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Bozza del Nuovo Codice dei Beni culturali e paesaggistici (artt. 53-116)
2003-09-29

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Il 29 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo che reca il codice della normativa in materia di beni culturali. A questo punto liter prevede di acquisire i pareri della Conferenza unificata Stato-Regioni, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti per la materia. Il testo presentato in Consiglio dei ministri sta dunque circolando, anche se in maniera ufficiosa. Alla prima bozza del 23 maggio affianchiamo ora un testo pi recente, che non quello definitivo, ma che ci sembra indispensabile rendere pubblico per sollecitare una discussione, finora mancata, su un testo che introdurr decisivi cambiamenti in materia di beni culturali.

Capo IV
Circolazione in ambito nazionale
Sezione I
Alienazione e altri modi di trasmissione
Articolo 53
Beni del demanio culturale
1. I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate allarticolo 822 del codice civile costituiscono il demanio culturale.
2. Fanno altres parte del demanio culturale le raccolte dei musei, degli archivi e delle biblioteche appartenenti ai soggetti di cui al comma 1.
3. I beni demaniali di cui ai commi 1 e 2 non possono essere alienati, n formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi previsti dal presente codice.
Articolo 54
Beni inalienabili
1. Sono inalienabili i beni culturali demaniali di seguito indicati:
a) gli immobili e le aree di interesse archeologico;
b) gli immobili riconosciuti monumenti nazionali con atti aventi forza di legge;
c) le raccolte di musei, pinacoteche e biblioteche;
d) gli archivi.
2. Sono altres inalienabili:
a) le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia intervenuta la sdemanializzazione a seguito del procedimento di verifica previsto dallarticolo 12;
b) le cose mobili che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, se incluse in raccolte appartenenti ai soggetti di cui allarticolo 53;
c) i singoli documenti appartenenti ai soggetti di cui allarticolo 53, nonch gli archivi e i singoli documenti di enti ed istituti pubblici diversi da quelli indicati al medesimo articolo 53.
3. I beni e le cose di cui ai commi 1 e 2 possono essere oggetto di trasferimento tra lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali.
4. I beni e le cose indicati ai commi 1 e 2 possono essere utilizzati esclusivamente secondo le modalit e per i fini previsti dal Titolo II della presente Parte.
Articolo 55
Alienabilit di immobili di interesse artistico o storico
appartenenti al demanio pubblico
1. I beni culturali immobili appartenenti al demanio culturale e non rientranti tra quelli elencati nellarticolo 54, commi 1 e 2, non possono essere alienati senza lautorizzazione del Ministero.
2. Lautorizzazione di cui al comma 1 pu essere rilasciata a condizione che:
a) lalienazione non abbia ad oggetto beni che documentino lidentit e la storia delle istituzioni pubbliche, collettive, ecclesiastiche, dichiarati ai sensi dellarticolo 10, comma 3, lettera d);
b) lalienazione assicuri la tutela e la valorizzazione dei beni, e comunque non ne pregiudichi il pubblico godimento;
c) nel provvedimento di autorizzazione siano indicate destinazioni duso compatibili con il carattere storico ed artistico degli immobili e comunque tali da non recare danno alla loro conservazione.
3. Lautorizzazione ad alienare comporta la sdemanializzazione dei beni culturali cui essa si riferisce. Detti beni restano sottoposti a tutela ai sensi dellarticolo 12, comma 6.
Articolo 56
Altre alienazioni soggette ad autorizzazione
1. E altres soggetta ad autorizzazione da parte del Ministero:
a) lalienazione dei beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, e diversi da quelli indicati negli articoli 54, commi 1 e 2, e 55, comma 1.
b) lalienazione dei beni culturali appartenenti a soggetti pubblici diversi da quelli indicati alla lettera a) o a persone giuridiche private senza fine di lucro, ad eccezione delle cose e dei beni indicati allarticolo 54, comma 2, lettere a) e c).
2. Lautorizzazione richiesta anche nel caso di vendita parziale, da parte dei soggetti di cui al comma 1, lettera b), di collezioni o serie di oggetti e di raccolte librarie.
3. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche alle costituzioni di ipoteca e di pegno ed ai negozi giuridici che possono comportare lalienazione dei beni culturali indicati nello stesso articolo.
4. Gli atti che comportano lalienazione di beni culturali a favore dello Stato, ivi comprese le cessioni in pagamento di obbligazioni tributarie, non sono soggetti ad autorizzazione.
Articolo 57
Regime dellautorizzazione ad alienare
1. La richiesta di autorizzazione ad alienare presentata dallente cui i beni medesimi appartengono ed corredata dalla indicazione della destinazione duso in essere e dal programma degli interventi conservativi necessari.
2. Relativamente ai beni di cui allarticolo 55, comma 1, lautorizzazione pu essere rilasciata dal Ministero su proposta delle soprintendenze, sentita la Regione e, per suo tramite, gli altri enti pubblici territoriali interessati, alle condizioni stabilite al comma 2 del medesimo articolo 55. Le prescrizioni e le condizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione sono riportate nellatto di alienazione.
3. Il bene alienato non pu essere assoggettato ad interventi di alcun genere senza che il relativo progetto sia stato preventivamente autorizzato, ai sensi dellarticolo 21, comma 4.
4. Relativamente ai beni di cui allarticolo 56, comma 1, lettera a), e ai beni degli enti ed istituti pubblici di cui allarticolo 56, comma 1, lettera b) e comma 2, lautorizzazione pu essere rilasciata qualora i beni medesimi non abbiano interesse per le raccolte pubbliche e dallalienazione non derivi danno alla loro conservazione e non ne sia menomato il pubblico godimento.
5. Relativamente ai beni di cui allarticolo 56, comma 1, lettera b) e comma 2, di propriet di persone giuridiche private senza fine di lucro, lautorizzazione pu essere rilasciata qualora dalla alienazione non derivi un grave danno alla conservazione o al pubblico godimento dei beni medesimi.
Articolo 58
Autorizzazione alla permuta
1. Il Ministero pu autorizzare la permuta dei beni indicati agli articoli 55 e 56 nonch di singoli beni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri appartenenti ad enti, istituti e privati, anche stranieri, qualora dalla permuta stessa derivi un incremento del patrimonio culturale nazionale ovvero larricchimento delle pubbliche raccolte.
Articolo 59
Denuncia di trasferimento
1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la propriet o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero.
2. La denuncia effettuata entro trenta giorni:
a) dallalienante o dal cedente la detenzione, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito o di trasferimento della detenzione;
b) dallacquirente, in caso di trasferimento avvenuto nellambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;
c) dallerede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte. Per lerede, il termine decorre dallaccettazione delleredit o dalla presentazione della dichiarazione ai competenti uffici tributari; per il legatario, il termine decorre dallapertura della successione, salva rinuncia ai sensi delle disposizioni del codice civile.
3. La denuncia presentata al competente soprintendente del luogo ove si trovano i beni.
4. La denuncia contiene:
a) i dati identificativi delle parti contraenti e la sottoscrizione delle medesime o dei loro rappresentanti legali;
b) i dati identificativi dei beni ;
c) lindicazione del luogo ove si trovano i beni;
d) lindicazione della natura e delle condizioni del contratto;
e) lindicazione del domicilio in Italia delle parti contraenti ai fini delle eventuali comunicazioni previste dal presente Titolo.
5. Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste dal comma 4 o con indicazioni incomplete o imprecise
Sezione II
Prelazione
Articolo 60
Acquisto in via di prelazione
1. Il Ministero o, nel caso previsto dallarticolo 62, comma 3, la Regione o laltro ente pubblico territoriale interessato, hanno facolt di acquistare in via di prelazione i beni culturali alienati a titolo oneroso al medesimo prezzo stabilito nellatto di alienazione.
2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o sia ceduto senza previsione di un corrispettivo in denaro ovvero sia dato in permuta, il valore economico determinato dufficio dal soggetto che procede alla prelazione ai sensi del comma 1.
3. Ove lalienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata ai sensi del comma 2, il valore economico della cosa stabilito da un terzo, designato concordemente dallalienante e dal soggetto che procede alla prelazione. Se le parti non si accordano per la nomina del terzo, ovvero per la sua sostituzione qualora il terzo nominato non voglia o non possa accettare lincarico, la nomina effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui stato concluso il contratto. Le spese relative sono anticipate dallalienante.
4. La determinazione del terzo impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquit.
5. La prelazione pu essere esercitata anche quando il bene sia a qualunque titolo dato in pagamento.
Articolo 61
Condizioni della prelazione
1. La prelazione esercitata nel termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia prevista dallarticolo 59.
2. Nel caso in cui la denuncia sia stata omessa o presentata tardivamente oppure risulti incompleta, la prelazione esercitata nel termine di centottanta giorni dal momento in cui il Ministero ha ricevuto la denuncia tardiva o ha comunque acquisito tutti gli elementi costitutivi della stessa ai sensi dellarticolo 59, comma 4.
3. Entro i termini indicati dai commi 1 e 2 il provvedimento di prelazione notificato allalienante ed allacquirente. La propriet passa allo Stato dalla data dellultima notifica.
4. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 latto di alienazione rimane condizionato sospensivamente allesercizio della prelazione e allalienante vietato effettuare la consegna della cosa.
5. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato.
6. Nel caso in cui il Ministero eserciti la prelazione su parte delle cose alienate, lacquirente ha facolt di recedere dal contratto.
Articolo 62
Procedimento per la prelazione
1. Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, ne d immediata comunicazione alla Regione e agli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la Regione ne d notizia sul proprio Bollettino Ufficiale ed eventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicit a livello nazionale, con la descrizione dellopera e lindicazione del prezzo.
2. La Regione e gli altri enti pubblici territoriali, nel termine di trenta giorni dalla denuncia, formulano al Ministero la proposta di prelazione, corredata dalla deliberazione dellorgano competente che predisponga, a valere sul bilancio dellente, la necessaria copertura finanziaria della spesa.
3. Il Ministero, qualora non intenda esercitare la prelazione, ne d comunicazione, entro quaranta giorni dalla ricezione della denuncia, allente interessato. Detto ente assume il relativo impegno di spesa, adotta il provvedimento di prelazione e lo notifica allalienante ed allacquirente entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia medesima. La propriet del bene passa allente che ha esercitato la prelazione dalla data dellultima notifica.
Sezione III
Commercio
Articolo 63
Obbligo di denuncia dellattivit commerciale e di tenuta del registro
1. Lautorit locale di pubblica sicurezza, abilitata, ai sensi della normativa vigente in materia, a ricevere la dichiarazione preventiva di esercizio del commercio di cose antiche o usate, trasmette al soprintendente e alla Regione copia della dichiarazione medesima presentata da chi esercita il commercio di cose rientranti nelle categorie di cui alla lettera A dellAllegato A del presente decreto legislativo.
2. Coloro che esercitano il commercio delle cose indicate al comma 1 annotano giornalmente le operazioni eseguite nel registro prescritto dalla vigente normativa in materia di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche delle cose medesime. Con decreto adottato dal Ministro di concerto con il Ministro dellinterno sono definiti i limiti di valore al di sopra dei quali obbligatoria una dettagliata descrizione delle cose oggetto delle operazioni commerciali. Il registro esibito, a richiesta, anche ai funzionari del Ministero, nonch a quelli della Regione in relazione allesercizio delle funzioni di tutela di cui allarticolo 5, commi 3 e 4.
3. Il soprintendente verifica, con ispezioni periodiche a cadenza almeno annuale, la regolare tenuta del registro e la fedelt delle annotazioni in esso contenute. Il verbale dellispezione notificato allinteressato ed alla locale autorit di pubblica sicurezza.
Articolo 64
Attestati di autenticit e di provenienza
1. Chiunque esercita lattivit di vendita al pubblico, di esposizione a fini di commercio o di intermediazione finalizzata alla vendita di opere di pittura, di scultura, di grafica ovvero di oggetti dantichit o di interesse storico od archeologico, o comunque abitualmente vende le opere o gli oggetti medesimi, ha lobbligo di consegnare allacquirente la documentazione attestante la loro autenticit e provenienza o, in mancanza, di rilasciare, con le modalit previste dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, una dichiarazione recante tutte le informazioni disponibili sullautenticit e la provenienza. Tale dichiarazione, ove possibile in relazione alla natura dellopera o delloggetto, apposta su copia fotografica degli stessi.
Capo V
Circolazione in ambito internazionale
Sezione I
Uscita dal territorio nazionale e ingresso nel territorio nazionale
Articolo 65
Uscita definitiva
1. E vietata luscita definitiva dal territorio della Repubblica dei beni culturali indicati nellarticolo 10, commi 1, 2 e 3.
2. E vietata altres luscita:
a) delle cose mobili appartenenti ai soggetti indicati allarticolo 10, comma 1, che siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia stata effettuata la verifica prevista dallarticolo 12.
b) dei beni, a chiunque appartenenti, che rientrino nelle categorie indicate allarticolo 10, comma 3, e che il Ministero, sentito il competente organo consultivo, abbia preventivamente individuato e, per periodi temporali definiti, abbia escluso dalluscita, perch dannosa per il patrimonio culturale in relazione alle caratteristiche oggettive, alla provenienza o allappartenenza dei beni medesimi.
3. Fuori dei casi previsti dai commi 1 e 2, soggetta ad autorizzazione, secondo le modalit stabilite nella presente sezione e nella sezione II di questo Capo, luscita definitiva dal territorio della Repubblica:
a) delle cose, a chiunque appartenenti, che presentino interesse culturale, siano opera di autore non pi vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni;
b) dei beni rientranti nelle categorie di cui allarticolo 11, comma 1, lettere f), g) ed h), a chiunque appartengano.
4. Non soggetta ad autorizzazione luscita delle cose di cui allarticolo 11, comma 1, lettera d). Linteressato ha tuttavia lonere di comprovare al competente ufficio di esportazione che le cose da trasferire allestero sono opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, secondo le procedure e con le modalit stabilite con decreto ministeriale.
Articolo 66
Uscita temporanea per manifestazioni
1. Pu essere autorizzata luscita temporanea dal territorio della Repubblica delle cose e dei beni culturali indicati nellarticolo 65, commi 1, 2, lettera a), e 3, per manifestazioni, mostre o esposizioni darte di alto interesse culturale, sempre che ne siano garantite lintegrit e la sicurezza.
2. Non possono comunque uscire:
a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli;
b) i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica
Articolo 67
Altri casi di uscita temporanea
1. Le cose e i beni culturali indicati nellarticolo 65, commi 1, 2, lettera a), e 3 possono essere autorizzati ad uscire temporaneamente anche quando:
a) costituiscano mobilio privato dei cittadini italiani che ricoprono, presso sedi diplomatiche o consolari, istituzioni comunitarie o organizzazioni internazionali, cariche che comportano il trasferimento allestero degli interessati, per un periodo non superiore alla durata del loro mandato;
b) costituiscano larredamento delle sedi diplomatiche e consolari allestero;
c) debbano essere sottoposti ad analisi, indagini o interventi di conservazione da eseguire necessariamente allestero;
d) la loro uscita sia richiesta in attuazione di accordi culturali con istituzioni museali straniere, in regime di reciprocit e per la durata stabilita negli accordi medesimi, che non pu essere, comunque, superiore a quattro anni.
2. Non soggetta ad autorizzazione luscita temporanea dal territorio della Repubblica dei mezzi di trasporto aventi pi di settantacinque anni per la partecipazione a mostre e raduni internazionali, salvo che sia per essi intervenuta la dichiarazione ai sensi dellarticolo 13.
Articolo 68
Attestato di libera circolazione
1. Chi intenda far uscire in via definitiva dal territorio della Repubblica le cose indicate nellarticolo 65, comma 3, deve farne denuncia e presentarle al competente ufficio di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuna di esse, il valore venale, al fine di ottenere lattestato di libera circolazione.
2. Lufficio di esportazione, entro tre giorni dallavvenuta presentazione della cosa, ne d notizia ai competenti uffici del Ministero, che segnalano ad esso, entro i successivi dieci giorni, ogni elemento conoscitivo utile in ordine alla cosa presentata per luscita definitiva.
3. Lufficio di esportazione, accertata la congruit del valore indicato, rilascia o nega con motivato giudizio, anche sulla base delle segnalazioni ricevute, lattestato di libera circolazione, dandone comunicazione allinteressato entro quaranta giorni dalla presentazione della cosa.
4. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dellattestato di libera circolazione gli uffici di esportazione si attengono a indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero, sentito il competente organo consultivo.
5. Lattestato di libera circolazione ha validit triennale ed redatto in tre originali dei quali:
a) uno depositato agli atti dufficio;
b) un secondo consegnato allinteressato e deve accompagnare la circolazione del bene;
c) un terzo trasmesso al Ministero per la formazione del registro ufficiale degli attestati.
6. Il diniego comporta lavvio del procedimento di dichiarazione, ai sensi dellarticolo 14. A tal fine, contestualmente al diniego, sono comunicati allinteressato gli elementi di cui allarticolo 14, comma 2, e i beni sono sottoposti alla disposizione di cui al comma 4 del medesimo articolo.
7. Per le cose di propriet di enti sottoposti alla vigilanza regionale, lufficio di esportazione sente la Regione, il cui parere reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta e, se negativo, vincolante.
Articolo 69
Ricorso amministrativo avverso il diniego di attestato
1. Avverso il diniego dellattestato ammesso, entro i successivi trenta giorni, ricorso al Ministero, per motivi di legittimit e di merito.
2. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.
3. Dalla data di presentazione del ricorso amministrativo e fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, il procedimento di dichiarazione sospeso, ma i beni rimangono assoggettati alla disposizione di cui allarticolo 14, comma 4.
4. Qualora il Ministero accolga il ricorso, rimette gli atti allufficio di esportazione, che provvede in conformit nei successivi venti giorni.
5. Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.
Articolo 70
Acquisto coattivo
1. Entro il termine indicato allarticolo 68, comma 3, lufficio di esportazione pu proporre al Ministero lacquisto coattivo del bene per il quale richiesto lattestato di libera circolazione, dandone contestuale comunicazione alla Regione e allinteressato. In tal caso il termine per il rilascio dellattestato prorogato di sessanta giorni.
2. Il Ministero ha la facolt di acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia. Il provvedimento di acquisto adottato e notificato allinteressato entro il termine di novanta giorni dalla denuncia.
3. Qualora il Ministero non intenda procedere allacquisto, ne d comunicazione, entro sessanta giorni dalla denuncia, alla Regione nel cui territorio si trova lufficio di esportazione proponente. La Regione ha facolt di acquistare il bene entro e non oltre il termine di novanta giorni dalla denuncia, osservando quanto stabilito allarticolo 62, commi 2 e 3, in materia di copertura finanziaria della spesa e assunzione del relativo impegno.
Articolo 71
Attestato di circolazione temporanea
1. Chi intenda far uscire in via temporanea dal territorio della Repubblica, ai sensi degli articoli 66 e 67, le cose e i beni ivi indicati, deve farne denuncia e presentarli al competente ufficio di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di essi, il valore venale e il responsabile della sua custodia allestero, al fine di ottenere lattestato di circolazione temporanea.
2. Lufficio di esportazione, accertata la congruit del valore indicato, rilascia o nega, con motivato giudizio, lattestato di circolazione temporanea, dettando le prescrizioni necessarie e dandone comunicazione allinteressato entro quaranta giorni dalla presentazione del bene. Avverso il provvedimento di diniego di uscita temporanea ammesso ricorso amministrativo nei modi previsti dallarticolo 69.
3. Qualora la cosa presentata per luscita temporanea rivesta linteresse richiesto dallarticolo 10, contestualmente alla pronuncia positiva o negativa sono comunicati allinteressato, ai fini dellavvio del procedimento di dichiarazione, gli elementi indicati allarticolo 14, comma 2, e la cosa sottoposta alla disposizione dellarticolo 14, comma 4.
4. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dellattestato, gli uffici di esportazione si attengono ad indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero, sentito il competente organo consultivo. Per i casi di uscita temporanea disciplinati dallarticolo 66 e dallarticolo 67, comma 1, lettere b) e c), lautorizzazione subordinata alladozione da parte del Ministero del provvedimento di cui allarticolo 48.
5. Lattestato indica anche il termine per il rientro dei beni, che prorogabile su richiesta dellinteressato, ma non pu essere comunque superiore a diciotto mesi dalla loro uscita dal territorio nazionale, salvo quanto disposto dal comma 8.
6. Il rilascio dellattestato sempre subordinato allassicurazione dei beni da parte dellinteressato, per il valore indicato nella domanda. Per le mostre e le manifestazioni promosse allestero dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti pubblici, dagli istituti italiani di cultura allestero o da organismi sovranazionali, lassicurazione pu essere sostituita dallassunzione dei relativi rischi da parte dello Stato, ai sensi dellarticolo 48, commi 5 e 6.
7. Per i beni culturali di cui allarticolo 65, comma 1, nonch per le cose di cui al comma 3, luscita temporanea garantita mediante cauzione, costituita anche da polizza fideiussoria, emessa da un istituto bancario o da una societ di assicurazione, per un importo superiore del dieci per cento al valore del bene o della cosa, come accertato in sede di rilascio dellattestato. La cauzione incamerata dallamministrazione ove gli oggetti ammessi alla temporanea esportazione non rientrino nel territorio nazionale nel termine stabilito. La cauzione non richiesta per i beni appartenenti allo Stato e alle amministrazioni pubbliche. Il Ministero pu esonerare dallobbligo della cauzione istituzioni di particolare importanza culturale.
8. Le disposizioni dei commi da 5 a 7 non si applicano ai casi di uscita temporanea previsti dallarticolo 67, comma 1.
Articolo 72
Ingresso nel territorio nazionale
1. La spedizione in Italia da uno Stato membro dellUnione europea o limportazione da un Paese terzo dei beni indicati nellarticolo 65, comma 3, sono certificati, a domanda, dallufficio di esportazione.
2. I certificati di avvenuta spedizione e di avvenuta importazione sono rilasciati in base a documentazione idonea ad identificare la cosa e a comprovarne la provenienza dal territorio dello Stato membro o del Paese terzo dai quali la cosa medesima stata, rispettivamente, spedita o importata.
3. I certificati di avvenuta spedizione e di avvenuta importazione hanno validit quinquennale e possono essere prorogati su richiesta dellinteressato.
4. Con decreto ministeriale possono essere stabilite condizioni, modalit e procedure per il rilascio e la proroga dei certificati, con particolare riguardo allaccertamento della provenienza della cosa spedita o importata.
Sezione II
Esportazione dal territorio dellUnione europea
Articolo 73
Denominazioni
1. Nella presente sezione e nella sezione III di questo Capo si intendono:
a) per regolamento CEE, il regolamento (CEE) n. 3911/92 del Consiglio, del 9 dicembre 1992, come modificato dal regolamento (CE) n. 2469/96 del Consiglio, del 16 dicembre 1996 e dal regolamento (CE) n. 974/01 del Consiglio, del 14 maggio 2001;
b) per direttiva CEE, la direttiva 93/7/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, come modificata dalla direttiva 96/100/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 febbraio 1997 e dalla direttiva 2001/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2001;
c) per Stato richiedente, lo Stato membro dellUnione europea che promuove lazione di restituzione a norma della sezione III.
Articolo 74
Esportazione di beni culturali dal territorio dellUnione europea
1. Lesportazione al di fuori del territorio dellUnione europea dei beni culturali indicati nellallegato A del presente codice disciplinata dal regolamento CEE e dal presente articolo.
2. La licenza di esportazione prevista dallarticolo 2 del regolamento CEE rilasciata dallufficio di esportazione contestualmente allattestato di libera circolazione previsto dallarticolo 68, comma 3, ed valida per sei mesi. La licenza di esportazione altres rilasciata dal medesimo ufficio che ha emesso lattestato di libera circolazione in data non anteriore a trenta mesi.
3. Nel caso di esportazione temporanea di un bene elencato nellallegato A del presente codice, lufficio di esportazione rilascia la licenza di esportazione temporanea alle condizioni e secondo le modalit stabilite dagli articoli 66, 67 e 71.
4. Le disposizioni della sezione I del presente Capo non si applicano ai beni culturali entrati nel territorio dello Stato con licenza di esportazione rilasciata da altro Stato membro dellUnione europea a norma dellarticolo 2 del regolamento CEE, per la durata di validit della licenza medesima.
5. Ai fini del regolamento CEE gli uffici di esportazione del Ministero sono autorit competenti per il rilascio delle licenze di esportazione di beni culturali. Il Ministero ne forma e conserva lelenco, comunicando alla Commissione delle Comunit europee eventuali aggiornamenti entro due mesi dalla loro effettuazione.
Sezione III
Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio
di uno Stato membro dellUnione europea

Articolo 75
Restituzione
1. I beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro dellUnione europea dopo il 31 dicembre 1992 sono restituiti a norma delle disposizioni della presente sezione.
2. Sono considerati beni culturali quelli qualificati, anche dopo la loro uscita dal territorio dello Stato richiedente, in base alle norme ivi vigenti, come appartenenti al patrimonio culturale nazionale, secondo quanto stabilito dallarticolo 30 del Trattato istitutivo della Comunit economica europea, sostituito dallarticolo 6 del Trattato di Amsterdam, e dalle relative norme di ratifica ed esecuzione.
3. La restituzione ammessa per i beni culturali ricompresi in una delle seguenti categorie:
a) beni indicati nellallegato A;
b) beni facenti parte di collezioni pubbliche, inventariate in musei, archivi e fondi di conservazione di biblioteche. Si intendono pubbliche le collezioni di propriet dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali e di ogni altro ente ed istituto pubblico, nonch le collezioni finanziate in modo significativo dallo Stato, dalle regioni o dagli altri enti pubblici territoriali;
c) beni inclusi in inventari ecclesiastici.
4. illecita luscita dei beni culturali avvenuta in violazione del regolamento CEE o della legislazione dello Stato richiedente in materia di protezione del patrimonio culturale nazionale, ovvero determinata dal mancato rientro alla scadenza del termine di uscita o di esportazione temporanee.
5. Si considerano altres illecitamente usciti i beni dei quali sia stata autorizzata luscita o lesportazione temporanee qualora siano violate le prescrizioni stabilite con il provvedimento previsto nellarticolo 71, comma 2.
6. La restituzione ammessa se le condizioni indicate nei commi 4 e 5 sussistono al momento della proposizione della domanda.
Articolo 76
Assistenza e collaborazione a favore degli Stati membri dellUnione europea
1. Lautorit centrale prevista dallarticolo 3 della direttiva CEE , per lItalia, il Ministero. Esso si avvale, per i vari compiti indicati nella direttiva, dei suoi organi centrali e periferici, nonch della cooperazione degli altri Ministeri, degli altri organi dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
2. Per il ritrovamento e la restituzione dei beni culturali appartenenti al patrimonio di altro Stato membro dellUnione europea, il Ministero:
a) assicura la propria collaborazione alle autorit competenti degli altri Stati membri;
b) fa eseguire ricerche sul territorio nazionale, rivolte alla localizzazione del bene culturale e alla identificazione di chi lo possieda o comunque lo detenga. Le ricerche sono disposte su domanda dello Stato richiedente, corredata di ogni notizia e documento utili per agevolare le indagini, con particolare riguardo alla localizzazione del bene;
c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio nazionale di un bene culturale la cui illecita uscita da uno Stato membro possa presumersi per indizi precisi e concordanti;
d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue, per verificare la sussistenza dei presupposti indicati allarticolo 75, sul bene del quale sia stata effettuata la notifica di cui alla lettera c), purch tali operazioni vengano effettuate entro tre mesi dalla notifica stessa. Qualora la verifica non sia eseguita entro il prescritto termine non sono applicabili le disposizioni contenute nella lettera e);
e) dispone, ove necessario, la rimozione e la temporanea custodia presso istituti pubblici, nonch ogni altra misura necessaria per la conservazione del bene;
f) favorisce lamichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene culturale, di ogni controversia concernente la restituzione. A tal fine, tenuto conto della qualit dei soggetti e della natura del bene, il Ministero pu proporre allo Stato richiedente e ai soggetti possessori o detentori la definizione della controversia mediante arbitrato, da svolgersi secondo la legislazione italiana, e raccogliere, per leffetto, il formale accordo di entrambe le parti.
Articolo 77
Azione di restituzione
1. Per i beni culturali usciti illecitamente dal loro territorio gli Stati membri dellUnione europea possono esercitare lazione di restituzione davanti allautorit giudiziaria ordinaria, secondo quanto previsto dallarticolo 75.
2. Lazione proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene si trova.
3. Oltre ai requisiti previsti nellarticolo 163 del codice di procedura civile, latto di citazione deve contenere:
a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la qualit di bene culturale;
b) la dichiarazione delle autorit competenti dello Stato richiedente relativa alluscita illecita del bene dal territorio nazionale.
4. Latto di citazione notificato altres al Ministero per essere annotato nello speciale registro di trascrizione delle domande giudiziali di restituzione.
5. Il Ministero notifica immediatamente lavvenuta trascrizione alle autorit centrali degli altri Stati membri.
Articolo 78
Termini di decadenza e di prescrizione dellazione
1. Lazione di restituzione promossa nel termine perentorio di un anno a decorrere dal giorno in cui lo Stato richiedente ha avuto conoscenza che il bene uscito illecitamente si trova in un determinato luogo e ne ha identificato il possessore o detentore a qualsiasi titolo.
2. Lazione di restituzione si prescrive in ogni caso entro il termine di trenta anni dal giorno delluscita illecita del bene dal territorio dello Stato richiedente.
3. Lazione di restituzione non si prescrive per i beni indicati nellarticolo 75, comma 3, lettere b) e c).
Articolo 79
Indennizzo
1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, pu, su domanda della parte interessata, liquidare un indennizzo determinato in base a criteri equitativi.
2. Per ottenere lindennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato tenuto a dimostrare di aver acquisito in buona fede il possesso del bene.
3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione, eredit o legato non pu beneficiare di una posizione pi favorevole di quella del proprio dante causa.
4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dellindennizzo pu rivalersi nei confronti del soggetto responsabile dellillecita circolazione residente in Italia.
Articolo 80
Pagamento dellindennizzo
1. Lindennizzo corrisposto da parte dello Stato richiedente contestualmente alla restituzione del bene.
2. Del pagamento e della consegna del bene redatto, a cura di un notaio, di un ufficiale giudiziario, ovvero di funzionari alluopo designati dal Ministero, processo verbale, che viene rimesso in copia al Ministero stesso.
3. Il processo verbale costituisce titolo idoneo per la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale.
Articolo 81
Oneri per lassistenza e la collaborazione
1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca, rimozione o custodia temporanea del bene da restituire, le altre comunque conseguenti allapplicazione dellarticolo 76, nonch quelle inerenti allesecuzione della sentenza che dispone la restituzione.
Articolo 82
Azione di restituzione a favore dellItalia
1. Lazione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio italiano esercitata dal Ministero, dintesa con il Ministero degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro dellUnione europea in cui si trova il bene culturale.
2. Il Ministero si avvale dellassistenza dellAvvocatura generale dello Stato.
Articolo 83
Destinazione del bene restituito
1. Qualora il bene culturale restituito non appartenga allo Stato, il Ministero provvede alla sua custodia fino alla consegna allavente diritto.
2. La consegna del bene subordinata al rimborso allo Stato delle spese sostenute per il procedimento di restituzione e per la custodia del bene.
3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene, il Ministero d notizia del provvedimento di restituzione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e con altra forma di pubblicit.
4. Qualora lavente diritto non ne richieda la consegna entro cinque anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dellavviso previsto dal comma 3, il bene acquisito al demanio dello Stato. Il Ministero, sentiti il competente organo consultivo e le regioni interessate, dispone che il bene sia assegnato ad un museo, biblioteca o archivio dello Stato, di una Regione o di altro ente pubblico territoriale, al fine di assicurarne la migliore tutela e la pubblica fruizione nel contesto culturale pi opportuno.
Articolo 84
Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunit europee delle misure adottate dallItalia per assicurare lesecuzione del regolamento CEE e acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse alla Commissione dagli altri Stati membri.
2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero, una relazione sullattuazione del presente Capo, nonch sullattuazione della direttiva CEE e del regolamento CEE in Italia e negli altri Stati membri.
3. Il Ministro, sentito il competente organo consultivo, predispone ogni tre anni la relazione alla Commissione indicata al comma 1 sullapplicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE. La relazione trasmessa al Parlamento.
Articolo 85
Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
1. Presso il Ministero istituita la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, secondo modalit stabilite con decreto ministeriale.
Articolo 86
Accordi con gli altri Stati membri dellUnione europea
1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca, maggiore conoscenza del patrimonio culturale nonch della legislazione e dellorganizzazione di tutela dei diversi Stati membri dellUnione europea, il Ministero promuove gli opportuni accordi con le corrispondenti autorit degli altri Stati membri.
Sezione IV
Convenzione UNIDROIT

Articolo 87
Beni culturali rubati o illecitamente esportati
1. La restituzione dei beni culturali indicati nellannesso alla Convenzione dellUNIDROIT sul ritorno internazionale dei beni culturali rubati o illecitamente esportati disciplinata dalle disposizioni della Convenzione medesima e dalle relative norme di ratifica ed esecuzione.
Capo VI
Ritrovamenti e scoperte
Sezione I
Ricerche e rinvenimenti fortuiti nellambito del territorio nazionale

Articolo 88
Attivit di ricerca
1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento delle cose indicate allarticolo 10 in qualunque parte del territorio nazionale, sono riservate al Ministero.
2. Il Ministero pu ordinare loccupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi le ricerche o le opere di cui al comma 1.
3. Il proprietario dellimmobile ha diritto ad una indennit per loccupazione, determinata secondo le modalit stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilit. Lindennit pu essere corrisposta in denaro o, a richiesta del proprietario, mediante rilascio delle cose ritrovate o di parte di esse, quando non interessino le raccolte dello Stato.
Articolo 89
Concessione di ricerca
1. Il Ministero pu dare in concessione a soggetti pubblici o privati lesecuzione delle ricerche e delle opere indicate nellarticolo 88 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
2. Il concessionario deve osservare, oltre alle prescrizioni imposte nellatto di concessione, tutte le altre che lamministrazione ritenga di impartire. In caso di inosservanza la concessione revocata.
3. La concessione pu essere altres revocata quando il Ministero intenda sostituirsi nellesecuzione o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate al concessionario le spese occorse per le opere gi eseguite ed il relativo importo fissato dal Ministero.
4. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, limporto stabilito da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.
5. La concessione prevista al comma 1 pu essere data anche al proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
6. Qualora titolare della concessione di ricerca sia la Regione od un altro ente pubblico territoriale, il Ministero pu autorizzare il deposito presso lente concessionario delle cose rinvenute, a condizione che esse non siano di interesse per le collezioni pubbliche statali e che lente concessionario disponga di una sede espositiva idonea.
Articolo 90
Scoperta fortuita
1. Chiunque scopra fortuitamente cose immobili o mobili indicate nellarticolo 10 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero allautorit di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute.
2. Ove si tratti di cose mobili delle quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facolt di rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dellautorit competente e, ove occorra, di chiedere lausilio della forza pubblica.
3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 soggetto ogni detentore di cose scoperte fortuitamente.
4. Le eventuali spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.
Articolo 91
Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate
1. Le cose indicate nellarticolo 10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte, rispettivamente, del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli articoli 822 e 826 del codice civile.
Articolo 92
Premio per i ritrovamenti
1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:
a) al proprietario dellimmobile dove avvenuto il ritrovamento;
b) al concessionario dellattivit di ricerca, ai sensi dellarticolo 89;
c) allo scopritore fortuito che ha ottemperato agli obblighi previsti dallarticolo 90.
2. Qualora il proprietario dellimmobile abbia ottenuto la concessione prevista dallarticolo 89 ovvero sia scopritore della cosa, ha diritto ad un premio non superiore alla met del valore delle cose ritrovate.
3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore.
4. Il premio pu essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate. In luogo del premio, linteressato pu ottenere, a richiesta, una detrazione di imposta di pari ammontare, secondo le modalit e con i limiti stabiliti con decreto adottato dal Ministro delleconomia e delle finanze di concerto con il Ministro, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Articolo 93
Determinazione del premio
1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo ai sensi dellarticolo 92, previa stima delle cose ritrovate.
2. In corso di stima, a ciascuno degli aventi titolo corrisposto un acconto del premio in misura non superiore ad un quinto del valore, determinato in via provvisoria, delle cose ritrovate. Laccettazione dellacconto non comporta acquiescenza alla stima definitiva del Ministero.
3. Se gli aventi titolo non accettano la stima definitiva del Ministero, il valore delle cose ritrovate determinato da un terzo, designato concordemente dalle parti. Se esse non si accordano per la nomina del terzo ovvero per la sua sostituzione, qualora il terzo nominato non voglia o non possa accettare lincarico, la nomina effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui le cose sono state ritrovate. Le spese della perizia sono anticipate dagli aventi titolo al premio.
4. La determinazione del terzo impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquit.
Sezione II
Ricerche e rinvenimenti fortuiti nella zona contigua al mare territoriale

Articolo 94
Convenzione UNESCO
1. Gli oggetti archeologici e storici rinvenuti nei fondali della zona di mare estesa dodici miglia marine a partire dal limite esterno del mare territoriale sono tutelati ai sensi delle Regole relative agli interventi sul patrimonio culturale subacqueo allegate alla Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo, adottata a Parigi il 2 novembre 2001.
Capo VII
Espropriazione
Articolo 95
Espropriazione di beni culturali
1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilit, quando lespropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.
2. Il Ministero pu autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonch ogni altro ente ed istituto pubblico ad effettuare lespropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la pubblica utilit ai fini dellesproprio e rimette gli atti allente interessato per la prosecuzione del procedimento.
3. Il Ministero pu anche disporre lespropriazione a favore di persone giuridiche private senza fine di lucro, curando direttamente il relativo procedimento.
Articolo 96
Espropriazione per fini strumentali

Possono essere espropriati per causa di pubblica utilit edifici ed aree quando ci sia necessario per isolare o restaurare monumenti, assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne laccesso.
Articolo 97
Espropriazione per interesse archeologico

1. Il Ministero pu procedere allespropriazione di immobili al fine di eseguire interventi di interesse archeologico o ricerche per il ritrovamento delle cose indicate nellarticolo 10.
Articolo 98
Dichiarazione di pubblica utilit
1. La pubblica utilit dichiarata con decreto ministeriale o, nel caso dellarticolo 96, anche con provvedimento della Regione comunicato al Ministero.
2. Nei casi di espropriazione previsti dagli articoli 96 e 97 lapprovazione del progetto equivale a dichiarazione di pubblica utilit.
Articolo 99
Indennit di esproprio per i beni culturali
1. Nel caso di espropriazione previsto dallarticolo 95 lindennit consiste nel giusto prezzo che il bene avrebbe in una libera contrattazione di compravendita allinterno dello Stato.
2. Il pagamento dellindennit effettuato secondo le modalit stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilit.
Articolo 100
Rinvio a norme generali
1. Nei casi di espropriazione disciplinati dagli articoli 96 e 97 si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilit.
TITOLO II
Valorizzazione

Capo I
Fruizione dei beni culturali

Sezione I
Principi generali

Articolo 101
Luoghi della cultura
1. Sono luoghi della cultura i musei, le biblioteche, gli archivi, le aree e i parchi archeologici, nonch i complessi monumentali.
2. Ai fini del comma 1 si intende per:
a) museo, una struttura permanente orientata alla fruizione pubblica, contenente raccolte di beni culturali ed avente lo scopo di acquisirle, conservarle, incrementarle, studiarle ed esporle;
b) biblioteca, una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, al fine di promuoverne la lettura e la consultazione da parte dellutenza per fini di studio, di ricerca e di diletto;
c) archivio, una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico per finalit di studio, ricerca e consultazione.
d) area archeologica, un sito su cui insistono i resti di un insieme edilizio originariamente concluso per funzione e destinazione duso complessiva.
e) parco archeologico, un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo allaperto in modo da facilitarne la lettura attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici;
f) complesso monumentale, un insieme formato da una pluralit di fabbricati, singolarmente anche privi di pregio architettonico, edificati contemporaneamente ovvero in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito come insieme una autonoma rilevanza artistica o storica.
3. I luoghi pubblici di cui al comma 2 sono destinati alla pubblica fruizione.
Articolo 102
Fruizione dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica
1. Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali assicurano la fruizione pubblica dei luoghi della cultura indicati allarticolo 101 di loro appartenenza.
2. La fruizione dei luoghi appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali assicurata nel rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente codice ed in conformit con la legislazione regionale.
3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche ai luoghi dello Stato di cui le regioni o gli altri enti pubblici territoriali abbiano la gestione sulla base di specifici accordi o intese.
4. La fruizione dei beni culturali pubblici diversi dai luoghi di cui allarticolo 101 assicurata, secondo le disposizioni del presente Titolo, compatibilmente con lo svolgimento degli scopi istituzionali cui detti beni sono destinati.
Articolo 103
Accesso ai luoghi della cultura
1. Laccesso ai luoghi pubblici della cultura, consentito, di regola, dietro pagamento di un biglietto. Eventuali agevolazioni per laccesso devono essere disciplinate in modo da non creare discriminazioni ingiustificate nei confronti dei cittadini degli altri Stati membri dellUnione europea.
2. Laccesso alle biblioteche ed agli archivi pubblici per finalit di lettura, studio e ricerca gratuito.
Articolo 104
Accesso a pagamento
1. Ai fini dellaccesso ai luoghi pubblici della cultura, il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali stabiliscono:
a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito;
b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del relativo prezzo. Il prezzo del biglietto include gli oneri derivanti dalla stipula delle convenzioni previste alla lettera c);
c) le modalit di emissione, distribuzione e vendita del biglietto dingresso e di riscossione del corrispettivo, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti dingresso possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilit di prevendita e vendita presso terzi convenzionati.
d) la percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare allEnte nazionale di assistenza e previdenza per i pittori, scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici.
Articolo 105
Fruizione di beni culturali di propriet privata
1. Fermo restando quanto disposto dallarticolo 38, possono essere inoltre assoggettati a visita da parte del pubblico per scopi culturali:
a) i beni culturali immobili indicati allarticolo 10, comma 3, lettere a) e d), che rivestono interesse eccezionale;
b) le collezioni dichiarate ai sensi dellarticolo 13.
2. Linteresse eccezionale degli immobili indicati al comma 1, lettera a), dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.
3. Le modalit di visita sono concordate tra il proprietario e il soprintendente, che ne d comunicazione al Comune o alla Citt metropolitana nel cui territorio si trovano i beni.
4. E fatta salva la facolt della Regione o di altro ente pubblico territoriale di sostenere economicamente la valorizzazione dei beni di cui al comma 1, ai sensi dellarticolo 119, partecipando agli accordi previsti al comma 3.
Sezione II
Fruizione degli archivi
Articolo 106
Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici:
documenti ammessi a libera consultazione
1. I documenti conservati negli archivi di Stato e negli archivi storici delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico sono liberamente consultabili, ad eccezione:
a) di quelli dichiarati di carattere riservato a norma dellarticolo 109 relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data;
b) di quelli contenenti i dati sensibili nonch i dati relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, che diventano consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare.
2. Anteriormente al decorso dei termini indicati nel comma 1, i documenti restano accessibili ai sensi della disciplina sullaccesso ai documenti amministrativi. Sullistanza di accesso provvede lamministrazione che deteneva il documento prima del versamento o del deposito.
Articolo 107
Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici:
documenti consultabili previa autorizzazione
1. Il Ministro dellinterno, previo parere del direttore dellArchivio di Stato competente e udita la commissione per le questioni inerenti alla consultabilit degli atti di archivio riservati, istituita presso il Ministero dellinterno, pu autorizzare la consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato conservati negli archivi di Stato anche prima della scadenza dei termini indicati nellarticolo 106, comma 1. Lautorizzazione rilasciata, a parit di condizioni, ad ogni richiedente.
2. I documenti per i quali autorizzata la consultazione ai sensi del comma 1 conservano il loro carattere riservato e non possono essere diffusi.
3. I documenti di propriet dei privati, e da questi depositati negli archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredit o legato, sono assoggettati alla disciplina stabilita dai commi 1 e 2, e dagli articoli 106 e 110.
4. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredit o legato documenti agli archivi di Stato possono anche porre la condizione della non consultabilit di tutti o di parte dei documenti dellultimo settantennio. Tale limitazione, come pure quella generale stabilita dallarticolo 106, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata. La limitazione altres inoperante nei confronti degli aventi causa dai depositanti, donanti e venditori, quando si tratti di documenti concernenti oggetti patrimoniali, ai quali essi siano interessati per il titolo di acquisto.
5. La consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato conservati negli archivi storici delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico, disciplinata ai sensi dei commi precedenti. Il parere di cui al comma 1 reso dal sovrintendente archivistico.
Articolo 108
Consultazione a scopi storici degli archivi correnti
1. Salvo quanto disposto dalla vigente normativa in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali disciplinano la consultazione a scopi storici dei propri archivi correnti e di deposito.
2. La consultazione ai fini del comma 1 degli archivi correnti e di deposito degli altri enti ed istituti pubblici, regolata dagli enti ed istituti medesimi, sulla base di indirizzi generali stabiliti dal Ministero.
Articolo 109
Declaratoria di riservatezza
1. Laccertamento dellesistenza e della natura degli atti non liberamente consultabili indicati agli articoli 106, 107, 110 e 111 effettuato dal Ministero dellinterno, dintesa con il Ministero.
Articolo 110
Protezione di dati personali
1. Qualora il titolare di dati personali abbia esercitato i diritti a lui riconosciuti dalla normativa che ne disciplina il trattamento, i documenti degli archivi storici sono conservati e consultabili unitamente alla documentazione relativa allesercizio degli stessi diritti.
2. Su richiesta del titolare medesimo, pu essere disposto il blocco dei dati personali che non siano di rilevante interesse pubblico, qualora il loro trattamento comporti un concreto pericolo di lesione della dignit, della riservatezza o dellidentit personale dellinteressato.
3. La consultazione per scopi storici dei documenti contenenti dati personali assoggettata anche alle disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta previsto dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali.
Articolo 111
Accesso agli archivi privati
1. I privati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di archivi o di singoli documenti dichiarati ai sensi dellarticolo 13 hanno lobbligo di permettere agli studiosi, che ne facciano motivata richiesta tramite il soprintendente archivistico, la consultazione dei documenti secondo modalit concordate tra i privati stessi e il soprintendente. Le relative spese sono a carico dello studioso.
2. Sono esclusi dalla consultazione gli archivi o i singoli documenti che, dintesa tra i privati ed il soprintendente, siano riconosciuti di carattere riservato, o per i quali sia stata posta la condizione di non consultabilit ai sensi dellarticolo 107, comma 4.
3. Agli archivi privati utilizzati per scopi storici, anche se non dichiarati a norma dellarticolo 13, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 107, comma 5, e 110, comma 3.
Sezione III
Uso dei beni culturali
Articolo 112
Diritti di uso e godimento pubblico
1. Il Ministero e le regioni vigilano, nellambito delle rispettive competenze, affinch siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sulle cose e i beni soggetti alle disposizioni della presente Titolo.
Articolo 113
Uso individuale di beni culturali
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono concedere a singoli richiedenti luso dei beni culturali che abbiano in consegna per finalit compatibili con la loro destinazione culturale.
2. Per i beni in consegna al Ministero, il soprintendente determina il canone dovuto e adotta il relativo provvedimento.
Articolo 114
Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali
1. La riproduzione dei beni culturali dello Stato, o che lo Stato abbia in consegna, vietata qualora consista nel trarre calchi dagli originali di sculture e di opere a rilievo in genere, di qualunque materiale tali beni siano fatti. Di regola, sono consentiti i calchi da copie degli originali gi esistenti, previa autorizzazione del soprintendente. Le modalit per la realizzazione dei calchi sono disciplinate con decreto ministeriale.
2. Il soprintendente pu concedere la riproduzione dei beni in consegna al Ministero, qualora sia effettuata in forme diverse da quella di cui al comma 1, nonch il loro uso strumentale e precario, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di diritto dautore.
3. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dal soprintendente tenendo anche conto:
a) del carattere delle attivit cui si riferiscono le concessioni duso;
b) dei mezzi e delle modalit di esecuzione delle riproduzioni;
c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;
d) delluso e della destinazione delle riproduzioni, nonch dei benefici economici che ne derivano al richiedente.
4. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti in via anticipata.
5. Nessun canone dovuto per le riproduzioni richieste da privati per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici per finalit di documentazione. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese sostenute dal Ministero.
6. Nei casi in cui dallattivit in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, il soprintendente determina limporto della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione dovuta anche nei casi di esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.
7. La cauzione restituita, con lassenso del soprintendente, quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito danni e le spese sostenute dal Ministero sono state rimborsate.
8. Gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per luso e la riproduzione dei beni sono fissati con decreto ministeriale.
9. Luso strumentale e precario e la riproduzione dei beni culturali appartenenti o in consegna alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali sono oggetto di concessione da parte degli enti medesimi, in conformit ai principi contenuti nel presente articolo, previa autorizzazione del soprintendente.
Articolo 115
Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali
1. Se la concessione ha ad oggetto la riproduzione di beni culturali per fini di raccolta e catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere, il provvedimento concessorio prescrive:
a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa o fotografia;
b) la restituzione, dopo luso, del fotocolor originale con relativo codice.
Articolo 116
Incasso e riparto di proventi
1. I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso ad istituti e luoghi culturali, ai sensi dellarticolo 104, nonch dai canoni di concessione e dai corrispettivi per la riproduzione dei beni culturali, disciplinati dagli articoli 113 e 114, sono versati allo Stato o allente cui gli istituti, i luoghi o i singoli beni appartengono o sono in consegna, in conformit alle rispettive disposizioni di contabilit pubblica.
2. Ove si tratti di istituti, luoghi o beni appartenenti o in consegna allo Stato, i proventi di cui al comma 1 sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche mediante versamento in conto corrente postale intestato alla tesoreria medesima, ovvero sul conto corrente bancario aperto da ciascun direttore presso un istituto di credito. In tale ultima ipotesi listituto bancario provvede, non oltre cinque giorni dalla riscossione, al versamento delle somme affluite alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato. Il Ministro delleconomia e delle finanze riassegna le somme incassate alle competenti unit previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero, secondo i criteri e nella misura f

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