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VII Commissione Senato - Resoconto della 252a seduta- 10 dicembre 2003 (Nuovo Codice)
2003-12-10

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ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

MERCOLED 10 DICEMBRE 2003
252a Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI


Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Bono.

La seduta inizia alle ore 14,40.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il senatore TESSITORE (DS-U) chiede se la Commissione chiamata ad esprimere il proprio parere sul disegno di legge n. 2544, di modifica costituzionale, e in questo caso ne sollecita l'esame.

Il PRESIDENTE conferma l'assegnazione del provvedimento alla Commissione in sede consultiva. Peraltro, vista l'intensa attivit prevista fino alla pausa natalizia, occorre valutare se vi siano spazi per l'esame in sede plenaria ovvero se sia preferibile esaminarlo in Sottocommissione pareri. Coglie peraltro l'occasione per ribadire l'esigenza di riforme regolamentari che assicurino alle Commissioni congrui spazi per svolgere il proprio lavoro in modo serio e costruttivo.


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante: "Codice dei beni culturali e paesaggistici" (n. 295)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137. Seguito dell'esame e rinvio)

Riprende l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 3 dicembre scorso.

La senatrice ACCIARINI (DS-U) stigmatizza l'assenza del Governo, non solo e non tanto sul piano formale, quanto sul piano sostanziale. Nel rimarcare la differenza con i rappresentanti di altri Dicasteri, che al contrario seguono con assiduit i lavori della Commissione sulle materie di loro competenza, duole registrare l'assenza del rappresentante dei Beni culturali proprio quando la Commissione chiamata ad uno sforzo straordinario per esaminare numerosi schemi di decreti legislativi in materia di beni ed attivit culturali, peraltro presentati al Parlamento nell'imminenza della scadenza del termine per l'esercizio della delega. Non solo, ma i tempi risultano ulteriormente ristretti dalla sessione di bilancio da un lato, che ha a lungo impegnato il Senato nel suo complesso, e dall'imminente pausa natalizia dall'altro.
Nel caso specifico, la seduta di oggi doveva essere dedicata all'esame del codice dei beni culturali, provvedimento di grande rilievo, che presenta profili di dubbia costituzionalit e di scarso coordinamento con la legislazione vigente e che giunge all'esame parlamentare privo del parere della Conferenza Stato-regioni.
Ella non pu quindi non esprimere profondo stupore per l'assoluta mancanza di rispetto per il Parlamento manifestata dal Governo, oltre che per l'improvvida accelerazione subita dai lavori su testi che richiederebbero al contrario un esame assai pi meditato ed approfondito.

Il PRESIDENTE conviene che la situazione sia incresciosa, anche per la maggioranza. Comunica peraltro di aver gi avuto in animo di trasmettere una lettera al ministro Urbani con la quale richiedere una pi assidua presenza dei rappresentanti del suo Dicastero ai lavori della Commissione. Dichiara indi aperta la discussione generale sull'atto in titolo.

La senatrice ACCIARINI (DS-U) chiede di poter intervenire in altra seduta, alla presenza del rappresentante del Governo.

Il PRESIDENTE osserva che, al di l di considerazioni di carattere politico, la discussione sull'atto in titolo era da tempo calendarizzata per la seduta in corso e non ritiene pertanto di doverla rinviare. L'assenza del Governo non pu infatti essere di ostacolo alla prosecuzione dei lavori della Commissione laddove cos non prescriva il Regolamento.

La senatrice ACCIARINI (DS-U), dopo aver ribadito le proprie perplessit in ordine alla modalit di svolgimento dei lavori, entra nel merito del provvedimento. Al riguardo, nel rilevare che il codice dovrebbe essere anzitutto diretto a definire un quadro sistematico e completo della normativa che disciplina il settore dei beni culturali, lamenta che il provvedimento in esame, nonostante l'ampiezza della delega, non raggiunge tale obiettivo, atteso ad esempio il mancato coordinamento con alcune disposizioni vigenti (ed in particolare con l'articolo 27 del decreto-legge n. 269 del 2003).
Non solo, ma - ad avviso della senatrice - il codice non offre una definizione unitaria del concetto di bene culturale, limitandosi piuttosto ad adottare una nozione prettamente elencativa, a differenza di quanto previsto dal testo unico approvato con decreto legislativo n. 490 del 1999 che, pur adottato sulla base di una delega pi circoscritta, adott la definizione di bene culturale, proposta dalla Commissione Franceschini, quale testimonianza avente valore di civilt.
La scelta di privilegiare un approccio basato sul regime giuridico del bene, a suo giudizio, sintomatica della mancanza di un'impostazione diretta a distinguere la disciplina del bene culturale da quella propria delle merci, atteso che il bene culturale non deve avere finalit commerciali, mentre centrale per la crescita culturale e sociale dei cittadini.
Nel codice si evidenzia, prosegue la senatrice, una visione limitata volta a suddividere i beni culturali in base alla loro appartenenza pubblica o privata per poi sottoporli a un diverso regime di intervento, senza considerare che il patrimonio culturale italiano , nel suo insieme, di pubblica utilit. Inoltre, esso strettamente collegato alle specificit territoriali. Al riguardo, nel rilevare, in particolare, la mancanza di un effettivo coordinamento con le modifiche apportate al Titolo V della Costituzione, ella giudica negativamente l'espansione del concetto di tutela, a scapito della valorizzazione.
Ella ribadisce altres la propria contrariet in ordine alla mancanza di coordinamento con l'articolo 27 del decreto legge n. 269 del 2003, che prefigura una diversa procedura per la verifica dell'interesse culturale, in mancanza del quale il bene stesso, se immobile, pu essere sdemanializzato e, infine, alienato. Ella ricorda che si tratta infatti di una norma pienamente in vigore, che prevede una procedura di natura prettamente finanziario-contabile, oltretutto con una tempistica estremamente ridotta. In proposito ritiene che il mancato coordinamento far s che il codice intervenga a regolare una materia che tuttavia sar gi stata oggetto di un altro tipo di intervento.

Il seguito dell'esame quindi rinviato.

Tabella triennale relativa ai soggetti ammessi ai finanziamenti per iniziative di diffusione della cultura scientifica e tecnologica (n. 312)
(Parere al Ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 28 marzo 1991, n. 113. Esame e rinvio)

Riferisce alla Commissione il senatore GABURRO (UDC) il quale ricorda anzitutto che la legge n. 113 del 1991, modificata dalla legge n. 6 del 2000, prevede un finanziamento triennale destinato al funzionamento di enti, strutture scientifiche, fondazioni e consorzi impegnati nel campo della diffusione della cultura scientifica, nonch l'erogazione di contributi annuali per attivit coerenti con l'attivit della legge stessa.
Precisa poi che la Tabella in titolo reca l'indicazione dei finanziamenti triennali, che assorbono oltre la met dello stanziamento complessivo di euro 10.329.138,00.
Con decreto ministeriale 10 ottobre 2003, n. 1704, tale somma stata infatti cos ripartita: euro 5.681.223,09 per la Tabella triennale; euro 1.727.547,70 per la stipula di accordi di programma e di intese con altre amministrazioni dello Stato, universit ed altri enti pubblici; euro 2.898.367,21 per i progetti annuali; euro 22.000,00 per le spese annuali di funzionamento del comitato tecnico scientifico.
Ai fini della distribuzione dei fondi destinati alla Tabella triennale, sono state esaminate 83 domande secondo i seguenti criteri: verifica della sussistenza della finalit della diffusione della cultura scientifica e tecnologica; analisi della consistenza della struttura, con esclusione degli enti con debolezza strutturale; verifica della qualit dell'attivit passata e della programmazione triennale.
Al termine dell'istruttoria sono stati proposti 26 enti, ai quali stato assegnato, per il primo anno, il contributo indicato nella Tabella in esame. Fra questi, egli cita in particolare l'Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze; la Fondazione IDIS - Citt della scienza di Napoli; il Museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci di Milano; la Fondazione Rosselli di Torino; il Museo nazionale dell'Antartide Felice Ippolito di Genova; la Fondazione internazionale di Trieste per il progresso e la libert delle scienze.
Nel merito del riparto, egli ritiene che i criteri fissati dalla legge siano stati rispettati; in particolare, esprime apprezzamento per la destinazione di somme consistenti all'Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, che rappresenta l'ente maggiormente impegnato nella diffusione di cultura scientifica, nonch alla Fondazione IDIS di Napoli e al Museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci di Milano.
Concludendo, sottolinea con soddisfazione il lavoro svolto a favore della diffusione della cultura scientifica e tecnologica, giudicando importante in questo momento stimolare i giovani a scegliere con maggior convinzione i percorsi di studio di carattere scientifico di base, senza peraltro sottovalutare l'importanza e il significato degli studi umanistici.

Il seguito dell'esame quindi rinviato.


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