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Codice dei Beni culturali e del Paesaggio - testo definitivo (art. 159-184)
2004-01-23

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Articolo 159
Procedimento di autorizzazione in via transitoria
1. Fino all’approvazione dei piani paesaggistici, ai sensi dell’articolo 156 ovvero ai sensi
dell’articolo 143, ed al conseguente adeguamento degli strumenti urbanistici ai sensi dell’articolo
145, l’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione prevista dall’articolo 146,
comma 2, dà immediata comunicazione alla soprintendenza delle autorizzazioni rilasciate,
trasmettendo la documentazione prodotta dall’interessato nonché le risultanze degli accertamenti
eventualmente esperiti. La comunicazione è inviata contestualmente agli interessati, per i quali
costituisce avviso di inizio di procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n.
241.
2. L’amministrazione competente può produrre una relazione illustrativa degli accertamenti indicati
dall’articolo 146, comma 5. L’autorizzazione è rilasciata o negata entro il termine perentorio di
sessanta giorni dalla relativa richiesta e costituisce comunque atto distinto e presupposto della
concessione edilizia o degli altri titoli legittimanti l’intervento edilizio. I lavori non possono essere
iniziati in difetto di essa. In caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il
termine è sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta
ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti. Si applicano le disposizioni di cui
all’articolo 6-bis del decreto ministeriale 13 giugno 1994, n. 495.
3. Il Ministero può in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l’autorizzazione entro i
sessanta giorni successivi alla ricezione della relativa, completa documentazione.
4. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 2 è data facoltà agli interessati di richiedere
l’autorizzazione alla competente soprintendenza, che si pronuncia entro il termine di sessanta
giorni dalla data di ricevimento della richiesta. L’istanza, corredata dalla documentazione
prescritta, è presentata alla competente soprintendenza e ne è data comunicazione alla
amministrazione competente. In caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il
termine è sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta
ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti.
5. Per i beni che alla data di entrata in vigore del presente codice siano oggetto di provvedimenti
adottati ai sensi dell’articolo 1-quinquies del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con
modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale in data
anteriore al 6 settembre 1985, l’autorizzazione prevista dal comma 1 e dagli articoli 146 e 147 può
essere concessa solo dopo l’approvazione dei piani paesaggistici.
PARTE QUARTA
Sanzioni
TITOLO I
Sanzioni amministrative
Capo I
Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 160
Ordine di reintegrazione
1. Se per effetto della violazione degli obblighi di protezione e conservazione stabiliti dalle
disposizioni del Capo III del Titolo I della Parte seconda il bene culturale subisce un danno, il
Ministero ordina al responsabile l’esecuzione a sue spese delle opere necessarie alla reintegrazione.
2. Qualora le opere da disporre ai sensi del comma 1 abbiano rilievo urbanistico-edilizio l’avvio
del procedimento e il provvedimento finale sono comunicati anche alla città metropolitana o al
comune interessati.
3. In caso di inottemperanza all’ordine impartito ai sensi del comma 1, il Ministero provvede
all’esecuzione d’ufficio a spese dell’obbligato. Al recupero delle somme relative si provvede nelle
forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello
Stato.
4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile è tenuto a corrispondere allo Stato
una somma pari al valore della cosa perduta o alla diminuzione di valore subita dalla cosa.
5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non è accettata dall’obbligato, la somma
stessa è determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero,
uno dall’obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate
dall’obbligato.
Articolo 161
Danno a cose ritrovate
1. Le misure previste nell’articolo 160 si applicano anche a chi cagiona un danno alle cose di cui
all’articolo 91, trasgredendo agli obblighi indicati agli articoli 89 e 90.
Articolo 162
Violazioni in materia di affissione
1. Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in violazione delle disposizioni di cui
all’articolo 49 è punito con le sanzioni previste dall’articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni.
Articolo 163
Perdita di beni culturali
1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dalle disposizioni della sezione I del Capo
IV e della sezione I del Capo V, il bene culturale non sia più rintracciabile o risulti uscito dal
territorio nazionale, il trasgressore è tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore del
bene.
2. Se il fatto è imputabile a più persone queste sono tenute in solido al pagamento della somma.
3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non è accettata dall’obbligato, la somma
stessa è determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero,
uno dall’obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate
dall’obbligato.
4. La determinazione della commissione è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità.
Articolo 164
Violazioni in atti giuridici
1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti
dalle disposizioni del Titolo I della Parte seconda, o senza l’osservanza delle condizioni e modalità
da esse prescritte, sono nulli.
2. Resta salva la facoltà del Ministero di esercitare la prelazione ai sensi dell’articolo 61, comma
2.
Articolo 165
Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale
1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall’articolo 123, comma 1, del decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 490, chiunque trasferisce all’estero le cose o i beni indicati nell’articolo 10, in
violazione delle disposizioni di cui alle sezioni I e II del Capo V del Titolo I della Parte seconda, è
punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 77, 50 a euro 465.
Articolo 166
Omessa restituzione di documenti per l’esportazione
1. Chi, effettuata l’esportazione di un bene culturale al di fuori del territorio dell’Unione europea
ai sensi del regolamento CEE, non rende al competente ufficio di esportazione l’esemplare n. 3 del
formulario previsto dal regolamento (CEE) n. 752/93, della Commissione, del 30 marzo 1993,
attuativo del regolamento CEE, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 103, 50 a euro 620.
Capo II
Sanzioni relative alla Parte terza
Articolo 167
Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennità pecuniaria
1. In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti dal Titolo I della Parte terza, il
trasgressore è tenuto, secondo che l’autorità amministrativa preposta alla tutela paesaggistica
ritenga più opportuno nell’interesse della protezione dei beni indicati nell’articolo 134, alla
rimessione in pristino a proprie spese o al pagamento di una somma equivalente al maggiore
importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione. La somma è
determinata previa perizia di stima.
2. Con l’ordine di rimessione in pristino è assegnato al trasgressore un termine per provvedere.
3. In caso di inottemperanza, l’autorità amministrativa preposta alla tutela paesaggistica provvede
d’ufficio per mezzo del prefetto e rende esecutoria la nota delle spese.
4. Le somme riscosse per effetto dell’applicazione del comma 1 sono utilizzate per finalità di
salvaguardia, interventi di recupero dei valori paesaggistici e di riqualificazione delle aree
degradate.
Articolo 168
Violazione in materia di affissione
1. Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in violazione delle disposizioni di cui
all’articolo 153 è punito con le sanzioni previste dall’articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285 e successive modificazioni.
TITOLO II
Sanzioni penali
Capo I
Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 169
Opere illecite
1. E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50:
a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di
qualunque genere sui beni culturali indicati nell’articolo 10;
b) chiunque, senza l’autorizzazione del soprintendente, procede al distacco di affreschi, stemmi,
graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, anche
se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall’articolo 13;
c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare
danni notevoli ai beni indicati nell’articolo 10, senza darne immediata comunicazione alla
soprintendenza ovvero senza inviare, nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per
l’autorizzazione.
2. La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di inosservanza dell’ordine di
sospensione dei lavori impartito dal soprintendente ai sensi dell’articolo 28.
Articolo 170
Uso illecito
1. E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50
chiunque destina i beni culturali indicati nell’articolo 10 ad uso incompatibile con il loro carattere
storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità.
Articolo 171
Collocazione e rimozione illecita
1. E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50
chiunque omette di fissare al luogo di loro destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni
culturali appartenenti ai soggetti di cui all’articolo 10, comma 1.
2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare notizia alla competente soprintendenza
dello spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora, ovvero non osserva le
prescrizioni date dalla soprintendenza affinché i beni medesimi non subiscano danno dal trasporto.
Articolo 172
Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta
1. E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50
chiunque non osserva le prescrizioni date dal Ministero ai sensi dell’articolo 45, comma 1.
2. L’inosservanza delle misure cautelari contenute nell’atto di cui all’articolo 46, comma 4, è
punita ai sensi dell’articolo 180.
Articolo 173
Violazioni in materia di alienazione
1. E’ punito con la reclusione fino ad un anno e la multa da euro 1.549,50 a euro 77.469:
a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena i beni culturali indicati negli articoli 55 e
56;
b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine indicato all’articolo 59, comma 2, la
denuncia degli atti di trasferimento della proprietà o della detenzione di beni culturali;
c) l’alienante di un bene culturale soggetto a diritto di prelazione che effettua la consegna della
cosa in pendenza del termine previsto dall’articolo 61, comma 1.
Articolo 174
Uscita o esportazione illecite
1. Chiunque trasferisce all’estero cose di interesse artistico, storico, archeologico,
etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico, nonché quelle indicate all’articolo 11,
comma 1, lettere f), g) e h), senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, è punito
con la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da euro 258 a euro 5.165.
2. La pena prevista al comma 1 si applica, altresì, nei confronti di chiunque non fa rientrare nel
territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni culturali per i quali sia stata autorizzata l’uscita
o l’esportazione temporanee.
3. Il giudice dispone la confisca delle cose, salvo che queste appartengano a persona estranea al
reato. La confisca ha luogo in conformità delle norme della legge doganale relative alle cose
oggetto di contrabbando.
4. Se il fatto è commesso da chi esercita attività di vendita al pubblico o di esposizione a fine di
commercio di oggetti di interesse culturale, alla sentenza di condanna consegue l’interdizione ai
sensi dell’articolo 30 del codice penale.
Articolo 175
Violazioni in materia di ricerche archeologiche
1. E’ punito con l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da euro 310 a euro 3.099:
a) chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di cose
indicate all’articolo 10 senza concessione, ovvero non osserva le prescrizioni date
dall’amministrazione;
b) chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto dall’articolo 90, comma 1, le
cose indicate nell’articolo 10 rinvenute fortuitamente o non provvede alla loro conservazione
temporanea.
Articolo 176
Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato
1. Chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell’articolo 10 appartenenti allo Stato ai sensi
dell’articolo 91 è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 31 a euro 516, 50.
2. La pena è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 103 a euro 1.033 se il fatto è
commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dall’articolo 89.
Articolo 177
Collaborazione per il recupero di beni culturali
1. La pena applicabile per i reati previsti dagli articoli 174 e 176 è ridotta da uno a due terzi
qualora il colpevole fornisca una collaborazione decisiva o comunque di notevole rilevanza per il
recupero dei beni illecitamente sottratti o trasferiti all’estero.
Articolo 178
Contraffazione di opere d’arte
1. E’ punito con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con la multa da euro 103 a euro
3.099:
a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffà, altera o riproduce un’opera di pittura, scultura o
grafica, ovvero un oggetto di antichità o di interesse storico od archeologico;
b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in
commercio, o detiene per farne commercio, o introduce a questo fine nel territorio dello Stato, o
comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere
di pittura, scultura, grafica o di oggetti di antichità, o di oggetti di interesse storico od archeologico;
c) chiunque, conoscendone la falsità, autentica opere od oggetti, indicati alle lettere a) e b),
contraffatti, alterati o riprodotti;
d) chiunque mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione di timbri od
etichette o con qualsiasi altro mezzo accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la
falsità, come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.
2. Se i fatti sono commessi nell’esercizio di un’attività commerciale la pena è aumentata e alla
sentenza di condanna consegue l’interdizione a norma dell’articolo 30 del codice penale.
3. La sentenza di condanna per i reati previsti dal comma 1 è pubblicata su tre quotidiani con
diffusione nazionale designati dal giudice ed editi in tre diverse località. Si applica l’articolo 36,
comma 3, del codice penale.
4. E’ sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle opere o
degli oggetti indicati nel comma 1, salvo che si tratti di cose appartenenti a persone estranee al
reato. Delle cose confiscate è vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di reato.
Articolo 179
Casi di non punibilità
1. Le disposizioni dell’articolo 178 non si applicano a chi riproduce, detiene, pone in vendita o
altrimenti diffonde copie di opere di pittura, di scultura o di grafica, ovvero copie od imitazione di
oggetti di antichità o di interesse storico od archeologico, dichiarate espressamente non autentiche
all’atto della esposizione o della vendita, mediante annotazione scritta sull’opera o sull’oggetto o,
quando ciò non sia possibile per la natura o le dimensioni della copia o dell’imitazione, mediante
dichiarazione rilasciata all’atto della esposizione o della vendita. Non si applicano del pari ai
restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l’opera originale.
Articolo 180
Inosservanza dei provvedimenti amministrativi
1. Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque non ottempera ad un ordine impartito
dall’autorità preposta alla tutela dei beni culturali in conformità del presente Titolo è punito con le
pene previste dall’articolo 650 del codice penale.
Capo II
Sanzioni relative alla Parte terza
Articolo 181
Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa
1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformità di essa, esegue lavori di qualsiasi
genere su beni paesaggistici è punito con le pene previste dall’articolo 20 della legge 28 febbraio
1985, n. 47.
2. Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino dello stato dei luoghi a
spese del condannato. Copia della sentenza è trasmessa alla regione ed al comune nel cui territorio
è stata commessa la violazione.
PARTE QUINTA
Disposizioni transitorie, abrogazioni ed entrata in vigore
Articolo 182
Disposizioni transitorie
1. L’articolo 7, comma 1, del decreto ministeriale 3 agosto 2000, n. 294, come sostituito
dall’articolo 3 del decreto ministeriale 24 ottobre 2001, n. 420, continua ad applicarsi limitatamente
a coloro i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, risultano iscritti ai corsi di
diploma di laurea statale ovvero di scuola di restauro statale ivi previsti.
2. Restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 7, comma 2, lettere a), b) e c), del decreto n. 294
del 2000, come sostituito dall’articolo 3 del decreto n. 420 del 2001. Le disposizioni di cui
all’articolo 7, comma 2, lettere a) e c), del decreto n. 294 del 2000, come sostituito dall’articolo 3
del decreto n. 420 del 2001, si applicano anche a coloro i quali, alla data di entrata in vigore di tale
ultimo decreto, ancorché non ancora in possesso del diploma, erano iscritti ad una scuola di
restauro statale o regionale ivi prevista fino all’anno accademico 2002-2003.
3. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente codice, le regioni e gli altri enti pubblici
territoriali adottano le necessarie disposizioni di adeguamento alla prescrizione di cui all’articolo
103, comma 4. In caso di inadempienza, il Ministero procede in via sostitutiva, ai sensi
dell’articolo 117, quinto comma, della Costituzione.
Articolo 183
Disposizioni finali
1. I provvedimenti di cui agli articoli 13, 45, 141, 143, comma 10, e 156, comma 3, non sono
soggetti a controllo preventivo ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n.
20.
2. Dall’attuazione degli articoli 5 e 44 non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica.
3. La partecipazione alle commissioni previste dal presente codice si intende a titolo gratuito e
comunque da essa non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
4. Gli oneri derivanti dall’esercizio da parte del Ministero delle facoltà previste agli articoli 34, 35
e 37 sono assunti nei limiti degli stanziamenti di bilancio relativi agli appositi capitoli di spesa.
5. Le garanzie prestate dallo Stato in attuazione dell’articolo 48, comma 5, sono elencate in
allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo
13 della legge 5 agosto 1978, n. 468. In caso di escussione di dette garanzie il Ministero trasmette
al Parlamento apposita relazione.
6. Le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe ai princìpi del presente decreto
legislativo se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.
7. Il presente codice entra in vigore il giorno 1 maggio 2004.
Articolo 184
Norme abrogate
1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
- legge 1 giugno 1939, n. 1089, articolo 40, nel testo da ultimo sostituito dall’articolo 9 della legge
12 luglio 1999, n. 237;
- decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, limitatamente: all’articolo
21, commi 1 e 3, e comma 2, nel testo, rispettivamente, modificato e sostituito dall’articolo 8 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281; agli articoli 21-bis e 22, comma 1, nel testo,
rispettivamente, aggiunto e modificato dall’articolo 9 del medesimo decreto legislativo;
- decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, limitatamente all’articolo 9;
- decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, limitatamente all’articolo 23, comma 3 e primo periodo
del comma 13-ter, aggiunto dall’articolo 30 della legge 7 dicembre 1999, n. 472;
- legge 15 maggio 1997, n. 127, limitatamente all’articolo 12, comma 5, nel testo modificato
dall’articolo 19, comma 9, della legge 23 dicembre 1998, n. 448; e comma 6, primo periodo;
- legge 8 ottobre 1997, n. 352, limitatamente all’articolo 7, come modificato dagli articoli 3 e 4
della legge 12 luglio 1999, n. 237 e dall’articolo 4 della legge 21 dicembre 1999, n. 513;
- decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, limitatamente agli articoli 148, 150, 152 e 153;
- legge 12 luglio 1999, n. 237, limitatamente all’articolo 9;
- decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, limitatamente agli articoli 8, comma 2, e 9;
- decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 e successive modificazioni e integrazioni;
- decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2000, n. 283;
- decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, limitatamente all’articolo 179, comma 4;
- legge 8 luglio 2003, n. 172, limitatamente all’articolo 7.
71
Allegato A
(Previsto dagli artt. 63, comma 1; 74, commi 1 e 3; 75, comma 3, lettera a)
A. Categorie di beni:
1. Reperti archeologici aventi più di cento anni provenienti da:
a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine;
b) siti archeologici;
c) collezioni archeologiche.
2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici o religiosi e provenienti
dallo smembramento dei monumenti stessi, aventi più di cento anni.
3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4 e 5 fatti interamente a mano su
qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale (1).
4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente a mano su qualsiasi supporto.
5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente a mano con qualsiasi
materiale (1) e disegni fatti interamente a mano su qualsiasi supporto.
6. Incisioni, stampe, serigrafie e litografie originali e relative matrici, nonché manifesti originali
(1).
7. Opere originali dell’arte statuaria o dell’arte scultorea e copie ottenute con il medesimo
procedimento dell’originale (1), diverse da quelle della categoria 1.
8. Fotografie, film e relativi negativi (1).
9. Incunaboli e manoscritti, compresi le carte geografiche e gli spartiti musicali, isolati o in
collezione (1).
10. Libri aventi più di cento anni, isolati o in collezione.
11. Carte geografiche stampate aventi più di duecento anni.
12. Archivi e supporti, comprendenti elementi di qualsiasi natura aventi più di cinquanta anni.
13. a) Collezioni ed esemplari provenienti da collezioni di zoologia, botanica, mineralogia,
anatomia.
b) Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o numismatico.
14. Mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni.
15. Altri oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da 1 a 14, aventi più di cinquanta
anni.
I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati da questo Testo Unico soltanto
se il loro valore è pari o superiore ai valori indicati alla lettera B.
B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in euro):
1) qualunque ne sia il valore
1. Reperti archeologici
2. Smembramento di monumenti
9. Incunaboli e manoscritti
12. Archivi
2) 13.979,50
5. Mosaici e disegni
6. Incisioni
8. Fotografie
11. Carte geografiche stampate
3) 27.959,00
4. Acquerelli, guazzi e pastelli
4) 46.598,00
7. Arte statuaria
10. Libri
13. Collezioni
14. Mezzi di trasporto
15. Altri oggetti
5) 139.794,00
3. Quadri
Il rispetto delle condizioni relative ai valori deve essere accertato al momento della presentazione
della domanda di restituzione.
(1) Aventi più di cinquanta anni e non appartenenti all’autore.



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06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

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