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XIV Commissione del Senato (Politiche dell'Unione europea) - Resoconto della 14a seduta - 16 dicembre 2003 (Nuovo Codice)
2003-12-16

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POLITICHE DELLUNIONE EUROPEA (14a)

MARTEDI' 16 DICEMBRE 2003 14a Seduta
Presidenza del Vice Presidente GIRFATTI

Interviene il sottosegretario di Stato per le Riforme istituzionali e la devoluzione Brancher.

La seduta inizia alle ore 14.15.

IN SEDE CONSULTIVA
Schema di decreto legislativo recante: Codice dei beni culturali e paesaggistici (n. 295)
(Osservazioni alla 7a Commissione. Esame, ai sensi dellarticolo 144, comma 3, del Regolamento, e rinvio)

Introduce l'esame il senatore BASILE (FI), rilevando preliminarmente come lo schema di decreto legislativo miri a codificare la disciplina attinente alla tutela e alla conservazione dei beni culturali e paesaggistici nazionali. Esso suddiviso in cinque parti, recanti rispettivamente le disposizioni generali, la disciplina dei beni culturali, la disciplina dei beni paesaggistici, il trattamento sanzionato e le disposizioni transitorie, abrogative e finali.
La seconda parte, che ha ad oggetto i beni culturali, disciplina tra i vari aspetti anche la circolazione dei beni culturali in ambito internazionale, facendo riferimento alla normativa comunitaria e alla Convenzione UNIDROIT. Nel presente contesto vengono in rilievo gli articoli da 73 a 86 del codice, recanti le disposizioni relative all'esportazione dal territorio dell'Unione Europea e la restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro dell'Unione europea, che costituiscono l'oggetto, rispettivamente, del regolamento (CEE) n. 3911/92 del Consiglio e della direttiva 93/7/CEE del Consiglio.
Il regolamento (CEE) n. 3911/92 persegue l'obiettivo di assicurare un controllo omogeneo alle frontiere della Comunit in materia di esportazione di beni culturali e a tale scopo subordina l'esportazione di tali beni alla presentazione di un'apposita licenza, valida in tutto il territorio dell'Unione, e prescrive l'obbligo di assistenza e collaborazione fra le autorit amministrative e doganali degli Stati membri e fra questi ultimi e la Commissione.
La direttiva 93/7/CEE disciplina la restituzione di beni culturali illegittimamente usciti dal territorio di uno Stato membro, allo scopo di assicurare agli Stati il ritorno sul loro territorio dei beni appartenenti al patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale inviati all'estero o esportati illegalmente dopo l'abolizione dei controlli alle frontiere interne.
Sia il regolamento che la direttiva citati hanno subito delle parziali modifiche ad opera di atti normativi comunitari successivi e ad essi ha fatto seguito una cospicua normativa comunitaria di attuazione. Si ricorda altres la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale sull'applicazione del regolamento (CEE) n. 3911/92 e della direttiva 93/7/CEE - COM (2000) 325, con la quale si sottolineano l'avvenuta sensibilizzazione degli Stati membri e degli operatori del commercio internazionale ad una migliore tutela dei beni culturali a livello europeo e il mancato regresso del commercio illegale di tali beni.
Passa quindi ad effettuare un raffronto tra gli articoli di competenza della 14a commissione del provvedimento in esame e le disposizioni comunitarie, richiamando in primo luogo larticolo 73, che fornisce alcune definizioni, in particolare delle fonti comunitarie che disciplinano la materia.
Larticolo 74 reca disposizioni di attuazione del regolamento (CEE) n. 3911/92 (esportazione dal territorio dell'Unione europea), di cui si ribadisce la diretta applicabilit. Nello specifico, esso identifica i soggetti competenti al rilascio della licenza di esportazione prevista dal regolamento e stabilisce alcune modalit di tale rilascio.
Con l'articolo 75 iniziano le disposizioni di recepimento della direttiva 93/7/CEE. Tale articolo regola la restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro, definendo la tipologia dei beni culturali dei quali ammessa la restituzione e le relative condizioni.
Larticolo 76 identifica nel Ministero per i beni e le attivit culturali l'autorit centrale per l'esercizio delle funzioni previste dalla direttiva, segnatamente quelle di collaborazione, ricerca e localizzazione del bene, notifica del ritrovamento, conservazione del bene e amichevole composizione delle controversie. In merito a tale articolo si rileva una divergenza dal testo della direttiva: quest'ultima prevede che lo Stato debba facilitare le operazioni da parte dello Stato membro richiedente di verifica della natura del bene entro un termine massimo di due mesi dalla notifica del ritrovamento; il testo dello schema al riguardo prevede invece un termine di tre mesi.
Larticolo 77 disciplina l'azione di restituzione, integrando con ulteriori due requisiti i presupposti richiesti dall'articolo 163 del codice di procedura civile per l'esercizio dell'azione ordinaria. In proposito, si evidenzia una parziale omissione rispetto al testo della direttiva: assente infatti l'indicazione del soggetto passivo verso cui esercitare l'azione, cio - ai sensi della direttiva - il possessore e, in mancanza di questi, il detentore del bene culturale. L'espressa indicazione del "convenuto" sembrerebbe corrispondere a criteri di maggiore chiarezza.
Larticolo 78 stabilisce i termini di prescrizione e decadenza per l'esercizio dell'azione di restituzione.
Larticolo 79 disciplina la possibilit di corresponsione di un indennizzo a favore del possessore del bene, a condizione che egli lo abbia acquisito in buona fede. Al riguardo, la formulazione della direttiva prevede come condizione che l'acquisizione sia avvenuta con la "diligenza richiesta". Si riterrebbe opportuno valutare l'esistenza di una completa corrispondenza tra la nozione civilistica di buona fede e quella comunitaria di diligenza.
Larticolo 80 reca l'indicazione delle modalit di pagamento dell'indennizzo, prevedendone la contestualit con la restituzione del bene, nonch la redazione del processo verbale di attestazione del pagamento e della consegna del bene.
Larticolo 81 pone a carico dello Stato richiedente le spese di assistenza e collaborazione del Ministero, nonch quelle attinenti all'esecuzione della sentenza che dispone la restituzione del bene.
Larticolo 82 disciplina l'azione di restituzione a favore dell'Italia, all'uopo stabilendo la titolarit del Ministero dei beni e delle attivit culturali d'intesa con il Ministero degli affari esteri all'esercizio di tale azione, con l'assistenza dell'Avvocatura generale dello Stato.
Larticolo 83, in conformit all'articolo 12 della direttiva che demanda alla legislazione dello Stato membro richiedente la disciplina della propriet del bene culturale successivamente alla restituzione, regola i rapporti fra lo Stato e il proprietario del bene di cui si sia avuta la restituzione.
Larticolo 84 reca l'indicazione degli obblighi di comunicazione e informazione a carico del Ministro dei beni e delle attivit culturali; in particolare, pu essere opportuno richiamare quello attinente alla predisposizione della relazione triennale sullo stato di applicazione del regolamento (CEE) n. 3911/92 e della direttiva 93/7/CEE.
Larticolo 85 istituisce presso il Ministero per i beni e le attivit culturali la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, e demanda ad un decreto ministeriale la definizione delle modalit di tale istituzione.
Larticolo 86 conferisce al Ministero il compito di promuovere accordi con gli altri Stati membri per favorire la reciproca conoscenza del rispettivo patrimonio culturale, della legislazione e dell'organizzazione di tutela e la conseguente armonizzazione delle legislazioni nazionali.
Giova, infine, richiamare l'articolo 103 del codice, recante le condizioni di accesso ai luoghi della cultura, afferma il principio di parit di trattamento dei cittadini comunitari in materia di accesso ai musei, in adempimento della sentenza della Corte di giustizia di condanna nei confronti dell'Italia (causa C-388/01).
Sulla base degli elementi di fatto e delle considerazioni test svolte, ritiene che la Commissione possa orientarsi nel senso dell'espressione alla 7a Commissione di osservazioni favorevoli, con rilievi di contenuto corrispondente a quanto in precedenza evidenziato in merito agli articoli 76, 77 e 79.

Il presidente GIRFATTI (FI), dopo aver espresso apprezzamento per la puntualit e analiticit dell'esposizione del relatore, prospetta l'opportunit di inserire nelle osservazioni per la 7a Commissione permanente rilievi volti esplicitamente a promuovere una modifica degli articoli 76 e 79 dello schema di decreto legislativo, nelle parti un cui la loro formulazione appare incongrua alla stregua dell'illustrazione introduttiva. Osserva infine come sia opportuno inserire in premessa un richiamo al principio della parit di trattamento tra i cittadini dell'Unione europea in materia di accesso agevolato ai musei, con riferimento all'articolo 103 del futuro "Codice dei beni culturali e paesaggistici". In proposito, ricorda che l'Italia stata di recente condannata, con sentenza della Corte di giustizia delle Comunit europee del 16 gennaio 2003, per violazione dei principi comunitari che vietano discriminazioni basate sulla nazionalit, avendo riservato, sia pure nell'ambito di luoghi culturali gestiti da Comuni, tariffe d'ingresso pi favorevoli ai soli cittadini italiani in possesso di determinati requisiti.

Il senatore CAVALLARO (Mar-DL-U), con riguardo al contenuto dell'articolo 78 e della relativa nota illustrativa del Governo, segnala l'opportunit di un adeguamento terminologico, volto a ricondurre i richiami ivi contemplati agli istituti della prescrizione e della decadenza a un'accezione pi conforme alle indicazioni della dottrina processualistica prevalente in Italia..
Manifesta comunque convinta adesione all'impianto della relazione del senatore Basile.

Il presidente GIRFATTI dichiara chiusa la discussione.

Il seguito dell'esame quindi rinviato

(...)

La seduta termina alle ore 14,50


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