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Codice dei Beni culturali e del Paesaggio - testo definitivo (art. 111-158)
2004-01-23

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Capo II
Principi della valorizzazione dei beni culturali

Articolo 111 Attivit di valorizzazione
1. Le attivit di valorizzazione dei beni culturali consistono nella costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture o reti, ovvero nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse finanziarie o strumentali, finalizzate allesercizio delle funzioni ed al perseguimento delle finalit indicate allarticolo 6. A tali attivit possono concorrere, cooperare o partecipare soggetti privati.
2. La valorizzazione ad iniziativa pubblica o privata.
3. La valorizzazione ad iniziativa pubblica si conforma ai principi di libert di partecipazione, pluralit dei soggetti, continuit di esercizio, parit di trattamento, economicit e trasparenza della gestione.
4. La valorizzazione ad iniziativa privata attivit socialmente utile e ne riconosciuta la finalit di solidariet sociale.

Articolo 112
Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica
1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali assicurano la valorizzazione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi indicati allarticolo 101, nel rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente codice.
2. Nel rispetto dei principi richiamati al comma 1, la legislazione regionale disciplina la valorizzazione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi della cultura non appartenenti allo Stato o dei quali lo Stato abbia trasferito la disponibilit sulla base della normativa vigente.
3. La valorizzazione dei beni culturali pubblici al di fuori degli istituti e dei luoghi di cui allarticolo 101 assicurata, secondo le disposizioni del presente Titolo, compatibilmente con lo svolgimento degli scopi istituzionali cui detti beni sono destinati.
4. Al fine di coordinare, armonizzare ed integrare le attivit di valorizzazione dei beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica, lo Stato, per il tramite del Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali stipulano accordi su base regionale, al fine di definire gli obbiettivi e fissarne i tempi e le modalit di attuazione. Con gli accordi medesimi sono individuate le adeguate forme di gestione, ai sensi dellarticolo 115.
5. Qualora, entro i tempi stabiliti, gli accordi di cui al comma 4 non siano raggiunti tra i competenti organi, la loro definizione rimessa alla decisione congiunta del Ministro, del presidente della Regione, del presidente della Provincia e dei sindaci dei comuni interessati. In assenza di accordo, ciascun soggetto pubblico tenuto a garantire la valorizzazione dei beni di cui ha comunque la disponibilit.
6. Lo Stato, per il tramite del Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono definire, in sede di Conferenza unificata, indirizzi generali e procedure per uniformare, sul territorio nazionale, gli accordi indicati al comma 4.
7. Agli accordi di cui al comma 4 possono partecipare anche soggetti privati e, previo consenso dei soggetti interessati, gli accordi medesimi possono riguardare beni di propriet privata.
8. I soggetti pubblici interessati possono altres stipulare apposite convenzioni con le associazioni culturali o di volontariato che svolgono attivit di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali.

Articolo 113 Valorizzazione dei beni culturali di propriet privata
1. Le attivit e le strutture di valorizzazione, ad iniziativa privata, di beni culturali di propriet privata possono beneficiare del sostegno pubblico da parte dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
2. Le misure di sostegno sono adottate tenendo conto della rilevanza dei beni culturali ai quali si riferiscono.
3. Le modalit della valorizzazione sono stabilite con accordo da stipularsi con il proprietario, possessore o detentore del bene in sede di adozione della misura di sostegno.
4. La regione e gli altri enti pubblici territoriali possono anche concorrere alla valorizzazione dei beni di cui allarticolo 104, comma 1, partecipando agli accordi ivi previsti al comma 3.

Articolo 114 Livelli di qualit della valorizzazione
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle universit, fissano i livelli uniformi di qualit della valorizzazione e ne curano laggiornamento periodico.
2. I livelli di cui al comma 1 sono adottati con decreto del Ministro previa intesa in sede di Conferenza unificata.
3. I soggetti che, ai sensi dellarticolo 115, hanno la gestione delle attivit di valorizzazione sono tenuti ad assicurare il rispetto dei livelli adottati.

Articolo 115 Forme di gestione
1. Le attivit di valorizzazione dei beni culturali ad iniziativa pubblica sono gestite in forma diretta o indiretta.
2. La gestione in forma diretta svolta per mezzo di strutture organizzative interne alle amministrazioni, dotate di adeguata autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile, e provviste di idoneo personale tecnico.
3. La gestione in forma indiretta attuata tramite:
a) affidamento diretto a istituzioni, fondazioni, associazioni, consorzi, societ di capitali o altri soggetti, costituiti o partecipati, in misura prevalente, dallamministrazione pubblica cui i beni pertengono;
b) concessione a terzi, in base ai criteri indicati ai commi 4 e 5.
4. Lo Stato e le regioni ricorrono alla gestione in forma indiretta al fine di assicurare un adeguato livello di valorizzazione dei beni culturali. La scelta tra le due forme di gestione indicate alle lettere a) e b) del comma 3 attuata previa valutazione comparativa, in termini di efficienza ed efficacia, degli obiettivi che si intendono perseguire e dei relativi mezzi, metodi e tempi.
5. Qualora, a seguito della comparazione di cui al comma 4, risulti preferibile ricorrere alla concessione a terzi, alla stessa si provvede mediante procedure ad evidenza pubblica, sulla base di valutazione comparativa dei progetti presentati.
6. Gli altri enti pubblici territoriali ordinariamente ricorrono alla gestione in forma indiretta di cui al comma 3, lettera a), salvo che, per le modeste dimensioni o per le caratteristiche dellattivit di valorizzazione, non risulti conveniente od opportuna la gestione in forma diretta.
7. Previo accordo tra i titolari delle attivit di valorizzazione, laffidamento o la concessione previsti al comma 3 possono essere disposti in modo congiunto ed integrato.
8. Il rapporto tra il titolare dellattivit e laffidatario od il concessionario regolato con contratto di servizio, nel quale sono specificati, tra laltro, i livelli qualitativi di erogazione del servizio e di professionalit degli addetti nonch i poteri di indirizzo e controllo spettanti al titolare dellattivit o del servizio.
9. Il titolare dellattivit pu partecipare al patrimonio o al capitale dei soggetti di cui al comma 3, lettera a), anche con il conferimento in uso del bene culturale oggetto di valorizzazione. Gli effetti del conferimento si esauriscono, senza indennizzo, in tutti i casi di cessazione totale dalla partecipazione da parte del titolare dellattivit o del servizio, di estinzione del soggetto partecipato ovvero di cessazione, per qualunque causa, dellaffidamento dellattivit o del servizio. I beni conferiti in uso non sono soggetti a garanzia patrimoniale specifica se non in ragione del loro controvalore economico.
10. Allaffidamento o alla concessione di cui al comma 3 pu essere collegata la concessione in uso del bene culturale oggetto di valorizzazione. La concessione perde efficacia, senza indennizzo, in qualsiasi caso di cessazione dellaffidamento o della concessione del servizio o dellattivit.

Articolo 116 Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso
1. I beni culturali che siano stati conferiti o concessi in uso ai sensi dellarticolo 115, commi 9 e 10, restano a tutti gli effetti assoggettati al regime giuridico loro proprio. Le funzioni di tutela sono esercitate dal Ministero, che provvede anche su richiesta ovvero nei confronti del soggetto conferitario o concessionario delluso dei beni medesimi.

Articolo 117 Servizi aggiuntivi
1. Negli istituti e nei luoghi della cultura indicati allarticolo 101 possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di ospitalit per il pubblico.
2. Rientrano tra i servizi di cui al comma 1:
a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;
b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;
c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;
d) la gestione dei punti vendita e lutilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;
e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per linfanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;
f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;
g) lorganizzazione di mostre e manifestazioni culturali, nonch di iniziative promozionali.
3. I servizi di cui al comma 1 possono essere gestiti in forma integrata con i servizi di pulizia, di vigilanza e di biglietteria.
4. La gestione dei servizi medesimi attuata nelle forme previste dallarticolo 115.
5. I canoni di concessione dei servizi sono incassati e ripartiti ai sensi dellarticolo 110.

Articolo 118 Promozione di attivit di studio e ricerca
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle universit e di altri soggetti pubblici e privati, realizzano, promuovono e sostengono, anche congiuntamente, ricerche, studi ed altre attivit conoscitive aventi ad oggetto il patrimonio culturale.
2. Al fine di garantire la raccolta e la diffusione sistematica dei risultati degli studi, delle ricerche e delle altre attivit di cui al comma 1, ivi compresa la catalogazione, il Ministero e le regioni possono stipulare accordi per istituire, a livello regionale o interregionale, centri permanenti di studio e documentazione del patrimonio culturale, prevedendo il concorso delle universit e di altri soggetti pubblici e privati.

Articolo 119 Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole
1. Il Ministero, il Ministero per listruzione, luniversit e la ricerca, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali interessati possono concludere accordi per diffondere la conoscenza e favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte degli studenti.
2. Sulla base degli accordi previsti al comma 1, i responsabili degli istituti e dei luoghi della cultura di cui allarticolo 101 possono stipulare con le scuole di ogni ordine e grado, appartenenti al sistema nazionale di istruzione, apposite convenzioni per la elaborazione di percorsi didattici, la predisposizione di materiali e sussidi audiovisivi, nonch per la formazione e laggiornamento dei docenti. I percorsi, i materiali e i sussidi tengono conto della specificit della scuola richiedente e delle eventuali particolari esigenze determinate dalla presenza di alunni disabili.

Articolo 120 Sponsorizzazione di beni culturali
1. E sponsorizzazione di beni culturali ogni forma di contributo in beni o servizi da parte di soggetti privati alla progettazione o allattuazione di iniziative del Ministero, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, ovvero di soggetti privati, nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, con lo scopo di promuovere il nome, il marchio, limmagine, lattivit o il prodotto dellattivit dei soggetti medesimi.
2. La promozione di cui al comma 1 avviene attraverso lassociazione del nome, del marchio, dellimmagine, dellattivit o del prodotto alliniziativa oggetto del contributo, in forme compatibili con il carattere artistico o storico, laspetto e il decoro del bene culturale da tutelare o valorizzare, da stabilirsi con il contratto di sponsorizzazione.
3. Con il contratto di sponsorizzazione sono altres definite le modalit di erogazione del contributo nonch le forme del controllo, da parte del soggetto erogante, sulla realizzazione delliniziativa cui il contributo si riferisce.

Articolo 121 Accordi con le fondazioni bancarie
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, ciascuno nel proprio ambito, possono stipulare, anche congiuntamente, protocolli di intesa con le fondazioni conferenti di cui alle disposizioni in materia di ristrutturazione e disciplina del gruppo creditizio, che statutariamente perseguano scopi di utilit sociale nel settore dellarte e delle attivit e beni culturali, al fine di coordinare gli interventi di valorizzazione sul patrimonio culturale e, in tale contesto, garantire lequilibrato impiego delle risorse finanziarie messe a disposizione. La parte pubblica pu concorrere, con proprie risorse finanziarie, per garantire il perseguimento degli obiettivi dei protocolli di intesa.

Capo III
Consultabilit dei documenti degli archivi e tutela della riservatezza

Articolo 122 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilit dei documenti
1. I documenti conservati negli archivi di Stato e negli archivi storici delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico sono liberamente consultabili, ad eccezione:
a) di quelli dichiarati di carattere riservato, ai sensi dellarticolo 125, relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data;
b) di quelli contenenti i dati sensibili nonch i dati relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, che diventano consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare.
2. Anteriormente al decorso dei termini indicati nel comma 1, i documenti restano accessibili ai sensi della disciplina sullaccesso ai documenti amministrativi. Sullistanza di accesso provvede lamministrazione che deteneva il documento prima del versamento o del deposito.
3. Alle disposizioni del comma 1 sono assoggettati anche gli archivi e i documenti di propriet privata depositati negli archivi di Stato e negli archivi storici degli enti pubblici, o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredit o legato. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredit o legato i documenti possono anche stabilire la condizione della non consultabilit di tutti o di parte dei documenti dellultimo settantennio. Tale limitazione, cos come quella generale stabilita dal comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata; detta limitazione altres inoperante nei confronti degli aventi causa dai depositanti, donanti e venditori, quando si tratti di documenti concernenti oggetti patrimoniali, ai quali essi siano interessati per il titolo di acquisto.

Articolo 123 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilit dei documenti riservati
1. Il Ministro dellinterno, previo parere del direttore dellArchivio di Stato competente e udita la commissione per le questioni inerenti alla consultabilit degli atti di archivio riservati, istituita presso il Ministero dellinterno, pu autorizzare la consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato conservati negli archivi di Stato anche prima della scadenza dei termini indicati nellarticolo 122, comma 1. Lautorizzazione rilasciata, a parit di condizioni, ad ogni richiedente.
2. I documenti per i quali autorizzata la consultazione ai sensi del comma 1 conservano il loro carattere riservato e non possono essere diffusi.
3. Alle disposizioni dei commi 1 e 2 assoggettata anche la consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato conservati negli archivi storici delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico. Il parere di cui al comma 1 reso dal soprintendente archivistico.

Articolo 124 Consultabilit a scopi storici degli archivi correnti
1. Salvo quanto disposto dalla vigente normativa in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali disciplinano la consultazione a scopi storici dei propri archivi correnti e di deposito.
2. La consultazione ai fini del comma 1 degli archivi correnti e di deposito degli altri enti ed istituti pubblici, regolata dagli enti ed istituti medesimi, sulla base di indirizzi generali stabiliti dal Ministero.

Articolo 125 Declaratoria di riservatezza
1. Laccertamento dellesistenza e della natura degli atti non liberamente consultabili indicati agli articoli 122 e 127 effettuato dal Ministero dellinterno, dintesa con il Ministero.

Articolo 126 Protezione di dati personali
1. Qualora il titolare di dati personali abbia esercitato i diritti a lui riconosciuti dalla normativa che ne disciplina il trattamento, i documenti degli archivi storici sono conservati e consultabili unitamente alla documentazione relativa allesercizio degli stessi diritti.
2. Su richiesta del titolare medesimo, pu essere disposto il blocco dei dati personali che non siano di rilevante interesse pubblico, qualora il loro trattamento comporti un concreto pericolo di lesione della dignit, della riservatezza o dellidentit personale dellinteressato.
3. La consultazione per scopi storici dei documenti contenenti dati personali assoggettata anche alle disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta previsto dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali.

Articolo 127 Consultabilit degli archivi privati
1. I privati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di archivi o di singoli documenti dichiarati ai sensi dellarticolo 13 hanno lobbligo di permettere agli studiosi, che ne facciano motivata richiesta tramite il soprintendente archivistico, la consultazione dei documenti secondo modalit concordate tra i privati stessi e il soprintendente. Le relative spese sono a carico dello studioso.
2. Sono esclusi dalla consultazione i singoli documenti dichiarati di carattere riservato ai sensi dellarticolo 125. Possono essere esclusi dalla consultazione anche i documenti per i quali sia stata posta la condizione di non consultabilit ai sensi dellarticolo 122, comma 3.
3. Agli archivi privati utilizzati per scopi storici, anche se non dichiarati a norma dellarticolo 13, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 123, comma 3, e 126, comma 3.

TITOLO III
Norme transitorie e finali
Articolo 128 Notifiche effettuate a norma della legislazione precedente
1. I beni culturali di cui allarticolo 10, comma 3, per i quali non sono state rinnovate e trascritte le notifiche effettuate a norma delle leggi 20 giugno 1909, n. 364 e 11 giugno 1922, n. 778, sono sottoposti al procedimento di cui allarticolo 14. Fino alla conclusione del procedimento medesimo, dette notifiche restano comunque valide agli effetti di questa Parte.
2. Conservano altres efficacia le notifiche effettuate a norma degli articoli 2, 3, 5 e 21 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 e le dichiarazioni adottate e notificate a norma dellarticolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 e degli articoli 6, 7, 8 e 49 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
3. In presenza di elementi di fatto sopravvenuti ovvero precedentemente non conosciuti o non valutati, il Ministero pu rinnovare, dufficio o a richiesta del proprietario, possessore o detentore interessati, il procedimento di dichiarazione dei beni che sono stati oggetto delle notifiche di cui al comma 2, al fine di verificare la perdurante sussistenza dei presupposti per lassoggettamento dei beni medesimi alle disposizioni di tutela.
4. Avverso il provvedimento di rigetto dellistanza di rinnovo del procedimento di dichiarazione, prodotta ai sensi del comma 3, ovvero avverso la dichiarazione conclusiva del procedimento medesimo, anche quando esso sia stato avviato dufficio, ammesso ricorso amministrativo ai sensi dellarticolo 16.

Articolo 129 Provvedimenti legislativi particolari
1. Sono fatte salve le leggi aventi ad oggetto singole citt o parti di esse, complessi architettonici, monumenti nazionali, siti od aree di interesse storico, artistico od archeologico.
2. Restano altres salve le disposizioni relative alle raccolte artistiche ex-fidecommissarie, impartite con legge 28 giugno 1871, n. 286, legge 8 luglio 1883, n. 1461, regio decreto novembre 1891, n. 653 e legge 7 febbraio 1892, n. 31.

Articolo 130 Disposizioni regolamentari precedenti
1. Fino allemanazione dei decreti e dei regolamenti previsti dal presente codice, restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni dei regolamenti approvati con regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363, e ogni altra disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questa Parte.


PARTE TERZA
Beni paesaggistici

TITOLO I
Tutela e valorizzazione

Capo I
Disposizioni generali

Articolo 131
Salvaguardia dei valori del paesaggio
1. Ai fini del presente codice per paesaggio si intende una parte omogenea di territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni.
2. La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili.

Articolo 132
Cooperazione tra amministrazioni pubbliche
1. Le amministrazioni pubbliche cooperano per la definizione di indirizzi e criteri riguardanti le attivit di tutela, pianificazione, recupero, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio e di gestione dei relativi interventi.
2. Gli indirizzi e i criteri perseguono gli obiettivi della salvaguardia e della reintegrazione dei valori
del paesaggio anche nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.
3. Al fine di diffondere ed accrescere la conoscenza del paesaggio le amministrazioni pubbliche intraprendono attivit di formazione e di educazione.
4. Il Ministero e le regioni definiscono le politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio tenendo conto anche degli studi, delle analisi e delle proposte formulati dallOsservatorio nazionale per la qualit del paesaggio, istituito con decreto del Ministro, nonch dagli Osservatori istituiti in ogni regione con le medesime finalit.

Articolo 133
Convenzioni internazionali
1. Le attivit di tutela e di valorizzazione del paesaggio si conformano agli obblighi e ai principi di
cooperazione tra gli Stati derivanti dalle convenzioni internazionali.

Articolo 134
Beni paesaggistici
1. Sono beni paesaggistici:
a) gli immobili e le aree indicati allarticolo 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;
b) le aree indicate allarticolo 142;
c) gli immobili e le aree comunque sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli 143 e 156.

Articolo 135
Pianificazione paesaggistica
1. Le regioni assicurano che il paesaggio sia adeguatamente tutelato e valorizzato. A tal fine sottopongono a specifica normativa duso il territorio, approvando piani paesaggistici ovvero piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici, concernenti lintero
territorio regionale, entrambi di seguito denominati piani paesaggistici.
2. Il piano paesaggistico definisce, con particolare riferimento ai beni di cui allarticolo 134, le trasformazioni compatibili con i valori paesaggistici, le azioni di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela, nonch gli interventi di valorizzazione del paesaggio,
anche in relazione alle prospettive di sviluppo sostenibile.

Capo II
Individuazione dei beni paesaggistici
Articolo 136
Immobili ed aree di notevole interesse pubblico
1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarit geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle isposizioni della Parte seconda del presente
codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;
d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cos pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

Articolo 137
Commissioni provinciali
1. Con atto regionale istituita per ciascuna provincia una commissione con il compito di formulare proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) e delle aree indicate alle lettere c) e d) dellarticolo 136;
2. Della commissione fanno parte di diritto il direttore regionale, il soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio ed il soprintendente per i beni archeologici competenti per territorio. I restanti membri, in numero non superiore a sei, sono nominati dalla regione tra soggetti con particolare e qualificata professionalit ed esperienza nella tutela del paesaggio. La commissione procede allaudizione dei sindaci dei comuni interessati e pu consultare esperti.

Articolo 138
Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico
1. Su iniziativa del direttore regionale, della regione o degli altri enti pubblici territoriali interessati, la commissione indicata allarticolo 137, acquisisce le necessarie informazioni attraverso le soprintendenze e gli uffici regionali e provinciali, valuta la sussistenza del notevole interesse
pubblico degli immobili e delle aree di cui allarticolo 136, e propone la dichiarazione di notevole interesse pubblico. La proposta motivata con riferimento alle caratteristiche storiche, culturali, naturali, morfologiche ed estetiche proprie degli immobili o delle aree che abbiano significato e
valore identitario del territorio in cui ricadono o che siano percepite come tali dalle popolazioni e contiene le prescrizioni, le misure ed i criteri di gestione indicati allarticolo 143, comma 3.
2. Le proposte di dichiarazione di notevole interesse pubblico sono dirette a stabilire una specifica disciplina di tutela e valorizzazione, che sia maggiormente rispondente agli elementi peculiari e al valore degli specifici ambiti paesaggistici e costituisca parte integrante di quella prevista dal piano
paesaggistico.

Articolo 139
Partecipazione al procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico
1. La proposta della commissione per la dichiarazione di notevole interesse pubblico di immobili ed aree, corredata dalla relativa planimetria redatta in scala idonea alla loro identificazione,
pubblicata per novanta giorni allalbo pretorio e depositata a disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati.
2. Dellavvenuta proposta e relativa pubblicazione data senza indugio notizia su almeno due quotidiani diffusi nella regione territorialmente interessata, nonch su un quotidiano a diffusione
nazionale e, ove istituiti, sui siti informatici della regione e degli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito ricadono gli immobili o le aree da assoggettare a tutela.
3. Entro i sessanta giorni successivi allavvenuta pubblicazione allalbo pretorio della proposta della commissione, i comuni, le citt metropolitane, le province, le associazioni portatrici di
interessi diffusi individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e gli altri soggetti interessati possono presentare osservazioni alla regione, che ha altres facolt di indire uninchiesta pubblica.
4. Successivamente agli adempimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 la regione, per gli immobili indicati alle lettere a) e b) dellarticolo 136, comunica lavvio del procedimento di dichiarazione al proprietario, possessore o detentore del bene, nonch alla citt metropolitana o al comune interessato.
5. La comunicazione di cui al comma 4 ha per oggetto gli elementi, anche catastali, identificativi dellimmobile, la proposta formulata dalla commissione, nonch lindicazione dei conseguenti obblighi a carico del proprietario, possessore o detentore.
6. Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della comunicazione di cui al comma 4, il proprietario, possessore o detentore dellimmobile pu presentare osservazioni alla regione.

Articolo 140
Dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza
1. La regione, sulla base della proposta della commissione, esaminate le osservazioni e tenuto conto dellesito delleventuale inchiesta pubblica, emana il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) e delle aree indicate alle
lettere c) e d) dellarticolo 136.
2. Il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) dellarticolo 136 altres notificato al proprietario, possessore o detentore, depositato presso il comune, nonch trascritto a cura della regione nei registri immobiliari.
3. I provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale della regione.
4. Copia della Gazzetta Ufficiale affissa per novanta giorni allalbo pretorio di tutti i comuni interessati. Copia della dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati.

Articolo 141
Provvedimenti ministeriali
1. Qualora la commissione non proceda alle proprie valutazioni entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta formulata ai sensi dellarticolo 138, ovvero laddove il provvedimento regionale di dichiarazione di notevole interesse pubblico non venga comunque emanato entro il termine di un anno dalla predetta richiesta, il direttore regionale pu chiedere al Ministero di provvedere in via sostitutiva.
2. Il competente organo ministeriale, ricevuta copia della documentazione eventualmente acquisita dalla commissione provinciale, effettua listruttoria ai fini della formulazione della proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico.
3. Il Ministero invia la proposta ai comuni interessati affinch provvedano agli adempimenti indicati allarticolo 139, comma 1, e provvede direttamente agli adempimenti indicati allarticolo
139, commi 2, 4 e 5.
4. Il Ministero valuta le osservazioni presentate ai sensi dellarticolo 139, commi 3 e 6, e provvede con decreto. Il decreto di dichiarazione di notevole interesse pubblico notificato, depositato, trascritto e pubblicato nelle forme previste dallarticolo 140, commi 2, 3 e 4.
5. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alle proposte di integrazione, con riferimento ai contenuti indicati allarticolo 143, comma 3, lettere e) ed f), dei provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico esistenti.

Articolo 142
Aree tutelate per legge
1. Fino allapprovazione del piano paesaggistico ai sensi dellarticolo 156, sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo per il loro interesse paesaggistico:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondit di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti, i corsi dacqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre
1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonch i territori di protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorch percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dallarticolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
h) le aree assegnate alle universit agrarie e le zone gravate da usi civici;
i) le zone umide incluse nellelenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448,
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico individuate alla data di entrata in vigore del presente codice.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree che alla data del 6 settembre 1985:
a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;
b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione, erano delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da quelle indicate alla lettera a) e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati ai sensi dellarticolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati alla lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai fini paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso pubblico dalla regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato con le procedure previste dallarticolo 141, pu tuttavia confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti beni.
4. Resta in ogni caso ferma la disciplina derivante dagli atti e dai provvedimenti indicati allarticolo 157.

Capo III
Pianificazione paesaggistica
Articolo 143
Piano paesaggistico
1. In base alle caratteristiche naturali e storiche ed in relazione al livello di rilevanza e integrit dei
valori paesaggistici, il piano ripartisce il territorio in ambiti omogenei, da quelli di elevato pregio paesaggistico fino a quelli significativamente compromessi o degradati.
2. In funzione dei diversi livelli di valore paesaggistico riconosciuti, il piano attribuisce a ciascun ambito corrispondenti obiettivi di qualit paesaggistica. Gli obiettivi di qualit paesaggistica prevedono in particolare:

a) il mantenimento delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, nonch delle tecniche e dei materiali costruttivi;
b) la previsione di linee di sviluppo urbanistico ed edilizio compatibili con i diversi livelli di valore riconosciuti e tali da non diminuire il pregio paesaggistico del territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dellUNESCO e delle aree agricole;
c) il recupero e la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, al fine di reintegrare i valori preesistenti ovvero di realizzare nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati con quelli.
3. Il piano paesaggistico ha contenuto descrittivo, prescrittivo e propositivo. La sua elaborazione si articola nelle seguenti fasi:
a) ricognizione dellintero territorio, attraverso lanalisi delle caratteristiche storiche, naturali, estetiche e delle loro interrelazioni e la conseguente definizione dei valori paesaggistici da tutelare,
recuperare, riqualificare e valorizzare;
b) analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio attraverso lindividuazione dei fattori di rischio e degli elementi di vulnerabilit del paesaggio, la comparazione con gli altri atti di programmazione, di pianificazione e di difesa del suolo;
c) individuazione degli ambiti paesaggistici e dei relativi obiettivi di qualit paesaggistica;
d) definizione di prescrizioni generali ed operative per la tutela e luso del territorio compreso negli ambiti individuati;
e) determinazione di misure per la conservazione dei caratteri connotativi delle aree tutelate per legge e, ove necessario, dei criteri di gestione e degli interventi di valorizzazione paesaggistica degli immobili e delle aree dichiarati di notevole interesse pubblico;
f) individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione delle aree significativamente compromesse o degradate;
g) individuazione delle misure necessarie al corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, alle quali debbono riferirsi le azioni e gli
investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile delle aree interessate;
h) individuazione, ai sensi dellarticolo 134, lettera c), di eventuali categorie di immobili o di aree, diverse da quelle indicate agli articoli 136 e 142, da sottoporre a specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione.
4. Il piano paesaggistico, anche in relazione alle diverse tipologie di opere ed interventi di trasformazione del territorio, individua distintamente le aree nelle quali la loro realizzazione consentita sulla base della verifica del rispetto delle prescrizioni, delle misure e dei criteri di gestione stabiliti nel piano paesaggistico ai sensi del comma 3, lettere d), e), f) e g), e quelle per le quali il piano paesaggistico definisce anche parametri vincolanti per le specifiche previsioni da introdurre negli strumenti urbanistici in sede di conformazione e di adeguamento ai sensi dellarticolo 145.

5. Il piano pu altres individuare:
a) le aree, tutelate ai sensi dellarticolo 142, nelle quali la realizzazione delle opere e degli interventi consentiti, in considerazione del livello di eccellenza dei valori paesaggistici o della opportunit di valutare gli impatti su scala progettuale, richiede comunque il previo rilascio dellautorizzazione di cui agli articoli 146, 147 e 159;
b) le aree, non oggetto di atti e provvedimenti emanati ai sensi degli articoli 138, 140, 141 e 157, nelle quali, invece, la realizzazione di opere ed interventi pu avvenire sulla base della verifica della conformit alle previsioni del piano paesaggistico e dello strumento urbanistico, effettuata nellambito del procedimento inerente al titolo edilizio e con le modalit previste dalla relativa disciplina, e non richiede il rilascio dellautorizzazione di cui agli articoli 146, 147 e 159;
c) le aree significativamente compromesse o degradate nelle quali la realizzazione degli interventi di recupero e riqualificazione non richiede il rilascio dellautorizzazione di cui agli
articoli 146, 147 e 159.
6. Lentrata in vigore delle disposizioni previste dal comma 5, lettera b), subordinata allapprovazione degli strumenti urbanistici adeguati al piano paesaggistico ai sensi dellarticolo
145. Dalla medesima consegue la modifica degli effetti derivanti dai provvedimenti di cui agli articoli 157, 140 e 141, nonch dallinclusione dellarea nelle categorie elencate allarticolo 142.

7. Il piano pu subordinare lentrata in vigore delle disposizioni che consentono la realizzazione di
opere ed interventi ai sensi del comma 5, lettera b), allesito positivo di un periodo di monitoraggio
che verifichi leffettiva conformit alle previsioni vigenti delle trasformazioni del territorio
realizzate.
8. Il piano prevede comunque che nelle aree di cui allarticolo 5, lettera b), siano effettuati controlli
a campione sulle opere ed interventi realizzati e che laccertamento di un significativo grado di
violazione delle previsioni vigenti determini la reintroduzione dellobbligo dellautorizzazione di
cui agli articoli 146, 147 e 159, relativamente ai comuni nei quali si sono rilevate le violazioni.
9. Il piano paesaggistico individua anche progetti prioritari per la conservazione, il recupero, la
riqualificazione, la valorizzazione e la gestione del paesaggio regionale indicandone gli strumenti
di attuazione, comprese le misure incentivanti.
10. Le regioni, il Ministero e il Ministero dellambiente e della tutela del territorio possono
stipulare accordi per lelaborazione dintesa dei piani paesaggistici. Nellaccordo stabilito il
termine entro il quale completata lelaborazione dintesa, nonch il termine entro il quale la
regione approva il piano. Qualora allelaborazione dintesa del piano non consegua il
provvedimento regionale, il piano approvato in via sostitutiva con decreto del Ministro, sentito il
Ministro dellambiente e della tutela del territorio.
11. Laccordo di cui al comma 10 stabilisce altres presupposti, modalit e tempi per la revisione
periodica del piano, con particolare riferimento alla eventuale sopravvenienza di provvedimenti
emanati ai sensi degli articoli 140 e 141.
12. Qualora laccordo di cui al comma 10 non venga stipulato, ovvero ad esso non segua
lelaborazione congiunta del piano, non trova applicazione quanto previsto dai commi 5, 6, 7 e 8.


Articolo 144
Pubblicit e partecipazione
1. Nei procedimenti di approvazione dei piani paesaggistici sono assicurate la concertazione istituzionale, la partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni costituite per la tutela degli interessi diffusi, individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e ampie forme di pubblicit.
2. Qualora dallapplicazione dellarticolo 143, commi 3, 4 e 5 derivi una modificazione degli effetti degli atti e dei provvedimenti di cui agli articoli 157, 140 e 141, lentrata in vigore delle relative disposizioni del piano paesaggistico subordinata allespletamento delle forme di pubblicit
indicate allarticolo 140, commi 3 e 4.

Articolo 145
Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione
1. Il Ministero individua ai sensi dellarticolo 52 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 le linee fondamentali dellassetto del territorio nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio, con finalit di indirizzo della pianificazione.
2. I piani paesaggistici prevedono misure di coordinamento con gli strumenti di pianificazione territoriale e di settore, nonch con gli strumenti nazionali e regionali di sviluppo economico.
3. Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle citt metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa delladeguamento degli strumenti urbanistici e sono altres vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di
pianificazione.
4. Entro il termine stabilito nel piano paesaggistico e comunque non oltre due anni dalla sua approvazione, i comuni, le citt metropolitane, le province e gli enti gestori delle aree naturali
protette conformano e adeguano gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica alle previsioni dei piani paesaggistici, introducendo, ove necessario, le ulteriori previsioni conformative che, alla luce delle caratteristiche specifiche del territorio, risultino utili ad assicurare lottimale salvaguardia dei valori paesaggistici individuati dai piani. I limiti alla propriet derivanti da tali
previsioni non sono oggetto di indennizzo.
5. La regione disciplina il procedimento di conformazione ed adeguamento degli strumenti urbanistici alle previsioni della pianificazione paesaggistica, assicurando la partecipazione degli
organi ministeriali al procedimento medesimo.

Capo IV
Controllo e gestione dei beni soggetti a tutela

Articolo 146
Autorizzazione
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili e aree oggetto degli atti e dei provvedimenti elencati allarticolo 157, oggetto di proposta formulata ai sensi degli articoli 138 e 141, tutelati ai sensi dellarticolo 142, ovvero sottoposti a tutela dalle disposizioni del piano paesaggistico, non possono distruggerli, n introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione.
2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni indicati al comma 1, hanno lobbligo di sottoporre alla regione o allente locale al quale la regione ha affidato la relativa competenza i progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della documentazione prevista, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.
3. Entro sei mesi dallentrata in vigore del presente decreto legislativo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, dintesa con la Conferenza Stato-regioni, individuata la documentazione necessaria alla verifica di compatibilit paesaggistica degli interventi proposti.
4. La domanda di autorizzazione dellintervento indica lo stato attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.
5. Lamministrazione competente, nellesaminare la domanda di autorizzazione, verifica la conformit dellintervento alle prescrizioni contenute nei piani paesaggistici e ne accerta:
a) la compatibilit rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo;
b) la congruit con i criteri di gestione dellimmobile o dellarea;
c) la coerenza con gli obiettivi di qualit paesaggistica.
6. Lamministrazione, accertata la compatibilit paesaggistica dellintervento ed acquisito il parere della commissione per il paesaggio, entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione dellistanza, trasmette la proposta di autorizzazione, corredata dal progetto e dalla relativa documentazione, alla competente soprintendenza, dandone notizia agli interessati.
Tale ultima comunicazione costituisce avviso di inizio del relativo procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Qualora lamministrazione verifichi che la documentazione allegata non corrisponde a quella prevista al comma 3, chiede le necessarie integrazioni; in tal caso, il predetto termine sospeso dalla data della richiesta fino a quella di ricezione della documentazione. Qualora lamministrazione ritenga necessario acquisire documentazione ulteriore rispetto a quella prevista al comma 3, ovvero effettuare accertamenti, il termine sospeso, per una sola volta, dalla data della richiesta fino a quella di ricezione della documentazione, ovvero dalla data di comunicazione della
necessit di accertamenti fino a quella di effettuazione degli stessi, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni.
7. La soprintendenza comunica il parere entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla ricezione della proposta di cui al comma 6. Decorso inutilmente il termine per lacquisizione del parere, lamministrazione assume comunque le determinazioni in merito alla domanda di autorizzazione.
8. Lautorizzazione rilasciata o negata dallamministrazione competente entro il termine di venti giorni dalla ricezione del parere della soprintendenza e costituisce atto distinto e presupposto della concessione o degli altri titoli legittimanti lintervento edilizio. I lavori non possono essere iniziati
in difetto di essa.
9. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 8, data facolt agli interessati di richiedere lautorizzazione alla regione, che provvede anche mediante un commissario ad acta entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Qualora venga ritenuto necessario acquisire documentazione ulteriore o effettuare accertamenti, il termine sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti. Laddove la regione non abbia affidato agli enti locali la competenza al rilascio dellautorizzazione paesaggistica, la richiesta di rilascio in via sostitutiva
presentata alla competente soprintendenza.
10. Lautorizzazione paesaggistica:
a) diventa efficace dopo il decorso di venti giorni dalla sua emanazione;
b) trasmessa in copia, senza indugio, alla soprintendenza che ha emesso il parere nel corso del procedimento, nonch, unitamente al parere, alla regione ed alla provincia e, ove esistenti, alla comunit montana e allente parco nel cui territorio si trova limmobile o larea sottoposti al vincolo;
c) non pu essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi.
11. Lautorizzazione paesaggistica impugnabile con ricorso al tribunale amministrativo regionale o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dalle associazioni ambientaliste
portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da qualsiasi altro soggetto pubblico o privato che ne abbia interesse.
Il ricorso deciso anche se, dopo la sua proposizione ovvero in grado di appello, il ricorrente dichiari di rinunciare o di non
avervi pi interesse. Le sentenze e le ordinanze del Tribunale amministrativo regionale possono essere impugnate da chi sia legittimato a ricorrere avverso lautorizzazione paesaggistica, anche se non abbia proposto il ricorso di primo grado.
12. Presso ogni comune istituito un elenco, aggiornato almeno ogni sette giorni e liberamente consultabile, in cui indicata la data di rilascio di ciascuna autorizzazione paesaggistica, con la annotazione sintetica del relativo oggetto e con la precisazione se essa sia stata rilasciata in difformit dal parere della soprintendenza. Copia dellelenco trasmessa trimestralmente alla regione e alla soprintendenza, ai fini dellesercizio delle funzioni di vigilanza di cui allarticolo
155.
13. Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche alle istanze concernenti le attivit minerarie di ricerca ed estrazione.
14. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle autorizzazioni per le attivit di coltivazione di cave e torbiere. Per tali attivit restano ferme le potest del Ministero dellambiente e della tutela del territorio ai sensi della normativa in materia, che sono esercitate tenendo conto
delle valutazioni espresse, per quanto attiene ai profili paesaggistici, dalla competente soprintendenza.

Articolo 147
Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dallarticolo 143 riguardi opere da eseguirsi da
parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare,
lautorizzazione viene rilasciata in esito ad una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e
seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni.
2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma
dellarticolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da eseguirsi da parte di amministrazioni statali,
lautorizzazione prescritta dal comma 1 rilasciata secondo le procedure previste allarticolo 26.
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero, dintesa con il Ministero della difesa e con le
59
altre amministrazioni statali interessate, sono individuate le modalit di valutazione congiunta e
preventiva della localizzazione delle opere di difesa nazionale che incidano su immobili o aree
sottoposti a tutela paesaggistica.
Articolo 148
Commissione per il paesaggio
1. Entro un anno dallentrata in vigore del presente codice le regioni promuovono listituzione della
commissione per il paesaggio presso gli enti locali ai quali sono attribuite le competenze in materia
di autorizzazione paesaggistica.
2. La commissione composta da soggetti con particolare e qualificata esperienza nella tutela del
paesaggio.
3. La commissione esprime il parere obbligatorio in merito al rilascio delle autorizzazioni previste
dagli articoli 146,147 e 159.
4. Le regioni e il Ministero possono stipulare accordi che prevedano le modalit di partecipazione
del Ministero alle attivit della commissione per il paesaggio. In tal caso, il parere di cui allarticolo
146, comma 7, espresso in quella sede secondo le modalit stabilite nellaccordo, ferma restando
lapplicazione di quanto previsto dallarticolo 146, commi 10, 11 e 12.
Articolo 149
Interventi non soggetti ad autorizzazione
1. Fatta salva lapplicazione dellarticolo 143, comma 5, lettera b) e dellarticolo 156, comma 4,
non comunque richiesta lautorizzazione prescritta dallarticolo 146, dallarticolo 147 e
dallarticolo 159:
a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di
restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e laspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti lesercizio dellattivit agro-silvo-pastorale che non comportino
alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre
che si tratti di attivit ed opere che non alterino lassetto idrogeologico del territorio;
c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di
conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dallarticolo 142, comma 1, lettera g),
purch previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia.
Articolo 150
Inibizione o sospensione dei lavori
1. Indipendentemente dallavvenuta pubblicazione allalbo pretorio prevista dagli articoli 139 e
141, ovvero dallavvenuta comunicazione prescritta dallarticolo 139, comma 4, la regione o il
Ministero ha facolt di:
a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di pregiudicare il
bene;
b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla lettera a), la sospensione
di lavori iniziati.
2. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su immobili od aree non ancora
dichiarati di notevole interesse pubblico cessa di avere efficacia se entro il termine di novanta
giorni non sia stata effettuata la pubblicazione allalbo pretorio della proposta della commissione di
cui allarticolo 138 o della proposta dellorgano ministeriale prevista allarticolo 141, ovvero non
sia stata ricevuta dagli interessati la comunicazione prevista dallarticolo 139, comma 4.
60
3. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un bene paesaggistico per
il quale la pianificazione paesaggistica preveda misure di recupero o di riqualificazione cessa di
avere efficacia se entro il termine di novanta giorni la regione non abbia comunicato agli interessati
le prescrizioni alle quali attenersi, nella esecuzione dei lavori, per non compromettere lattuazione
della pianificazione.
4. I provvedimenti indicati ai commi precedenti sono comunicati anche al comune interessato.
Articolo 151
Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
1. Per lavori su beni paesaggistici che non siano gi stati oggetto dei provvedimenti di cui agli
articoli 138 e 141, o che non siano stati precedentemente dichiarati di notevole interesse pubblico, e
dei quali sia stata ordinata la sospensione senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui
allarticolo 150, comma 1, linteressato pu ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al
momento della notificata sospensione. Le opere gi eseguite sono demolite a spese dellautorit che
ha disposto la sospensione.
Articolo 152
Interventi soggetti a particolari prescrizioni
1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di
palificazione nellambito e in vista delle aree indicate alle lettere c) e d) dellarticolo 136, ovvero in
prossimit degli immobili indicati alle lettere a) e b) dello stesso articolo, la regione ha facolt di
prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso desecuzione, le quali, tenendo in
debito conto lutilit economica delle opere gi realizzate, valgano ad evitare pregiudizio ai beni
protetti da questo Titolo. La medesima facolt spetta al Ministero, che la esercita previa
consultazione della regione.
2. Per le zone di interesse archeologico elencate allarticolo 136, lettera c), o allarticolo 142,
comma 1, lettera m), la Regione consulta preventivamente le competenti soprintendenze.
Articolo 153
Cartelli pubblicitari
1. Nellambito e in prossimit dei beni paesaggistici indicati nellarticolo 134 vietato collocare
cartelli e altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dellamministrazione competente
individuata dalla regione.
2. Lungo le strade site nellambito e in prossimit dei beni indicati nel comma 1 vietato collocare
cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi dellarticolo 23, comma 4,
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni, previo parere favorevole
della amministrazione competente individuata dalla regione sulla compatibilit della collocazione o
della tipologia del mezzo pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree
soggetti a tutela.
61
Articolo 154
Colore delle facciate dei fabbricati
1. Lamministrazione competente individuata dalla regione pu ordinare che, nelle aree
contemplate dalle lettere c) e d) dellarticolo 136, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore
rechi disturbo alla bellezza dellinsieme, un diverso colore che con quella armonizzi.
2. La disposizione del comma 1 non si applica nei confronti degli immobili di cui allarticolo 10,
comma 3, lettere a) e d), dichiarati ai sensi dellarticolo 13.
3. Per i fabbricati ricadenti nelle zone di interesse archeologico elencate allarticolo 136, lettera c),
o allarticolo 139, comma 1, lettera m), lamministrazione consulta preventivamente le competenti
soprintendenze.
4. In caso di inadempienza dei proprietari, possessori o detentori dei fabbricati, lamministrazione
provvede allesecuzione dufficio.
Articolo 155
Vigilanza
1. Le funzioni di vigilanza sui beni paesaggistici tutelati da questo Titolo sono esercitate dal
Ministero e dalle regioni.
2. Le regioni vigilano sullottemperanza alle disposizioni contenute nel presente decreto legislativo
da parte delle amministrazioni da loro individuate per lesercizio delle competenze in materia di
paesaggio. Linottemperanza o la persistente inerzia nellesercizio di tali competenze comporta
lattivazione dei poteri sostitutivi.
Capo V
Disposizioni di prima applicazione e transitorie
Articolo 156
Verifica e adeguamento dei piani paesaggistici
1. Entro quattro anni dallentrata in vigore del presente decreto legislativo, le regioni che hanno
redatto i piani previsti dallarticolo 149 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 verificano la
conformit tra le disposizioni dei predetti piani e le previsioni dellarticolo 143 e, in difetto,
provvedono ai necessari adeguamenti.
2. Entro centottanta giorni dallentrata in vigore del presente codice, il Ministero, dintesa con la
Conferenza Stato-regioni, predispone uno schema generale di convenzione con le regioni in cui
vengono stabilite le metodologie e le procedure di ricognizione, analisi, censimento e catalogazione
degli immobili e delle aree oggetto di tutela, ivi comprese le tecniche per la loro rappresentazione
cartografica e le caratteristiche atte ad assicurare la interoperabilit dei sistemi informativi.
3. Le regioni e il Ministero possono stipulare accordi per disciplinare lo svolgimento dintesa delle
attivit volte alla verifica e alladeguamento dei piani paesaggistici, sulla base dello schema
generale di convenzione di cui al comma 2. Nellaccordo stabilito il termine entro il quale sono
completate le attivit, nonch il termine entro il quale la regione approva il piano adeguato.
Qualora al completamento delle attivit non consegua il provvedimento regionale il piano
approvato in via sostitutiva con decreto del Ministro.
4. Se dalla verifica e dalladeguamento, in applicazione dellarticolo 143, commi 3, 4 e 5, deriva
una modificazione degli effetti degli atti e dei provvedimenti di cui agli articoli 157, 140 e 141,
lentrata in vigore delle relative disposizioni del piano paesaggistico subordinata allespletamento
delle forme di pubblicit indicate allarticolo 140, commi 3 e 4.
62
5. Qualora laccordo di cui al comma 3 non venga stipulato, ovvero ad esso non seguano la verifica
e ladeguamento congiunti del piano, non trova applicazione quanto previsto dai commi 5, 6, 7 e 8
dellarticolo 143.
Articolo 157
Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti e atti
emessi ai sensi della normativa previgente
1. Fatta salva lapplicazione dellarticolo 143, comma 6, dellarticolo 144, comma 2 e
dellarticolo 156, comma 4, conservano efficacia a tutti gli effetti:
a) le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, eseguite
in base alla legge 11 giugno 1922, n. 776;
b) gli elenchi compilati ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497;
c) i provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico emessi ai sensi della legge
29 giugno 1939, n. 1497;
d) i provvedimenti di riconoscimento della zone di interesse archeologico emessi ai sensi
dellarticolo 82, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
aggiunto dallarticolo 1 del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni
nella legge 8 agosto 1985, n. 431;
e) i provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico emessi ai sensi del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;
f) i provvedimenti di riconoscimento della zone di interesse archeologico emessi ai sensi del
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
2. Le disposizioni della presente Parte si applicano anche agli immobili ed alle aree in ordine ai
quali, alla data di entrata in vigore del presente codice, sia stata formulata la proposta ovvero
definita la perimetrazione ai fini della dichiarazione di notevole interesse pubblico o del
riconoscimento quali zone di interesse archeologico.
Articolo 158
Disposizioni regionali di attuazione
1. Fino allemanazione di apposite disposizioni regionali di attuazione del presente codice restano
in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3
giugno 1940, n. 1357.


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Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

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