.



3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria l’esecuzione diretta dell’intervento, assegna al proprietario, possessore o detentore un termine per la presentazione del progetto esecutivo degli interventi da effettuarsi, conformemente alla relazione tecnica.


4. Il progetto presentato è approvato dal soprintendente con le eventuali prescrizioni e con la fissazione del termine per l’inizio dei lavori. Per i beni immobili il progetto presentato è trasmesso dalla soprintendenza al Comune interessato, che può esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.


5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie all’obbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato, ovvero se il progetto è respinto, si procede con l’esecuzione diretta.


6. In caso di urgenza, il soprintendente può adottare immediatamente le misure conservative necessarie.






Articolo 34


Oneri per gli interventi conservativi imposti



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
artt. 37, comma 2; 41, comma 2; 44)



1. Qualora gli interventi disposti a norma dell’articolo 32 siano di particolare rilevanza ovvero eseguiti su beni in uso o godimento pubblico, l’onere della spesa può essere sostenuto in tutto o in parte dal Ministero.


2. Salvo quanto disposto dal comma 1:


a) per gli interventi eseguiti a norma degli articoli 32, comma 1, e 33, comma 5, il Ministero determina l’ammontare della spesa da porre definitivamente a carico del proprietario, possessore o detentore;


b) per gli interventi imposti a norma dell’articolo 32, comma 2, gli oneri restano a carico del proprietario, possessore o detentore.


3. Per la riscossione della somma determinata a norma del comma 2 si provvede nelle forme previste dalla normativa vigente in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.






Articolo 35


Intervento finanziario del Ministero



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 41)




1. Salvo quanto disposto dall’articolo 34, comma 1, il Ministero ha comunque facoltà di concorrere nella spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore del bene culturale per l’esecuzione del restauro o di altri interventi conservativi, per un ammontare non superiore alla metà della stessa.






2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli interventi sugli archivi storici previsti dall’articolo 29, comma 3.




3. Per la determinazione della percentuale del contributo si tiene conto di altri contributi pubblici e di eventuali contributi privati relativamente ai quali siano stati ottenuti benefici fiscali.






Articolo 36


Erogazione del contributo



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
art. 42, commi 1 e 2)



1. Il contributo è concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal beneficiario.


2. Possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati .



3. Il beneficiario è tenuto alla restituzione degli acconti percepiti se gli interventi non sono stati, in tutto o in parte, regolarmente eseguiti. Per la riscossione delle relative somme si applica l’articolo 34, comma 3.








Articolo 37


Contributo in conto interessi



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 43)





1. Il Ministero può concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali immobili per la realizzazione di interventi conservativi autorizzati.



2. Il contributo è concesso nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti percentuali sul capitale erogato a titolo di mutuo.



3. Il contributo è corrisposto direttamente dal Ministero all’istituto di credito secondo modalità da stabilire con convenzioni.


4. Il contributo di cui al comma 1 può essere concesso anche per interventi conservativi su opere di architettura contemporanea di cui il soprintendente abbia accertato, su richiesta del proprietario, il particolare valore artistico.








Articolo 38


Apertura al pubblico degli immobili restaurati



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 45)



1. Gli immobili, anche di proprietà privata, restaurati a carico totale o parziale dello Stato, o per i quali siano stati concessi contributi in conto capitale o in conto interessi, sono resi accessibili al pubblico secondo modalità fissate, caso per caso, da apposite convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari all’atto della assunzione dell’onere della spesa ai sensi dell’articolo 34, o della concessione del contributo ai sensi dell’articolo 35.


2. Con decreto ministeriale sono determinati i principi e i criteri generali cui le convenzioni di cui al comma 1 si uniformano.











Articolo 39


Interventi conservativi su beni dello Stato



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
art. 46, commi 1 e 3)




1. Il Ministero provvede alle esigenze di conservazione e restauro dei beni culturali di appartenenza statale, anche se in consegna o in uso ad amministrazioni diverse o ad altri soggetti, sentiti i medesimi.


2. Previo accordo con l’amministrazione o il soggetto interessati, la progettazione e l’esecuzione degli interventi di cui al comma 1 relativi a beni immobili può essere assunta dall’amministrazione o dal soggetto medesimi, ferma restando la competenza del Ministero al rilascio dell’autorizzazione sul progetto ed alla vigilanza sui lavori.





3. Per l’esecuzione degli interventi di cui al comma 1 relativi a beni immobili il Ministero trasmette il progetto e comunica l’inizio dei lavori alla Città metropolitana o al Comune interessato.







Articolo 40

Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
artt. 46, comma 2, e 4)

1. Per i beni culturali appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, le misure previste dall’articolo 32 sono disposte, salvo i casi di assoluta urgenza, in base ad accordi con l’ente interessato.

2. Gli accordi possono riguardare anche i contenuti delle prescrizioni di cui all’articolo 29, comma 2.

3. Gli interventi conservativi sui beni culturali che coinvolgono lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, nonché eventualmente altri soggetti pubblici e privati, sono oggetto, di norma, di preventivi accordi programmatici.

Articolo 41

Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti conservati dalle amministrazioni statali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 30)

1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano all’archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre quarant’anni, unitamente agli strumenti che ne garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versate settant’anni dopo l’anno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli archivi notarili versano gli atti notarili ricevuti dai notai che cessarono l’esercizio professionale anteriormente all’ultimo centennio.

2. Il soprintendente all’archivio centrale dello Stato e i direttori degli archivi di Stato possono accettare versamenti di documenti più recenti, quando vi sia pericolo di dispersione o di danneggiamento.

3. Nessun versamento può essere ricevuto se non sono state effettuate le operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a carico delle amministrazioni versanti.

4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici estinti sono versati all’archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato, a meno che non se ne renda necessario il trasferimento, in tutto o in parte, ad altri enti.

5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni, delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dell’interno, con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla definizione dei criteri di organizzazione, gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono disciplinati con decreto adottato dal Ministro di concerto con il Ministro dell’interno, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero per gli affari esteri; non si applicano altresì agli stati maggiori dell’esercito, della marina e dell’aeronautica per quanto attiene la documentazione di carattere militare e operativo.

Articolo 42

Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 31)

1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità di consultazione e di accesso agli atti conservati presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica.

2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano i loro atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni dei rispettivi uffici di presidenza.

3. La Corte Costituzionale conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento adottato a norma dell’articolo 14 della legge 11 marzo 1953, n. 87, come sostituito dall’articolo 4 della legge 18 marzo 1958, n. 265.

Articolo 43

Custodia coattiva

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 47)

1. Il Ministero ha facoltà di far trasportare e temporaneamente custodire in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di garantirne la sicurezza, assicurarne la conservazione o impedirne il deterioramento, oppure quando ciò si renda necessario per l’esecuzione di un intervento di restauro, incluse le eventuali indagini preliminari e la documentazione dello stato di conservazione.

Articolo 44

Comodato di beni culturali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 48)

1. Il soprintendente, previo assenso del Ministero, può ricevere in comodato da privati proprietari beni culturali mobili, al fine di consentirne la fruizione da parte della collettività, qualora si tratti di beni di particolare importanza o che rappresentino significative integrazioni delle collezioni pubbliche e purché la loro custodia presso i pubblici istituti non risulti particolarmente onerosa.

2. Il comodato non può avere durata inferiore a cinque anni e si intende prorogato tacitamente per un periodo pari a quello convenuto, qualora una delle parti contraenti non abbia comunicato all’altra la disdetta almeno due mesi prima della scadenza del termine.

3. In relazione ai beni ricevuti in comodato, il soprintendente adotta ogni misura necessaria ai fini della conservazione e del restauro, dandone comunicazione al comodante. Le relative spese sono a carico del Ministero.

4. I beni ricevuti in comodato sono protetti da idonea copertura assicurativa a carico del Ministero.

5. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni vigenti in materia di comodato.

6. Il soprintendente può ricevere altresì in deposito beni culturali appartenenti ad enti pubblici. Le spese di conservazione e custodia specificamente riferite ai beni depositati sono a carico degli enti depositanti.

Sezione III

Altre forme di protezione

Articolo 45

Prescrizioni di tutela indiretta

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
art. 49, commi 1 e 2)

1. Il Ministero ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l’integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.


2. L’esercizio di tale facoltà è indipendente dalle previsioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici.

Articolo 46

Procedimento per la tutela indiretta

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
art. 49, commi 3 e 5)

1. Il soprintendente avvia il procedimento per la tutela indiretta, anche su motivata richiesta della Regione o di altri enti pubblici territoriali interessati, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore dell’immobile cui le prescrizioni si riferiscono, ovvero, se per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, mediante idonee forme di pubblicità.

2. La comunicazione di avvio del procedimento individua l’immobile in relazione al quale si intendono adottare le prescrizioni di tutela indiretta e indica i contenuti essenziali di tali prescrizioni.

3. Nel caso di complessi immobiliari, la comunicazione è inviata anche alla Città metropolitana o al Comune interessati.

4. La comunicazione comporta, in via cautelare, la temporanea immodificabilità dell’immobile limitatamente agli aspetti cui si riferiscono le prescrizioni contenute nella comunicazione stessa.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del relativo procedimento, stabilito dal Ministero a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Articolo 47

Notificazione delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso amministrativo

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
art. 49, comma 4)

1. Il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta è notificato al proprietario, possessore o detentore degli immobili interessati, con le modalità indicate dalla normativa in materia di notificazione degli atti delle pubbliche amministrazioni.

2. Il provvedimento non è soggetto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti.

3. Le prescrizioni sono trascritte nei registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore, a qualsiasi titolo, degli immobili cui le prescrizioni stesse si riferiscono.

4. Avverso il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta è dato il rimedio del ricorso amministrativo ai sensi dell’articolo 14, con le modalità e i limiti ivi previsti. La proposizione del ricorso, tuttavia, non comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato.

Articolo 48

Manifesti e cartelli pubblicitari

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 50; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 3 e 13-ter introdotto dalla legge 7 dicembre 1999, n. 472, art. 30)

1. E’ vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. Il soprintendente può, tuttavia, autorizzare il collocamento o l’affissione quando non ne derivi danno all’aspetto, al decoro e al pubblico godimento di detti edifici ed aree.

2. Lungo le strade site nell’ambito o in prossimità dei beni indicati al comma 1, è vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicità, salvo autorizzazione rilasciata a norma dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della soprintendenza sulla compatibilità della collocazione o della tipologia dell’insegna con l’aspetto, il decoro e il pubblico godimento dei beni tutelati.

3. In relazione ai beni indicati al comma 1 il soprintendente può autorizzare o concedere l’utilizzo a fini pubblicitari delle coperture dei ponteggi apposti per l’esecuzione degli interventi edilizi di conservazione e restauro, per un periodo non superiore alla durata dei lavori. A tal fine alla richiesta di autorizzazione o all’atto di concessione deve essere allegato il contratto di appalto dei lavori medesimi.

Articolo 49

Distacco di beni culturali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 51; legge 7 marzo 2001, n. 78, art. 1, comma 6)

1. E’ vietato, senza l’autorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti, esposti o non alla pubblica vista, nonché rimuovere i cippi e i monumenti costituenti vestigia della Prima guerra mondale, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c) della legge 7 marzo 2001, n. 78.

Articolo 50

Studi d’artista

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 52)

1. Non sono soggetti ai provvedimenti di rilascio previsti dalla normativa vigente in materia di locazione di immobili urbani quegli studi d’artista il cui contenuto in opere, documenti, cimeli e simili è dichiarato di interesse particolarmente importante per il suo storico valore, a norma dell’articolo 11. Con lo stesso provvedimento di dichiarazione è prescritta la immodificabilità della destinazione d’uso degli studi d’artista e l’inamovibilità del loro contenuto.

Articolo 51

Esercizio del commercio in aree di valore culturale

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 53; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,
art. 28, comma 16)

1. Con le deliberazioni di cui all’articolo 28, comma 15, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, i comuni, sentito il soprintendente, individuano le aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale nelle quali vietare o sottoporre a condizioni particolari, l’esercizio del commercio.

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I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

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