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Bozza del Codice Urbani all'esame delle Commissioni (artt. 117-168)
2003-12-05

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Capo II
Principi della valorizzazione dei beni culturali
Articolo 117 Attivit di valorizzazione
1. Lattivit di valorizzazione dei beni culturali ad iniziativa pubblica o privata.
2. Lattivit di valorizzazione ad iniziativa pubblica consiste nella costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture o reti, nonch nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse finanziarie e strumentali, finalizzate allesercizio delle funzioni ed al perseguimento delle finalit indicate allarticolo 6. A tale attivit possono concorrere o cooperare soggetti privati.
3. Qualora lattivit di valorizzazione ad iniziativa pubblica abbia ad oggetto beni culturali altrui, pubblici o privati, costituisce servizio pubblico di valorizzazione e si conforma ai principi di libert di partecipazione, pluralit dei soggetti, continuit di esercizio, parit di trattamento, economicit e trasparenza della gestione.
4. Lattivit di valorizzazione ad iniziativa privata attivit socialmente utile e ne riconosciuta la finalit di solidariet sociale.

Articolo 118 Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica
1. Al fine di coordinare, armonizzare ed integrare le attivit e i servizi di valorizzazione dei beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica, lo Stato, per il tramite del Ministero, le regioni e gli enti pubblici territoriali proprietari dei beni o comunque interessati stipulano appositi accordi di programma o altre forme di accordi o intese.
2. Qualora, entro i tempi stabiliti, gli accordi non siano raggiunti tra i competenti organi, la loro definizione, per quel che riguarda le linee generali della valorizzazione, rimessa alla decisione congiunta del Ministro, del presidente della Regione, del presidente della Provincia e dei sindaci dei comuni interessati. Se gli accordi non sono raggiunti neppure in tale sede, ciascun soggetto pubblico provvede alla valorizzazione dei beni che ha in uso, in conformit alle disposizioni del presente codice.
3. Qualora le attivit e i servizi di cui al comma 1 abbiano ad oggetto beni di propriet privata, sulla base degli accordi di programma di cui al comma 1 i soggetti pubblici interessati concludono appositi accordi di cooperazione con i privati proprietari.
4. Per le finalit di cui al comma 1 i soggetti pubblici interessati possono altres stipulare apposite convenzioni con le associazioni di volontariato che svolgono attivit di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali.

Articolo 119 Valorizzazione dei beni culturali di propriet privata
1. Le attivit e le strutture di valorizzazione, ad iniziativa privata, di beni culturali di propriet privata possono beneficiare del sostegno pubblico da parte dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
2. Le misure di sostegno sono adottate tenendo conto della rilevanza dei beni culturali ai quali si riferiscono.
3. Le modalit della fruizione sono stabilite con accordo da stipularsi con il proprietario, possessore o detentore del bene in sede di adozione della misura di sostegno.

Articolo 120 Livelli di valorizzazione
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle Universit, fissano i livelli minimi della valorizzazione e ne curano laggiornamento periodico.
2. I livelli di cui al comma 1 sono adottati con decreto del Ministero previa intesa in sede di Conferenza unificata.
3. I soggetti che, ai sensi dellarticolo 121, hanno la gestione delle attivit e dei servizi pubblici di valorizzazione sono tenuti ad assicurare il rispetto dei livelli adottati.

Articolo 121 Forme di gestione
1. Le attivit ad iniziativa pubblica e i servizi pubblici di valorizzazione dei beni culturali sono gestiti ordinariamente in forma diretta o indiretta.
2. La gestione in forma diretta svolta per mezzo di strutture organizzative interne alle amministrazioni, dotate di adeguata autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile, e provviste di idoneo personale tecnico.
3. Qualora per assicurare un migliore livello di fruizione pubblica dei beni culturali non sia possibile utilizzare la forma diretta prevista dal comma 1, si provvede alla gestione in forma indiretta mediante affidamento o concessione ad altri soggetti.
4. Le forme di gestione di cui al comma 3 sono attuate, previa valutazione comparativa degli obiettivi di valorizzazione che si intendono conseguire e dei relativi mezzi, metodi e tempi:
a) tramite affidamento diretto a fondazioni, associazioni, consorzi, societ di capitali o altri soggetti, costituiti o partecipati, in misura prevalente, dallamministrazione pubblica cui i beni pertengono;
b) tramite concessione a terzi, scelti mediante valutazione comparativa sulla base dei progetti presentati.
5. Previo accordo tra i titolari delle attivit o dei servizi, laffidamento o la concessione previsti al comma 4 possono essere disposti in modo congiunto ed integrato.
6. Il rapporto tra il titolare dellattivit o del servizio e laffidatario od il concessionario regolato con contratto di servizio, nel quale sono specificati, tra laltro, i livelli qualitativi di erogazione del servizio e di professionalit degli addetti nonch i poteri di indirizzo e controllo spettanti al titolare dellattivit o del servizio.
7. Il titolare dellattivit o del servizio pu partecipare al patrimonio o al capitale dei soggetti di cui al comma 4, lettera a), anche con il conferimento in uso del bene culturale oggetto di valorizzazione. Gli effetti del conferimento si esauriscono, senza indennizzo, in tutti i casi di cessazione totale dalla partecipazione da parte del titolare dellattivit o del servizio, di estinzione del soggetto partecipato ovvero di cessazione, per qualunque causa, dellaffidamento dellattivit o del servizio. I beni conferiti in uso non sono soggetti a garanzia patrimoniale specifica se non in ragione del loro controvalore economico.
8. Allaffidamento o alla concessione di cui al comma 4 pu essere collegata la concessione in uso del bene culturale oggetto di valorizzazione. La concessione perde efficacia, senza indennizzo, in qualsiasi caso di cessazione dellaffidamento o della concessione del servizio o dellattivit.
9. Il Ministero e le regioni definiscono dintesa modalit e criteri di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo. In mancanza di accordo, essi provvedono al riguardo ai sensi dellarticolo 118, comma 2, ultimo periodo.

Articolo 122 Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso
1. I beni culturali che siano stati conferiti o concessi in uso ai sensi dellarticolo 121, commi 7 e 8, restano a tutti gli effetti assoggettati al regime giuridico loro proprio. Le funzioni di tutela sono esercitate dal Ministero, che provvede anche su richiesta ovvero nei confronti del soggetto conferitario o concessionario delluso dei beni medesimi.

Articolo 123 Servizi aggiuntivi
1. Nei luoghi della cultura indicati allarticolo 101 possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di ospitalit per il pubblico.
2. Rientrano tra i servizi di cui al comma 1:
a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;
b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;
c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;
d) la gestione dei punti vendita e lutilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;
e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per linfanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;
f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;
g) lorganizzazione di mostre e manifestazioni culturali, nonch di iniziative promozionali.
3. I servizi di cui al comma 2 1 possono essere gestiti in forma integrata con i servizi di pulizia, di vigilanza e di biglietteria.
4. La gestione dei servizi medesimi attuata nelle forme previste dallarticolo 121.
5. I canoni di concessione dei servizi sono incassati e ripartiti ai sensi dellarticolo 116.

Articolo 124 Promozione di attivit di studio e ricerca
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle universit e di altri soggetti pubblici e privati, realizzano, promuovono e sostengono, anche congiuntamente, ricerche, studi ed altre attivit conoscitive aventi ad oggetto il patrimonio culturale.
2. Al fine di garantire la raccolta e la diffusione sistematica dei risultati degli studi, delle ricerche e delle altre attivit di cui al comma 1, il Ministero e le regioni possono stipulare accordi per istituire, a livello regionale o interregionale, centri permanenti di studio e documentazione del patrimonio culturale, prevedendo il concorso delle universit e di altri soggetti pubblici e privati.

Articolo 125 Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole
1. Il Ministero, Il Ministero per listruzione, luniversit e la ricerca, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali interessati possono concludere accordi per diffondere la conoscenza e favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte degli studenti.
2. Sulla base degli accordi previsti al comma 1, le autorit che hanno in consegna i luoghi della cultura di cui allarticolo 101 possono stipulare con le scuole di ogni ordine e grado, appartenenti al sistema nazionale di istruzione, apposite convenzioni per la elaborazione di percorsi didattici, la predisposizione di materiali e sussidi audiovisivi, nonch per la formazione e laggiornamento dei docenti. I percorsi, i materiali e i sussidi tengono conto della specificit della scuola richiedente e delle eventuali particolari esigenze determinate dalla presenza di alunni disabili.

Articolo 126 Sponsorizzazione di beni culturali
1. E sponsorizzazione di beni culturali ogni forma di contributo in beni o servizi da parte di soggetti privati alla progettazione o allattuazione di iniziative del Ministero, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, ovvero di soggetti privati, nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, con lo scopo di promuovere il nome, il marchio, limmagine, lattivit o il prodotto dellattivit dei soggetti medesimi.
2. La promozione di cui al comma 1 avviene attraverso lassociazione del nome, del marchio, dellimmagine, dellattivit o del prodotto alliniziativa oggetto del contributo, in forme compatibili con il carattere artistico o storico, laspetto e il decoro del bene culturale da tutelare o valorizzare, da stabilirsi con il contratto di sponsorizzazione.
3. Con il contratto di sponsorizzazione sono altres definite le modalit di erogazione del contributo nonch le forme del controllo, da parte del soggetto erogante, sulla realizzazione delliniziativa cui il contributo si riferisce.

Articolo 127 Accordi con le fondazioni bancarie
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, ciascuno nel proprio ambito, possono stipulare, anche congiuntamente, protocolli di intesa con le fondazioni che abbiano effettuato il conferimento dellazienda bancaria, ai sensi delle vigenti disposizioni per la ristrutturazione e la disciplina del gruppo creditizio, e che statutariamente perseguano scopi di utilit sociale nel settore dellarte e delle attivit e beni culturali, al fine di coordinare gli interventi di valorizzazione sul patrimonio culturale e, in tale contesto, garantire lequilibrato impiego delle risorse finanziarie messe a disposizione. La parte pubblica pu concorrere, con proprie risorse finanziarie, per garantire il perseguimento degli obiettivi dei protocolli di intesa.

TITOLO III Norme transitorie e finali
Articolo 128 Notifiche effettuate a norma della legislazione precedente
1. I beni culturali di cui allarticolo 10, comma 3, per i quali non sono state rinnovate e trascritte le notifiche effettuate a norma delle leggi 20 giugno 1909, n. 364 e 11 giugno 1922, n. 778, sono sottoposti al procedimento di cui allarticolo 14. Fino alla conclusione del procedimento medesimo, dette notifiche restano comunque valide agli effetti di questa Parte.
2. Conservano altres efficacia le notifiche effettuate a norma degli articoli 2, 3, 5 e 21 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 e le dichiarazioni adottate e notificate a norma dellarticolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 e degli articoli 6, 7, 8 e 49 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
3. In presenza di elementi di fatto sopravvenuti ovvero precedentemente non conosciuti o non valutati, il Ministero pu rinnovare, dufficio o a richiesta del proprietario, possessore o detentore interessati, il procedimento di dichiarazione dei beni che sono stati oggetto delle notifiche di cui al comma 2, al fine di verificare la perdurante sussistenza dei presupposti per lassoggettamento dei beni medesimi alle disposizioni di tutela.
4. Avverso il provvedimento di rigetto dellistanza di rinnovo del procedimento di dichiarazione, prodotta ai sensi del comma 3, ovvero avverso la dichiarazione conclusiva del procedimento medesimo, anche quando esso sia stato avviato dufficio, ammesso ricorso amministrativo ai sensi dellarticolo 16.

Articolo 129 Provvedimenti legislativi particolari
1. Sono fatte salve le leggi aventi ad oggetto singole citt o parti di esse, complessi architettonici, monumenti nazionali, siti od aree di interesse storico, artistico od archeologico.
2. Restano altres salve le disposizioni relative alle raccolte artistiche ex-fidecommissarie, impartite con legge 28 giugno 1871, n. 286, legge 8 luglio 1883, n. 1461, regio decreto 23 novembre 1891, n. 653 e legge 7 febbraio 1892, n. 31.

Articolo 130 Disposizioni regolamentari precedenti
1. Fino allemanazione dei decreti e dei regolamenti previsti dal presente decreto legislativo, restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni dei regolamenti approvati con regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363, e ogni altra disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questa Parte.


PARTE TERZA Beni paesaggistici
TITOLO I Tutela e valorizzazione
Capo I Disposizioni generali
Articolo 131 Salvaguardia dei valori del paesaggio
1. Ai fini del presente codice per paesaggio si intende una parte omogenea di territorio i cui caratteri derivano dalle interrelazioni della storia umana e della natura.
2. La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguarda i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili.

Articolo 132 Cooperazione tra amministrazioni pubbliche
1. Le amministrazioni pubbliche cooperano per la definizione di indirizzi e criteri riguardanti le attivit di tutela, pianificazione, recupero, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio e di gestione dei relativi interventi.
2. Gli indirizzi e i criteri perseguono gli obiettivi della salvaguardia e della reintegrazione dei valori del paesaggio anche nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.
3. Al fine di diffondere ed accrescere la conoscenza del paesaggio le amministrazioni pubbliche intraprendono attivit di formazione e di educazione.

Articolo 133 Convenzioni internazionali
1. Le attivit di tutela e la valorizzazione del paesaggio si conformano agli obblighi e ai principi di cooperazione tra gli Stati derivanti dalle convenzioni internazionali.

Articolo 134 Beni paesaggistici
1. Sono beni paesaggistici:
a) gli immobili e le aree indicati allarticolo 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;
b) le aree indicate allarticolo 142;
c) gli immobili e le aree comunque sottoposti a tutela dal piano paesaggistico previsto dagli articoli 143 e 156.
2. Le limitazioni alle facolt di disposizione e di godimento conseguenti al riconoscimento di beni paesaggistici non danno titolo a indennizzo.

Articolo 135 Pianificazione paesaggistica
1. Le regioni assicurano che il paesaggio sia adeguatamente tutelato e valorizzato. A tal fine sottopongono a specifica normativa duso il territorio, approvando piani paesaggistici ovvero piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici, concernenti lintero territorio regionale, entrambi di seguito denominati piani paesaggistici.
2. Il piano paesaggistico definisce,con particolare riferimento ai beni di cui allarticolo 134, le trasformazioni compatibili con i valori paesaggistici, le azioni di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela, nonch gli interventi di valorizzazione del paesaggio, anche in relazione alle prospettive di sviluppo sostenibile.

Capo II Individuazione dei beni paesaggistici
Articolo 136 Immobili ed aree di notevole interesse pubblico
1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarit geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale ivi compresi i centri storici, gli antichi castelli, villaggi e borghi, gli agglomerati urbani e le zone di interesse archeologico;
d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cos pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

Articolo 137 Commissioni provinciali
1. Con atto regionale istituita per ciascuna provincia una commissione con il compito di formulare proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) e delle aree indicate alle lettere c) e d) dellarticolo 136;
2. Della commissione fanno parte di diritto il soprintendente regionale, il soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio ed il soprintendente per i beni archeologici competenti per territorio. I restanti membri, in numero non superiore a sei, sono nominati dalla Regione tra soggetti con particolare e qualificata professionalit ed esperienza nella tutela del paesaggio. La commissione procede allaudizione dei sindaci dei comuni interessati e pu consultare esperti .

Articolo 138 Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico
1. Su iniziativa del soprintendente, della Regione o degli altri enti pubblici territoriali interessati, la commissione indicata allarticolo 137, acquisisce le necessarie informazioni attraverso le soprintendenze e gli uffici regionali e provinciali, valuta la sussistenza del notevole interesse pubblico degli immobili e delle aree di cui allarticolo 136, e propone la dichiarazione di notevole interesse pubblico. La proposta motivata con riferimento alle caratteristiche storiche, culturali, naturalistiche, morfologiche ed estetiche proprie dellimmobile o dellarea che abbiano significato e valore identitario del territorio in cui ricadono o che siano percepite come tali dalle popolazioni ed indica le prescrizioni, le misure ed i criteri di gestione indicati allarticolo 143.
2. Successivamente allapprovazione del piano paesaggistico di cui agli articoli 143 e 156 le proposte di dichiarazione di notevole interesse pubblico sono dirette a stabilire una specifica disciplina di tutela e valorizzazione, che sia maggiormente rispondente agli elementi peculiari e al valore paesaggistico degli immobili e delle aree e che costituisca parte integrante di quella prevista nel piano.

Articolo 139 Partecipazione al procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico
1. La proposta della commissione per la dichiarazione di notevole interesse pubblico di immobili ed aree corredata della relativa planimetria, da redigere in scala idonea allidentificazione, pubblicata per novanta giorni allalbo pretorio e depositata a disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati.
2. Dellavvenuta proposta e relativa pubblicazione data senza indugio notizia su almeno due quotidiani diffusi nella Regione territorialmente interessata, nonch su un quotidiano a diffusione nazionale e, ove istituiti, sui siti informatici della Regione e degli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito ricadono gli immobili o le aree da assoggettare a tutela.
3. Entro i sessanta giorni successivi allavvenuta pubblicazione allalbo pretorio della proposta della commissione, le province, le citt metropolitane, i comuni, le associazioni portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e gli altri soggetti interessati possono presentare osservazioni alla Regione, che ha altres facolt di indire uninchiesta pubblica.
4. Successivamente agli adempimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 la Regione, per gli immobili indicati alle lettere a) e b) dellarticolo 136, comunica lavvio del procedimento di dichiarazione al proprietario, possessore o detentore del bene, nonch alla Citt metropolitana e al Comune interessato.
5. La comunicazione di cui al comma 4 ha per oggetto gli elementi, anche catastali, identificativi dellimmobile, la proposta formulata dalla commissione, nonch lindicazione dei conseguenti obblighi a carico del proprietario, possessore o detentore.
6. Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della comunicazione di cui al comma 4, il proprietario, possessore o detentore dellimmobile pu presentare osservazioni alla Regione.

Articolo 140 Dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza
1. La Regione, sulla base della proposta della commissione, esaminate le osservazioni e tenuto conto dellesito delleventuale inchiesta pubblica, emana il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) e delle aree indicate alle lettere c) e d) dellarticolo 136.
2. Il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) dellarticolo 136 altres notificato al proprietario, possessore o detentore, depositato presso il Comune, nonch trascritto a cura della Regione nei registri immobiliari.
3. I provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione.
4. Copia della Gazzetta Ufficiale affissa per novanta giorni allalbo pretorio di tutti i comuni interessati. Copia della dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati.

Articolo 141 Provvedimenti ministeriali
1. Qualora la commissione non proceda alle proprie valutazioni, entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta formulata dal soprintendente ai sensi dellarticolo 138, ovvero laddove il provvedimento regionale di dichiarazione di notevole interesse pubblico non venga comunque emanato entro il termine di un anno dalla predetta richiesta, il soprintendente pu chiedere al Ministero di provvedere in via sostitutiva.
2. Il competente organo ministeriale, ricevuta copia della documentazione eventualmente acquisita dalla commissione provinciale, effettua listruttoria ai fini della formulazione della proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico.
3. Il Ministero invia la proposta ai comuni interessati affinch provvedano agli adempimenti indicati allarticolo 139, comma 1, e provvede direttamente agli adempimenti indicati allarticolo 139, commi 2, 4 e 5.
4. Il Ministero valuta le osservazioni presentate ai sensi dellarticolo 139, commi 3 e 6, e provvede con decreto. Il decreto di dichiarazione di notevole interesse pubblico notificato, depositato, trascritto e pubblicato nelle forme previste dallarticolo 140, commi 2, 3 e 4. Il decreto non soggetto alle disposizioni dellarticolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20.
5. Qualora non siano stipulati gli accordi previsti allarticolo 156, ovvero ai medesimi atti non consegua in tutto o in parte lelaborazione dintesa delladeguamento del piano paesaggistico, al Ministero altres attribuita la potest di integrare, con riferimento ai contenuti indicati allarticolo 143, comma 3, lettere e) ed f), i provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico esistenti.

Articolo 142 Aree tutelate per legge
1. Fino allapprovazione del piano paesaggistico ai sensi dellarticolo 156 sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo per il loro interesse paesaggistico:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti ed i corsi dacqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonch i territori di protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorch percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dallarticolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
h) le aree assegnate alle universit agrarie e le zone gravate da usi civici;
i) le zone umide incluse nellelenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448,
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico individuate alla data di entrata in vigore del presente codice.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree che alla data del 6 settembre 1985:
a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;
b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione, erano delimitate negli strumenti urbanistici a norma del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da quelle indicate alla lettera a) e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati a norma dellarticolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati alla lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai fini paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso pubblico dalla Regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato con le procedure previste dallarticolo 141, pu tuttavia confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti beni.
4. Resta in ogni caso ferma la disciplina derivante dagli atti e dai provvedimenti indicati allarticolo 157.

Capo III Pianificazione paesaggistica
Articolo 143 Piano paesaggistico
1. In base alle caratteristiche naturali e storiche ed in relazione al livello di rilevanza e integrit dei valori paesaggistici, il piano ripartisce il territorio in ambiti omogenei, da quelli di elevato pregio paesaggistico fino a quelli significativamente compromessi o degradati.
2. In funzione dei diversi livelli di valore paesaggistico riconosciuti, il piano attribuisce a ciascun ambito corrispondenti obiettivi di qualit paesaggistica. Gli obiettivi di qualit paesaggistica prevedono in particolare:
a) il mantenimento delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, nonch delle tecniche e dei materiali costruttivi;
b) la previsione di linee di sviluppo urbanistico ed edilizio compatibili con i diversi livelli di valore riconosciuti e tali da non diminuire il pregio paesaggistico del territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dellUnesco e delle aree agricole;
c) il recupero e la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, al fine di reintegrare i valori preesistenti ovvero di realizzare nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati con quelli.
3. Il piano paesaggistico ha contenuto descrittivo, prescrittivo e propositivo. La sua elaborazione si articola nelle seguenti fasi:
a) ricognizione dellintero territorio, attraverso lanalisi delle caratteristiche storiche, naturali, estetiche e delle loro interrelazioni e la conseguente definizione dei valori paesaggistici da tutelare, recuperare, riqualificare e valorizzare;
b) analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio attraverso lindividuazione dei fattori di rischio e degli elementi di vulnerabilit del paesaggio, la comparazione con gli altri atti di programmazione, di pianificazione e di difesa del suolo;
c) individuazione degli ambiti paesaggistici e dei relativi obiettivi di qualit paesaggistica;
d) definizione di prescrizioni generali ed operative per la tutela e luso del territorio compreso negli ambiti individuati;
e) determinazione di misure conservative specifiche per la salvaguardia delle aree tutelate per legge e, ove necessario, dei criteri di gestione e degli interventi di valorizzazione paesaggistica degli immobili e delle aree dichiarati di notevole interesse pubblico;
f) individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione delle aree significativamente compromesse o degradate;
g) individuazione delle misure necessarie al corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, alle quali debbono riferirsi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile delle aree interessate;
h) individuazione ai sensi dellarticolo 134, lettera c) di eventuali categorie di immobili o di aree, diverse da quelle indicate agli articoli 136 e 142 da sottoporre a specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione.
4. Il piano paesaggistico, anche in relazione alle diverse tipologie di opere ed interventi di trasformazione del territorio, individua distintamente le aree nelle quali la loro realizzazione consentita sulla base della verifica del rispetto delle prescrizioni, delle misure e dei criteri di gestione stabiliti nel piano paesaggistico ai sensi del comma 3, lettere d), e), f) e g), e quelle per le quali il piano paesaggistico definisce anche parametri vincolanti per le specifiche previsioni da introdurre negli strumenti urbanistici in sede di conformazione e di adeguamento ai sensi dellarticolo 145.
5. Il piano pu altres individuare:
a) le aree, tutelate ai sensi dellarticolo 142, nelle quali la realizzazione delle opere e degli interventi consentiti, in considerazione del livello di eccellenza dei valori paesaggistici o della opportunit di valutare gli impatti su scala progettuale, richiede comunque il previo rilascio dellautorizzazione di cui agli articoli 146, 147 e 159;
b) le aree, non oggetto di atti e provvedimenti emanati ai sensi degli articoli 138, 140, 141 e 157, nelle quali, invece, la realizzazione di opere ed interventi pu avvenire sulla base della verifica della conformit alle previsioni del piano paesaggistico e dello strumento urbanistico, effettuata nellambito del procedimento inerente al titolo edilizio e con le modalit previste dalla relativa disciplina, e non richiede il rilascio dellautorizzazione di cui agli articoli 146, 147 e 159;
c) le aree significativamente compromesse o degradate nelle quali la realizzazione degli interventi di recupero e riqualificazione non richiede il rilascio dellautorizzazione di cui agli articoli 146, 147 e 159.
6. Lentrata in vigore delle disposizioni previste dal comma 5, lettera b), subordinata allapprovazione degli strumenti urbanistici adeguati al piano paesaggistico ai sensi dellarticolo 145. Dalla medesima consegue la modifica degli effetti derivanti dai provvedimenti di cui agli articoli 157, 140 e 141, nonch dallinclusione dellarea nelle categorie elencate allarticolo 142.
7. Il piano pu subordinare lentrata in vigore delle disposizioni che consentono la realizzazione di opere ed interventi ai sensi del comma 5, lettera b), allesito positivo di un periodo di monitoraggio che verifichi leffettiva conformit alle previsioni vigenti delle trasformazioni del territorio realizzate.
8. Il piano prevede comunque che nelle aree di cui allarticolo 5, lettera b), siano effettuati controlli a campione sulle opere ed interventi realizzate e che laccertamento di un significativo grado di violazione delle previsioni vigenti determini la reintroduzione dellobbligo dellautorizzazione di cui agli articoli 146, 147 e 159.
9. Il piano paesaggistico individua anche progetti prioritari per la conservazione, il recupero, la riqualificazione, la valorizzazione e la gestione del paesaggio regionale indicandone gli strumenti di attuazione, comprese le misure incentivanti.
10. Le regioni e il Ministero stipulano accordi per lelaborazione dintesa dei piani paesaggistici. Nellaccordo stabilito il termine entro il quale completata lelaborazione dintesa, nonch il termine entro il quale la Regione approva il piano. Qualora allelaborazione dintesa non consegua il provvedimento regionale, il piano approvato in via sostitutiva con decreto del Ministro. Il decreto non soggetto alle disposizioni dellarticolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20.
11. Laccordo di cui al comma 10 stabilisce altres presupposti, modalit e tempi per la revisione periodica del piano, con particolare riferimento alla eventuale sopravvenienza di provvedimenti emanati ai sensi degli articoli 140 e 141.

Articolo 144 Pubblicit e partecipazione
1. Nei procedimenti di approvazione dei piani paesaggistici sono assicurate la concertazione istituzionale, la partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni costituite per la tutela degli interessi diffusi, individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e ampie forme di pubblicit.
2. Qualora dallapplicazione dellarticolo 143, commi 3, 4 e 5 derivi una modificazione degli effetti degli atti e dei provvedimenti di cui agli articoli 157, 140 e 141, lentrata in vigore delle relative disposizioni del piano paesaggistico subordinata allespletamento delle forme di pubblicit indicate allarticolo 140, commi 3 e 4.

Articolo 145 Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione
1. Il Ministero individua a norma dellarticolo 52 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 le linee fondamentali dellassetto del territorio nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio, con finalit di indirizzo della pianificazione.
2. I piani paesaggistici prevedono misure di coordinamento con gli strumenti di pianificazione territoriale e di settore, nonch con gli strumenti nazionali e regionali di sviluppo economico.
3. Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 sono cogenti per i piani urbanistici dei comuni, delle citt metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa delladeguamento degli strumenti urbanistici e sono altres vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione.
4. I comuni, le citt metropolitane, le province e gli enti gestori delle aree naturali protette conformano e adeguano gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica alle previsioni della pianificazione paesaggistica entro il termine stabilito nel piano paesaggistico e comunque non oltre due anni dalla sua approvazione.
5. La Regione disciplina il procedimento di conformazione ed adeguamento degli strumenti urbanistici alle previsioni della pianificazione paesaggistica, assicurando la partecipazione degli organi ministeriali al procedimento medesimo.

Capo IV Controllo e gestione dei beni soggetti a tutela
Articolo 146 Autorizzazione
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili e aree oggetto dei provvedimenti elencati allarticolo 157, oggetto di proposta formulata ai sensi degli articoli 138 e 141, tutelati ai sensi dellarticolo 142, ovvero sottoposti a tutela dalle disposizioni del piano paesaggistico, non possono distruggerli, n introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio al valore paesaggistico oggetto di protezione.
2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni indicati al comma 1, hanno lobbligo di sottoporre alla Regione o allente locale al quale la Regione ha affidato la relativa competenza i progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della documentazione prevista, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.
3. Entro sei mesi dallentrata in vigore del presente decreto legislativo, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, individuata la documentazione necessaria alla verifica di compatibilit paesaggistica degli interventi proposti.
4. La domanda di autorizzazione dellintervento indica lo stato attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.
5. Lamministrazione competente, nellesaminare la domanda di autorizzazione dellintervento, verifica la conformit dellintervento alle prescrizioni contenute nei piani paesaggistici e ne accerta:
a) la compatibilit rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo;
b) la congruit con i criteri di gestione dellimmobile o dellarea;
c) la coerenza con gli obiettivi di qualit paesaggistica.
6. Lamministrazione, accertata la compatibilit paesaggistica dellintervento ed acquisito il parere della commissione per il paesaggio, entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione dellistanza, trasmette la proposta di autorizzazione, corredata del progetto e della relativa documentazione, alla competente soprintendenza, dandone notizia allinteressato. Tale ultima comunicazione costituisce avviso di inizio del relativo procedimento, ai sensi e per gli afferri della legge 7 agosto 1990, n. 241. Qualora lamministrazione ritenga necessario acquisire documentazione ulteriore o effettuare accertamenti il termine sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta, ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti.
7. La soprintendenza comunica il parere entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della proposta di cui al comma 6. Qualora la soprintendenza ritenga necessario acquisire documentazione ulteriore o effettuare accertamenti il termine sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti. Decorso inutilmente il termine per lacquisizione del parere, lamministrazione assume comunque le determinazioni in merito alla domanda di autorizzazione.
8. Lautorizzazione rilasciata o negata dallamministrazione competente entro il termine di venti giorni dalla ricezione del parere della soprintendenza e costituisce atto distinto e presupposto della concessione o degli altri titoli legittimanti lintervento edilizio. I lavori non possono essere iniziati in difetto di essa.
9. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 8, data facolt agli interessati di richiedere lautorizzazione alla Regione, che provvede anche mediante un commissario ad acta entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Qualora venga ritenuto necessario acquisire documentazione ulteriore o effettuare accertamenti il termine sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti. Laddove la Regione non abbia affidato agli enti locali la competenza al rilascio dellautorizzazione paesaggistica la richiesta di rilascio in via sostitutiva presentata alla competente soprintendenza.
10. Lautorizzazione paesaggistica:
a) diventa efficace dopo il decorso di venti giorni dalla sua emanazione;
b) trasmessa in copia, senza indugio, alla soprintendenza che ha emesso il parere nel corso del procedimento, nonch, unitamente al parere, alla Regione ed alla Provincia e, ove esistenti, alla Comunit montana e allEnte parco nel cui territorio si trova limmobile o larea sottoposti al vincolo.
11. Lautorizzazione paesaggistica impugnabile con ricorso al tribunale amministrativo regionale o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dalle associazioni ambientaliste portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da qualsiasi altro soggetto pubblico o privato che ne abbia interesse. Il ricorso deciso, anche se dopo la sua proposizione, ovvero in grado di appello, il ricorrente dichiari di rinunciare o di non avervi pi interesse. Le sentenze e le ordinanze del Tribunale amministrativo regionale possono essere impugnate da chi sia legittimato a ricorrere avverso lautorizzazione paesaggistica, anche se non abbia proposto il ricorso di primo grado.
12. Presso ogni Comune, istituito un elenco, aggiornato almeno ogni sette giorni e liberamente consultabile, in cui indicata la data di rilascio di ciascuna autorizzazione paesaggistica, con la annotazione sintetica del relativo oggetto e con la precisazione se essa sia stata rilasciata in difformit dal parere della soprintendenza. Copia dellelenco trasmessa trimestralmente alla Regione e alla soprintendenza, ai fini dellesercizio delle funzioni di vigilanza di cui allarticolo 155.
13. Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche alle istanze concernenti le attivit minerarie di ricerca ed estrazione e le attivit di coltivazione di cave e torbiere.

Articolo 147 Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dallarticolo 143 riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, lautorizzazione viene rilasciata in esito ad una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni .
2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma dellarticolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, lautorizzazione prescritta dal comma 1 rilasciata secondo le procedure previste allarticolo 26.
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero per i beni e le attivit culturali, dintesa con il Ministero della difesa e con le altre amministrazioni statali interessate, sono individuate le modalit di valutazione congiunta e preventiva della localizzazione delle opere di difesa nazionale che incidano su immobili o aree sottoposti a tutela paesaggistica.

Articolo 148 Commissione per il paesaggio
1. Entro un anno dallentrata in vigore del presente codice le regioni promuovono listituzione della commissione per il paesaggio presso gli enti locali ai quali sono attribuite le competenze in materia di autorizzazione paesaggistica.
2. La commissione composta da soggetti con particolare e qualificata esperienza nella tutela del paesaggio.
3. La commissione esprime il parere obbligatorio in merito al rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli 146,147 e 159.

Articolo 149 Interventi non soggetti ad autorizzazione
1. Fatta salva lapplicazione dellarticolo 143, comma 5, lettera b) e dellarticolo 156, comma 4, non comunque richiesta lautorizzazione prescritta dallarticolo 146, dallarticolo 147 e dallarticolo 159:
a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e laspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti lesercizio dellattivit agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attivit ed opere che non alterino lassetto idrogeologico del territorio;
c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dallarticolo 142, comma 1, lettera g), purch previsti ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia.

Articolo 150 Inibizione o sospensione dei lavori
1. Indipendentemente dallavvenuta pubblicazione allalbo pretorio indicata allarticolo 139 o allarticolo 141, ovvero dallavvenuta comunicazione prescritta dallarticolo 139, comma 4, la Regione o il Ministero ha facolt di:
a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di pregiudicare il bene;
b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla lettera a), la sospensione di lavori iniziati.
2. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un immobile o di unarea non ancora dichiarati di notevole interesse pubblico cessa di avere efficacia se entro il termine di novanta giorni non sia stata effettuata la pubblicazione allalbo pretorio della proposta della commissione di cui allarticolo 138 o della proposta dellorgano ministeriale prevista allarticolo 141, ovvero non sia stata ricevuta dagli interessati la comunicazione prevista dallarticolo 139, comma 4.
3. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un bene paesaggistico per il quale la pianificazione paesaggistica preveda misure di recupero o di riqualificazione cessa di avere efficacia se entro il termine di novanta giorni la Regione non abbia comunicato agli interessati le prescrizioni alle quali attenersi nella esecuzione dei lavori per non compromettere lattuazione della pianificazione.
4. I provvedimenti indicati ai commi precedenti sono comunicati anche al Comune interessato.

Articolo 151 Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
1. Per lavori su beni paesaggistici n precedentemente tutelati a norma degli articoli 138 e 141, n precedentemente dichiarati di notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui allarticolo 150, comma 1, linteressato pu ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata sospensione. Le opere gi eseguite sono demolite a spese dellautorit che ha disposto la sospensione.

Articolo 152 Interventi soggetti a particolari prescrizioni
1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di palificazione nellambito e in vista delle aree indicate alle lettere c) e d) dellarticolo 136, ovvero in prossimit degli immobili indicati alle lettere a) e b) dello stesso articolo, la Regione ha facolt di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso desecuzione, le quali, tenendo in debito conto lutilit economica delle opere gi realizzate valgano ad evitare pregiudizio ai beni protetti da questo Titolo. La medesima facolt spetta al Ministero che la esercita previa consultazione della Regione.
2. Per le zone di interesse archeologico elencate allarticolo 136, lettera c) o allarticolo 142, comma 1, lettera m), la Regione consulta preventivamente le competenti soprintendenze.

Articolo 153 Cartelli pubblicitari
1. Nellambito e in prossimit dei beni paesaggistici indicati nellarticolo 134 vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dellamministrazione competente individuata dalla Regione.
2. Lungo le strade site nellambito e in prossimit dei beni indicati nel comma 1 vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata a norma dellarticolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni, previo parere favorevole della amministrazione competente individuata dalla Regione sulla compatibilit della collocazione o della tipologia dellinsegna con laspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi soggetti a tutela.

Articolo 154 Colore delle facciate dei fabbricati
1. Lamministrazione competente individuata dalla Regione pu ordinare che, nelle localit contemplate dalle lettere c) e d) dellarticolo 136, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore rechi disturbo alla bellezza dellinsieme, un diverso colore che con quella armonizzi.
2. La disposizione del comma 1 non si applica nei confronti degli immobili di cui allarticolo 10, comma 3, lettere a) e d) dichiarati ai sensi dellarticolo 13.
3. Per i fabbricati ricadenti nelle zone di interesse archeologico elencate allarticolo 136, lettera c) o allarticolo 139, comma 1, lettera m), lamministrazione consulta preventivamente le competenti soprintendenze.
4. In caso di inadempienza dei proprietari, possessori o detentori dei fabbricati, lamministrazione provvede allesecuzione dufficio.

Articolo 155 Vigilanza
1. Le funzioni di vigilanza sui beni paesaggistici tutelati da questo Titolo sono esercitate dal Ministero e dalle regioni.
2. Le regioni vigilano sullottemperanza alle disposizioni contenute nel presente decreto legislativo da parte delle amministrazioni da loro individuate per lesercizio delle competenze in materia di paesaggio. Linottemperanza o la persistente inerzia nellesercizio di tali competenze comporta lattivazione dei poteri sostitutivi.

Capo V Disposizioni di prima applicazione e transitorie
Articolo 156 Verifica e adeguamento dei piani paesaggistici
1. Entro quattro anni dallentrata in vigore del presente decreto legislativo, le regioni che hanno redatto i piani previsti dallarticolo 149 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 verificano la conformit tra le disposizioni dei predetti piani e le previsioni dellarticolo 143 e, in difetto, provvedono ai necessari adeguamenti.
2. Entro centottanta giorni dallentrata in vigore del presente codice, il Ministero, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano predispone uno schema generale di convenzione con le regioni in cui vengono stabilite le metodologie e le procedure di ricognizione, analisi, censimento e catalogazione degli immobili e delle aree oggetto di tutela, ivi comprese le tecniche per la loro rappresentazione cartografica e le caratteristiche atte ad assicurare la interoperabilit dei sistemi informativi.
3. Le regioni e il Ministero stipulano accordi per disciplinare lo svolgimento dintesa delle attivit volte alla verifica e alladeguamento dei piani paesaggistici, sulla base dello schema generale di convenzione di cui al comma 2. Nellaccordo stabilito il termine entro il quale completate le attivit, nonch il termine entro il quale la Regione approva il piano adeguato. Qualora al completamento delle attivit non consegua il provvedimento regionale il piano approvato in via sostitutiva con decreto del Ministro. Il decreto non soggetto alle disposizioni dellarticolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20.
4. Qualora dalla verifica e dalladeguamento, in applicazione dellarticolo 143, commi 3, 4 e 5, derivi una modificazione degli effetti degli atti e dei provvedimenti di cui agli articoli 157, 140 e 141, lentrata in vigore delle relative disposizioni del piano paesaggistico subordinata allespletamento delle forme di pubblicit indicate allarticolo 140, commi 3 e 4.

Articolo 157 Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti e atti emessi ai sensi della normativa previgente
1. Fatta salva lapplicazione dellarticolo 143, comma 6, dellarticolo 144, comma 2 e dellarticolo 156, comma 4, conservano efficacia a tutti gli effetti:
a) le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, eseguite in base alla legge 11 giugno 1922, n. 776;
b) gli elenchi compilati a norma della legge 29 giugno 1939, n. 1497;
c) i provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico emessi ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497;
d) i provvedimenti di riconoscimento della zone di interesse archeologico emessi ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 431;
e) i provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico emessi ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;
f) i provvedimenti di riconoscimento della zone di interesse archeologico emessi ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
2. I procedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico e di riconoscimento delle zone di interesse archeologico in ordine ai quali, alla data di entrata in vigore del presente codice, sia stata formulata la proposta della competente soprintendenza restano assoggettati alla disciplina dellarticolo 144 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.

Articolo 158 Disposizioni regionali di attuazione
1. Fino allemanazione di apposite disposizioni regionali di attuazione del presente codice restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

Articolo 159 Procedimento di autorizzazione in via transitoria
1. Fino allapprovazione dei piani paesaggistici ai sensi dellarticolo 156, ovvero ai sensi dellarticolo 143 ed al conseguente adeguamento degli strumenti urbanistici ai sensi dellarticolo 145, lamministrazione competente al rilascio dellautorizzazione prevista dallarticolo 146, comma 2, d immediata comunicazione alla soprintendenza delle autorizzazioni rilasciate, trasmettendo contestualmente la documentazione prodotta dallinteressato nonch le risultanze degli accertamenti eventualmente esperiti. La comunicazione inviata contestualmente agli interessati, per i quali costituisce avviso di inizio di procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Lamministrazione competente pu produrre una relazione illustrativa degli accertamenti indicati dallarticolo 146, comma 5. Lautorizzazione rilasciata o negata entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla relativa richiesta e costituisce comunque atto distinto e presupposto della concessione edilizia o degli altri titoli legittimanti lintervento edilizio. I lavori non possono essere iniziati in difetto di essa. In caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il termine sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti.
3. Il Ministero pu in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, lautorizzazione entro i sessanta giorni successivi alla ricezione della relativa, completa documentazione .
4. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 2 data facolt agli interessati di richiedere lautorizzazione alla competente soprintendenza che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Listanza, corredata da tutta la relativa documentazione prescritta, presentata alla competente soprintendenza e ne data comunicazione alla amministrazione competente. In caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il termine sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti.
5. Per i beni che alla data di entrata in vigore del presente codice siano oggetto di provvedimenti adottati a norma dellarticolo 1-quinquies del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale in data anteriore al 6 settembre 1985, lautorizzazione prevista dal comma 1 e dagli articoli 146 e 147 pu essere concessa solo dopo lapprovazione dei piani paesaggistici.


PARTE QUARTA Sanzioni
TITOLO I Sanzioni amministrative
Capo I Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 160 Ordine di reintegrazione
1. Se per effetto della violazione degli obblighi di protezione e conservazione stabiliti dalle disposizioni del Capo III del Titolo I della Parte seconda il bene culturale subisce un danno, il Ministero ordina al responsabile lesecuzione a sue spese delle opere necessarie alla reintegrazione .
2. Qualora le opere da disporre ai sensi del comma 1 abbiano rilievo urbanistico-edilizio lavvio del procedimento e il provvedimento finale sono comunicati anche alla Citt metropolitana o al Comune interessati.
3. In caso di inottemperanza allordine impartito ai sensi del comma 1, il Ministero provvede allesecuzione dufficio a spese dellobbligato. Al recupero delle somme relative si provvede nelle forme previste dalla vigente normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta o alla diminuzione di valore subita dalla cosa.
5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non accettata dallobbligato, la somma stessa determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dallobbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dallobbligato.

Articolo 161 Danno a cose ritrovate
1. Le misure previste nellarticolo 160 si applicano anche a chi cagiona un danno alle cose di cui allarticolo 91, trasgredendo agli obblighi indicati agli articoli 89 e 90.

Articolo 162 Violazioni in materia di affissione
1. Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in violazione delle disposizioni di cui allarticolo 49 punito con le sanzioni previste dallarticolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni.

Articolo 163 Perdita di beni culturali
1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dalle disposizioni della sezione I del Capo IV e della sezione I del Capo V, il bene culturale non sia pi rintracciabile o risulti uscito dal territorio nazionale, il trasgressore tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore del bene.
2. Se il fatto imputabile a pi persone queste sono tenute in solido al pagamento della somma.
3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non accettata dallobbligato, la somma stessa determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dallobbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dallobbligato.
4. La determinazione della commissione impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquit.

Articolo 164 Violazioni in atti giuridici
1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti dalle disposizioni del Titolo I della Parte seconda, o senza losservanza delle condizioni e modalit da esse prescritte, sono nulli.
2. Resta salva la facolt del Ministero di esercitare la prelazione ai sensi dellarticolo 61, comma 2.

Articolo 165 Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale
1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dallarticolo 123, comma 1, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, chiunque trasferisce allestero le cose o i beni indicati nellarticolo 10, in violazione delle disposizioni di cui alle sezioni I e II del Capo V del Titolo I della Parte seconda, punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 77, 50 a euro 465.

Articolo 166 Omessa restituzione di documenti per lesportazione
1. Chi, effettuata lesportazione di un bene culturale al di fuori del territorio dellUnione europea ai sensi del regolamento CEE, non rende al competente ufficio di esportazione lesemplare n. 3 del formulario previsto dal regolamento (CEE) n. 752/93, della Commissione, del 30 marzo 1993, attuativo del regolamento CEE, punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 103,50 a euro 620.

Capo II Sanzioni relative alla Parte terza
Articolo 167 Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennit pecuniaria
1. In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti dal Titolo I della Parte terza, il trasgressore tenuto, secondo che lautorit amministrativa preposta alla tutela paesaggistica ritenga pi opportuno nellinteresse della protezione dei beni indicati nellarticolo 134, alla rimessione in pristino a proprie spese o al pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione. La somma determinata previa perizia di stima.
2. Con lordine di rimessione in pristino assegnato al trasgressore un termine per provvedere.
3. In caso di inottemperanza, lautorit amministrativa preposta alla tutela paesaggistica provvede dufficio per mezzo del prefetto e rende esecutoria la nota delle spese.
4. Le somme riscosse per effetto dellapplicazione del comma 1 sono utilizzate per finalit di salvaguardia, interventi di recupero dei valori paesaggistici e di riqualificazione delle aree degradate.

Articolo 168 Violazione in materia di affissione
1. Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in violazione delle disposizioni di cui allarticolo 153 punito con le sanzioni previste dallarticolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni.



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Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

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