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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Bozza Commissione Trotta (versione 20.05.2003) del Codice dei beni culturali e paesaggistici (artt. 52-113)
2003-05-20
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Capo IV

Circolazione in ambito nazionale

Sezione I

Alienazione e altri modi di trasmissione

Articolo 52

Beni culturali inalienabili

1. Sono inalienabili i beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, costituiti da:

a) immobili ed aree di interesse archeologico;

b) immobili e mobili di cui sia stato accertato linteresse storico, artistico e demo-etno-antropologico particolarmente importante ai sensi dellarticolo 10;

c) immobili riconosciuti monumenti nazionali con atti aventi forza di legge;

d) archivi e singoli documenti;

e) raccolte di musei, pinacoteche e biblioteche;

f) immobili e mobili di cui sia stato accertato linteresse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dellidentit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o ecclesiastiche.

2. Sono altres inalienabili:

a) le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 8, comma 1, che non siano opera di autore vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia intervenuto laccertamento previsto dallarticolo 10;

b) le cose mobili che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, se incluse in raccolte appartenenti agli enti di cui al comma 1.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai trasferimenti di beni culturali tra lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali.

4. I beni e le cose indicati ai commi 1 e 2 possono essere utilizzati esclusivamente secondo le modalit e per i fini previsti dal Titolo II.

Articolo 53

Trasferimento di beni alla Patrimonio dello Stato s.p.a.

1. I beni immobili indicati allarticolo 52, comma 1, lettere b), ed f), appartenenti allo Stato, possono essere trasferiti alla societ per azioni denominata Patrimonio dello Stato s.p.a., istituita dallarticolo 7 del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni nella legge 15 giugno 2002, n. 112.

2. Il trasferimento disposto dal Ministro delleconomia e delle finanze di concerto con il Ministro per i beni e le attivit culturali, di seguito denominato Ministro, al solo fine di migliorare la conservazione dei beni e di assicurarne o incrementarne la fruizione pubblica.

3. Il trasferimento delle cose di cui allarticolo 52, comma 2, appartenenti allo Stato, non pu essere disposto prima che sia intervenuto laccertamento previsto dallarticolo 10.

4. Il trasferimento non costituisce in alcun modo alienazione e non modifica il regime giuridico dei beni culturali trasferiti, i quali restano assoggettati alla disciplina propria del demanio pubblico e ai poteri di tutela del Ministero. I beni medesimi non possono essere oggetto di ulteriori trasferimenti.

Articolo 54

Alienazioni soggette ad autorizzazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 55)

1. E soggetta ad autorizzazione del Ministero lalienazione dei beni culturali, appartenenti ad enti ed organismi pubblici diversi da quelli indicati nellarticolo 52, comma 1, nonch a persone giuridiche private senza fine di lucro.

2. Lautorizzazione di cui al comma 1 richiesta anche nel caso di vendita parziale delle collezioni o serie di oggetti nonch delle raccolte librarie indicate, rispettivamente, nellarticolo 8, comma 2, lettera e), e comma 3, lettera b).

3. Lalienazione dei beni culturali di cui ai commi 1 e 2 non pu essere autorizzata qualora da essa possa derivare un grave danno alla loro conservazione o possa esserne menomata la pubblica fruizione.

Articolo 55

Autorizzazione alla permuta

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 56)

1. Il Ministero pu autorizzare la permuta dei beni indicati allarticolo 54 e di singoli beni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri appartenenti ad enti, istituti e privati, anche stranieri, qualora dalla permuta stessa derivi un incremento del patrimonio culturale nazionale ovvero larricchimento delle pubbliche raccolte.

Articolo 56

Altri casi di alienazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 56)

1. Le disposizioni dellarticolo 54 si applicano anche alle costituzioni di ipoteca e di pegno ed ai negozi giuridici che possono comportare lalienazione dei beni culturali indicati nello stesso articolo.

2. Gli atti che comportano lalienazione di beni culturali a favore dello Stato, ivi comprese le cessioni in pagamento di obbligazioni tributarie, non sono soggetti ad autorizzazione.

Articolo 57

Denuncia

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 58)

1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la propriet o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero.

2. La denuncia effettuata entro trenta giorni:

a) dallalienante o dal cedente la detenzione, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito o di trasferimento della detenzione;

b) dallacquirente, in caso di trasferimento avvenuto nellambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;

c) dallerede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte. Per lerede, il termine decorre dallaccettazione delleredit o dalla presentazione della dichiarazione ai competenti uffici tributari; per il legatario, il termine decorre dallapertura della successione, salva rinuncia a norma delle disposizioni del codice civile.

3. La denuncia presentata al competente soprintendente del luogo ove si trovano i beni.

4. La denuncia contiene:

a) i dati identificativi delle parti contraenti e la sottoscrizione delle medesime o dei loro rappresentanti legali;

b) i dati identificativi dei beni ;

c) lindicazione del luogo ove si trovano i beni;

d) lindicazione della natura e delle condizioni del contratto;

e) lindicazione del domicilio in Italia delle parti contraenti ai fini delle eventuali comunicazioni previste dal presente Titolo.

5. Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste dal comma 4 o con indicazioni incomplete o imprecise.

Sezione II

Prelazione

Articolo 58

Diritto di prelazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 59)

1. Il Ministero ha facolt di acquistare i beni culturali alienati a titolo oneroso al medesimo prezzo stabilito nellatto di alienazione.

2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o non sia stato previsto un corrispettivo in denaro ovvero sia ceduto in permuta, il valore economico determinato dufficio dal Ministero.

3. Ove lalienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata dal Ministero, il valore della cosa stabilito da una commissione di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, laltro dallalienante ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dallalienante.

4. La determinazione della commissione impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquit.

5. Il diritto di prelazione pu essere esercitato anche quando il bene sia a qualunque titolo dato in pagamento.

Articolo 59

Condizioni della prelazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 60)

1. Il diritto di prelazione esercitato nel termine di due mesi dalla data di ricezione della denuncia prevista dallarticolo 57.

2. Entro il termine indicato dal comma 1 il provvedimento di prelazione notificato allalienante ed allacquirente. La propriet passa allo Stato dalla data dellultima notificazione.

3. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 latto di alienazione rimane condizionato sospensivamente allesercizio del diritto di prelazione e allalienante vietato effettuare la consegna della cosa.

4. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato.

5. Nel caso in cui il Ministero eserciti il diritto di prelazione su parte delle cose alienate, lacquirente ha facolt di recedere dal contratto.

Articolo 60

Procedimento per la prelazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 61)

1. Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, ne d immediata comunicazione alla Regione e agli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la Regione ne d notizia sul proprio Bollettino Ufficiale ed eventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicit a livello nazionale, con la descrizione dellopera e lindicazione del prezzo.

2. La regione e gli altri enti pubblici territoriali, nel termine di trenta giorni dalla denuncia, formulano al Ministero la proposta di prelazione, dichiarando leventuale irrevocabile intento di acquistare il bene e di corrisponderne il prezzo allalienante.

3. Il Ministero, qualora rinunci allacquisto, ne d comunicazione, entro quaranta giorni dalla ricezione della denuncia, allente interessato, che esercita il diritto di prelazione entro e non oltre il termine di due mesi dalla denuncia medesima.

Sezione III

Commercio

Articolo 61

Obbligo di denuncia dellattivit commerciale e di tenuta del registro

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 61)

1. Lautorit prevista dallarticolo 126 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, trasmette al soprintendente e alla Regione copia della dichiarazione prevista dal medesimo articolo, presentata da chi esercita il commercio di cose rientranti nelle categorie di cui alla lettera A dellAllegato A del presente decreto legislativo.

2. Coloro che esercitano il commercio delle cose indicate al comma 1 annotano giornalmente le operazioni eseguite nel registro prescritto dallarticolo 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche delle cose medesime. Con decreto adottato dal Ministro di concerto con il Ministro dellinterno sono definite le modalit di descrizione delle caratteristiche delle cose e i limiti di valore al di sopra dei quali la descrizione obbligatoria. Il registro esibito, a richiesta, anche ai funzionari del Ministero e della Regione.

3. Il soprintendente verifica, con ispezioni periodiche a cadenza almeno semestrale, la regolare tenuta del registro e la fedelt delle annotazioni in esso contenute. Il verbale dellispezione notificato allinteressato ed alla locale autorit di pubblica sicurezza.

Articolo 62

Attestati di autenticit e di provenienza

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 63)

1. Chiunque esercita lattivit di vendita al pubblico, di esposizione a fini di commercio, di intermediazione finalizzata alla vendita, o comunque abitualmente vende opere di pittura, di scultura, di grafica ovvero di oggetti dantichit o di interesse storico od archeologico, ha lobbligo di consegnare allacquirente la documentazione attestante lautenticit e la provenienza delle opere o degli oggetti o, in mancanza, di rilasciare una dichiarazione, con le modalit di cui allarticolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, avente ad oggetto tutte le informazioni disponibili sullautenticit e la provenienza. Tale dichiarazione, ove possibile in relazione alla natura dellopera o delloggetto, apposta su copia fotografica degli stessi.

Articolo 63

Commercio di documenti

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 64)

1. I titolari di case di vendita ed i pubblici ufficiali preposti alle vendite mobiliari hanno lobbligo di comunicare al soprintendente lelenco dei documenti posti in vendita.

2. Entro tre mesi dalla comunicazione prevista dal comma 1 il Ministero pu avviare il procedimento di cui allarticolo 12.

Capo V

Circolazione in ambito internazionale

Sezione I

Uscita dal territorio nazionale e ingresso nel territorio nazionale

Articolo 64

Uscita definitiva

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 65, comma 1 e comma 2, lett. a; regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 130)

1. E vietata luscita definitiva dal territorio della Repubblica dei beni culturali indicati nellarticolo 8, commi 1, 2 e 3.

2. E vietata altres luscita:

a) delle cose appartenenti ai soggetti indicati nellarticolo 8, comma 1, che non siano opera di autore vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia intervenuto laccertamento previsto dallarticolo 10.

b) dei beni, a chiunque appartenenti, che rientrino nelle categorie indicate allarticolo 8, comma 2, e che il Ministero, sentito il competente organo consultivo, abbia preventivamente individuato ed escluso dalluscita, per periodi temporali definiti, ritenendola dannosa per il patrimonio culturale in relazione alle loro caratteristiche oggettive, alla loro provenienza o alla loro appartenenza.

3. Fuori dei casi previsti dai commi 1 e 2, soggetta ad autorizzazione, secondo le modalit stabilite nella presente sezione e nella sezione II di questo Capo, luscita definitiva dal territorio della Repubblica:

a) di ogni cosa che presenti interesse culturale, non sia opera di autore vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, a chiunque appartenga.

b) dei beni rientranti nelle categorie di cui allarticolo 9, comma 1, lettere f), g) ed h), a chiunque appartengano.

4. Non soggetta ad autorizzazione luscita delle cose di cui allarticolo 9, comma 1, lettera d). Linteressato ha tuttavia lonere di comprovare al competente ufficio di esportazione che le cose da trasferire allestero sono opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, secondo le procedure e con le modalit stabilite con decreto ministeriale.

Articolo 65

Uscita temporanea per manifestazioni

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 69, commi 1 e 2; legge 12 luglio 1999, n. 237, art. 9)

1. Pu essere autorizzata luscita temporanea dal territorio della Repubblica dei beni culturali e delle cose indicate nellarticolo 64, commi 1, 2, lettera a), e 3, per manifestazioni, mostre o esposizioni darte di alto interesse culturale, sempre che ne siano garantite lintegrit e la sicurezza.

2. Non possono comunque uscire:

a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli;

b) i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica

Articolo 66

Altri casi di uscita temporanea

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 40, sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 22 e dalla legge 12 luglio 1999, n. 237, art. 9; decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 69, comma 9)

1. I beni culturali e le cose indicate nellarticolo 64, commi 1, 2, lettera a), e 3 possono essere autorizzati ad uscire temporaneamente anche quando:

a) costituiscano mobilio privato dei cittadini italiani che ricoprono, presso sedi diplomatiche o consolari, istituzioni comunitarie o organizzazioni internazionali, cariche che comportano il trasferimento allestero, per un periodo non superiore alla durata del mandato allestero degli interessati;

b) costituiscano larredamento delle sedi diplomatiche e consolari allestero;

c) debbano essere sottoposti ad analisi, indagini ed interventi di conservazione e restauro da eseguire necessariamente allestero;

d) la loro uscita sia richiesta in attuazione di accordi culturali con istituzioni museali straniere, in regime di reciprocit e per la durata stabilita negli accordi medesimi, che non pu essere, comunque, superiore a sei anni.

2. Non soggetta ad autorizzazione luscita temporanea dal territorio della Repubblica dei mezzi di trasporto aventi pi di settantacinque anni per la partecipazione a mostre e raduni internazionali, salvo che sia per essi intervenuta la dichiarazione ai sensi dellarticolo 11.

Articolo 67

Attestato di libera circolazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 66)

1. Chi intenda far uscire in via definitiva dal territorio della Repubblica le cose indicate nellarticolo 64, comma 3, deve farne denuncia e presentarle al competente ufficio di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuna di esse, il valore venale, al fine di ottenere lattestato di libera circolazione.

2. Lufficio di esportazione, entro tre giorni dallavvenuta presentazione della cosa, ne d notizia alla competente direzione generale nonch al Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

3. I destinatari di detta comunicazione segnalano al competente ufficio di esportazione, entro i successivi dieci giorni, ogni elemento utile in ordine alla cosa presentata per luscita definitiva.

4. Lufficio di esportazione, accertata la congruit del valore indicato, rilascia o nega con motivato giudizio, anche sulla base delle segnalazioni ricevute, lattestato di libera circolazione, dandone comunicazione allinteressato entro quaranta giorni dalla presentazione della cosa.

5. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dellattestato di libera circolazione gli uffici di esportazione si attengono a indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero, sentito il competente organo consultivo.

6. Lattestato di libera circolazione ha validit triennale ed redatto in tre originali dei quali:

a) uno depositato agli atti dufficio;

b) un secondo consegnato allinteressato e deve accompagnare la circolazione del bene;

c) un terzo trasmesso alla competente direzione generale per la formazione del registro ufficiale degli attestati.

7. Il diniego comporta lavvio del procedimento di dichiarazione, ai sensi dellarticolo 12. A tal fine, contestualmente al diniego, sono comunicati allinteressato gli elementi di cui allarticolo 12, comma 2, e i beni sono sottoposti alla disposizione di cui al comma 4 del medesimo articolo.

8. Per le cose di propriet della Regione o di enti sottoposti alla sua vigilanza, lufficio di esportazione sente la Regione, il cui parere reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta e, se negativo, vincolante.

Articolo 68

Ricorso amministrativo
avverso il diniego di attestato

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 67)

1. Avverso il diniego dellattestato ammesso, entro i successivi trenta giorni, ricorso in unica istanza al Ministero, per motivi di legittimit e di merito.

2. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.

3. Dalla data di presentazione del ricorso amministrativo e fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, il procedimento di dichiarazione sospeso, ma i beni rimangono assoggettati alla disposizione di cui allarticolo 12, comma 4.

5. Qualora il Ministero accolga il ricorso, rimette gli atti allufficio di esportazione, che provvede in conformit nei successivi venti giorni.

6. Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.

Articolo 69

Acquisto coattivo

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 68)

1. Lufficio di esportazione pu proporre al Ministero lacquisto coattivo del bene per il quale richiesto lattestato di libera circolazione, dandone contestuale comunicazione alla Regione e allinteressato. In tal caso il termine per il rilascio dellattestato prorogato di sessanta giorni.

2. Il Ministero ha la facolt di acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia, dandone comunicazione allinteressato entro il termine di novanta giorni dalla denuncia.

3. Se il Ministero rinuncia allacquisto, ne d comunicazione, entro sessanta giorni dalla denuncia, alla Regione nel cui territorio si trova lufficio di esportazione proponente. La Regione ha facolt di esercitare il diritto di acquisto entro e non oltre il termine di novanta giorni dalla denuncia.

Articolo 70

Attestato di circolazione temporanea

1. Chi intenda far uscire in via temporanea dal territorio della Repubblica, ai sensi degli articoli 65 e 66, le cose e i beni ivi indicati, deve farne denuncia e presentarli al competente ufficio di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di essi, il valore venale e il responsabile della sua custodia allestero, al fine di ottenere lattestato di circolazione temporanea.

2. Lufficio di esportazione, accertata la congruit del valore indicato, rilascia o nega, con motivato giudizio, lattestato di circolazione temporanea, dettando le prescrizioni necessarie e dandone comunicazione allinteressato entro quaranta giorni dalla presentazione del bene.

3. Qualora la cosa presentata per luscita temporanea rivesta linteresse richiesto dallarticolo 8, con lo stesso provvedimento di cui al comma 2 sono comunicati allinteressato, ai fini dellavvio del procedimento di dichiarazione, gli elementi indicati allarticolo 12, comma 2, e i beni sono sottoposti alla disposizione dellarticolo 12, comma 4.

4. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dellattestato, gli uffici di esportazione si attengono ad indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero, sentito il competente organo consultivo. Per i casi di uscita temporanea disciplinati dallarticolo 65 e dallarticolo 66, comma 1, lettere b) e c), lautorizzazione subordinata alladozione da parte del Ministero del provvedimento di cui allarticolo 109, comma 2.

5. Lattestato indica anche il termine per il rientro dei beni, che prorogabile su richiesta dellinteressato, ma non pu essere comunque superiore a diciotto mesi dalla loro uscita dal territorio nazionale.

6. Il rilascio dellattestato sempre subordinato allassicurazione dei beni da parte dellinteressato, per il valore indicato nella domanda. Per le mostre e le manifestazioni promosse allestero dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti pubblici, dagli istituti italiani di cultura allestero o da organismi sovranazionali, lassicurazione pu essere sostituita dallassunzione dei relativi rischi da parte dello Stato. Ai corrispondenti oneri si provvede mediante utilizzazione delle risorse disponibili nellambito degli ordinari capitoli dello stato di previsione del Ministero.

7. La garanzia statale rilasciata secondo le procedure, le modalit e alle condizioni stabilite con decreto ministeriale, sentito il Ministero delleconomia e delle finanze.

8. Per i beni culturali di cui allarticolo 64, comma 1, nonch per le cose di cui al comma 3, luscita temporanea garantita mediante cauzione, costituita anche da polizza fideiussoria, per un importo superiore del dieci per cento al valore del bene o della cosa, come accertato in sede di rilascio dellattestato, emessa da un istituto bancario o da una societ di assicurazione. La cauzione incamerata dallamministrazione ove gli oggetti ammessi alla temporanea esportazione non rientrino nel territorio nazionale nel termine stabilito. Non si applica la cauzione per i beni appartenenti allo Stato e alle amministrazioni pubbliche. Il Ministero pu esonerare dallobbligo della cauzione istituzioni di particolare importanza culturale.

9. Le disposizioni dei commi da 5 a 8 non si applicano ai casi di uscita temporanea previsti dallarticolo 66, comma 1.

Articolo 71

Ingresso temporaneo

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 70)

1. La spedizione in Italia da uno Stato membro dellUnione europea o limportazione da un Paese terzo dei beni indicati nellarticolo 64, comma 3, certificata, a domanda, dallufficio di esportazione.

2. Il certificato di avvenuta spedizione rilasciato in base a documentazione idonea ad identificare la cosa e a comprovarne la provenienza, fornita o autenticata da una autorit dello Stato membro dal cui territorio la cosa medesima stata spedita.

3. Il certificato di avvenuta importazione e il certificato di avvenuta spedizione hanno validit quinquennale e sono rilasciati osservando le procedure e le modalit stabilite con decreto ministeriale.

Sezione II

Esportazione dal territorio dellUnione europea

Articolo 72

Denominazioni

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 71)

1. Nella presente sezione e nella sezione III di questo Capo si intendono:

a) per regolamento CEE, il regolamento (CEE) n. 3911/92 del Consiglio, del 9 dicembre 1992, come modificato dal regolamento (CE) n. 2469/96 del Consiglio, del 16 dicembre 1996 e dal regolamento (CE) n. 974/01 del Consiglio, del 14 maggio 2001;

b) per direttiva CEE, la direttiva 93/7/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, come modificata dalla direttiva 96/100/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 febbraio 1997 e dalla direttiva 2001/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2001;

c) per Stato richiedente, lo Stato membro dellUnione europea che promuove lazione di restituzione a norma della sezione III.

Articolo 73

Esportazione di beni culturali dal territorio dellUnione europea

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 72)

1. Lesportazione al di fuori del territorio dellUnione europea dei beni culturali indicati nellallegato A del presente decreto legislativo disciplinata dal regolamento CEE e dal presente articolo.

2. La licenza di esportazione prevista dallarticolo 2 del regolamento CEE rilasciata dallufficio di esportazione contestualmente allattestato di libera circolazione previsto dallarticolo 67, comma 4, ed valida per sei mesi. La licenza di esportazione altres rilasciata dal medesimo ufficio che ha emesso lattestato di libera circolazione in data non anteriore a trenta mesi.

3. Nel caso di esportazione temporanea di un bene elencato nellallegato A del presente decreto legislativo, lufficio di esportazione rilascia la licenza di esportazione temporanea alle condizioni e secondo le modalit stabilite dagli articoli 65, 66 e 70.

4. Le disposizioni della sezione I del presente Capo non si applicano ai beni culturali entrati nel territorio dello Stato con licenza di esportazione rilasciata da altro Stato membro dellUnione europea a norma dellarticolo 2 del regolamento CEE, per la durata di validit della licenza medesima.

5. Ai fini del regolamento CEE gli uffici di esportazione del Ministero sono autorit competenti per il rilascio delle licenze di esportazione di beni culturali. Il Ministero ne forma e conserva lelenco, comunicando alla Commissione delle Comunit europee eventuali aggiornamenti entro due mesi dalla loro effettuazione.

Sezione III

Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro
dellUnione europea

Articolo 74

Restituzione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 73)

1. I beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro dellUnione europea dopo il 31 dicembre 1992 sono restituiti a norma delle disposizioni della presente sezione.

2. Sono considerati beni culturali quelli qualificati, anche dopo la loro uscita dal territorio dello Stato richiedente, in base alle norme ivi vigenti, come appartenenti al patrimonio culturale nazionale, secondo quanto stabilito dallarticolo 30 del Trattato istitutivo della Comunit economica europea, ratificato e reso esecutivo con legge 14 ottobre 1957, n. 1203, sostituito dallarticolo 6 del Trattato di Amsterdam, ratificato e reso esecutivo con legge 16 giugno 1998, n. 209.

3. La restituzione ammessa per i beni culturali ricompresi in una delle seguenti categorie:

a) beni indicati nellallegato A;

b) beni facenti parte di collezioni pubbliche, inventariate in musei, archivi e fondi di conservazione di biblioteche. Si intendono pubbliche le collezioni di propriet dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali e di ogni altro ente ed organismo pubblico, nonch le collezioni finanziate in modo significativo dallo Stato, dalle regioni o dagli altri enti pubblici territoriali;

c) beni inclusi in inventari ecclesiastici.

4. illecita luscita dei beni culturali avvenuta in violazione del regolamento CEE o della legislazione dello Stato richiedente in materia di protezione del patrimonio culturale nazionale, ovvero determinata dal mancato rientro alla scadenza del termine di uscita o di esportazione temporanee.

5. Si considerano altres illecitamente usciti i beni dei quali sia stata autorizzata luscita o lesportazione temporanee qualora siano violate le prescrizioni stabilite con il provvedimento previsto nellarticolo 70, comma 2.

6. La restituzione ammessa se le condizioni indicate nei commi 4 e 5 sussistono al momento della proposizione della domanda.

Articolo 75

Assistenza e collaborazione
a favore degli Stati U.E.

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 74)

1. Lautorit centrale prevista dallarticolo 3 della direttiva CEE , per lItalia, il Ministero. Esso si avvale, per i vari compiti indicati nella direttiva, dei suoi organi centrali e periferici, nonch della cooperazione degli altri Ministeri, degli altri organi dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.

2. Per il ritrovamento e la restituzione dei beni culturali appartenenti al patrimonio di altro Stato membro dellUnione europea, il Ministero:

a) assicura la propria collaborazione alle autorit competenti degli altri Stati membri;

b) fa eseguire ricerche sul territorio nazionale, rivolte alla localizzazione del bene culturale e alla identificazione di chi lo possieda o comunque lo detenga.Le ricerche sono disposte su domanda dello Stato richiedente, corredata di ogni notizia e documento utili per agevolare le indagini, con particolare riguardo alla localizzazione del bene;

c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio nazionale di un bene culturale la cui illecita uscita da uno Stato membro possa presumersi per indizi precisi e concordanti;

d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue, per verificare la sussistenza dei presupposti indicati allarticolo 74, sul bene del quale sia stata effettuata la notifica di cui alla lettera c), purch tali operazioni vengano effettuate entro tre mesi dalla notifica stessa. Qualora la verifica non sia eseguita entro il prescritto termine non sono applicabili le disposizioni contenute nella lettera e);

e) dispone, ove necessario, la rimozione e la temporanea custodia presso istituti pubblici, nonch ogni altra misura necessaria per la conservazione del bene;

f) favorisce lamichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore o detentore del bene culturale, di ogni controversia concernente la restituzione. A tal fine, tenuto conto della qualit dei soggetti e della natura del bene, il Ministero pu proporre allo Stato richiedente e ai soggetti possessori o detentori la definizione della controversia mediante arbitrato, da svolgersi secondo la legislazione italiana, e raccogliere, per leffetto, il formale accordo di entrambe le parti.

Articolo 76

Azione di restituzione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 75)

1. Per i beni culturali usciti illecitamente dal loro territorio gli Stati membri dellUnione europea possono esercitare lazione di restituzione davanti allautorit giudiziaria ordinaria, secondo quanto previsto dallarticolo 74.

2. Lazione proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene si trova.

3. Oltre ai requisiti previsti nellarticolo 163 del codice di procedura civile, latto di citazione deve contenere:

a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la qualit di bene culturale;

b) la dichiarazione delle autorit competenti dello Stato richiedente relativa alluscita illecita del bene dal territorio nazionale.

4. Latto di citazione notificato altres al Ministero per essere annotato nello speciale registro di trascrizione delle domande giudiziali di restituzione.

5. Il Ministero notifica immediatamente lavvenuta trascrizione alle autorit centrali degli altri Stati membri.

Articolo 77

Prescrizione dellazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 76)

1. Lazione di restituzione promossa nel termine perentorio di un anno a decorrere dal giorno in cui lo Stato richiedente ha avuto conoscenza che il bene uscito illecitamente si trova in un determinato luogo e ne ha identificato il possessore o detentore.

2. Lazione di restituzione si prescrive in ogni caso entro il termine di trenta anni dal giorno delluscita illecita del bene dal territorio dello Stato richiedente.

3. Lazione di restituzione non si prescrive per i beni indicati nellarticolo 74, comma 3, lettere b) e c).

Articolo 78

Indennizzo

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 77)

1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, pu, su domanda della parte interessata, liquidare un indennizzo determinato in base a criteri equitativi.

2. Per ottenere lindennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato tenuto a dimostrare di aver acquisito in buona fede il possesso del bene.

3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione, eredit o legato non pu beneficiare di una posizione pi favorevole di quella del proprio dante causa.

4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dellindennizzo pu rivalersi nei confronti del soggetto responsabile dellillecita circolazione residente in Italia.

Articolo 79

Pagamento dellindennizzo

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 78)

1. Lindennizzo corrisposto da parte dello Stato richiedente contestualmente alla restituzione del bene.

2. Del pagamento e della consegna del bene redatto, a cura di un notaio, di un ufficiale giudiziario, ovvero di funzionari alluopo designati dal Ministero, processo verbale, che viene rimesso in copia al Ministero stesso.

3. Il processo verbale costituisce titolo idoneo per la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale.

Articolo 80

Custodia temporanea dei beni ed altri adempimenti

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 79)

1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca, rimozione o custodia temporanea del bene da restituire, le altre comunque conseguenti allapplicazione dellarticolo 75, nonch quelle inerenti allesecuzione della sentenza che dispone la restituzione.

Articolo 81

Azione di restituzione a favore dellItalia

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 80)

1. Lazione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio italiano esercitata dal Ministero, dintesa con il Ministero degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro dellUnione europea in cui si trova il bene culturale.

2. Il Ministero si avvale dellassistenza dellAvvocatura generale dello Stato.

Articolo 82

Destinazione del bene restituito

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 81)

1. Qualora il bene culturale restituito non appartenga allo Stato, il Ministero provvede alla sua custodia fino alla consegna allavente diritto.

2. La consegna del bene subordinata al rimborso allo Stato delle spese sostenute per il procedimento di restituzione e per la custodia del bene.

3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene, il Ministero d notizia del provvedimento di restituzione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e con altra forma di pubblicit.

4. Qualora lavente diritto non ne richieda la consegna entro cinque anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dellavviso previsto dal comma 3, il bene acquisito al demanio dello Stato. Il Ministero, sentiti il competente organo consultivo e le regioni interessate, dispone che il bene sia assegnato ad un museo, biblioteca o archivio dello Stato, di una Regione o di altro ente pubblico territoriale, al fine di assicurarne la migliore tutela e la pubblica fruizione nel contesto culturale pi opportuno.

Articolo 83

Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 82)

1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunit europee delle misure adottate dallItalia per assicurare lesecuzione del regolamento CEE e acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse alla Commissione dagli altri Stati membri.

2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero, una relazione sullattuazione del presente Capo, nonch sullattuazione della direttiva CEE e del regolamento CEE in Italia e negli altri Stati membri.

3. Il Ministro, sentito il competente organo consultivo, predispone ogni tre anni la relazione alla Commissione indicata al comma 1 sullapplicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE. La relazione trasmessa al Parlamento.

Articolo 84

Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 83)

1. Presso il Ministero istituita la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.

2. Le modalit di attuazione della banca dati sono determinate con decreto ministeriale.

Articolo 85

Accordi con gli altri Stati membri dellUnione europea

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 84)

1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca, maggiore conoscenza del patrimonio culturale nonch della legislazione e dellorganizzazione di tutela dei diversi Stati membri dellUnione europea, il Ministero promuove gli opportuni accordi con le corrispondenti autorit degli altri Stati.

Sezione IV

Convenzione UNIDROIT

Articolo 86

Beni culturali rubati o illecitamente esportati

1. Restano ferme le disposizioni della Convenzione dellUNIDROIT sul ritorno internazionale dei beni culturali rubati o illecitamente esportati e le relative norme di ratifica ed esecuzione, con riferimento ai beni indicati nellannesso alla Convenzione medesima.

Capo VI

Ritrovamenti e scoperte

Articolo 87

Attivit di ricerca

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 85)

1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento, in qualunque parte del territorio nazionale, delle cose indicate allarticolo 8 sono riservate allo Stato.

2. Ai fini del comma 1, del territorio nazionale fanno parte anche i fondali del mare territoriale e della zona di mare di dodici miglia marine a partire dal limite esterno del mare territoriale, salvo che specifici accordi stipulati con gli Stati rivieraschi interessati non stabiliscano un limite diverso.

3. Il Ministero pu ordinare loccupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi le ricerche o le opere di cui al comma 1.

4. Il proprietario dellimmobile ha diritto ad un indennizzo per i danni subiti, che, in caso di disaccordo, determinato secondo le disposizioni dellarticolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Lindennizzo pu essere corrisposto in denaro o, a richiesta del proprietario, mediante rilascio delle cose ritrovate o di parte di esse, quando non interessino le raccolte dello Stato.

Articolo 88

Concessione di ricerca

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 86)

1. Il Ministero pu dare in concessione ad enti o privati lesecuzione delle ricerche e delle opere indicate nellarticolo 87 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.

2. Il concessionario deve osservare, oltre alle prescrizioni imposte nellatto di concessione, tutte le altre che lamministrazione ritenga di impartire. In caso di inosservanza la concessione revocata.

3. La concessione pu altres essere revocata quando il Ministero intenda sostituirsi nellesecuzione o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate dallo Stato le spese occorse per le opere gi eseguite ed il relativo importo fissato dal Ministero.

4. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, limporto stabilito da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.

5. La concessione prevista al comma 1 pu essere data anche al proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.

Articolo 89

Scoperta fortuita

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 87)

1. Chiunque scopra fortuitamente cose immobili o mobili indicate nellarticolo 8 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero allautorit di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute.

2. Ove si tratti di cose mobili delle quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facolt di rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dellautorit competente e, ove occorra, di chiedere lausilio della forza pubblica.

3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 soggetto ogni detentore delle cose scoperte fortuitamente.

4. Le eventuali spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.

Articolo 90

Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 88)

1. Appartengono allo Stato le cose indicate nellarticolo 8, da chiunque e in qualunque modo ritrovate:

a) nel sottosuolo;

b) sui fondali marini come delimitati nellarticolo 87, comma 2;

c) sul fondo dei fiumi e dei laghi e delle altre acque pubbliche interne.

2. Appartengono altres allo Stato le cose medesime che si trovino nelle condizioni di cui agli articoli 923 e 933 del codice civile.

3. Le cose indicate al comma 1, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte, rispettivamente, del demanio pubblico o del patrimonio indisponibile dello Stato a norma degli articoli 822 e 826 del codice civile.

Articolo 91

Premio per i ritrovamenti

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 89)

1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:

a) al proprietario dellimmobile dove avvenuto il ritrovamento;

b) al concessionario indicato nellarticolo 88;

c) allo scopritore che ha ottemperato agli obblighi previsti dallarticolo 89.

2. Qualora il proprietario dellimmobile abbia ottenuto la concessione prevista dallarticolo 88 ovvero sia scopritore della cosa, ha diritto ad un premio non superiore alla met del valore delle cose ritrovate.

3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore.

4. Il premio pu essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate. In luogo del premio, linteressato pu ottenere, a richiesta, una detrazione di imposta di pari ammontare, secondo le modalit e con i limiti stabiliti con decreto adottato dal Ministro delleconomia e delle finanze di concerto con il Ministro, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

Articolo 92

Determinazione del premio

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 90)

1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo a norma dellarticolo 91, previa stima delle cose ritrovate.

2. In corso di stima, a ciascuno degli aventi titolo corrisposto un acconto del premio in misura non superiore ad un quinto del valore, determinato in via provvisoria, delle cose ritrovate. Laccettazione dellacconto non comporta acquiescenza alla stima definitiva del Ministero.

3. A richiesta degli aventi titolo che non accettano la stima definitiva del Ministero, il valore delle cose ritrovate determinato da una commissione costituita da tre membri da nominarsi uno dal Ministero, laltro dal richiedente e il terzo dal presidente del tribunale. Le spese della perizia sono anticipate dal richiedente.

4. La determinazione della commissione impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquit.

Capo VII

Espropriazione

Articolo 93

Espropriazione di beni culturali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 91)

1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilit, quando lespropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.

2. Il Ministero pu autorizzare le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonch ogni altro ente ed organismo pubblico ad effettuare lespropriazione di cui al comma 1. In tal caso, dichiara la pubblica utilit ai fini dellesproprio e rimette gli atti allente interessato per il prosieguo del procedimento.

3. Il Ministero pu, altres, disporre lespropriazione a favore di persone giuridiche private senza fine di lucro. In tal caso, cura direttamente il relativo procedimento.

Articolo 94

Espropriazione per fini strumentali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 92)

1. Possono essere espropriate per causa di pubblica utilit aree ed edifici quando ci sia necessario per isolare o restaurare monumenti, assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o la fruibilit da parte del pubblico, facilitarne laccesso.

Articolo 95

Espropriazione per interesse archeologico

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 93)

1. Il Ministero pu procedere allespropriazione di immobili al fine di eseguire interventi di interesse archeologico o per il ritrovamento di cose indicate nellarticolo 8.

Articolo 96

Dichiarazione di pubblica utilit

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 94)

1. La dichiarazione di pubblica utilit fatta con provvedimento del Ministero o, nel caso dellarticolo 94, anche con atto della Regione comunicato al Ministero.

2. Nei casi previsti dagli articoli 94 e 95 lapprovazione del progetto equivale a dichiarazione di pubblica utilit.

Articolo 97

Indennit di esproprio per i beni culturali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 95)

1. Nel caso dellarticolo 93 lindennit consiste nel giusto prezzo che il bene avrebbe in una libera contrattazione di compravendita allinterno dello Stato.

2. Il pagamento dellindennit effettuato secondo le modalit stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilit.

Articolo 98

Rinvio a norme generali

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 96)

1. Nei casi disciplinati dagli articoli 94 e 95 si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilit.

TITOLO II

Valorizzazione

Capo I

Principi generali

Articolo 99

Valorizzazione di beni culturali

1. Lattivit di valorizzazione dei beni culturali ad iniziativa pubblica o privata.

2. Lattivit ad iniziativa pubblica di costituzione, messa a disposizione e organizzazione stabile di risorse, di strutture o di reti finalizzate a realizzare, facilitare o accrescere la fruizione di beni culturali altrui, pubblici o privati, servizio pubblico di valorizzazione.

3 Il servizio pubblico di valorizzazione retto dai principi di libert di partecipazione, pluralit dei soggetti, continuit, parit di trattamento, economicit e trasparenza della gestione.

4. Lattivit di valorizzazione ad iniziativa privata attivit socialmente utile e ne riconosciuta la finalit di solidariet sociale.

Articolo 100

Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica

1. Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, nonch ogni altro ente ed organismo pubblico, valorizzano i beni culturali di loro appartenenza.

Articolo 101

Valorizzazione dei beni culturali di propriet privata

1. Il sostegno pubblico alle attivit e alle strutture di valorizzazione dei beni culturali di propriet privata diretto primariamente ad assicurare la fruizione pubblica di tali beni.

2. Le misure di sostegno sono adottate dopo che sia stata accertata la rilevanza dei beni culturali ai fini della loro fruizione.

3. Le modalit della fruizione sono stabilite con accordo da stipularsi con il proprietario, possessore o detentore del bene in sede di adozione della misura di sostegno.

Articolo 102

Cooperazione ed accordi

1. Per lesercizio delle attivit e dei servizi pubblici di valorizzazione, le amministrazioni cooperano tra loro e concludono accordi, anche ai fini dellorganizzazione in rete dei servizi stessi e della formazione e dellaggiornamento del personale.

2. Analoghi accordi possono essere conclusi con privati per la valorizzazione dei loro beni .

Articolo 103

Forme di gestione

1. I servizi pubblici e le attivit delle pubbliche amministrazioni di valorizzazione dei beni culturali sono gestiti in forma diretta, attraverso strutture organizzative interne provviste di adeguato personale tecnico e dotate, di norma, di autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile.

2. Nel rispetto del principio di cui allarticolo 4, al fine di assicurare un migliore livello della fruizione pubblica dei beni culturali, la gestione dei servizi pubblici e delle attivit di valorizzazione, o di singole fasi degli stessi, pu essere anche affidata ad altri soggetti.

3. Nellipotesi di cui al comma 2, le forme di gestione dei servizi e delle attivit sono scelte, previa valutazione comparativa degli obiettivi di valorizzazione che si intendono conseguire e dei relativi mezzi, metodi e tempi, fra:

a) affidamento diretto a soggetti a prevalente partecipazione pubblica;

b) concessione ad altri soggetti, scelti a seguito di valutazione comparativa sulla base dei progetti presentati.

4. Previo accordo tra i titolari dei servizi o delle attivit, gli affidamenti e le concessioni di cui al comma 3 possono essere disposti in modo congiunto ed integrato.

5. Il rapporto tra il titolare del servizio o della attivit e laffidatario od il concessionario regolato con contratto di servizio, nel quale sono specificati, tra laltro, i livelli qualitativi di erogazione del servizio e di professionalit degli addetti ed i poteri di indirizzo e controllo spettanti al titolare del servizio.

6. Il titolare del servizio o dellattivit pu partecipare al patrimonio o al capitale dei soggetti di cui al comma 3, lettera a), anche con il conferimento in uso del bene culturale oggetto di valorizzazione. Gli effetti del conferimento si esauriscono, senza indennizzo, in tutti i casi di cessazione totale dalla partecipazione da parte del titolare del servizio o della attivit, nonch in caso di estinzione del soggetto partecipato ovvero di cessazione, per qualunque causa, dellaffidamento del servizio o dellattivit.

7. Agli affidamenti e alle concessioni di cui al comma 3 pu essere collegata la concessione in uso del bene culturale oggetto di valorizzazione. La concessione perde efficacia, senza indennizzo, in qualsiasi caso di cessazione dellaffidamento o della concessione del servizio o dellattivit.

8. I provvedimenti di cui al presente articolo di competenza del Ministero sono adottati secondo modalit e criteri definiti con decreto ministeriale.

Articolo 104

Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso

1. I beni culturali che siano stati conferiti o concessi in uso ai sensi dellarticolo 103, commi 6 e 7, restano a tutti gli effetti assoggettati al regime giuridico loro proprio. Le funzioni di tutela restano comunque attribuite al Ministero, che provvede anche su richiesta ovvero nei confronti del soggetto conferitario o concessionario delluso dei beni medesimi.

Capo II

Fruizione

Sezione I

Disposizioni generali

Articolo 105

Fruizione pubblica

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
art. 99, commi 2 e 4)

1. In attuazione dellarticolo 100, lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, nonch ogni altro ente ed organismo pubblico assicurano la fruizione pubblica di musei, monumenti, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche.

2. I soggetti di cui al comma 1 promuovono la fruizione pubblica degli altri beni culturali di loro appartenenza, compatibilmente con lo svolgimento degli scopi istituzionali cui tali beni sono destinati.

3. Ai fini del presente Titolo si intende per:

a) museo, una struttura comunque denominata organizzata per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione pubblica di raccolte di beni culturali;

b) area archeologica, un sito su cui insistono i resti di un insieme edilizio originariamente concluso per funzione e destinazione duso complessiva;

c) parco archeologico, un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo allaperto in modo da facilitarne la lettura attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici.

Articolo 106

Livelli essenziali della fruizione pubblica

1. I livelli essenziali della fruizione pubblica dei beni culturali sono definiti con regolamento ministeriale adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Articolo 107

Apertura al pubblico di musei, monumenti, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 99, commi 1 e 3)

1. Lapertura al pubblico dei musei, dei monumenti, delle aree e dei parchi archeologici statali, degli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche statali disposta e regolamentata dal Ministero in modo da assicurare la pi ampia fruizione pubblica.

2. Nellambito dei principi fondamentali fissati dal presente decreto legislativo e in conformit alla legislazione regionale di settore, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali definiscono con propri regolamenti le forme di apertura al pubblico dei monumenti, dei musei, delle aree e dei parchi archeologici, degli archivi e delle biblioteche di loro appartenenza o gestione.

3. Eventuali agevolazioni previste per laccesso ai luoghi indicati ai commi 1 e 2 devono essere disciplinate in modo da non creare discriminazioni ingiustificate nei confronti dei cittadini degli altri Stati membri dellUnione europea.

Articolo 108

Biglietto dingresso

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 100)

1. Laccesso ai luoghi indicati nellarticolo 107, comma 1, consentito, di regola, dietro pagamento di un biglietto.

2. Sono stabiliti con decreto ministeriale:

a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito;

b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del relativo prezzo. Il prezzo del biglietto include gli oneri derivanti dalla stipula delle convenzioni previste alla lettera c);

c) le modalit di emissione, distribuzione e vendita del biglietto dingresso e di riscossione del corrispettivo, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti dingresso possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilit di prevendita e vendita presso terzi convenzionati.

d) la percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare allEnte nazionale di assistenza e previdenza per i pittori, scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici;

e) i criteri di ripartizione delle somme di cui al comma 3.

3. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti dingresso sono destinati alladeguamento strutturale e funzionale degli istituti e delle aree indicati allarticolo 107, comma 1, alle misure di prevenzione degli incendi, alla installazione dei sistemi antifurto e di ogni altra misura di sicurezza nei luoghi medesimi, nonch allespropriazione e allacquisto di beni culturali da parte dello Stato, anche mediante lesercizio del diritto di prelazione. Il Ministro delleconomia e delle finanze riassegna alle competenti unit previsionali di base dello stato di previsione del Ministero le somme affluite allentrata del bilancio dello Stato a norma del presente comma.

Articolo 109

Mostre o esposizioni

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 102)

1. Il Ministero dichiara, a richiesta dellinteressato, il rilevante interesse scientifico o culturale di mostre o esposizioni di beni culturali e di ogni altra iniziativa a carattere culturale, ai fini dellapplicazione delle agevolazioni previste dalla vigente normativa fiscale.

2. E soggetto ad autorizzazione ministeriale il prestito alla mostra o allesposizione:

a) delle cose mobili indicate nellarticolo 10, comma 1, appartenenti allo Stato;

b) dei beni culturali indicati nellarticolo 8, comma 1, appartenenti alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonch agli altri enti ed organismi pubblici e alle persone giuridiche private senza fine di lucro;

c) dei beni culturali indicati allarticolo 8, comma 2, lettere a) e d);

d) degli archivi e dei singoli documenti indicati allarticolo 8, comma 2, lettera b), e comma 3, lettera a).

3. La richiesta di autorizzazione presentata almeno quattro mesi prima dellinizio della manifestazione ed indica il responsabile della custodia delle opere in prestito.

4. Lautorizzazione rilasciata tenendo conto delle esigenze di integrit e fruizione pubblica dei beni ed subordinata alladozione delle misure necessarie alla loro salvaguardia. I criteri, le procedure e le modalit per il rilascio dellautorizzazione medesima sono stabiliti con decreto ministeriale.

5. Nel caso di mostre, manifestazioni ed altre iniziative culturali promosse dalle regioni e dagli altri enti pubblici territoriali, nelle quali siano da esporre beni culturali di cui gli enti medesimi abbiano la legittima disponibilit, i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 sono adottati dalle regioni.

Articolo 110

Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 111; legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 7 come modificato dalla legge 12 luglio 1999, n. 237, artt. 3 e 4 e dalla legge 21 dicembre 1999, n. 513)

1. Il Ministero svolge un pubblico servizio di educazione storico-artistica.

2. Le soprintendenze e le scuole, di ogni ordine e grado, appartenenti al sistema nazionale di istruzione possono stipulare apposite convenzioni per diffondere la conoscenza e favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte degli studenti.

3. Le convenzioni fissano le modalit attraverso le quali i musei si impegnano ad elaborare percorsi didattici e a preparare materiali e sussidi audiovisivi, che tengano conto della specificit della scuola richiedente e delle eventuali particolari esigenze determinate dalla presenza di alunni disabili.

4. Al fine di diffondere la conoscenza del patrimonio culturale, le scuole possono stipulare convenzioni con i musei per la formazione dei docenti.

Articolo 111

Fruizione di beni culturali di propriet privata

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 106)

1. Fermo restando quanto disposto dallarticolo 38, possono essere assoggettate a visita da parte del pubblico per scopi culturali:

a) i beni culturali immobili indicati allarticolo 8, comma 2, lettere a) e d), che rivestano altres un interesse eccezionale;

b) le collezioni dichiarate a norma dellarticolo 11.

2. Linteresse eccezionale degli immobili indicati al comma 1, lettera a), dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.

3. Le modalit di visita sono concordate, caso per caso, con il proprietario.

Articolo 112

Accordi per la promozione della fruizione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 105)

1. Al fine di promuovere e sviluppare la fruizione dei beni culturali il Ministero, oltre a concludere accordi con amministrazioni pubbliche ed altri soggetti privati, pu stipulare apposite convenzioni con le associazioni di volontariato che svolgono attivit per la salvaguardia e la diffusione della conoscenza dei beni culturali.

Articolo 113

Vigilanza

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 103)

1. Il Ministero e le regioni vigilano affinch siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sulle cose e i beni soggetti alle disposizioni del Titolo I della presente Parte

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Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

05-07-2017
Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

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