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XIV Commissione Senato (Politiche dell'Unione Europea) - Resoconto della 15a seduta - 17 dicembre 2003 (Nuovo Codice)
2003-12-17

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SENATO
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA (14a)

MERCOLEDI’ 17 DICEMBRE 2003
15a Seduta

Presidenza del Presidente
GRECO


Interviene il ministro per le politiche comunitarie Buttiglione.

La seduta inizia alle ore 14,05.


IN SEDE CONSULTIVA

(...)

Schema di decreto legislativo recante: “Codice dei beni culturali e paesaggistici” (n. 295)
(Osservazioni alla 7a Commissione, ai sensi dell’articolo 144, comma 3, del Regolamento. Seguito e conclusione dell’esame. Osservazioni favorevoli con rilievi)

Riprende l’esame del provvedimento in titolo, sospeso nella seduta di ieri.

Il presidente GRECO annuncia preliminarmente che sostituirà quale relatore il senatore Basile, impegnato in un incontro con una delegazione della Repubblica federale tedesca.
Dà quindi lettura di uno schema di osservazioni per la 7a Commissione, favorevoli con rilievi, predisposto dallo stesso senatore Basile (pubblicato in calce al presente resoconto).

Il senatore TESSITORE (DS-U) rileva come i profili di parziale difformità del provvedimento rispetto alla normativa comunitaria da recepire evidenziati nel testo del quale è stata data lettura dal presidente Greco siano tali da rendere meno agevole il rientro dei beni illecitamente esportati. Rileva poi come nel testo del codice in esame manchi una adeguata definizione di "bene culturale", la quale è ricavabile soltanto indirettamente attraverso l'analisi delle disposizioni che ne definiscono il regime.
Prospetta infine l'opportunità di assicurare un carattere maggiormente stringente alle osservazioni predisposte dal relatore.

Il presidente-relatore GRECO (FI), nel prendere atto del rilievo da ultimo formulato dal senatore Tessitore, modifica lo schema di osservazioni, sostituendo, nel dispositivo, ovunque ricorra, alla parola "l'opportunità" la seguente: "la necessità".

Il senatore BEDIN (Mar-DL-U), dopo aver dichiarato di concordare con l'impianto del parere predisposto dal relatore, prospetta l'opportunità di adottare una formulazione conforme alla tipologia del "parere favorevole condizionato".

Il presidente-relatore GRECO (FI) fa presente che, dal punto di vista tecnico, la Commissione non ha titolo per apporre condizioni alle proprie osservazioni, tanto più trattandosi di uno schema di decreto legislativo.

La senatrice DE ZULUETA (DS-U) richiama preliminarmente l'esistenza di un ampio contenzioso in materia di beni culturali trafugati dei quali lo Stato richiede la restituzione. La prassi evidenzia in proposito come molto spesso il soggetto che ha acquisito in modo illecito il possesso del bene riesca ad eludere le previste sanzioni adducendo la sussistenza della buona fede al momento dell'acquisto. Di qui l'opportunità di adottare una nozione diversa, ai fini della decisione circa la spettanza del diritto all'indennizzo, quale quella, contemplata dalla normativa comunitaria, della "due diligence", che sostanzialmente determina un passaggio dell'onere della prova al soggetto che è venuto in possesso del bene.
Sotto tale profilo, condivide le indicazioni desumibili dal terzo punto del dispositivo. Dichiara inoltre di condividere il richiamo contenuto nel precedente punto del dispositivo all'esigenza di definire, relativamente all'azione di restituzione di cui all'articolo 77 del codice, in modo espresso, il soggetto passivo dell'azione, e cioè il possessore e, in mancanza di questi, il detentore del bene culturale.
Occorre comunque considerare che il varo del codice rappresenta di per sè un elemento positivo, specie con riferimento alle problematiche della tutela dei beni paesaggistici, oggetto della Parte terza del provvedimento. In proposito, appare apprezzabile il richiamo contenuto nel codice alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d'Europa per la tutela del paesaggio, attualmente in attesa di ratifica (vi è un disegno di legge di iniziativa parlamentare da lei stessa presentato, che tende a promuovere un'analoga iniziativa da parte del Governo).
Sulla base delle considerazioni che precedono, annuncia, a nome del Gruppo DS, il suo voto favorevole allo schema di osservazioni del relatore.

Si associano a tale orientamento di voto, a nome dei rispettivi Gruppi, i senatori CHIRILLI (FI), RUVOLO (UDC) e MAGNALBO' (AN), il quale ultimo prospetta l'opportunità di inserire, all'articolo 10, recante l'elenco dei "beni culturali", una nuova tipologia di beni quali gli "automezzi storici".

Dopo che è stata verificata la presenza del prescritto numero dei senatori, la Commissione approva lo schema di osservazioni predisposto dal relatore, come modificato.

(...)

La seduta termina alle ore 15,20.

(...)

SCHEMA DI OSSERVAZIONI PREDISPOSTO DAL RELATORE SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO N. 295
"La 14ª Commissione Politiche dell’Unione europea,

esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo;

considerato che il provvedimento mira a codificare la disciplina attinente alla tutela e alla conservazione dei beni culturali e paesaggistici nazionali;

osservato che la seconda parte del provvedimento, avente ad oggetto i beni culturali, disciplina tra i vari aspetti la circolazione dei beni culturali in ambito internazionale, in particolare l'esportazione dal territorio dell'Unione Europea e la restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro dell'Unione Europea, che costituiscono l'oggetto rispettivamente del regolamento (CEE) n. 3911/92 del Consiglio e della direttiva 93/7/CEE del Consiglio;

constatato che il regolamento (CEE) n. 3911/92 persegue l'obiettivo di assicurare un controllo omogeneo alle frontiere della Comunità in materia di esportazione di beni culturali, a tale scopo subordinando l'esportazione di tali beni alla presentazione di un'apposita licenza, valida in tutto il territorio dell'Unione;

constatato altresì che la direttiva 93/7/CEE disciplina la restituzione di beni culturali illegittimamente usciti dal territorio di uno Stato membro, allo scopo di assicurare agli Stati il ritorno sul loro territorio dei beni appartenenti al patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale inviati all'estero o esportati illegalmente dopo l'abolizione dei controlli alle frontiere interne;

osservato che l’articolo 76 del codice, in ordine ai compiti spettanti al Ministero per i beni e le attività culturali, prevede che esso debba facilitare le operazioni da parte dello Stato membro richiedente di verifica della natura del bene entro un termine massimo di tre mesi dalla notifica del ritrovamento, in difformità rispetto al testo della direttiva che al riguardo prevede un termine di due mesi;

considerato che l’articolo 77 del codice, che disciplina l'azione di restituzione, non fornisce l'espressa indicazione del soggetto passivo verso cui esercitare l'azione, discostandosi dal testo della direttiva;

rilevato che l’articolo 79 del codice, che regola la possibilità di corresponsione di un indennizzo a favore del possessore del bene, ne subordina il pagamento alla condizione che egli lo abbia acquisito in buona fede, utilizzando una formulazione differente rispetto a quanto prescritto dalla direttiva che al riguardo richiede che l'acquisizione sia avvenuta con la "diligenza richiesta",

formula, per quanto di competenza,

osservazioni favorevoli,

sottolineando l'opportunità di modificare il termine previsto dall'articolo 76 del codice nel senso prescritto dalla direttiva 93/7/CEE;

rilevando l'opportunità di introdurre, relativamente all'azione di restituzione di cui all'articolo 77 del codice, l'espressa indicazione del soggetto avverso il quale tale azione è esercitabile, cioè - ai sensi della direttiva - il possessore e, in mancanza di questi, il detentore del bene culturale;

segnalando l'opportunità di valutare, in merito all'articolo 79 del codice, l'esigenza di una più compiuta corrispondenza tra la nozione civilistica di buona fede e quella comunitaria di diligenza".


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