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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Bozza Commissione Trotta (versione 20.05.2003) del Codice dei beni culturali e paesaggistici (artt. 114-159)
2003-05-20
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Sezione II

Servizi di assistenza culturale e di ospitalit



Articolo 114

Servizi


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 112)


1. Nei luoghi indicati allarticolo 105, comma 1, possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di ospitalit per il pubblico.

2. I servizi riguardano in particolare:

a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;

b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;

c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;

d) la gestione dei punti vendita e lutilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;

e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per linfanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;

f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;

g) lorganizzazione di mostre e manifestazioni culturali, nonch di iniziative promozionali.

3. I servizi indicati al comma 2 possono essere dati in concessione a privati, qualora tale scelta si basi su unofferta qualitativamente pi favorevole dal punto di vista della crescita culturale degli utenti e della tutela e valorizzazione dei beni.






Articolo 115

Concessione dei servizi


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 113)


1. Le concessioni per i servizi previste allarticolo 114 possono essere integrate, ai fini di una gestione comune, con laffidamento dei servizi di pulizia, di vigilanza e biglietteria.

2. I funzionari preposti agli istituti di cui allarticolo 107, comma 1, dora in poi indicati come capo dellistituto, provvedono allaffidamento in concessione a norma delle vigenti disposizioni in materia di appalti di servizi.

3. La concessione ha durata quadriennale e pu essere rinnovata, esclusivamente in forma espressa, per non pi di due volte.

4. Al fine di garantire il coordinamento ovvero lintegrazione dei servizi, possono essere stipulate apposite convenzioni con le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, nonch con ogni altro ente ed organismo pubblico e con soggetti privati titolari di monumenti, musei, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche.






Sezione III

Archivi e biblioteche



Articolo 116

Ricerche e letture negli archivi e nelle biblioteche dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 100)


1. Le ricerche e le letture per ragioni di studio effettuate negli archivi e nelle biblioteche dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali sono gratuite.








Articolo 117

Accesso agli archivi di Stato


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 107; Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre
1963, n. 1409, artt. 21 e 21-bis come modificati ed introdotti dalla legge 30 luglio 1999, n. 281, artt. 8 e 9)


1. I documenti conservati negli archivi di Stato sono liberamente consultabili, ad eccezione:

a) di quelli dichiarati di carattere riservato a norma dellarticolo 121 relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data;

b) di quelli contenenti i dati di cui agli articoli 22 e 24 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, che diventano consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare.

2. Anteriormente al decorso dei termini indicati nel comma 1, i documenti restano accessibili ai sensi della disciplina sullaccesso ai documenti amministrativi. Sullistanza di accesso provvede lamministrazione che deteneva il documento prima del versamento o del deposito.

3. Il Ministro dellinterno, previo parere del direttore dellArchivio di Stato competente e udita la commissione per le questioni inerenti alla consultabilit degli atti di archivio riservati, istituita presso il Ministero dellinterno, pu autorizzare la consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato anche prima della scadenza dei termini indicati nel comma 1. Lautorizzazione rilasciata, a parit di condizioni, ad ogni richiedente.


4. I documenti per i quali autorizzata la consultazione ai sensi del comma 3 conservano il loro carattere riservato e non possono essere diffusi.

5. In caso di esercizio dei diritti dellinteressato ai sensi dellarticolo 13 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, i documenti detenuti negli archivi di Stato sono comunque conservati e consultabili unitamente alla documentazione relativa allesercizio dei diritti medesimi.

6. Su richiesta di chiunque vi abbia interesse ai sensi del medesimo articolo 13 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, pu essere comunque disposto il blocco dei dati personali che non siano di rilevante interesse pubblico, qualora il loro trattamento comporti un concreto pericolo di lesione della dignit, della riservatezza o dellidentit personale degli interessati.

7. I documenti di propriet dei privati, e da questi depositati negli archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredit o legato, sono assoggettati alla disciplina stabilita dai commi 1, 3, 4, 5 e 6.

8. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredit o legato documenti agli archivi di Stato possono tuttavia porre la condizione della non consultabilit di tutti o di parte dei documenti dellultimo settantennio. Tale limitazione, come pure quella generale stabilita dal comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata. La limitazione altres inoperante nei confronti degli aventi causa dai depositanti, donanti e venditori, quando si tratti di documenti concernenti oggetti patrimoniali, ai quali essi siano interessati per il titolo di acquisto.






Articolo 118

Accesso agli archivi storici degli enti pubblici



(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 108; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 22 come modificato dalla legge 30 luglio 1999, n. 281, art. 9)


1. Le disposizioni dellarticolo 117 si applicano agli archivi storici delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali nonch di ogni altro ente ed organismo pubblico.

2. Salvo quanto disposto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, la consultazione a scopi storici degli archivi correnti e di deposito delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici disciplinata con decreto ministeriale.

3. La consultazione degli archivi di cui ai commi 1 e 2 autorizzata previo parere del soprintendente archivistico.






Articolo 119

Modalit di accesso agli archivi privati


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 109)



1. I privati proprietari, possessori o detentori degli archivi o dei singoli documenti dichiarati a norma dellarticolo 11 hanno lobbligo di permettere agli studiosi, che ne facciano motivata richiesta tramite il soprintendente, la consultazione dei documenti che, dintesa con lo stesso soprintendente, non siano riconosciuti di carattere riservato o assoggettati alla condizione di non consultabilit ai sensi dellarticolo 117, comma 8.

2. Le modalit di consultazione sono concordate tra il privato e il soprintendente. Le relative spese sono a carico dello studioso.

3. Agli archivi privati utilizzati per scopi storici, anche se non dichiarati a norma dellarticolo 11, si applicano le disposizioni di cui allarticolo 118, commi 1 e 3.






Articolo 120

Protezione di dati personali


(legge 30 luglio 1999, n. 281, art. 9)


1. La consultazione per scopi storici dei documenti contenenti dati personali assoggettata, altres, alle disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta sottoscritto ai sensi dellarticolo 31, comma 1, lettera h) della legge 31 dicembre 1996, n. 675.







Articolo 121

Declaratoria di riservatezza


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 110)



1. Laccertamento dellesistenza e della natura degli atti non liberamente consultabili a norma degli articoli 117, 118 e 119 effettuato dal Ministero dellinterno, dintesa con il Ministero.





Sezione IV

Uso individuale



Articolo 122

Uso di beni culturali


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 114)




1. Il Ministero pu concedere luso dei beni dello Stato che abbia in consegna per finalit compatibili con la loro destinazione culturale.

2. Il capo dellistituto determina il canone dovuto e adotta il relativo provvedimento.







Articolo 123

Uso strumentale e precario e riproduzione
di beni culturali


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 115)





1. La riproduzione dei beni culturali appartenenti allo Stato vietata qualora consista nel trarre calchi dagli originali di sculture e di opere a rilievo in genere, di qualunque materiale tali beni siano fatti. Di regola, sono consentiti i calchi da copie degli originali gi esistenti, previa autorizzazione del soprintendente. Le modalit per la realizzazione dei calchi sono disciplinate con decreto ministeriale.

2. Il capo dellistituto pu concedere la riproduzione dei beni culturali appartenenti allo Stato e in consegna al Ministero, qualora sia effettuata in forme diverse da quella di cui al comma 1, nonch il loro uso strumentale e precario, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di diritto dautore.

3. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dal capo dellistituto tenendo anche conto:

a) del carattere delle attivit cui si riferiscono le concessioni duso;

b) dei mezzi e delle modalit di esecuzione delle riproduzioni;

c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;

d) delle utilizzazioni e destinazioni delle riproduzioni medesime, anche in riferimento al beneficio economico del destinatario.

4. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti in via anticipata.

5. Nessun canone dovuto per le riproduzioni richieste per uso personale o per motivi di studio. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese eventualmente sostenute dal Ministero.

6. Nei casi in cui dallattivit in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, il capo dellistituto determina limporto della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione dovuta anche nei casi di esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.

7. La cauzione restituita, con lassenso del capo dellistituto, quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito danni e le spese sostenute dallamministrazione sono state rimborsate.

8. Gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per luso e la riproduzione dei beni sono fissati con decreto ministeriale






Articolo 124

Catalogo di immagini fotografiche
e di riprese di beni culturali


(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 116)



1. Il capo dellistituto, allatto della concessione, per fini di raccolta e catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere di beni culturali, prescrive:

a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa o fotografia;

b) la restituzione, dopo luso, del fotocolor originale con relativo codice.







Articolo 125

Pagamento di canoni e corrispettivi

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 115)

1. I canoni ed i proventi derivanti dallapplicazione delle norme dettate nelle sezioni II e IV del presente Capo sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche mediante conto corrente postale intestato alla tesoreria medesima, ovvero sul conto corrente bancario aperto da ciascun capo di istituto presso un istituto di credito. In tale ultima ipotesi, listituto bancario provvede, non oltre cinque giorni dalla riscossione, al versamento delle somme affluite alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato.

2. I canoni ed i proventi indicati al comma 1 affluiscono ad apposita unit previsionale di base dello stato di previsione dellentrata per essere riassegnati alle competenti unit previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero e destinati, in misura non inferiore al cinquanta per cento del loro ammontare, agli istituti di provenienza.

TITOLO III

Norme transitorie e finali

Articolo 126

Provvedimenti legislativi particolari

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 18)

1. Sono fatte salve le leggi aventi ad oggetto singole citt o parti di esse, complessi architettonici, monumenti nazionali, siti od aree di interesse storico, artistico od archeologico.

Articolo 127

Disposizioni regolamentari precedenti

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
art. 12, comma2)

1. Fino allemanazione dei decreti e dei regolamenti previsti dal presente decreto legislativo, restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni dei regolamenti approvati con regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363, e ogni altra disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questa Parte.

PARTE TERZA

Beni paesaggistici

TITOLO I

Tutela e valorizzazione

Capo I

Paesaggio e pianificazione

Articolo 128

Paesaggio

1. Il paesaggio una parte determinata di territorio, cos come percepita dalla popolazione, la cui identit deriva dallazione di fattori naturali e umani e dalle loro correlazioni.

Articolo 129

Cooperazione delle amministrazioni pubbliche

1. Le amministrazioni pubbliche cooperano per la definizione dei principi generali, delle strategie e degli orientamenti diretti alladozione di misure finalizzate a tutelare, pianificare, recuperare, valorizzare e gestire gli interventi incidenti sul paesaggio, in una prospettiva di sviluppo sostenibile, nonch ad orientare e armonizzare le trasformazioni provocate dai processi sociali, economici ed ambientali.

2. Le amministrazioni pubbliche provvedono alla diffusione della conoscenza dei valori del paesaggio e promuovono iniziative di formazione e di educazione.

Articolo 130

Convenzioni internazionali

1. Le attivit di tutela e di valorizzazione del paesaggio si conformano alle finalit e ai principi di cooperazione tra gli Stati, anche nellambito di organizzazioni internazionali e sovranazionali, nonch alle convenzioni in materia, rese esecutive in Italia.

Articolo 131

Pianificazione paesistica

1. La pianificazione paesistica riguarda lintero territorio regionale ed finalizzata alla tutela dei paesaggi e della loro qualit, definendo le modifiche compatibili e regolando il recupero e la trasformazione secondo i principi ed i livelli di valore indicati dalla normativa vigente.

Articolo 132

Ambiti di tutela e valorizzazione

1. La pianificazione paesistica disciplina le forme di tutela, valorizzazione e riqualificazione del territorio in funzione del livello di rilevanza e integrit dei valori paesistici. A tal fine la pianificazione individua i differenti ambiti territoriali omogenei, da quelli di elevato pregio paesistico fino a quelli compromessi o degradati, indicando le corrispondenti forme di tutela.

2. Per gli ambiti compromessi o degradati la tutela orientata alla reintegrazione dei valori paesistici e alla riqualificazione dei siti.

3. La valorizzazione del paesaggio consiste in ogni attivit diretta a consentirne la piena fruizione pubblica quale testimonianza significativa dei valori storici, culturali e naturali, attraverso la conservazione, il ripristino o il recupero delle risorse riconosciute come rilevanti per il bene minacciato di compromissione o gi parzialmente compromesso, anche con la eliminazione degli interventi incongrui.

Articolo 133

Obiettivi di qualit paesistica

1. In funzione dei diversi livelli di valore riconosciuti, la pianificazione paesistica attribuisce a ciascun ambito territoriale corrispondenti obiettivi di qualit paesistica.

2. Gli obiettivi di qualit paesistica prevedono in particolare:

a) il mantenimento delle caratteristiche, dei valori costitutivi e delle morfologie, tenendo conto anche delle tipologie architettoniche, nonch delle tecniche e dei materiali costruttivi tradizionali;

b) la previsione di linee di sviluppo compatibili con i diversi livelli di valore riconosciuti tali da non diminuire il pregio paesistico del territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia delle aree agricole;

c) la riqualificazione delle parti compromesse o degradate al fine di recuperare i valori preesistenti ovvero di creare nuovi valori paesistici coerenti ed integrati.

Articolo 134

Strumenti di incentivazione

1. La pianificazione paesistica definisce anche progetti mirati, misure incentivanti e di sostegno per il recupero, la valorizzazione e la gestione finalizzata al mantenimento delle integrit dei paesaggi del territorio regionale, con lindicazione dei relativi strumenti di attuazione.

Articolo 135

Piani paesistici

1. Le Regioni assicurano che i valori paesistici presenti nel territorio siano adeguatamente protetti e promossi sottoponendo a specifica normativa duso e di valorizzazione paesistica il territorio, mediante piani paesistici di contenuto conoscitivo, prescrittivo e propositivo. A tal fine procedono:

a) alla ricognizione dellintero territorio da assoggettare al piano attraverso lanalisi delle specifiche caratteristiche storico-culturali, naturalistiche, morfologiche ed estetiche, delle loro correlazioni e integrazioni e mediante la definizione degli elementi e dei valori paesistici da tutelare, promuovere e recuperare;

b) allanalisi delle dinamiche di trasformazione attraverso lindividuazione dei fattori di rischio e degli elementi di vulnerabilit del paesaggio; alla comparazione con gli altri atti di programmazione e pianificazione del territorio e di difesa del suolo.

2. Alla stregua di tali elementi, le regioni:

- individuano gli ambiti di tutela e valorizzazione ai sensi dellarticolo 132;

- definiscono prescrizioni generali ed operative per la tutela e luso del territorio compreso negli ambiti individuati ai sensi dellarticolo 132;

- determinano misure per la tutela e luso dei beni indicati agli articoli 142 e 147;

- precisano gli obiettivi di qualit paesistica indicati nellarticolo 133;

- stabiliscono gli interventi di valorizzazione paesistica, da realizzarsi coerentemente con le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo economico e produttivo delle aree interessate.

3. Qualora le regioni non provvedano agli adempimenti e alle prescrizioni previsti dai commi 1 e 2, il Ministero procede in via sostitutiva, sentita la commissione affari regionali.

Articolo 136

Partecipazione e formazione

1. Nei procedimenti di redazione ed approvazione dei piani paesistici sono assicurate la concertazione istituzionale ed ampie forme di pubblicit e di partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni costituite per la tutela degli interessi diffusi, individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 dal Ministro dellambiente e della tutela del territorio o, su base infraregionale, dal Presidente della Regione.

Articolo 137

Coordinamento della pianificazione paesistica con altri strumenti di pianificazione

1. I piani paesistici prevedono misure di coordinamento con la pianificazione urbanistica e settoriale, nonch con gli strumenti nazionali e regionali di sviluppo economico.

2. I piani paesistici contengono disposizioni cogenti per i piani urbanistici degli enti pubblici territoriali, nonch disposizioni immediatamente prevalenti sulla disciplina urbanistica vigente e vincolanti anche nei confronti degli interventi settoriali e dei privati, nonch le norme transitorie di salvaguardia. Le prescrizioni e le disposizioni predette sono espressamente evidenziate nellatto di approvazione del piano.

3. Gli enti pubblici territoriali conformano i propri strumenti urbanistici alle previsioni della pianificazione paesistica entro il termine stabilito nellatto di approvazione del piano paesistico.

4. Le regioni disciplinano il procedimento per lesercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

Articolo 138

Censimento e catalogazione dei beni e delle aree tutelati

1. Entro centottanta giorni dallentrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministero, dintesa con la Conferenza unificata, predispone uno schema di convenzione nel quale vengono stabilite le procedure e le modalit di ricognizione, censimento e catalogazione dei beni e delle aree, le tecniche di rappresentazione ed i sistemi informatici tra loro compatibili e interscambiabili.

2. Al fine di verificare leffettiva consistenza e valore dei beni e delle aree, individuarne i criteri di gestione e le relative misure di tutela e valorizzazione da inserire, ove occorra, nei piani paesistici, le commissioni di cui allarticolo 139, entro due anni dalladozione dello schema di convenzione procedono alla ricognizione, al censimento ed alla catalogazione dei beni e delle aree indicati agli articoli 142 e 147, su cartografia informatizzata redatta in scala idonea allidentificazione del bene.

Articolo 139

Commissione provinciale

1. Con atto regionale istituita per ciascuna Provincia una commissione con il compito di:

a) formulare proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico dei beni indicati alle lettere a) e b) e delle localit indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 142;

b) svolgere lattivit di ricognizione, di censimento e di catalogazione dei beni e delle aree indicati agli articoli 142, prevista dallarticolo 138;

c) esprimere il parere obbligatorio sulladeguamento dei piani paesistici previsto dallarticolo 140 e sui piani paesistici predisposti ai sensi dellarticolo 135.

2. Della commissione fanno parte di diritto il soprintendente regionale, il soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio ed il soprintendente per i beni archeologici competenti per territorio. Gli altri componenti sono nominati dalla Regione scegliendo tra soggetti dotati di professionalit ed esperienza nella tutela del paesaggio o dei beni culturali.

3. Ove necessario, la commissione pu consultare esperti e procedere allaudizione dei sindaci dei comuni interessati.

Articolo 140

Adeguamento dei piani paesistici

1. Entro quattro anni dallentrata in vigore del presente decreto legislativo le regioni che hanno redatto i piani previsti dallarticolo 149 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 verificano la compatibilit tra le disposizioni dei predetti piani e le previsioni degli articoli 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137 e provvedono, ove occorra, alladeguamento dei piani.

2. Le regioni ed il Ministero possono stipulare appositi accordi o intese per effettuare congiuntamente la verifica prevista al comma 1.

3. Qualora le regioni non adempiano al disposto del comma 1, il Ministero procede in via sostitutiva.

Capo II

Individuazione dei beni soggetti a tutela

Articolo 141

Beni paesaggistici

1. In riferimento allarticolo 9 della Costituzione sono espressione di rilevante valore paesistico:

a) i beni e le aree indicati all'articolo 142, individuati a norma degli articoli 143 e 146;

b) i beni e le aree indicati all'articolo 147.

Articolo 142

Beni soggetti a tutela

1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del loro notevole interesse pubblico:

a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarit geologica;

b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati a norma delle disposizioni della Parte seconda, che si distinguono per la loro non comune bellezza;

c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale ivi compresi i centri storici, gli antichi castelli, villaggi o borghi, gli agglomerati urbani, le zone di interesse archeologico;

d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cos pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

Articolo 143

Dichiarazione di notevole interesse pubblico

1. Le regioni dichiarano il notevole interesse pubblico dei beni indicati alle lettere a) e b) e delle localit indicate alle lettere c) e d) dellarticolo 142.

2. A tal fine la commissione indicata allarticolo 139 valuta la sussistenza del notevole interesse pubblico dei beni su iniziativa propria o anche della Regione, degli altri enti pubblici territoriali e delle associazioni titolari di interessi diffusi, individuate a norma dellarticolo 126 e propone la dichiarazione di notevole interesse pubblico. La proposta motivata con riferimento alle specifiche caratteristiche storiche, culturali, naturalistiche, morfologiche ed estetiche del singolo bene o localit, indicati nellarticolo 142.

3. Le deliberazioni assunte dalla commissione per la dichiarazione di notevole interesse pubblico dei diversi beni e localit, le relative planimetrie, da redigere in scala idonea allidentificazione del bene vincolato ed ogni variante che venga determinata dalla commissione sono pubblicate per un periodo di novanta giorni all'albo pretorio di tutti i Comuni interessati della provincia e depositate presso i competenti uffici degli stessi Comuni.

Articolo 144

Partecipazione alla dichiarazione di notevole interesse pubblico

1. Dellavvenuta deliberazione e relativa pubblicazione data contestualmente notizia su almeno due quotidiani diffusi nella Regione territorialmente interessata, nonch su un quotidiano a diffusione nazionale e sui siti informatici della Regione, degli altri enti pubblici territoriali nel cui territorio ricade il bene o larea da assoggettare a tutela.

2. Entro novanta giorni dalla pubblicazione allalbo pretorio della deliberazione della commissione i soggetti interessati possono presentare osservazioni alla Regione, che ha altres facolt di indire un'inchiesta pubblica.

3. Per i beni indicati alle lettere a) e b) dell'articolo 142, la Regione avvia il procedimento di dichiarazione sulla base della deliberazione della commissione, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore del bene, nonch al Comune interessato.

4. La comunicazione ha per oggetto gli elementi, anche catastali, identificativi del bene e la sua valutazione risultante dalla proposta formulata dalla commissione, lindicazione dei relativi obblighi a carico del proprietario, possessore o detentore del bene.

5. Entro novanta giorni dalla data di ricezione della comunicazione, il proprietario, possessore o detentore del bene pu presentare osservazioni alla Regione.

Articolo 145

Atto di dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza

1. La Regione, sulla base della proposta della commissione, apportandovi le modifiche ritenute opportune, esaminate le osservazioni e tenuto conto dell'esito dell'eventuale inchiesta pubblica, emette latto di dichiarazione di notevole interesse pubblico.

2. Latto di dichiarazione di notevole interesse pubblico dei beni indicati alle lettere a) e b) dellarticolo 142 notificato ai proprietari, possessori o detentori degli immobili, trascritto a richiesta della stessa Regione nei registri immobiliari e depositato presso il Comune.

3. Latto altres pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione.

4. Copia della Gazzetta Ufficiale affissa per novanta giorni allalbo pretorio di tutti i Comuni interessati. Copia della dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a libera visione del pubblico presso gli uffici comunali.

Articolo 146

Atti ministeriali
1. In ordine alla mancata o difforme dichiarazione di notevole interesse pubblico rispetto alle susseguenti deliberazioni assunte dalla Commissione ai sensi dellarticolo 143, comma 2, ovvero laddove la Commissione non proceda ai sensi dellarticolo 139, comma 1, lettera a), chiunque vi abbia interesse pu, con apposita istanza, chiedere al Ministro di provvedere in via sostitutiva.

2. Il Ministro incarica il competente organo ministeriale dellistruttoria dellistanza ai fini della formulazione della eventuale proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico.

3. La proposta, corredata dalla relativa planimetria in scala idonea allidentificazione del bene vincolato, inviata dal Ministero ai Comuni interessati affinch provvedano alla pubblicazione a norma dell'articolo 139, comma 3. Copia della proposta e della relativa planimetria resta altres depositata a libera visione del pubblico presso gli uffici comunali.

4. Il Ministero provvede a dare contestualmente notizia della proposta sul proprio sito informatico, su almeno due quotidiani diffusi nella Regione territorialmente interessata, nonch su un quotidiano a diffusione nazionale.

5. Entro il termine di novanta giorni dall'avvenuta pubblicazione allalbo pretorio della proposta le regioni, gli altri enti pubblici territoriali, le associazioni portatrici di interessi diffusi, individuate a norma dellarticolo 136 e gli altri soggetti interessati possono presentare osservazioni al Ministro.

6. Il Ministro, valutate le osservazioni, provvede con decreto. Il decreto non soggetto al controllo di legittimit della Corte dei conti.

Articolo 147

Beni tutelati per legge

1. Fino allespletamento delle procedure previste allarticolo 140 sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del loro interesse paesaggistico:

a) i territori costieri compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;

b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;

c) i fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;

d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;

e) i ghiacciai e i circhi glaciali;

f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonch i territori di protezione esterna dei parchi;

g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorch percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dallarticolo 2, commi 2 e 6 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;

h) le aree assegnate alle universit agrarie e le zone gravate da usi civici;

i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448,

l) i vulcani;

m) le zone di interesse archeologico gi individuate da provvedimenti regionali o ministeriali, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree che alla data del 6 settembre 1985:

a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;

b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione, erano delimitate negli strumenti urbanistici a norma del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da quelle indicate alla lettera a) e, nei Comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati a norma dell'articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.

3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati alla lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai fini paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso pubblico dalla Regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato con le procedure previste dall'articolo 136, pu tuttavia confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti beni.

4. La disposizione del comma 2 non si applica ai beni indicati all'articolo 141, individuati a norma degli articoli 143 e 146.

Capo III

Controllo e gestione dei beni soggetti a tutela

Articolo 148

Autorizzazione

1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni paesaggistici tutelati a norma dellarticolo 143 o dellarticolo 139, ovvero dichiarati di notevole interesse pubblico dalle norme del piano paesistico, non possono distruggerli n introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio a quel loro esteriore aspetto che oggetto di protezione.

2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni indicati al comma 1, hanno lobbligo di sottoporre alla amministrazione competente i propri progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.

3. Lautorizzazione rilasciata ai fini della verifica di compatibilit paesistica costituisce atto separato e preliminare rispetto alla concessione edilizia o ai titoli legittimanti lintervento edilizio. I lavori non possono essere iniziati in difetto di essa.

4. Entro un anno dallentrata in vigore del presente decreto legislativo con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita la Conferenza unificata, individuata la documentazione necessaria che linteressato deve produrre per la verifica di compatibilit degli interventi proposti.

5. Lamministrazione individuata dalla Regione quale competente al rilascio dellautorizzazione accerta:

a) la congruit dellintervento proposto con i valori riconosciuti dal vincolo;

b) la coerenza dellintervento proposto con gli obiettivi di qualit paesistica;

c) la conformit dellintervento proposto con le prescrizioni contenute nei piani paesistici.

6. La domanda di autorizzazione dellintervento indica lo stato attuale dellarea interessata e i suoi valori paesistici, nonch gli eventuali impatti delle trasformazioni proposte sul paesaggio, gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.

7. Lautorizzazione rilasciata o negata entro il termine perentorio di sessanta giorni. In caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il termine sospeso fino alla data di ricezione della documentazione richiesta, ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti.

8. Avverso latto di rilascio o di diniego della autorizzazione, chiunque vi abbia interesse pu proporre, per motivi esclusivamente di merito, ricorso al Ministro entro il termine di trenta giorni dalla data della notificazione o della comunicazione in via amministrativa dellatto impugnato o da quando linteressato ne ha avuto piena conoscenza. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del capo I del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.

Articolo 149

Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali

1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo 148 riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, il Ministero pu in ogni caso rilasciare o negare entro sessanta giorni l'autorizzazione, anche in difformit della decisione regionale.

2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, l'autorizzazione prescritta dal comma 1 rilasciata secondo le procedure previste all'articolo 26 del presente decreto legislativo.

3. Il Ministero, dintesa con il Ministero della difesa e con le altre amministrazioni statali interessate, individua forme di valutazione congiunta e preventiva della localizzazione delle opere di difesa nazionale che incidano su beni o su aree sottoposti a tutela paesaggistica.

4. Per le attivit minerarie di ricerca ed estrazione di cui al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, l'autorizzazione del Ministero prevista dal comma 1 rilasciata sentito il Ministero delle attivit produttive. Restano ferme le competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio in materia di cave e torbiere.

Articolo 150

Interventi non soggetti ad autorizzazione

1. Non comunque richiesta l'autorizzazione prescritta dall'articolo 148 e dallarticolo 149:

a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e laspetto esteriore degli edifici;

b) per gli interventi inerenti lesercizio dell'attivit agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attivit ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;

c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati alla lettera g) dellarticolo 147, purch previsti ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia.

Articolo 151

Inibizione o sospensione dei lavori

1. Indipendentemente dallavvenuta pubblicazione allalbo pretorio indicata allarticolo 145 o allarticolo 146, ovvero dallavvenuta comunicazione prescritta dallarticolo 144, la Regione e il Ministero hanno facolt di:

a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di pregiudicare il bene;

b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla lettera a), la sospensione di lavori iniziati.

2. Latto di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un bene o di unarea non ancora dichiarati di notevole interesse pubblico si intende revocato se entro il termine di novanta giorni non sia stata effettuata la pubblicazione allalbo pretorio della deliberazione della commissione di cui allarticolo 139 o della proposta del competente organo ministeriale prevista allarticolo 146, ovvero non sia stata ricevuta dagli interessati la comunicazione prevista dallarticolo 144.

3. Latto di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un bene ricompreso in unarea qualificata di recupero nella pianificazione paesaggistica si intende revocato se entro il termine di novanta giorni la Regione non abbia comunicato agli interessati le prescrizioni alle quali attenersi nella esecuzione dei lavori per non compromettere il risultato della pianificazione.

4. Latto cautelare nonch gli atti successivi indicati ai commi 2 e 3 sono comunicati anche al Comune interessato.

Articolo 152

Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori

1. Per lavori su beni n precedentemente tutelati a norma degli articoli 143 e 146, n precedentemente dichiarati di notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all'articolo 151, comma 1, linteressato pu ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata sospensione. Le opere gi eseguite sono demolite a spese dellautorit che ha disposto la sospensione.

Articolo 153

Interventi soggetti a particolari prescrizioni

1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di palificazione nellambito e in vista delle localit indicate alle lettere c), d), e) dellarticolo 142, ovvero in prossimit delle cose indicate alle lettere a) e b) dello stesso articolo, la amministrazione competente individuata dalla Regione ha facolt di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso d'esecuzione, le quali, tenendo in debito conto l'utilit economica delle opere gi realizzate, valgano ad evitare pregiudizio ai beni protetti da questo Titolo. La medesima facolt spetta al Ministero che la esercita previa consultazione della Regione.

2. Per le zone di interesse archeologico elencate allarticolo 142, lettera f) o allarticolo 147, comma 1, lettera m), lamministrazione competente individuata dalla Regione consulta preventivamente le competenti soprintendenze.

Articolo 154

Cartelli pubblicitari

1. Nellambito e in prossimit dei beni paesaggistici indicati nell'articolo 141 vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione della amministrazione competente individuata dalla Regione.

2. Lungo le strade site nellambito e in prossimit dei beni indicati nel comma 1 vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni, previo parere favorevole della amministrazione competente individuata dalla Regione sulla compatibilit della collocazione o della tipologia dell'insegna con laspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi soggetti a tutela.

Articolo 155

Colore delle facciate dei fabbricati

1. Lamministrazione competente individuata dalla Regione pu ordinare che nelle localit contemplate dalle lettere c), d), ed e) dell'articolo 132, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore rechi disturbo alla bellezza dell'insieme, un diverso colore che con quella armonizzi.

2. Per i fabbricati ricadenti nelle zone di interesse archeologico elencate allarticolo 142, lettera f) o allarticolo 147, comma 1, lettera m), lamministrazione competente individuata dalla Regione consulta preventivamente le competenti soprintendenze.

2. In caso di inadempienza dei proprietari, possessori o detentori dei fabbricati, lamministrazione competente individuata dalla Regione provvede all'esecuzione dufficio.

Articolo 156

Vigilanza

1. Le funzioni di vigilanza sui beni paesaggistici tutelati da questo Titolo sono esercitate dal Ministero e dalle regioni.

2. Le regioni vigilano sullottemperanza alle disposizioni contenute nel presente decreto legislativo da parte delle amministrazioni individuate dalla Regione allesercizio delle competenze in materia di paesaggio. Linottemperanza o la persistente inerzia nellesercizio di tali competenze comporta lattivazione dei poteri sostitutivi.

Articolo 157

Notifiche eseguite, elenchi compilati e atti emessi ai sensi della normativa previgente

1. Sono validi a tutti gli effetti di questo Titolo:

a) le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, eseguite in base alla legge 11 giugno 1922, n. 776;

b) gli elenchi compilati a norma della legge 29 giugno 1939, n. 1497;

c) gli atti di dichiarazione di notevole interesse pubblico emessi ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497;

d) gli atti di riconoscimento della zone di interesse archeologico emessi ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 431;

e) gli atti di dichiarazione di notevole interesse pubblico emessi ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;

f) gli atti di riconoscimento della zone di interesse archeologico emessi ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.

Articolo 158

Disposizioni regionali di attuazione

(Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, articolo 161)

1. Fino all'emanazione di apposite disposizioni regionali di attuazione del presente decreto legislativo restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

Articolo 159

Disposizioni transitorie

1. Fino allespletamento delle procedure indicate allarticolo 140, le amministrazioni competenti individuate dalla Regione danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate alla soprintendenza, trasmettendole contestualmente la documentazione prodotta dal richiedente, nonch le risultanze degli accertamenti eventualmente esperiti. La comunicazione inviata contestualmente ai richiedenti, per i quali costituisce avviso di inizio di procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

2. I progetti sono corredati da una relazione illustrativa della congruit dellintervento proposto con i valori riconosciuti del vincolo e della sua conformit con le prescrizioni contenute nei piani paesistici, nonch dello stato attuale dellarea interessata e dei suoi valori paesistici, dellimpatto delle trasformazioni proposte sul paesaggio e degli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.

3. Il Ministero pu in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, lautorizzazione regionale entro i sessanta giorni successivi alla ricezione della relativa, completa documentazione

4. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 7 dellarticolo 148, nei successivi trenta giorni data facolt agli interessati di richiedere la autorizzazione al Ministero, che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Listanza, corredata da tutta la relativa documentazione prescritta, presentata alla competente Soprintendenza e ne data comunicazione alla amministrazione competente. In caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il termine sospeso fino alla data di ricezione della documentazione richiesta, ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti.

5. Fino all'approvazione dei piani previsti all'articolo 140 non concessa lautorizzazione prevista dall'articolo 148 per i beni interessati da provvedimenti adottati a norma dellarticolo 1-quinquies del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1985, n. 431, e pubblicati in data anteriore al 6 settembre 1985.

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