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Codice dei Beni culturali e del Paesaggio - testo definitivo (art. 1-48)
2004-01-23

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CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

SOMMARIO

DECRETO LEGISLATIVO recante il CODICE DEI BENI
CULTURALI E DEL PAESAGGIO, ai sensi dellarticolo 10 della
legge 6 luglio 2002, n. 137.

PARTE PRIMA Disposizioni generali
Articolo 1 Principi
Articolo 2 Patrimonio culturale
Articolo 3 Tutela del patrimonio culturale
Articolo 4 Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale
Articolo 5 Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
in materia di tutela del patrimonio culturale
Articolo 6 Valorizzazione del patrimonio culturale
Articolo 7 Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale
Articolo 8 Regioni e province ad autonomia speciale
Articolo 9 Beni culturali di interesse religioso

PARTE SECONDA Beni culturali

TITOLO I Tutela

Capo I Oggetto della tutela

Articolo 10 Beni culturali
Articolo 11 Beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela
Articolo 12 Verifica dellinteresse culturale
Articolo 13 Dichiarazione dellinteresse culturale
Articolo 14 Procedimento di dichiarazione
Articolo 15 Notifica della dichiarazione
Articolo 16 Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione
Articolo 17 Catalogazione

Capo II Vigilanza e ispezione
Articolo 18 Vigilanza
Articolo 19 Ispezione

Capo III Protezione e conservazione
Sezione I Misure di protezione
Articolo 20 Interventi vietati
Articolo 21 Interventi soggetti ad autorizzazione
Articolo 22 Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia
Articolo 23 Procedure edilizie semplificate
Articolo 24 Interventi su beni pubblici
Articolo 25 Conferenza di servizi
Articolo 26 Valutazione di impatto ambientale
Articolo 27 Situazioni di urgenza
Articolo 28 Misure cautelari e preventive
Sezione II Misure di conservazione
Articolo 29 Conservazione
Articolo 30 Obblighi conservativi
Articolo 31 Interventi conservativi volontari
Articolo 32 Interventi conservativi imposti
Articolo 33 Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti
Articolo 34 Oneri per gli interventi conservativi imposti
1
Articolo 35 Intervento finanziario del Ministero
Articolo 36 Erogazione del contributo
Articolo 37 Contributo in conto interessi
Articolo 38 Apertura al pubblico degli immobili oggetto di interventi conservativi
Articolo 39 Interventi conservativi su beni dello Stato
Articolo 40 Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
Articolo 41 Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti
conservati dalle amministrazioni statali
Articolo 42 Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali
Articolo 43 Custodia coattiva
Articolo 44 Comodato e deposito di beni culturali
Sezione III Altre forme di protezione
Articolo 45 Prescrizioni di tutela indiretta
Articolo 46 Procedimento per la tutela indiretta
Articolo 47 Notifica delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso amministrativo
Articolo 48 Autorizzazione per mostre ed esposizioni
Articolo 49 Manifesti e cartelli pubblicitari
Articolo 50 Distacco di beni culturali
Articolo 51 Studi dartista
Articolo 52 Esercizio del commercio in aree di valore culturale

Capo IV Circolazione in ambito nazionale
Sezione I Alienazione e altri modi di trasmissione
Articolo 53 Beni del demanio culturale
Articolo 54 Beni inalienabili
Articolo 55 Alienabilit di immobili appartenenti al demanio culturale
Articolo 56 Altre alienazioni soggette ad autorizzazione
Articolo 57 Regime dellautorizzazione ad alienare
Articolo 58 Autorizzazione alla permuta
Articolo 59 Denuncia di trasferimento

Sezione II Prelazione
Articolo 60 Acquisto in via di prelazione
Articolo 61 Condizioni della prelazione
Articolo 62 Procedimento per la prelazione

Sezione III Commercio
Articolo 63 Obbligo di denuncia dellattivit commerciale e di tenuta del registro. Obbligo di
denuncia della vendita o dellacquisto di documenti
Articolo 64 Attestati di autenticit e di provenienza

Capo V Circolazione in ambito internazionale

Sezione I Uscita dal territorio nazionale e ingresso nel territorio nazionale

Articolo 65 Uscita definitiva
Articolo 66 Uscita temporanea per manifestazioni
Articolo 67 Altri casi di uscita temporanea
Articolo 68 Attestato di libera circolazione
Articolo 69 Ricorso amministrativo avverso il diniego di attestato
Articolo 70 Acquisto coattivo
Articolo 71 Attestato di circolazione temporanea
Articolo 72 Ingresso nel territorio nazionale
Sezione II Esportazione dal territorio dellUnione europea
Articolo 73 Denominazioni
Articolo 74 Esportazione di beni culturali dal territorio dellUnione europea

Sezione III Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro dellUnione europea

Articolo 75 Restituzione
Articolo 76 Assistenza e collaborazione a favore degli Stati membri dellUnione europea
Articolo 77 Azione di restituzione
Articolo 78 Termini di decadenza e di prescrizione dellazione
Articolo 79 Indennizzo
Articolo 80 Pagamento dellindennizzo
Articolo 81 Oneri per lassistenza e la collaborazione
Articolo 82 Azione di restituzione a favore dellItalia
Articolo 83 Destinazione del bene restituito
Articolo 84 Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
Articolo 85 Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
Articolo 86 Accordi con gli altri Stati membri dellUnione europea

Sezione IV Convenzione UNIDROIT
Articolo 87 Beni culturali rubati o illecitamente esportati

Capo VI Ritrovamenti e scoperte

Sezione I Ricerche e rinvenimenti fortuiti nellambito del territorio nazionale

Articolo 88 Attivit di ricerca
Articolo 89 Concessione di ricerca
Articolo 90 Scoperte fortuite
Articolo 91 Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate
Articolo 92 Premio per i ritrovamenti
Articolo 93 Determinazione del premio

Sezione II Ricerche e rinvenimenti fortuiti nella zona contigua al mare territoriale
Articolo 94 Convenzione UNESCO

Capo VII Espropriazione
Articolo 95 Espropriazione di beni culturali
Articolo 96 Espropriazione per fini strumentali
Articolo 97 Espropriazione per interesse archeologico
Articolo 98 Dichiarazione di pubblica utilit
Articolo 99 Indennit di esproprio per i beni culturali
Articolo 100 Rinvio a norme generali

TITOLO II Fruizione e valorizzazione

Capo I Fruizione dei beni culturali

Sezione I Principi generali
Articolo 101 Istituti e luoghi della cultura
Articolo 102 Fruizione degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica
Articolo 103 Accesso agli istituti ed ai luoghi della cultura
Articolo 104 Fruizione di beni culturali di propriet privata
Articolo 105 Diritti di uso e godimento pubblico

Sezione II Uso dei beni culturali
Articolo 106 Uso individuale di beni culturali
Articolo 107 Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali
Articolo 108 Canoni di concessione, corrispettivi di riproduzione, cauzione
Articolo 109 Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali
Articolo 110 Incasso e riparto di proventi

Capo II Principi della valorizzazione dei beni culturali
Articolo 111 Attivit di valorizzazione
Articolo 112 Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica
Articolo 113 Valorizzazione dei beni culturali di propriet privata
Articolo 114 Livelli di qualit della valorizzazione
Articolo 115 Forme di gestione
Articolo 116 Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso
Articolo 117 Servizi aggiuntivi
Articolo 118 Promozione di attivit di studio e ricerca
Articolo 119 Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole
Articolo 120 Sponsorizzazione di beni culturali
Articolo 121 Accordi con le fondazioni bancarie

Capo III Consultabilit dei documenti degli archivi e tutela della riservatezza
Articolo 122 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilit dei documenti
Articolo 123 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilit dei documenti
riservati
Articolo 124 Consultabilit a scopi storici degli archivi correnti
Articolo 125 Declaratoria di riservatezza
Articolo 126 Protezione di dati personali
Articolo 127 Consultabilit degli archivi privati

TITOLO III Norme transitorie e finali
Articolo 128 Notifiche effettuate a norma della legislazione precedente
Articolo 129 Provvedimenti legislativi particolari
Articolo 130 Disposizioni regolamentari precedenti

PARTE TERZA Beni paesaggistici

TITOLO I Tutela e valorizzazione

Capo I Disposizioni generali
Articolo 131 Salvaguardia dei valori del paesaggio
Articolo 132 Cooperazione tra amministrazioni pubbliche
Articolo 133 Convenzioni internazionali
Articolo 134 Beni paesaggistici
Articolo 135 Pianificazione paesaggistica

Capo II Individuazione dei beni paesaggistici
Articolo 136 Immobili ed aree di notevole interesse pubblico
Articolo 137 Commissioni provinciali
Articolo 138 Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico
Articolo 139 Partecipazione al procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico
Articolo 140 Dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza
Articolo 141 Provvedimenti ministeriali
Articolo 142 Aree tutelate per legge

Capo III Pianificazione paesaggistica
Articolo 143 Piano paesaggistico
Articolo 144 Pubblicit e partecipazione
Articolo 145 Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione

Capo IV Controllo e gestione dei beni soggetti a tutela
Articolo 146 Autorizzazione
Articolo 147 Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
Articolo 149 Interventi non soggetti ad autorizzazione
Articolo 150 Inibizione o sospensione dei lavori
Articolo 151 Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
Articolo 152 Interventi soggetti a particolari prescrizioni
Articolo 153 Cartelli pubblicitari
Articolo 154 Colore delle facciate dei fabbricati
Articolo 155 Vigilanza

Capo V Disposizioni di prima applicazione e transitorie
Articolo 156 Verifica e adeguamento dei piani paesaggistici
Articolo 157 Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti e atti emessi ai sensi della
normativa previgente
Articolo 158 Disposizioni regionali di attuazione
Articolo 159 Procedimento di autorizzazione in via transitoria

PARTE QUARTA Sanzioni
TITOLO I Sanzioni amministrative

Capo I Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 160 Ordine di reintegrazione
Articolo 161 Danno a cose ritrovate
Articolo 162 Violazioni in materia di affissione
Articolo 163 Perdita di beni culturali
Articolo 164 Violazioni in atti giuridici
Articolo 165 Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale
Articolo 166 Omessa restituzione di documenti per lesportazione

Capo II Sanzioni relative alla Parte terza
Articolo 167 Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennit pecuniaria
Articolo 168 Violazione in materia di affissione

TITOLO II Sanzioni penali
Capo I Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 169 Opere illecite
Articolo 170 Uso illecito
Articolo 171 Collocazione e rimozione illecita
Articolo 172 Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta
Articolo 173 Violazioni in materia di alienazione
Articolo 174 Uscita o esportazione illecite
Articolo 175 Violazioni in materia di ricerche archeologiche
Articolo 176 Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato
Articolo 177 Collaborazione per il recupero di beni culturali
Articolo 178 Contraffazione di opere darte
Articolo 179 Casi di non punibilit
Articolo 180 Inosservanza dei provvedimenti amministrativi

Capo II Sanzioni relative alla Parte terza
Articolo 181 Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformit da essa

PARTE QUINTA Disposizioni transitorie, abrogazioni ed entrata
in vigore
Articolo 182 Disposizioni transitorie
Articolo 183 Disposizioni finali
Articolo 184 Norme abrogate

DECRETO LEGISLATIVO recante il CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO,
ai sensi dellarticolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTI gli articoli 76, 87, 117 e 118 della Costituzione;
VISTO larticolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
VISTO il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione del Ministero per i beni e le attivit culturali, a norma dellarticolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modifiche e integrazioni;
VISTO il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dellarticolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352;
VISTO larticolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;
VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
29 settembre 2003;
ACQUISITO il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281;
ACQUISITI i pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 gennaio 2004; Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivit culturali, di concerto con il Ministro per gli affari regionali;

EMANA
il seguente decreto legislativo: Art. 1.
1. E approvato lunito codice dei beni culturali e del paesaggio, composto di 184 articoli e dellallegato A, vistato dal Ministro proponente.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, add

PARTE PRIMA
Disposizioni generali
Articolo 1
Principi
1. In attuazione dellarticolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui allarticolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.
2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunit nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
3. Lo Stato, le regioni, le citt metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.
4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attivit, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.
5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione.
6. Le attivit concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformit alla normativa di tutela.
Articolo 2
Patrimonio culturale
1. Il patrimonio culturale costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.
2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilt.
3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati allarticolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge. 4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettivit, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.
Articolo 3
Tutela del patrimonio culturale
1. La tutela consiste nellesercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivit dirette, sulla base di unadeguata attivit conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.
2. Lesercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.
Articolo 4
Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale
1. Al fine di garantire lesercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dellarticolo 118 della Costituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attivit culturali, di seguito denominato Ministero, che le esercita direttamente o ne pu conferire lesercizio alle regioni, tramite forme di intesa e coordinamento ai sensi dellarticolo 5, commi 3 e 4. Sono fatte salve le funzioni gi conferite alle regioni ai sensi dei commi 2 e 6 del medesimo articolo 5.
2. Il Ministero esercita le funzioni di tutela sui beni culturali di appartenenza statale anche se in consegna o in uso ad amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero.
Articolo 5
Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale
1. Le regioni, nonch i comuni, le citt metropolitane e le province, di seguito denominati altri enti pubblici territoriali, cooperano con il Ministero nellesercizio delle funzioni di tutela in conformit a quanto disposto dal Titolo I della Parte seconda del presente codice.
2. Le funzioni di tutela previste dal presente codice che abbiano ad oggetto manoscritti, autografi, carteggi, documenti, incunaboli, raccolte librarie non appartenenti allo Stato o non sottoposte alla tutela statale, nonch libri, stampe e incisioni non appartenenti allo Stato, sono esercitate dalle regioni.
3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominata Conferenza Stato-regioni, le regioni possono esercitare le funzioni di tutela anche su raccolte librarie private, nonch su carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici, non appartenenti allo Stato.
4. Nelle forme previste dal comma 3 e sulla base dei principi di differenziazione ed adeguatezza, possono essere individuate ulteriori forme di coordinamento in materia di tutela con le regioni che ne facciano richiesta.
5. Gli accordi o le intese possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali.
6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono conferite alle regioni secondo le disposizioni di cui alla Parte terza del presente codice.
7. Relativamente alle funzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministero esercita le potest di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza.
Articolo 6
Valorizzazione del patrimonio culturale
1. La valorizzazione consiste nellesercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivit dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale.
2. La valorizzazione attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.
3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Articolo 7
Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale
1. Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonio culturale. Nel rispetto di tali principi le regioni esercitano la propria potest legislativa.
2. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento, larmonizzazione e lintegrazione delle attivit di valorizzazione dei beni pubblici.
Articolo 8
Regioni e province ad autonomia speciale
1. Nelle materie disciplinate dal presente codice restano ferme le potest attribuite alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e Bolzano dagli statuti e dalle relative norme di attuazione.
Articolo 9
Beni culturali di interesse religioso
1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente alle esigenze di culto, daccordo con le rispettive autorit.
2. Si osservano, altres, le disposizioni stabilite dalle intese concluse ai sensi dellarticolo 12 dellAccordo di modificazione del Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, ai sensi dellarticolo 8, comma 3, della Costituzione.
PARTE SECONDA
Beni culturali
TITOLO I
Tutela
Capo I
Oggetto della tutela
Articolo 10
Beni culturali
1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonch ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
2. Sono inoltre beni culturali:
a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico;
b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico;
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente e istituto pubblico.
3. Sono altres beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dallarticolo 13:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;
b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante;
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale;
d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dellidentit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;
e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico.
4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilt;
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonch i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarit e di pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarit e di pregio;
e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarit e di pregio;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico;
h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico;
i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico;
l) le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze delleconomia rurale tradizionale.
5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.
Articolo 11
Beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela
1. Fatta salva lapplicazione dellarticolo 10, qualora ne ricorrano presupposti e condizioni, sono beni culturali, in quanto oggetto di specifiche disposizioni del presente Titolo:
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui allarticolo 50, comma 1;
b) gli studi dartista, di cui allarticolo 51;
c) le aree pubbliche di cui allarticolo 52;
d) le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto darte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, di cui agli articoli 64 e 65;
e) le opere dellarchitettura contemporanea di particolare valore artistico, di cui allarticolo 37;
f) le fotografie, con relativi negativi e matrici, gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento, le documentazioni di manifestazioni, sonore o verbali, comunque realizzate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni, di cui allarticolo 65;
g) i mezzi di trasporto aventi pi di settantacinque anni, di cui agli articoli 65 e 67, comma 2;
h) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi pi di cinquanta anni, di cui allarticolo 65;
i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui allarticolo 50, comma 2.
Articolo 12
Verifica dellinteresse culturale
1. Le cose immobili e mobili indicate allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni del presente Titolo fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.
2. I competenti organi del Ministero, dufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformit di valutazione.
3. Per i beni immobili dello Stato, la richiesta di cui al comma 2 corredata da elenchi dei beni e dalle relative schede descrittive. I criteri per la predisposizione degli elenchi, le modalit di redazione delle schede descrittive e di trasmissione di elenchi e schede sono stabiliti con decreto del Ministero adottato di concerto con lAgenzia del demanio e, per i beni immobili in uso allamministrazione della difesa, anche con il concerto della competente direzione generale dei lavori e del demanio. Il Ministero fissa, con propri decreti, i criteri e le modalit per la predisposizione e la presentazione delle richieste di verifica, e della relativa documentazione conoscitiva, da parte degli altri soggetti di cui al comma 1.
4. Qualora nelle cose sottoposte a verifica non sia stato riscontrato linteresse di cui al comma 2, le cose medesime sono escluse dallapplicazione delle disposizioni del presente Titolo.
5. Nel caso di verifica con esito negativo su cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, la scheda contenente i relativi dati trasmessa ai competenti uffici affinch ne dispongano la sdemanializzazione qualora, secondo le valutazioni dellamministrazione interessata, non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse.
6. Le cose di cui al comma 3 e quelle di cui al comma 4 per le quali si sia proceduto alla sdemanializzazione sono liberamente alienabili, ai fini del presente codice.
7. Laccertamento dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, effettuato in conformit agli indirizzi generali di cui al comma 2, costituisce dichiarazione ai sensi dellarticolo 13 ed il relativo provvedimento trascritto nei modi previsti dallarticolo 15, comma 2. I beni restano definitivamente sottoposti alle disposizioni del presente Titolo.
8. Le schede descrittive degli immobili di propriet dello Stato oggetto di verifica con esito positivo, integrate con il provvedimento di cui al comma 7, confluiscono in un archivio informatico accessibile al Ministero e allAgenzia del demanio, per finalit di monitoraggio del patrimonio immobiliare e di programmazione degli interventi in funzione delle rispettive competenze istituzionali.
9. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.
10. Resta fermo quanto disposto dallarticolo 27, commi 8, 10, 12, 13 e 13-bis, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni nella legge 24 novembre 2003, n. 226.
Articolo 13
Dichiarazione dellinteresse culturale
1. La dichiarazione accerta la sussistenza, nella cosa che ne forma oggetto, dellinteresse richiesto dallarticolo 10, comma 3.
2. La dichiarazione non richiesta per i beni di cui allarticolo 10, comma 2. Tali beni rimangono sottoposti a tutela anche qualora i soggetti cui essi appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.
Articolo 14
Procedimento di dichiarazione
1. Il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dellinteresse culturale, anche su motivata richiesta della regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto.
2. La comunicazione contiene gli elementi di identificazione e di valutazione della cosa risultanti dalle prime indagini, lindicazione degli effetti previsti dal comma 4, nonch lindicazione del termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni.
3. Se il procedimento riguarda complessi immobiliari, la comunicazione inviata anche al comune o alla citt metropolitana.
4. La comunicazione comporta lapplicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del procedimento di dichiarazione, che il Ministero stabilisce a norma dellarticolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. La dichiarazione dellinteresse culturale adottata dal Ministero.
Articolo 15
Notifica della dichiarazione
1. La dichiarazione prevista dallarticolo 13 notificata al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto, tramite messo comunale o a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicit immobiliare o mobiliare, il provvedimento di dichiarazione trascritto, su richiesta del soprintendente, nei relativi registri ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.
Articolo 16
Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione
1. Avverso la dichiarazione di cui allarticolo 13 ammesso ricorso al Ministero, per motivi di legittimit e di merito, entro trenta giorni dalla notifica della dichiarazione.
2. La proposizione del ricorso comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato. Rimane ferma lapplicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.
3. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.
4. Il Ministero, qualora accolga il ricorso, annulla o riforma latto impugnato.
5. Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.
Articolo 17
Catalogazione
1. Il Ministero, con il concorso delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, assicura la catalogazione dei beni culturali e coordina le relative attivit.
2. Le procedure e le modalit di catalogazione sono stabilite con decreto ministeriale. A tal fine il Ministero, con il concorso delle regioni, individua e definisce metodologie comuni di raccolta, scambio, accesso ed elaborazione dei dati a livello nazionale e di integrazione in rete delle banche dati dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
3. Il Ministero e le regioni, anche con la collaborazione delle universit, concorrono alla definizione di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di metodologie di catalogazione e inventariazione.
4. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, con le modalit di cui al decreto ministeriale previsto al comma 2, curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e, previe intese con gli enti proprietari, degli altri beni culturali.
5. I dati di cui al presente articolo affluiscono al catalogo nazionale dei beni culturali.
6. La consultazione dei dati concernenti le dichiarazioni emesse ai sensi dellarticolo 13 disciplinata in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.
Capo II
Vigilanza e ispezione
Articolo 18
Vigilanza
1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero.
2. La vigilanza sulle cose indicate allarticolo 12, comma 1, di appartenenza statale, da chiunque siano tenute in uso o in consegna, esercitata direttamente dal Ministero. Per lesercizio dei poteri di vigilanza sulle cose indicate allarticolo 12, comma 1, appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, il Ministero procede anche mediante forme di intesa e di coordinamento con le regioni.
Articolo 19
Ispezione
1. I soprintendenti possono procedere in ogni tempo, con preavviso non inferiore a cinque giorni, fatti salvi i casi di estrema urgenza, ad ispezioni volte ad accertare lesistenza e lo stato di conservazione e di custodia dei beni culturali.
Capo III
Protezione e conservazione
Sezione I
Misure di protezione
Articolo 20
Interventi vietati
1. I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione.
2. Gli archivi non possono essere smembrati.
Articolo 21
Interventi soggetti ad autorizzazione
1. Sono subordinati ad autorizzazione del Ministero:
a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione;
b) lo spostamento, anche temporaneo, dei beni culturali, salvo quanto previsto ai commi 2 e 3;
c) lo smembramento di collezioni, serie e raccolte;
d) lo scarto dei documenti degli archivi pubblici e degli archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi dellarticolo 13;
e) il trasferimento ad altre persone giuridiche di complessi organici di documentazione di archivi pubblici, nonch di archivi di soggetti giuridici privati.
2. Lo spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora o di sede del detentore, preventivamente denunciato al soprintendente, che, entro trenta giorni dal ricevimento della denuncia, pu prescrivere le misure necessarie perch i beni non subiscano danno dal trasporto.
3. Lo spostamento degli archivi correnti dello Stato e degli enti ed istituti pubblici non soggetto ad autorizzazione.
4. Fuori dei casi di cui ai commi precedenti, lesecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali subordinata ad autorizzazione del soprintendente.
5. Lautorizzazione resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dellintervento, presentati dal richiedente, e pu contenere prescrizioni.
Articolo 22
Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia
1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 25 e 26, lautorizzazione prevista dallarticolo 21, comma 4, relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata rilasciata entro il termine di centoventi giorni dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termine indicato al comma 1 sospeso fino al ricevimento della documentazione richiesta.
3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine indicato al comma 1 sospeso fino allacquisizione delle risultanze degli accertamenti dufficio e comunque per non pi di trenta giorni.
4. Decorso inutilmente il termine di cui ai commi 2 e 3, il richiedente pu diffidare lamministrazione a provvedere. La richiesta di autorizzazione si intende accolta ove lamministrazione non provveda nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida.
Articolo 23
Procedure edilizie semplificate
1. Qualora gli interventi autorizzati ai sensi dellarticolo 21 necessitino anche di titolo abilitativo in materia edilizia, possibile il ricorso alla denuncia di inizio attivit, nei casi previsti dalla legge. A tal fine linteressato, allatto della denuncia, trasmette al comune lautorizzazione conseguita, corredata dal relativo progetto.
Articolo 24
Interventi su beni pubblici
1. Per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico, lautorizzazione necessaria ai sensi dellarticolo 21 pu essere espressa nellambito di accordi tra il Ministero ed il soggetto pubblico interessato.
Articolo 25
Conferenza di servizi
1. Nei procedimenti relativi ad opere o lavori incidenti su beni culturali, ove si ricorra alla conferenza di servizi, lautorizzazione necessaria ai sensi dellarticolo 21 rilasciata in quella sede dal competente organo del Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza e contenente le eventuali prescrizioni impartite per la realizzazione del progetto.
2. Qualora lorgano ministeriale esprima motivato dissenso, lamministrazione procedente pu richiedere la determinazione di conclusione del procedimento al Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
3. Il destinatario della determinazione conclusiva favorevole adottata in conferenza di servizi informa il Ministero dellavvenuto adempimento delle prescrizioni da questultimo impartite.
Articolo 26
Valutazione di impatto ambientale
1. Per i progetti di opere da sottoporre a valutazione di impatto ambientale, lautorizzazione prevista dallarticolo 21 espressa dal Ministero in sede di concerto per la pronuncia sulla compatibilit ambientale, sulla base del progetto definitivo da presentarsi ai fini della valutazione medesima.
2. Qualora dallesame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti che lopera non in alcun modo compatibile con le esigenze di protezione dei beni culturali sui quali essa destinata ad incidere, il Ministero si pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministero dellambiente e della tutela del territorio. In tal caso, la procedura di valutazione di impatto ambientale si considera conclusa negativamente.
3. Se nel corso dei lavori risultano comportamenti contrastanti con lautorizzazione espressa nelle forme di cui al comma 1, tali da porre in pericolo lintegrit dei beni culturali soggetti a tutela, il soprintendente ordina la sospensione dei lavori.
Articolo 27
Situazioni di urgenza
1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, purch ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i progetti degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione.
Articolo 28
Misure cautelari e preventive
1. Il soprintendente pu ordinare la sospensione di interventi iniziati contro il disposto degli articoli 20, 21, 25, 26 e 27 ovvero condotti in difformit dallautorizzazione.
2. Al soprintendente spetta altres la facolt di ordinare linibizione o la sospensione di interventi relativi alle cose indicate nellarticolo 10, anche quando per esse non siano ancora intervenute la verifica di cui allarticolo 12, comma 2, o la dichiarazione di cui allarticolo 13.
3. Lordine di cui al comma 2 si intende revocato se, entro trenta giorni dalla ricezione del medesimo, non comunicato, a cura del soprintendente, lavvio del procedimento di verifica o di dichiarazione.
4. In caso di realizzazione di opere pubbliche ricadenti in aree di interesse archeologico, anche quando per esse non siano intervenute la verifica di cui allarticolo 12, comma 2, o la dichiarazione di cui allarticolo 13, il soprintendente pu richiedere lesecuzione di saggi archeologici preventivi sulle aree medesime a spese del committente dellopera pubblica.
Sezione II
Misure di conservazione
Articolo 29
Conservazione
1. La conservazione del patrimonio culturale assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attivit di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.
2. Per prevenzione si intende il complesso delle attivit idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto.
3. Per manutenzione si intende il complesso delle attivit e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dellintegrit, dellefficienza funzionale e dellidentit del bene e delle sue parti.
4. Per restauro si intende lintervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate allintegrit materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende lintervento di miglioramento strutturale.
5. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle universit e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali.
6. Fermo quanto disposto dalla normativa in materia di progettazione ed esecuzione di opere su beni architettonici, gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa in materia.
7. I profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori che svolgono attivit complementari al restauro o altre attivit di conservazione dei beni culturali mobili e delle superfici decorate di beni architettonici sono definiti con decreto del Ministro adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dintesa con la Conferenza Stato-regioni.
8. Con decreto del Ministro adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con il Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca, previo parere della Conferenza Stato-regioni, sono definiti i criteri ed i livelli di qualit cui si adegua linsegnamento del restauro.
9. Linsegnamento del restauro impartito dalle scuole di alta formazione e di studio istituite ai sensi dellarticolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, nonch dai centri di cui al comma 11 e dagli altri soggetti pubblici e privati accreditati presso lo Stato. Con decreto del Ministro adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con il Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca, previo parere della Conferenza Statoregioni, sono individuati le modalit di accreditamento, i requisiti minimi organizzativi e di funzionamento dei soggetti di cui al presente comma, le modalit della vigilanza sullo svolgimento delle attivit didattiche e dellesame finale, cui partecipa almeno un rappresentante del Ministero, nonch le caratteristiche del corpo docente.
10. La formazione delle figure professionali che svolgono attivit complementari al restauro o altre attivit di conservazione assicurata da soggetti pubblici e privati ai sensi della normativa regionale. I relativi corsi si adeguano a criteri e livelli di qualit definiti con accordo in sede di Conferenza Stato-regioni, ai sensi dellarticolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
11. Mediante appositi accordi o intese il Ministero e le regioni, anche con il concorso delle universit e di altri soggetti pubblici e privati, possono istituire congiuntamente centri, anche a carattere interregionale, dotati di personalit giuridica, cui affidare attivit di ricerca, sperimentazione, studio, documentazione ed attuazione di interventi di conservazione e restauro su beni culturali, di particolare complessit. Presso tali centri possono essere altres istituite, ai sensi del comma 9, scuole di alta formazione per linsegnamento del restauro.
Articolo 30
Obblighi conservativi
1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonch ogni altro ente ed istituto pubblico hanno lobbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza.
2. I soggetti indicati al comma 1 e le persone giuridiche private senza fine di lucro fissano i beni culturali di loro appartenenza, ad eccezione degli archivi correnti, nel luogo di loro destinazione nel modo indicato dal soprintendente.
3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione.
4. I soggetti indicati al comma 1 hanno lobbligo di conservare i propri archivi nella loro organicit e di ordinarli, nonch di inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni. Allo stesso obbligo sono assoggettati i proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, di archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione di cui allarticolo 13.
Articolo 31
Interventi conservativi volontari
1. Il restauro e gli altri interventi conservativi su beni culturali ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo sono autorizzati ai sensi dellarticolo 21.
2. In sede di autorizzazione, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dellinteressato, sullammissibilit dellintervento ai contributi statali previsti dagli articoli 35 e 37 e certifica eventualmente il carattere necessario dellintervento stesso ai fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.
Articolo 32
Interventi conservativi imposti
1. Il Ministero pu imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente. 2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche agli obblighi di cui allarticolo 30, comma 4.
Articolo 33
Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti
1. Ai fini dellarticolo 32 il soprintendente redige una relazione tecnica e dichiara la necessit degli interventi da eseguire.
2. La relazione tecnica inviata, insieme alla comunicazione di avvio del procedimento, al proprietario, possessore o detentore del bene, che pu far pervenire le sue osservazioni entro trenta giorni dal ricevimento degli atti.
3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria lesecuzione diretta degli interventi, assegna al proprietario, possessore o detentore un termine per la presentazione del progetto esecutivo delle opere da effettuarsi, conformemente alla relazione tecnica.
4. Il progetto presentato approvato dal soprintendente con le eventuali prescrizioni e con la fissazione del termine per linizio dei lavori. Per i beni immobili il progetto presentato trasmesso dalla soprintendenza al comune o alla citt metropolitana, che possono esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.
5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie allobbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato, ovvero se il progetto respinto, si procede con lesecuzione diretta.
6. In caso di urgenza, il soprintendente pu adottare immediatamente le misure conservative necessarie.
Articolo 34
Oneri per gli interventi conservativi imposti
1. Gli oneri per gli interventi su beni culturali, imposti o eseguiti direttamente dal Ministero ai sensi dellarticolo 32, sono a carico del proprietario, possessore o detentore. Tuttavia, se gli interventi sono di particolare rilevanza ovvero sono eseguiti su beni in uso o godimento pubblico, il Ministero pu concorrere in tutto o in parte alla relativa spesa. In tal caso, determina lammontare dellonere che intende sostenere e ne d comunicazione allinteressato.
2. Se le spese degli interventi sono sostenute dal proprietario, possessore o detentore, il Ministero provvede al loro rimborso, anche mediante lerogazione di acconti ai sensi dellarticolo 36, commi 2 e 3, nei limiti dellammontare determinato ai sensi del comma 1.
3. Per le spese degli interventi sostenute direttamente, il Ministero determina la somma da porre a carico del proprietario, possessore o detentore, e ne cura il recupero nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
Articolo 35
Intervento finanziario del Ministero
1. Il Ministero ha facolt di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore del bene culturale per lesecuzione degli interventi previsti dallarticolo 31, comma 1, per un ammontare non superiore alla met della stessa. Se gli interventi sono di particolare rilevanza o riguardano beni in uso o godimento pubblico, il Ministero pu concorrere alla spesa fino al suo intero ammontare.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli interventi sugli archivi storici previsti dallarticolo 30, comma 4.
3. Per la determinazione della percentuale del contributo di cui al comma 1 si tiene conto di altri contributi pubblici e di eventuali contributi privati relativamente ai quali siano stati ottenuti benefici fiscali.
Articolo 36
Erogazione del contributo
1. Il contributo concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal beneficiario.
2. Possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati.
3. Il beneficiario tenuto alla restituzione degli acconti percepiti se gli interventi non sono stati, in tutto o in parte, regolarmente eseguiti. Per il recupero delle relative somme si provvede nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
Articolo 37
Contributo in conto interessi
1. Il Ministero pu concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni culturali immobili per la realizzazione degli interventi conservativi autorizzati.
2. Il contributo concesso nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti percentuali sul capitale erogato a titolo di mutuo. 3. Il contributo corrisposto direttamente dal Ministero allistituto di credito secondo modalit da stabilire con convenzioni.
4. Il contributo di cui al comma 1 pu essere concesso anche per interventi conservativi su opere di architettura contemporanea di cui il soprintendente abbia riconosciuto, su richiesta del proprietario, il particolare valore artistico.
Articolo 38
Apertura al pubblico degli immobili oggetto di interventi conservativi
1. Gli immobili restaurati o sottoposti ad altri interventi conservativi con il concorso totale o parziale dello Stato nella spesa, o per i quali siano stati concessi contributi in conto interessi, sono resi accessibili al pubblico secondo modalit fissate, caso per caso, da appositi accordi o convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari allatto della assunzione dellonere della spesa ai sensi dellarticolo 34 o della concessione del contributo ai sensi dellarticolo 35.
2. Gli accordi e le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dellobbligo di apertura al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore artistico e storico degli immobili e dei beni in essi esistenti. Accordi e convenzioni sono trasmessi, a cura del soprintendente, al comune o alla citt metropolitana nel cui territorio si trovano gli immobili.
Articolo 39
Interventi conservativi su beni dello Stato
1. Il Ministero provvede alle esigenze di conservazione dei beni culturali di appartenenza statale, anche se in consegna o in uso ad amministrazioni diverse o ad altri soggetti, sentiti i medesimi.
2. Salvo che non sia diversamente concordato, la progettazione e lesecuzione degli interventi di cui al comma 1, relativi a beni immobili, sono assunte dallamministrazione o dal soggetto medesimi, ferma restando la competenza del Ministero al rilascio dellautorizzazione sul progetto ed alla vigilanza sui lavori.
3. Per lesecuzione degli interventi di cui al comma 1, relativi a beni immobili, il Ministero trasmette il progetto e comunica linizio dei lavori al comune o alla citt metropolitana.
Articolo 40
Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
1. Per i beni culturali appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, le misure previste dallarticolo 32 sono disposte, salvo i casi di assoluta urgenza, in base ad accordi con lente interessato.
2. Gli accordi possono riguardare anche i contenuti delle prescrizioni di cui allarticolo 30, comma 2.
3. Gli interventi conservativi sui beni culturali che coinvolgono lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali nonch altri soggetti pubblici e privati, sono ordinariamente oggetto di preventivi accordi programmatici.
Articolo 41
Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti conservati dalle amministrazioni statali
1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano allarchivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre quarantanni, unitamente agli strumenti che ne garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versate settantanni dopo lanno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli archivi notarili versano gli atti notarili ricevuti dai notai che cessarono lesercizio professionale anteriormente allultimo centennio.
2. Il soprintendente allarchivio centrale dello Stato e i direttori degli archivi di Stato possono accettare versamenti di documenti pi recenti, quando vi sia pericolo di dispersione o di danneggiamento.
3. Nessun versamento pu essere ricevuto se non sono state effettuate le operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a carico delle amministrazioni versanti.
4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici estinti sono versati allarchivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato, a meno che non se ne renda necessario il trasferimento, in tutto o in parte, ad altri enti.
5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni, delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dellinterno, con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla definizione dei criteri di organizzazione, gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono disciplinati con decreto adottato dal Ministro per i beni e le attivit culturali di concerto con il Ministro dellinterno, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero per gli affari esteri; non si applicano altres agli stati maggiori dellesercito, della marina e dellaeronautica per quanto attiene la documentazione di carattere militare e operativo.
Articolo 42
Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali
1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalit di consultazione e di accesso agli atti conservati presso larchivio storico della Presidenza della Repubblica.
2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano i loro atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni dei rispettivi uffici di presidenza
3. La Corte Costituzionale conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento adottato ai sensi della vigente normativa in materia di costituzione e funzionamento della Corte medesima.
Articolo 43
Custodia coattiva
1. Il Ministero ha facolt di far trasportare e temporaneamente custodire in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di garantirne la sicurezza o assicurarne la conservazione ai sensi dellarticolo 29.
Articolo 44
Comodato e deposito di beni culturali
1. I direttori degli archivi e degli istituti che abbiano in amministrazione o in deposito raccolte o collezioni artistiche, archeologiche, bibliografiche e scientifiche possono ricevere in comodato da privati proprietari, previo assenso del competente organo ministeriale, beni culturali mobili al fine di consentirne la fruizione da parte della collettivit, qualora si tratti di beni di particolare importanza o che rappresentino significative integrazioni delle collezioni pubbliche e purch la loro custodia presso i pubblici istituti non risulti particolarmente onerosa.
2. Il comodato non pu avere durata inferiore a cinque anni e si intende prorogato tacitamente per un periodo pari a quello convenuto, qualora una delle parti contraenti non abbia comunicato allaltra la disdetta almeno due mesi prima della scadenza del termine. Anche prima della scadenza le parti possono risolvere consensualmente il comodato.
3. I direttori adottano ogni misura necessaria per la conservazione dei beni ricevuti in comodato, dandone comunicazione al comodante. Le relative spese sono a carico del Ministero.
4. I beni sono protetti da idonea copertura assicurativa a carico del Ministero.
5. I direttori possono ricevere altres in deposito, previo assenso del competente organo ministeriale, beni culturali appartenenti ad enti pubblici. Le spese di conservazione e custodia specificamente riferite ai beni depositati sono a carico degli enti depositanti.
6. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni in materia di comodato e di deposito.
Sezione III
Altre forme di protezione
Articolo 45
Prescrizioni di tutela indiretta
1. Il Ministero ha facolt di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo lintegrit dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.
2. Le prescrizioni di cui al comma 1, adottate e notificate ai sensi degli articoli 46 e 47, sono immediatamente precettive. Gli enti pubblici territoriali interessati recepiscono le prescrizioni medesime nei regolamenti edilizi e negli strumenti urbanistici.
Articolo 46
Procedimento per la tutela indiretta
1. Il soprintendente avvia il procedimento per la tutela indiretta, anche su motivata richiesta della regione o di altri enti pubblici territoriali interessati, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo dellimmobile cui le prescrizioni si riferiscono. Se per il numero dei destinatari la comunicazione personale non possibile o risulta particolarmente gravosa, il soprintendente comunica lavvio del procedimento mediante idonee forme di pubblicit.
2. La comunicazione di avvio del procedimento individua limmobile in relazione al quale si intendono adottare le prescrizioni di tutela indiretta e indica i contenuti essenziali di tali prescrizioni.
3. Nel caso di complessi immobiliari, la comunicazione inviata anche al comune o alla citt metropolitana.
4. La comunicazione comporta, in via cautelare, la temporanea immodificabilit dellimmobile limitatamente agli aspetti cui si riferiscono le prescrizioni contenute nella comunicazione stessa.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del relativo procedimento, stabilito dal Ministero ai sensi dellarticolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Articolo 47
Notifica delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso amministrativo
1. Il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta notificato al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo degli immobili interessati, tramite messo comunale o a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Il provvedimento trascritto nei registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo degli immobili cui le prescrizioni stesse si riferiscono.
3. Avverso il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta ammesso ricorso amministrativo ai sensi dellarticolo 16. La proposizione del ricorso, tuttavia, non comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato.
Articolo 48
Autorizzazione per mostre ed esposizioni
1. E soggetto ad autorizzazione il prestito per mostre ed esposizioni:
a) delle cose mobili indicate nellarticolo 12, comma 1;
b) dei beni mobili indicati nellarticolo 10, comma 1;
c) dei beni mobili indicati allarticolo 10, comma 3, lettere a), ed e);
d) delle raccolte e dei singoli beni ad esse pertinenti, di cui allarticolo 10, comma 2, lettera a), delle raccolte librarie indicate allarticolo 10, commi 2, lettera c), e 3, lettera c), nonch degli archivi e dei singoli documenti indicati allarticolo 10, commi 2, lettera b), e 3, lettera b).
2. Qualora lautorizzazione abbia ad oggetto beni appartenenti allo Stato o sottoposti a tutela statale, la richiesta presentata al Ministero almeno quattro mesi prima dellinizio della manifestazione ed indica il responsabile della custodia delle opere in prestito.
3. Lautorizzazione rilasciata tenendo conto delle esigenze di conservazione dei beni e, per quelli appartenenti allo Stato, anche delle esigenze di fruizione pubblica; essa subordinata alladozione delle misure necessarie per garantirne lintegrit. I criteri, le procedure e le modalit per il rilascio dellautorizzazione medesima sono stabiliti con decreto ministeriale.
4. Il rilascio dellautorizzazione inoltre subordinato allassicurazione delle cose e dei beni da parte del richiedente, per il valore indicato nella domanda, previa verifica della sua congruit da parte del Ministero.
5. Per le mostre e le manifestazioni sul territorio nazionale promosse dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti o istituti pubblici, lassicurazione prevista al comma 4 pu essere sostituita dallassunzione dei relativi rischi da parte dello Stato. La garanzia statale rilasciata secondo le procedure, le modalit e alle condizioni stabilite con decreto ministeriale, sentito il Ministero delleconomia e delle finanze. Ai corrispondenti oneri si provvede mediante utilizzazione delle risorse disponibili nellambito del fondo di riserva per le spese obbligatorie e dordine istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero delleconomia e delle finanze.
6. Il Ministero ha facolt di dichiarare, a richiesta dellinteressato, il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre o esposizioni di beni culturali e di ogni altra iniziativa a carattere culturale, ai fini dellapplicazione delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale.


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06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

05-07-2017
Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

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