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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Bozza del Nuovo Codice dei Beni Culturali e paesaggistici (art. 1-52)
2003-09-29

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Il 29 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo che reca il codice della normativa in materia di beni culturali. A questo punto liter prevede di acquisire i pareri della Conferenza unificata Stato-Regioni, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti per la materia. Il testo presentato in Consiglio dei ministri sta dunque circolando, anche se in maniera ufficiosa. Alla prima bozza del 23 maggio affianchiamo ora un testo pi recente, che non quello definitivo, ma che ci sembra indispensabile rendere pubblico per sollecitare una discussione, finora mancata, su un testo che introdurr decisivi cambiamenti in materia di beni culturali.

CODICE DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
PARTE PRIMA Disposizioni generali
Articolo 1 Principi
Articolo 2 Patrimonio culturale
Articolo 3 Tutela del patrimonio culturale
Articolo 4 Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale
Articolo 5 Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale
Articolo 6 Valorizzazione del patrimonio culturale
Articolo 7 Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale
Articolo 8 Regioni e province ad autonomia speciale
Articolo 9 Beni culturali di interesse religioso
PARTE SECONDA Beni culturali
TITOLO I Tutela
Capo I Oggetto della tutela
Articolo 10 Beni culturali
Articolo 11 Beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela
Articolo 12 Verifica dellinteresse culturale
Articolo 13 Dichiarazione dellinteresse culturale
Articolo 14 Procedimento di dichiarazione
Articolo 15 Notifica della dichiarazione
Articolo 16 Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione
Articolo 17 Catalogazione
Capo II Vigilanza e ispezione
Articolo 18 Vigilanza
Articolo 19 Ispezione
Capo III Protezione e conservazione
Sezione I Misure di protezione
Articolo 20 Interventi vietati
Articolo 21 Interventi soggetti ad autorizzazione
Articolo 22 Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia
Articolo 23 Procedure edilizie semplificate
Articolo 24 Interventi su beni pubblici
Articolo 25 Conferenza di servizi
Articolo 26 Valutazione di impatto ambientale
Articolo 27 Situazioni di urgenza
Articolo 28 Misure cautelari e preventive
Sezione II Misure di conservazione
Articolo 29 Interventi di conservazione
Articolo 30 Obblighi conservativi
Articolo 31 Interventi conservativi volontari
Articolo 32 Interventi conservativi imposti
Articolo 33 Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti
Articolo 34 Oneri per gli interventi conservativi imposti
Articolo 35 Intervento finanziario del Ministero
Articolo 36 Erogazione del contributo
Articolo 37 Contributo in conto interessi
Articolo 38 Apertura al pubblico degli immobili oggetto di interventi conservativi
Articolo 39 Interventi conservativi su beni dello Stato
Articolo 40 Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
Articolo 41 Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti
conservati dalle amministrazioni statali
Articolo 42 Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali
Articolo 43 Custodia coattiva
Articolo 44 Comodato e deposito di beni culturali
Sezione III Altre forme di protezione
Articolo 45 Prescrizioni di tutela indiretta
Articolo 46 Procedimento per la tutela indiretta
Articolo 47 Notifica delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso amministrativo
Articolo 48 Autorizzazione per mostre ed esposizioni
Articolo 49 Manifesti e cartelli pubblicitari
Articolo 50 Distacco di beni culturali
Articolo 51 Studi dartista
Articolo 52 Esercizio del commercio in aree di valore culturale
Capo IV Circolazione in ambito nazionale
Sezione I Alienazione e altri modi di trasmissione
Articolo 53 Beni del demanio culturale
Articolo 54 Beni inalienabili
Articolo 55 Alienabilit di immobili di interesse artistico o storico appartenenti al demanio pubblico.
Articolo 56 Altre alienazioni soggette ad autorizzazione
Articolo 57 Regime dellautorizzazione ad alienare
Articolo 58 Autorizzazione alla permuta
Articolo 59 Denuncia di trasferimento
Sezione II Prelazione
Articolo 60 Acquisto in via di prelazione
Articolo 61 Condizioni della prelazione
Articolo 62 Procedimento per la prelazione
Sezione III Commercio
Articolo 63 Obbligo di denuncia dellattivit commerciale e di tenuta del registro
Articolo 64 Attestati di autenticit e di provenienza
Capo V Circolazione in ambito internazionale
Sezione I Uscita dal territorio nazionale e ingresso nel territorio nazionale
Articolo 65 Uscita definitiva
Articolo 66 Uscita temporanea per manifestazioni
Articolo 67 Altri casi di uscita temporanea
Articolo 68 Attestato di libera circolazione
Articolo 69 Ricorso amministrativo avverso il diniego di attestato
Articolo 70 Acquisto coattivo
Articolo 71 Attestato di circolazione temporanea
Articolo 72 Ingresso nel territorio nazionale
Sezione II Esportazione dal territorio dellUnione europea
Articolo 73 Denominazioni
Articolo 74 Esportazione di beni culturali dal territorio dellUnione europea
Sezione III Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio
di uno Stato membro dellUnione europea
Articolo 75 Restituzione
Articolo 76 Assistenza e collaborazione a favore degli Stati membri dellUnione europea
Articolo 77 Azione di restituzione
Articolo 78 Termini di decadenza e di prescrizione dellazione
Articolo 79 Indennizzo
Articolo 80 Pagamento dellindennizzo
Articolo 81 Oneri per lassistenza e la collaborazione
Articolo 82 Azione di restituzione a favore dellItalia
Articolo 83 Destinazione del bene restituito
Articolo 84 Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
Articolo 85 Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
Articolo 86 Accordi con gli altri Stati membri dellUnione europea
Sezione IV Convenzione UNIDROIT
Articolo 87 Beni culturali rubati o illecitamente esportati
Capo VI Ritrovamenti e scoperte
Sezione I Ricerche e rinvenimenti fortuiti nellambito del territorio nazionale
Articolo 88 Attivit di ricerca
Articolo 89 Concessione di ricerca
Articolo 90 Scoperta fortuita
Articolo 91 Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate
Articolo 92 Premio per i ritrovamenti
Articolo 93 Determinazione del premio
Sezione II Ricerche e rinvenimenti fortuiti nella zona contigua al mare territoriale
Articolo 94 Convenzione UNESCO
Capo VII Espropriazione
Articolo 95 Espropriazione di beni culturali
Articolo 96 Espropriazione per fini strumentali
Articolo 97 Espropriazione per interesse archeologico
Articolo 98 Dichiarazione di pubblica utilit
Articolo 99 Indennit di esproprio per i beni culturali
Articolo 100 Rinvio a norme generali
TITOLO II Valorizzazione
Capo I Fruizione dei beni culturali
Sezione I Principi generali
Articolo 101 Luoghi della cultura
Articolo 102 Fruizione dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica
Articolo 103 Accesso ai luoghi della cultura
Articolo 104 Accesso a pagamento
Articolo 105 Fruizione di beni culturali di propriet privata
Sezione II Fruizione degli archivi
Articolo 106 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: documenti ammessi a libera consultazione
Articolo 107 Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: documenti consultabili previa autorizzazione
Articolo 108 Consultazione a scopi storici degli archivi correnti
Articolo 109 Declaratoria di riservatezza
Articolo 110 Protezione di dati personali
Articolo 111 Accesso agli archivi privati
Sezione III Uso dei beni culturali
Articolo 112 Diritti di uso e godimento pubblico
Articolo 113 Uso individuale di beni culturali
Articolo 114 Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali
Articolo 115 Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali
Articolo 116 Incasso e riparto di proventi
Capo II Principi della valorizzazione dei beni culturali
Articolo 117 Attivit di valorizzazione
Articolo 118 Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica
Articolo 119 Valorizzazione dei beni culturali di propriet privata
Articolo 120 Cooperazione ed accordi
Articolo 121 Forme di gestione
Articolo 122 Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso
Articolo 123 Servizi aggiuntivi
Articolo 124 Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole
Articolo 125 Centri di documentazione
Articolo 126 Sponsorizzazione di beni culturali
Articolo 127 Accordi con le fondazioni bancarie
TITOLO III Norme transitorie e finali
Articolo 128 Notifiche effettuate a norma della legislazione precedente
Articolo 129 Provvedimenti legislativi particolari
Articolo 130 Disposizioni regolamentari precedenti
PARTE TERZA Beni paesaggistici
TITOLO I Tutela e valorizzazione
Capo I Disposizioni generali
Articolo 131 Salvaguardia dei valori del paesaggio
Articolo 132 Cooperazione tra amministrazioni pubbliche
Articolo 133 Convenzioni internazionali
Articolo 134 Beni paesaggistici
Articolo 135 Pianificazione paesaggistica
Capo II Individuazione dei beni paesaggistici
Articolo 136 Immobili ed aree di notevole interesse pubblico
Articolo 137 Commissioni provinciali
Articolo 138 Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico
Articolo 139 Partecipazione al procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico
Articolo 140 Dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza
Articolo 141 Provvedimenti ministeriali
Articolo 142 Aree tutelate per legge
Capo III Pianificazione paesaggistica
Articolo 143 Piano paesaggistico
Articolo 144 Pubblicit e partecipazione
Articolo 145 Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione
Capo IV Controllo e gestione dei beni soggetti a tutela
Articolo 146 Autorizzazione
Articolo 147 Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
Articolo 148 Commissione per il paesaggio
Articolo 149 Interventi non soggetti ad autorizzazione
Articolo 150 Inibizione o sospensione dei lavori
Articolo 151 Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
Articolo 152 Interventi soggetti a particolari prescrizioni
Articolo 153 Cartelli pubblicitari
Articolo 154 Colore delle facciate dei fabbricati
Articolo 155 Vigilanza
Capo V Disposizioni di prima applicazione e transitorie
Articolo 156 Verifica e adeguamento dei piani paesaggistici
Articolo 157 Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti e atti
emessi ai sensi della normativa previgente
Articolo 158 Disposizioni regionali di attuazione
Articolo 159 Procedimento di autorizzazione in via transitoria
PARTE QUARTA Sanzioni
TITOLO I Sanzioni amministrative
Capo I Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 160 Ordine di reintegrazione
Articolo 161 Danno a cose ritrovate
Articolo 162 Violazioni in materia di affissione
Articolo 163 Perdita di beni culturali
Articolo 164 Violazioni in atti giuridici
Articolo 165 Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale
Articolo 166 Omessa restituzione di documenti per lesportazione
Capo II Sanzioni relative alla Parte terza
Articolo 167 Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennit pecuniaria
Articolo 168 Violazione in materia di affissione
TITOLO II Sanzioni penali
Articolo 169 Rinvio
PARTE QUINTA Disposizioni in materia di deroghe, abrogazioni ed entrata in vigore
Articolo 170 Disposizioni finali
Articolo 171 Norme abrogate
SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RECANTE IL CODICE DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI, AI SENSI DELLARTICOLO 10 DELLA LEGGE 6 LUGLIO 2002, N. 137
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
VISTO larticolo 14 della legge 23 agosto 23 agosto 1988, n. 400;
VISTO il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione del Ministero per i beni e le attivit culturali, a norma dellarticolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
VISTO il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dellarticolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352;
VISTO larticolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;
VISTE la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del ;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nelladunanza generale del ;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del ;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivit culturali, di concerto con il Ministro per gli affari regionali;
EMANA
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. E approvato lunito codice dei beni culturali e paesaggistici, composto di articoli e dellallegato A, vistato dal Ministro proponente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, add
PARTE PRIMA
Disposizioni generali
Articolo 1
Principi
1. In attuazione dellarticolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale quale elemento costitutivo e rappresentativo dellidentit nazionale, in coerenza con le attribuzioni di cui allarticolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.
2. I soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attivit, assicurano il rispetto delle esigenze della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione.
Articolo 2
Patrimonio culturale
1. Il patrimonio culturale costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.
2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilt.
3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati allarticolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali e naturali del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge.
4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettivit, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.
Articolo 3
Tutela del patrimonio culturale
1. La tutela del patrimonio culturale diretta a preservare e promuovere la memoria storica e la coscienza della comunit e del territorio. Essa concerne la disciplina delle attivit e le funzioni dirette a garantire lindividuazione, la conoscenza, la protezione e la conservazione del patrimonio stesso, nonch a conformare e regolare i diritti e i comportamenti ad esso inerenti.
Articolo 4
Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale
1. Al fine di garantire lesercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dellarticolo 118 della Costituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attivit culturali, di seguito denominato Ministero, che le esercita direttamente o ne conferisce lesercizio alle regioni ai sensi dellarticolo 5.
2. Il Ministero esercita le funzioni di tutela sui beni culturali di appartenenza statale anche se in consegna o in uso ad amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero.
Articolo 5
Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
in materia di tutela del patrimonio culturale
1. Le regioni, nonch i comuni, le citt metropolitane e le province, di seguito denominati altri enti pubblici territoriali, cooperano con il Ministero nellesercizio delle funzioni di tutela secondo quanto disposto dal presente codice.
2. Le regioni esercitano le funzioni di tutela previste dal presente codice su manoscritti, autografi, carteggi, documenti notevoli, incunaboli, su raccolte librarie non appartenenti allo Stato o non sottoposte alla tutela statale, nonch su libri, stampe e incisioni non appartenenti allo Stato.
3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, le regioni possono esercitare le funzioni di tutela anche su raccolte librarie private, nonch su carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici, non appartenenti allo Stato.
4. Nelle forme previste dal comma 3 ed in attuazione dei principi di differenziazione ed adeguatezza, ulteriori funzioni di tutela possono essere conferite alle regioni che ne facciano richiesta.
5. Gli accordi o le intese di cui al comma 3 possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali.
6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono conferite alle regioni secondo le disposizioni di cui alla Parte terza del presente codice.
7. Relativamente alle funzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministero esercita le potest di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di inerzia o inadempienza.
Articolo 6
Valorizzazione del patrimonio culturale
1. La valorizzazione concerne la disciplina delle attivit e le funzioni dirette a migliorare la conoscenza e le condizioni di conservazione del patrimonio culturale, ad assicurarne la migliore fruizione nonch a favorirne la riqualificazione.
2. La valorizzazione del patrimonio culturale attuata in forme coerenti con la sua tutela e comunque tali da non pregiudicarne le esigenze.
Articolo 7
Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale
1. Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonio culturale.
2. Nellambito dei principi fondamentali le regioni esercitano la potest legislativa concorrente.
3. Al fine di assicurare il coordinamento delle attivit di valorizzazione il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali concludono, di regola, appositi accordi o intese.
Articolo 8
Regioni e province ad autonomia speciale
1. Nelle materie disciplinate dal presente codice restano ferme le potest attribuite alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e Bolzano dagli statuti e dalle relative norme di attuazione.
Articolo 9
Beni culturali di interesse religioso
1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose, si osservano le disposizioni stabilite, rispettivamente, dalle intese concluse ai sensi dellarticolo 12 dellAccordo di modificazione del Concordato lateranense, firmato il 18 febbraio 1984, e delle relative norme di ratifica ed esecuzione, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, a norma dellarticolo 8, comma 3, della Costituzione.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 1, il Ministero, nellesercizio delle funzioni di tutela, tiene conto delle esigenze di culto prospettate dalle Autorit delle confessioni religiose interessate.
3. Le regioni possono emanare norme e stipulare intese ed accordi per la valorizzazione dei beni culturali di cui al comma 1, sulla base degli accordi o intese stipulati rispettivamente tra lo Stato e la chiesa cattolica e tra lo Stato e le altre confessioni religiose, formalmente ratificati o recepiti con legge statale.
PARTE SECONDA
Beni culturali
TITOLO I
Tutela
Capo I
Oggetto della tutela
Articolo 10
Beni culturali
1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonch ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
2. Sono inoltre beni culturali:
a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico;
b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico;
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente e istituto pubblico.
3. Sono altres beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dallarticolo 13:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;
b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante;
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale;
d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dellidentit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;
e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico.
4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilt;
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonch i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarit e di pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarit e di pregio;
e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarit e di pregio;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico.
4. Salvo quanto disposto dallarticolo 64, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a), b), c) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.
Articolo 11
Beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela
1. Fatta salva lapplicazione dellarticolo 10, qualora ne ricorrano presupposti e condizioni, sono beni culturali, in quanto oggetto di specifiche disposizioni del presente Titolo:
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui allarticolo 50;
b) gli studi dartista, di cui allarticolo 51;
c) le aree pubbliche di cui allarticolo 52;
d) le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto darte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, di cui agli articoli 64 e 65;
e) le opere dellarchitettura contemporanea di particolare valore artistico, di cui allarticolo 37;
f) le fotografie, con relativi negativi e matrici, gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento, le documentazioni di manifestazioni, sonore o verbali, comunque realizzate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni, di cui allarticolo 65;
g) i mezzi di trasporto aventi pi di settantacinque anni, di cui allarticolo 65;
h) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi pi di cinquanta anni, di cui allarticolo 65;
i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui allarticolo 50.
Articolo 12
Verifica dellinteresse culturale
1. Le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni del presente Titolo fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.
2. Il Ministero, dufficio o su richiesta dei soggetti cui le cose appartengono, verifica la sussistenza dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, procedendo alla loro schedatura sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformit di valutazione.
3. Qualora nelle cose sottoposte a schedatura non sia stato riscontrato linteresse di cui al comma 2, le cose medesime sono escluse dallapplicazione delle disposizioni del presente Titolo.
4. Nel caso di verifica con esito negativo su cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, la scheda contenente i relativi dati trasmessa ai competenti uffici affinch ne dispongano la sdemanializzazione, qualora non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse.
5. Le cose di cui al comma 4 per le quali si sia proceduto alla sdemanializzazione sono, ai fini del presente codice, liberamente alienabili.
6. Laccertamento dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, effettuato in conformit agli indirizzi generali di cui al comma 2, costituisce dichiarazione ai sensi dellarticolo 13 ed trascritto nei modi previsti dallarticolo 15, comma 2. I beni restano definitivamente sottoposti alle disposizioni del presente Titolo.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.
Articolo 13
Dichiarazione dellinteresse culturale
1. La dichiarazione accerta la sussistenza, nella cosa che ne forma oggetto, dellinteresse richiesto dallarticolo 10, comma 3.
Articolo 14
Procedimento di dichiarazione
1. Il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dellinteresse culturale, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto.
2. La comunicazione contiene gli elementi di identificazione e di valutazione della cosa risultanti dalle prime indagini, lindicazione degli effetti previsti dal comma 4, nonch lindicazione del termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni.
3. Se il procedimento riguarda complessi immobiliari, la comunicazione inviata anche al Comune o alla Citt metropolitana.
4. La comunicazione comporta lapplicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del procedimento di dichiarazione, che il Ministero stabilisce a norma dellarticolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. La dichiarazione adottata dal Ministero.
Articolo 15
Notifica della dichiarazione
1. La dichiarazione prevista dallarticolo 13 notificata al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto, tramite messo comunale o a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicit immobiliare o mobiliare, la dichiarazione trascritta, su richiesta del soprintendente, nei relativi registri ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.
3. Al provvedimento di dichiarazione non si applicano le disposizioni di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20.
Articolo 16
Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione
1. Avverso la dichiarazione di cui allarticolo 13 ammesso ricorso al Ministero, per motivi di legittimit e di merito, entro trenta giorni dalla notifica della dichiarazione.
2. La proposizione del ricorso comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato. Rimane tuttavia ferma lapplicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.
3. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.
4. Il Ministero, qualora accolga il ricorso, annulla o riforma latto impugnato.
Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.
Articolo 17
Catalogazione
1. Il Ministero assicura la catalogazione dei beni culturali e coordina le relative attivit.
2. Le procedure e le modalit di catalogazione sono stabilite con decreto ministeriale. A tale fine il Ministero, con il concorso delle regioni, individua e definisce metodologie comuni di raccolta ed elaborazione dei dati a livello nazionale e di integrazione in rete delle banche dati dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
3. Il Ministero e le regioni, anche con la collaborazione delle universit, concorrono alla definizione di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione.
4. Le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, con le modalit di cui al decreto ministeriale previsto al comma 2, curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e, previe intese con gli enti proprietari, degli altri beni culturali presenti sul proprio territorio. I dati affluiscono al catalogo nazionale dei beni culturali.
5. Il catalogo nazionale dei beni culturali reso accessibile alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali con le modalit stabilite dal decreto di cui al comma 2.
6. I dati concernenti le dichiarazioni emesse a norma dellarticolo 13 affluiscono nella catalogazione La loro consultabilit disciplinata in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.

Capo II
Vigilanza e ispezione
Articolo 18
Vigilanza
1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero.
2. Al Ministero compete altres la vigilanza sulle cose indicate allarticolo 12, comma 1, se di appartenenza statale, da chiunque siano tenute in uso o in consegna.
3. Per lesercizio dei poteri di vigilanza sulle cose indicate allarticolo 12, comma 1, appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, il Ministero procede anche mediante forme di intesa e di coordinamento con le regioni.
Articolo 19
Ispezione
1. I soprintendenti possono procedere in ogni tempo, con preavviso non inferiore a cinque giorni, fatti salvi i casi di estrema urgenza, ad ispezioni volte ad accertare lesistenza e lo stato di conservazione e di custodia dei beni culturali.
Capo III
Protezione e conservazione
Sezione I
Misure di protezione
Articolo 20
Interventi vietati
1. I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione.
2. Gli archivi non possono essere smembrati.
Articolo 21
Interventi soggetti ad autorizzazione
1. Sono subordinati ad autorizzazione del Ministero:
a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione;
b) lo spostamento, anche temporaneo, dei beni culturali, salvo quanto previsto ai commi 2 e 3;
c) lo smembramento delle collezioni;
d) lo scarto dei documenti degli archivi pubblici e degli archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi dellarticolo 13;
e) il trasferimento ad altri soggetti di complessi organici di documentazione di archivi pubblici nonch di archivi di persone giuridiche private.
2. Lo spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora o di sede del detentore, preventivamente denunciato al soprintendente, che, entro trenta giorni dal ricevimento della denuncia, pu prescrivere le misure necessarie perch i beni medesimi non subiscano danno dal trasporto.
3. Lo spostamento degli archivi correnti dello Stato e degli enti ed istituti pubblici non soggetto ad autorizzazione.
4. Fuori dei casi di cui ai commi precedenti, lesecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali subordinata ad autorizzazione del soprintendente.
5. Lautorizzazione resa, di regola, sul progetto presentato dal richiedente, e pu dettare prescrizioni.
Articolo 22
Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia
1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 25 e 26, lautorizzazione prevista dallarticolo 21, comma 4, relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata rilasciata entro il termine di centoventi giorni dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termine indicato al comma 1 sospeso fino al ricevimento della documentazione richiesta.
3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine indicato al comma 1 sospeso fino allacquisizione delle risultanze degli accertamenti dufficio e comunque per non pi di trenta giorni.
4. Decorso inutilmente il termine di cui ai commi 2 e 3, il richiedente pu diffidare lamministrazione a provvedere. La richiesta di autorizzazione si intende accolta ove lamministrazione non provveda nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida.
Articolo 23
Procedure edilizie semplificate
Qualora gli interventi autorizzati ai sensi dellarticolo 21 necessitino anche di titolo abilitativo in materia edilizia, possibile il ricorso alla denuncia di inizio attivit, nei casi previsti dalla legge. A tal fine linteressato, allatto della denuncia, trasmette al Comune lautorizzazione conseguita corredata dal relativo progetto.
Articolo 24
Interventi su beni pubblici
1. Per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti pubblici territoriali nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico, lautorizzazione necessaria ai sensi dellarticolo 21 pu essere espressa nellambito di accordi tra il Ministero ed il soggetto pubblico interessato
Articolo 25
Conferenza di servizi
1. Nei procedimenti relativi ad opere o lavori incidenti su beni culturali, ove si ricorra alla conferenza di servizi, lautorizzazione necessaria ai sensi dellarticolo 21 rilasciata in quella sede dal Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza e contenente le eventuali prescrizioni impartite per la realizzazione del progetto.
2. Qualora il Ministero esprima motivato dissenso, lamministrazione procedente pu richiedere la determinazione di conclusione del procedimento al Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.
3. Il destinatario della determinazione conclusiva favorevole adottata in conferenza di servizi informa il Ministero dellavvenuto adempimento delle prescrizioni da questultimo impartite.
Articolo 26
Valutazione di impatto ambientale
1. Per i progetti di opere da sottoporre a valutazione di impatto ambientale, lautorizzazione prevista dallarticolo 21 espressa dal Ministero in sede di concerto per la pronuncia sulla compatibilit ambientale, sulla base del progetto definitivo da presentarsi ai fini della valutazione medesima.
2. Qualora dallesame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti che lopera non in alcun modo compatibile con le esigenze di protezione dei beni culturali sui quali essa destinata ad incidere, il Ministero si pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministero dellambiente e della tutela del territorio. In tal caso, la procedura di valutazione di impatto ambientale si considera conclusa negativamente.
3. Se nel corso dei lavori risultano comportamenti contrastanti con lautorizzazione espressa nelle forme di cui al comma 1, tali da porre in pericolo lintegrit dei beni culturali soggetti a tutela, il Ministero ordina la sospensione dei lavori.
Articolo 27
Situazioni di urgenza
1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, purch ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i progetti degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione.
Articolo 28
Misure cautelari e preventive
1. Il soprintendente pu ordinare la sospensione di interventi iniziati contro il disposto degli articoli 20, 21, 25, 26 e 27 ovvero condotti in difformit dallautorizzazione.
2. Al soprintendente spetta altres la facolt di ordinare linibizione o la sospensione di interventi relativi alle cose indicate nellarticolo 10, anche quando per esse non siano ancora intervenute la verifica di cui allarticolo 12, comma 2, o la dichiarazione di cui allarticolo 13.
3. Lordine di cui al comma 2 si intende revocato se, entro trenta giorni dalla ricezione del medesimo, non comunicato, a cura del soprintendente, lavvio del procedimento di verifica o di dichiarazione.
4. In caso di realizzazione di opere pubbliche ricadenti in aree di interesse archeologico, anche quando per esse non siano intervenute la verifica di cui allarticolo 12, comma 2, o la dichiarazione di cui allarticolo 13, il soprintendente pu richiedere lesecuzione di saggi archeologici preventivi sulle aree medesime a spese del committente dellopera pubblica.
Sezione II
Misure di conservazione
Articolo 29
Interventi di conservazione

1. La conservazione del patrimonio culturale assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attivit di conoscenza, prevenzione, manutenzione e restauro.
2. Per prevenzione si intende il complesso delle attivit idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto.
3. Per manutenzione si intende il complesso delle operazioni tecniche destinate al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento della integrit e della efficienza funzionale delle sue parti.
4. Per restauro si intende lintervento diretto sulla cosa attraverso un complesso di operazioni, ivi comprese quelle di prevenzione e manutenzione, finalizzate allintegrit materiale del bene ed al recupero, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende lintervento di miglioramento strutturale.
5. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle universit e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali.
Articolo 30
Obblighi conservativi
1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonch ogni altro ente ed istituto pubblico hanno lobbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza.
2. I soggetti indicati al comma 1 e le persone giuridiche private senza fine di lucro fissano i beni culturali di loro appartenenza, ad eccezione degli archivi correnti, nel luogo di loro destinazione nel modo indicato dal soprintendente.
3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione.
4. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di archivi sottoposti alle disposizioni del presente Titolo, hanno lobbligo di conservarli nella loro organicit e di ordinarli. Hanno, altres, lobbligo di inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni.
Articolo 31
Interventi conservativi volontari
1. Il restauro e gli altri interventi conservativi su beni culturali ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo, sono autorizzati ai sensi dellarticolo 21.
2. In sede di autorizzazione, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dellinteressato, sulla ammissibilit dellintervento ai contributi statali previsti dagli articoli 35 e 37 e certifica eventualmente il carattere necessario dellintervento stesso ai fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.
Articolo 32
Interventi conservativi imposti
1. Il Ministero pu imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche agli obblighi di cui allarticolo 30, comma 4.
Articolo 33
Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti
1. Ai fini dellarticolo 32 il soprintendente redige una relazione tecnica e dichiara la necessit degli interventi da eseguire.
2. La relazione tecnica inviata, insieme alla comunicazione di avvio del procedimento, al proprietario, possessore o detentore del bene, che pu far pervenire le sue osservazioni entro trenta giorni dal ricevimento degli atti.
3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria lesecuzione diretta degli interventi, assegna al proprietario, possessore o detentore un termine per la presentazione del progetto esecutivo delle opere da effettuarsi, conformemente alla relazione tecnica.
4. Il progetto presentato approvato dal soprintendente con le eventuali prescrizioni e con la fissazione del termine per linizio dei lavori. Per i beni immobili il progetto presentato trasmesso dalla soprintendenza al Comune o alla Citt metropolitana, che possono esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.
5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie allobbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato, ovvero se il progetto respinto, si procede con lesecuzione diretta.
6. In caso di urgenza, il soprintendente pu adottare immediatamente le misure conservative necessarie.
Articolo 34
Oneri per gli interventi conservativi imposti
1. Gli oneri per gli interventi su beni culturali, imposti o eseguiti direttamente dal Ministero ai sensi dellarticolo 32, sono a carico del proprietario, possessore o detentore. Tuttavia, se gli interventi sono di particolare rilevanza ovvero sono eseguiti su beni in uso o godimento pubblico, il Ministero pu concorrere in tutto o in parte alla relativa spesa. In tal caso, determina lammontare dellonere che intende sostenere e ne d comunicazione allinteressato.
2. Se le spese degli interventi sono sostenute dal proprietario, possessore o detentore, il Ministero provvede al loro rimborso, anche con le modalit di cui allarticolo 36, comma 2, nei limiti dellammontare determinato ai sensi del comma 1.
3. Se le spese degli interventi sono sostenute direttamente dal Ministero, lo stesso, determinata la somma da porre a carico del proprietario, possessore o detentore, ne cura il recupero nelle forme previste dalla vigente normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
Articolo 35
Intervento finanziario del Ministero
1. Il Ministero ha facolt di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore del bene culturale per lesecuzione degli interventi previsti dallarticolo 31, comma 1, per un ammontare non superiore alla met della stessa. Se gli interventi sono di particolare rilevanza o riguardano beni in uso o godimento pubblico, il Ministero pu concorrere alla spesa fino al suo intero ammontare.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli interventi sugli archivi storici previsti dallarticolo 30, comma 4.
3. Per la determinazione della percentuale del contributo di cui al comma 1 si tiene conto di altri contributi pubblici e di eventuali contributi privati relativamente ai quali siano stati ottenuti benefici fiscali.
Articolo 36
Erogazione del contributo
1. Il contributo concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal beneficiario.
2. Possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati.
3. Il beneficiario tenuto alla restituzione degli acconti percepiti se gli interventi non sono stati, in tutto o in parte, regolarmente eseguiti. Per il recupero delle relative somme si provvede nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
Articolo 37
Contributo in conto interessi
1. Il Ministero pu concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni culturali immobili per la realizzazione degli interventi conservativi autorizzati.
2. Il contributo concesso nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti percentuali sul capitale erogato a titolo di mutuo.
3. Il contributo corrisposto direttamente dal Ministero allistituto di credito secondo modalit da stabilire con convenzioni.
4. Il contributo di cui al comma 1 pu essere concesso anche per interventi conservativi su opere di architettura contemporanea di cui il soprintendente abbia riconosciuto, su richiesta del proprietario, il particolare valore artistico.
Articolo 38
Apertura al pubblico degli immobili oggetto di interventi conservativi
1. Gli immobili restaurati o sottoposti ad altri interventi conservativi con il concorso totale o parziale dello Stato nella spesa, o per i quali siano stati concessi contributi in conto interessi, sono resi accessibili al pubblico secondo modalit fissate, caso per caso, da appositi accordi o convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari allatto della assunzione dellonere della spesa ai sensi dellarticolo 34 o della concessione del contributo ai sensi dellarticolo 35.
2. Gli accordi e le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dellobbligo di apertura al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore artistico e storico degli immobili e dei beni in essi esistenti. Accordi e convenzioni sono trasmessi, a cura del soprintendente, al Comune o alla Citt metropolitana nel cui territorio si trovano gli immobili.
Articolo 39
Interventi conservativi su beni dello Stato
1. Il Ministero provvede alle esigenze di conservazione dei beni culturali di appartenenza statale, anche se in consegna o in uso ad amministrazioni diverse o ad altri soggetti, sentiti i medesimi.
2. Salvo che non sia diversamente concordato, la progettazione e lesecuzione degli interventi di cui al comma 1, relativi a beni immobili, sono assunte dallamministrazione o dal soggetto medesimi, ferma restando la competenza del Ministero al rilascio dellautorizzazione sul progetto ed alla vigilanza sui lavori.
3. Per lesecuzione degli interventi di cui al comma 1, relativi a beni immobili, il Ministero trasmette il progetto e comunica linizio dei lavori al Comune o alla Citt metropolitana.
Articolo 40
Interventi conservativi su beni delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
1. Per i beni culturali appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, le misure previste dallarticolo 32 sono disposte, salvo i casi di assoluta urgenza, in base ad accordi con lente interessato.
2. Gli accordi possono riguardare anche i contenuti delle prescrizioni di cui allarticolo 30, comma 2.
3. Gli interventi conservativi sui beni culturali che coinvolgono lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali nonch altri soggetti pubblici e privati, sono ordinariamente oggetto di preventivi accordi programmatici.
Articolo 41
Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti
conservati dalle amministrazioni statali
1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano allarchivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre quarantanni, unitamente agli strumenti che ne garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versate settantanni dopo lanno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli archivi notarili versano gli atti notarili ricevuti dai notai che cessarono lesercizio professionale anteriormente allultimo centennio.
2. Il soprintendente allarchivio centrale dello Stato e i direttori degli archivi di Stato possono accettare versamenti di documenti pi recenti, quando vi sia pericolo di dispersione o di danneggiamento.
3. Nessun versamento pu essere ricevuto se non sono state effettuate le operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a carico delle amministrazioni versanti.
4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici estinti sono versati allarchivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato, a meno che non se ne renda necessario il trasferimento, in tutto o in parte, ad altri enti.
5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni, delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dellinterno, con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla definizione dei criteri di organizzazione, gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono disciplinati con decreto adottato dal Ministro per i beni e le attivit culturali di concerto con il Ministro dellinterno, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero per gli affari esteri; non si applicano altres agli stati maggiori dellesercito, della marina e dellaeronautica per quanto attiene la documentazione di carattere militare e operativo.
Articolo 42
Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali
1. La Presidenza della Repubblica conserva gli atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalit di consultazione e di accesso agli atti conservati presso larchivio storico della Presidenza della Repubblica.
2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano gli atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni dei rispettivi uffici di presidenza.
3. La Corte Costituzionale conserva gli atti presso il proprio archivio storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento adottato ai sensi della vigente normativa in materia di costituzione e funzionamento della Corte medesima.
Articolo 43
Custodia coattiva
1. Il Ministero ha facolt di far trasportare e temporaneamente custodire in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di garantirne la sicurezza o assicurarne la conservazione ai sensi dellarticolo 29.
Articolo 44
Comodato e deposito di beni culturali
1. I direttori degli archivi e degli istituti che abbiano in amministrazione o in deposito raccolte o collezioni artistiche, archeologiche, bibliografiche e scientifiche possono ricevere in comodato da privati proprietari, previo assenso del Ministero, beni culturali mobili al fine di consentirne la fruizione da parte della collettivit, qualora si tratti di beni di particolare importanza o che rappresentino significative integrazioni delle collezioni pubbliche e purch la loro custodia presso i pubblici istituti non risulti particolarmente onerosa.
2. Il comodato non pu avere durata inferiore a cinque anni e si intende prorogato tacitamente per un periodo pari a quello convenuto, qualora una delle parti contraenti non abbia comunicato allaltra la disdetta almeno due mesi prima della scadenza del termine. Anche prima della scadenza le parti possono risolvere consensualmente il comodato.
3. I direttori adottano ogni misura necessaria per la conservazione dei beni ricevuti in comodato, dandone comunicazione al comodante. Le relative spese sono a carico del Ministero.
4. I beni sono protetti da idonea copertura assicurativa a carico del Ministero.
5. I direttori possono ricevere altres in deposito beni culturali appartenenti ad enti pubblici. Le spese di conservazione e custodia specificamente riferite ai beni depositati sono a carico degli enti depositanti.
6. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni vigenti in materia di comodato e di deposito.
Sezione III
Altre forme di protezione
Articolo 45
Prescrizioni di tutela indiretta
1. Il Ministero ha facolt di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo lintegrit dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.
2. Le prescrizioni di cui al comma 1, adottate e notificate ai sensi degli articoli 46 e 47, sono immediatamente precettive. Gli enti pubblici territoriali interessati provvedono ad uniformare alle prescrizioni medesime i regolamenti edilizi e gli strumenti urbanistici.
Articolo 46
Procedimento per la tutela indiretta
1. Il soprintendente avvia il procedimento per la tutela indiretta, anche su motivata richiesta della Regione o di altri enti pubblici territoriali interessati, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo dellimmobile cui le prescrizioni si riferiscono. Se per il numero dei destinatari la comunicazione personale non possibile o risulta particolarmente gravosa, il soprintendente comunica lavvio del procedimento mediante idonee forme di pubblicit.
2. La comunicazione di avvio del procedimento individua limmobile in relazione al quale si intendono adottare le prescrizioni di tutela indiretta e indica i contenuti essenziali di tali prescrizioni.
3. Nel caso di complessi immobiliari, la comunicazione inviata anche al Comune o alla Citt metropolitana.
4. La comunicazione comporta, in via cautelare, la temporanea immodificabilit dellimmobile limitatamente agli aspetti cui si riferiscono le prescrizioni contenute nella comunicazione stessa.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del relativo procedimento, stabilito dal Ministero ai sensi dellarticolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Articolo 47
Notifica delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso amministrativo
1. Il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta notificato al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo degli immobili interessati, tramite messo comunale o a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Al provvedimento non si applicano le disposizioni di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20.
3. Le prescrizioni sono trascritte nei registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo degli immobili cui le prescrizioni stesse si riferiscono.
4. Avverso il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta ammesso ricorso amministrativo ai sensi dellarticolo 16. La proposizione del ricorso, tuttavia, non comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato.
Articolo 48
Autorizzazione per mostre ed esposizioni
1. E soggetto ad autorizzazione del Ministero il prestito per mostre ed esposizioni:
a) delle cose mobili indicate nellarticolo 12, comma 1;
b) dei beni mobili indicati nellarticolo 10, comma 1;
c) dei beni mobili indicati allarticolo 10, comma 3, lettere a), d) ed e);
d) degli archivi e dei singoli documenti indicati allarticolo 10, comma 2, lettera a), e comma 3, lettera b).
2. La richiesta di autorizzazione presentata almeno quattro mesi prima dellinizio della manifestazione ed indica il responsabile della custodia delle opere in prestito.
3. Lautorizzazione rilasciata tenendo conto delle esigenze di conservazione e fruizione pubblica dei beni ed subordinata alladozione delle misure necessarie per garantirne lintegrit. I criteri, le procedure e le modalit per il rilascio dellautorizzazione medesima sono stabiliti con decreto ministeriale.
4. Il rilascio dellautorizzazione altres subordinato allassicurazione delle cose e dei beni da parte del richiedente, per il valore indicato nella domanda, previa verifica della sua congruit da parte del Ministero. Per le mostre e le manifestazioni sul territorio nazionale promosse dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti o istituti pubblici, lassicurazione pu essere sostituita dallassunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.
5. La garanzia statale rilasciata secondo le procedure, le modalit e alle condizioni stabilite con decreto ministeriale, sentito il Ministero delleconomia e delle finanze.
6. Ai corrispondenti oneri si provvede mediante utilizzazione delle risorse disponibili nellambito del fondo di riserva per le spese obbligatorie e dordine istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero delleconomia e delle finanze.
7. Il Ministero ha facolt di dichiarare, a richiesta dellinteressato, il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre o esposizioni di beni culturali e di ogni altra iniziativa a carattere culturale, ai fini dellapplicazione delle agevolazioni previste dalla vigente normativa fiscale.
Articolo 49
Manifesti e cartelli pubblicitari
1. E vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicit sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. Il soprintendente pu, tuttavia, autorizzare il collocamento o laffissione quando non ne derivi danno allaspetto, al decoro e alla pubblica fruizione di detti edifici ed aree.
2. Lungo le strade site nellambito o in prossimit dei beni indicati al comma 1, vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicit, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della vigente normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicit sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole della soprintendenza sulla compatibilit della collocazione o della tipologia dellinsegna con laspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni tutelati.
3. In relazione ai beni indicati al comma 1 il soprintendente, valutatane la compatibilit con il loro carattere artistico o storico, rilascia o nega il nulla osta o lassenso per lutilizzo a fini pubblicitari delle coperture dei ponteggi predisposti per lesecuzione degli interventi di conservazione, per un periodo non superiore alla durata dei lavori. A tal fine alla richiesta di nulla osta o di assenso deve essere allegato il contratto di appalto dei lavori medesimi.
Articolo 50
Distacco di beni culturali
1. E vietato, senza lautorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti, esposti o non alla pubblica vista.
2. E altres vietato, senza lautorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli nonch la rimozione di cippi e monumenti, costituenti vestigia della Prima guerra mondiale ai sensi della vigente normativa in materia.
Articolo 51
Studi dartista
1. E vietato modificare la destinazione duso degli studi dartista nonch rimuoverne il contenuto, costituito da opere, documenti, cimeli e simili, qualora esso sia dichiarato di interesse particolarmente importante, per il suo valore storico, a norma dellarticolo 13.
Articolo 52
Esercizio del commercio in aree di valore culturale
1. Con le deliberazioni previste dalla vigente normativa in materia di riforma della disciplina relativa al settore del commercio, i comuni, sentito il soprintendente, individuano le aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale nelle quali vietare o sottoporre a condizioni particolari lesercizio del commercio.
Capo IV
Circolazione in ambito nazionale
Sezione I
Alienazione e altri modi di trasmissione
Articolo 53
Beni del demanio culturale
1. I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate allarticolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale.
2. Fanno altres parte del demanio culturale le raccolte dei musei, degli archivi e delle biblioteche appartenenti ai soggetti di cui al comma 1.
3. I beni demaniali di cui ai commi 1 e 2 non possono essere alienati, n formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi previsti dal presente codice.
Articolo 54
Beni inalienabili
1. Sono inalienabili i beni culturali demaniali di seguito indicati:
a) gli immobili e le aree di interesse archeologico;
b) gli immobili riconosciuti monumenti nazionali con atti aventi forza di legge;
c) le raccolte di musei, pinacoteche e biblioteche;
d) gli archivi.
2. Sono altres inalienabili:
a) le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia intervenuta la sdemanializzazione a seguito del procedimento di verifica previsto dallarticolo 12;
b) le cose mobili che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, se incluse in raccolte appartenenti ai soggetti di cui allarticolo 53;
c) i singoli documenti appartenenti ai soggetti di cui allarticolo 53, nonch gli archivi e i singoli documenti di enti ed istituti pubblici diversi da quelli indicati al medesimo articolo 53.
3. I beni e le cose di cui ai commi 1 e 2 possono essere oggetto di trasferimento tra lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali.
4. I beni e le cose indicati ai commi 1 e 2 possono essere utilizzati esclusivamente secondo

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Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

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