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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Nuova proposta di parere favorevole del relatore
2004-01-14

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VII Commissione - Mercoled 14 gennaio 2004
Schema di decreto legislativo recante codice dei beni culturali e paesaggistici.


NUOVA PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato lo schema di decreto legislativo recante codice dei beni culturali e paesaggistici;
valutato favorevolmente, nel suo complesso, il provvedimento in esame, che, unificando e razionalizzando le disposizioni legislative vigenti in materia di beni culturali e paesaggistici, costituisce un indispensabile momento di semplificazione e chiarificazione della materia;
espresso apprezzamento, in particolare, per la disciplina proposta dal codice in materia di verifica dell'interesse culturale e alienazione dei beni culturali, che appare idonea ad assicurare un elevato livello di tutela, e per la codificazione delle norme in materia paesaggistica;
sottolineata l'opportunit che si proceda, con distinto provvedimento, all'introduzione di apposite norme per istituire la fattispecie del danno culturale, analogamente a quanto gi previsto in campo ambientale;
esprime:


PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
a) necessario che il Governo accolga tutte le modifiche proposte dalle Regioni e dagli enti locali in sede di Conferenza unificata, come formulate nell'allegato al parere emesso dalla Conferenza stessa in data 10 dicembre 2003;
b) all'articolo 1, come risulterebbe modificato in base alle richieste della Conferenza unificata, sia aggiunto, in fine, il seguente comma: 3-bis. Le attivit concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio di cui ai commi 2, 2-bis e 3 sono svolte in conformit alla normativa di tutela;
c) all'articolo 4, comma 1, le parole: o ne conferisce l'esercizio alle regioni siano sostituite dalle seguenti: , anche tramite forme di intesa e coordinamento con le regioni; conseguentemente, all'articolo 5, comma 3, le parole: ulteriori funzioni di tutela possono essere conferite alle regioni che ne facciano richiesta siano sostituite dalle seguenti: possono essere individuate ulteriori forme di intesa e coordinamento in materia di tutela dei beni culturali, con le regioni che ne facciano richiesta;
d) all'articolo 59, comma 2, la lettera a) sia sostituita dalla seguente: a) dal proprietario o dal detentore del bene, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito;
e) all'articolo 134, sia soppresso il comma 2, le cui disposizioni appaiono sostanzialmente superflue, al fine di evitare qualsiasi possibilit di equivoco interpretativo circa la natura meramente dichiarativa del provvedimento di riconoscimento dei beni paesaggistici;
f) all'articolo 136, comma 1, lettera c), siano soppresse le parole: ivi compresi i centri storici, gli antichi castelli, villaggi e borghi, gli agglomerati urbani e le zone di interesse archeologico;
g) all'articolo 145, comma 4, laddove si individuano i termini per l'adeguamento degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica alle previsioni della pianificazione paesaggistica, si preveda che comuni, citt metropolitane, province ed enti gestori delle aree naturali protette introducano, ove necessario, le ulteriori previsioni conformative che, alla luce delle caratteristiche specifiche del territorio, risultino utili ad assicurare l'ottimale salvaguardia dei valori paesaggistici individuati dai piani. Si preveda altres che i limiti alla propriet derivanti da tali previsioni non siano oggetto di indennizzo;
e con le seguenti osservazioni:
1) quanto alle disposizioni in materia di verifica dell'interesse culturale, si valuti l'opportunit di chiarire il rapporto tra l'articolo 12 dello schema di provvedimento in esame e l'articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326; al proposito, si rileva che la disciplina proposta nello schema in esame appare preferibile rispetto a quella del citato decreto-legge, risultando pi idonea a garantire una valutazione adeguatamente approfondita dell'interesse culturale dei beni sottoposti a verifica;
2) all'articolo 10, si valuti l'opportunit di integrare l'elencazione delle categorie ascrivibili al genus dei beni culturali ricomprendendo anche i siti minerari di interesse storico e etnoantropologico, le navi e i galleggianti aventi interesse storico, artistico o etnoantropologico, le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico o etnoantropologico, quali testimonianze dell'economia rurale tradizionale. Ci al fine di adeguare la previsione alle categorie prese in considerazione dalla pi recente normativa (legge n. 172 del 2003 sulle navi d'epoca e progetto di legge sull'architettura rurale);
3) in relazione alle disposizioni di cui all'articolo 20, in materia di interventi vietati sui beni culturali, si valuti l'opportunit di precisare che, nel divieto di danneggiamento, rientra anche la fattispecie del deturpamento tramite l'apposizione di cavi e condutture di ogni genere;
4) all'articolo 51, si valuti l'opportunit di sostituire il comma 1 con il seguente: 1. vietato modificare la destinazione d'uso degli studi d'artista adibiti a tale funzione da almeno venti anni;
5) si valuti l'opportunit di distinguere tra i concetti di istituto culturale e di istituzione di cultura, sostituendo quest'ultima dizione alla prima all'articolo 101, comma 1 (come risulterebbe a seguito delle modifiche proposte dalla Conferenza unificata), nonch in tutti gli altri passaggi del codice in cui ci risulti necessario; al medesimo articolo 101, comma 1, gli istituti di cultura in senso proprio dovrebbero conseguentemente figurare tra le istituzioni di cultura al pari di musei, biblioteche e archivi; appare da valutare anche l'opportunit di inserire, al medesimo comma, un espresso riferimento anche a discoteche, mediatiche e nastroteche; analoga integrazione potrebbe essere fatta all'articolo 54, comma 1, lettera c);
6) si valuti l'opportunit di prevedere espressamente che gli istituti di cultura siano abilitati a svolgere, su un piano di parit con le universit e gli enti di ricerca, le funzioni di consulenza e collaborazione con il Ministero per i beni e le attivit culturali previste dagli articoli 17, comma 3, 29, comma 5, 114, comma 1, e 118, commi 1 e 2; analogamente, gli istituti di cultura dovrebbero essere inseriti tra gli enti che, ai sensi dell'articolo 121, comma 1, possono stipulare convenzioni con le fondazioni bancarie per la realizzazione di interventi di valorizzazione di beni culturali;
7) si valuti l'opportunit di introdurre un espresso riferimento, tra i beni culturali oggetto di tutela, alle opere d'arte digitali e alle banche dati su supporto informatico;
8) all'articolo 146, relativo all'autorizzazione paesaggistica, si valuti l'opportunit di introdurre una norma volta ad escludere la possibilit che l'autorizzazione sia concessa successivamente alla realizzazione dell'opera.





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