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VIII Ambiente, Schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive ed integrative del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio (595)
2006-02-08
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Schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive ed integrative del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio (595)

Trasmesso dal Ministro per i rapporti con il Parlamento ai sensi dell'articolo 10, comma 4, della legge 6 luglio 2002, n. 137
ANNUNCIO ALL'ASSEMBLEA:
STATO ITER:
ASSEGNAZIONE ED ESITO: ESAME IN:

COMMISSIONE V BILANCIO E TESORO in data: 8-2-2006

COMMISSIONE VIII AMBIENTE in data: 1-2-2006, 2-2-2006, 8-2-2006


(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 2 febbraio 2006.

Francesco STRADELLA (FI), relatore, nel riservarsi la predisposizione di una proposta di parere dopo l'acquisizione dei rilievi della V Commissione, rileva l'opportunit di cogliere l'occasione della presenza del Ministro per acquisire eventuali informazioni sul provvedimento.

Il ministro Rocco BUTTIGLIONE, nel sottolineare che il suo Ministero annette particolare rilevanza strategica all'approvazione dello schema di decreto, rileva che il provvedimento in esame reca, per un verso, modifiche di carattere meramente formale a talune norme del codice dei beni culturali e del paesaggio e, per l'altro, introduce disposizioni innovative della disciplina vigente. Tra queste ribadisce, in primo luogo, le norme modificative del articoli 138, 139, 140 e 141, concernenti la previsione di tempi certi per il procedimento di vincolo, e la definizione di un indirizzo generale alle regioni, all'articolo 146 del codice, al fine di delegare la funzione di autorizzazione paesaggistica alle province, tenendo distinte la tutela paesaggistica e le competenze urbanistiche ed edilizie. Fa presente, inoltre, che la natura vincolante del parere della soprintendenza ha carattere transitorio fino all'adeguamento alle disposizioni del codice. Dopo avere rilevato che le disposizioni in materia sanzionatoria sono volte a una razionalizzazione della disciplina vigente, sottolineare l'importanza delle novit test evidenziate, dichiarandosi disponibile ad accogliere eventuali proposte della Commissione in ordine a tali disposizioni, che dovessero emergere alla fine del dibattito.

Raffaella MARIANI (DS-U), pur dando atto al Governo di avere inserito nel testo talune disposizioni importanti per la tutela del paesaggio, evidenzia alcuni aspetti, che destano preoccupazione e non mutano un giudizio di sostanziale critica nei confronti del provvedimento in esame. Osserva, in primo luogo, che lo schema di decreto lascia sostanzialmente immutato l'impianto sanzionatorio della legge n. 308 del 2004, consentendo quindi di continuare a considerare talune grave situazioni alla stregua di piccoli abusi, a discapito della tutela del paesaggio. Per quanto concerne la pianificazione paesaggistica, pur ammettendo che il ruolo delle regioni deve essere conforme al dettato costituzionale, non si pu non constatare una posizione di arretramento in ordine al riparto di competenze tra Stato e regioni, che rende difficile una cooperazione tra le istituzioni a diversi livelli. Al riguardo, auspica invece che si dia il giusto rilievo ai principi di leale collaborazione tra lo Stato e le regioni, anche al fine di evitare possibili contenziosi, che di fatto si traducono in un blocco dei procedimenti pianificatori.
Ritiene che la formulazione del nuovo articolo 142 del codice sia poco chiara, nella parte in cui esclude dalle aree tutelate




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per legge le aree fluviali, che la regione abbia ritenuto meritevoli di tutela in tutto o in parte; rileva, pertanto, la necessit di approfondimenti su tale punto. Con riferimento poi all'adeguamento alla Convenzione europea del paesaggio, che rientra tra le finalit dello schema di decreto, fa presente che, come spesso accade, il provvedimento in esame potrebbe non sortire gli intenti di semplificazione normativa auspicati. Per quanto attiene, infine, al carattere vincolante del parere delle soprintendenze, rileva che l'ampliamento delle competenze delle soprintendenze medesime, in taluni casi, ha determinato un allentamento dei procedimenti, anche in ragione di problemi di carenza in organico.

Antonio MEREU (CCD-CDU) ringrazia il Ministro per il suo importante contributo all'istruttoria della Commissione sul provvedimento in esame. Apprezzate le finalit dello schema di decreto, ritiene che il medesimo possa ricevere un parere favorevole da parte della Commissione, senza che sia richiesta alcuna modificazione.

Pietro ARMANI, presidente, considerato che la V Commissione non ha ancora espresso i rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta, che si svolger presumibilmente la prossima settimana.

Schema di regolamento recante riordino del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Atto n. 603.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Pietro ARMANI, presidente, avverte che il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha fatto presente che la richiesta di parere parlamentare sul provvedimento in esame non corredata dal parere del Consiglio di Stato. Segnala, pertanto, che il Presidente della Camera, pur avendo proceduto all'assegnazione dello schema di decreto in considerazione delle ragioni di urgenza addotte dal Governo, richiama l'esigenza che la Commissione non si pronunci definitivamente sul provvedimento prima che il Governo abbia provveduto ad integrare la richiesta di parere nel senso indicato.
Fa presente, inoltre, che sullo schema di decreto potrebbe essere espresso - pur se non formalmente richiesto dalla legge - anche il parere della Conferenza unificata; in tal caso, assicura che la presidenza si far carico di acquisire il predetto parere, qualora esso fosse reso nei termini previsti per l'espressione del parere parlamentare.

Francesco STRADELLA (FI), relatore, rileva che lo schema di regolamento in esame contiene le disposizioni per il riordino del Consiglio superiore dei lavori pubblici, come organo tecnico consultivo dello Stato, nonch organo di consulenza facoltativa delle Regioni e degli altri enti pubblici competenti in materia di lavori pubblici. Fa presente che il provvedimento adottato ai sensi dell'articolo 43, comma 2-septies, del decreto legislativo n. 300 del 1999, che ha previsto l'emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica, in base all'articolo 17, comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988, finalizzato al riordinamento del Consiglio superiore dei lavori pubblici quale organo di consulenza obbligatoria del Governo e organo di consulenza facoltativa per le regioni e gli altri enti pubblici competenti in materia di lavori pubblici.
Osserva quindi che, con il citato schema di regolamento, non solo ridefinita la struttura organizzativa del Consiglio, ma vengono anche rimodulate le funzioni del Consiglio, prevedendo - tra l'altro - che esso possa essere chiamato a esprimere parere sulle questioni riguardanti la materia dei lavori pubblici sottoposte alla sua attenzione da diversi organi istituzionali. Accanto alla previsione di questa competenza di tipo generale, l'articolo 2 elenca competenze su atti specifici, sia di carattere consultivo, obbligatorio




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e non, sia di tipo tecnico-operativo. Rileva che l'articolo 3 disciplina, invece, la composizione dell'intero Consiglio, mentre l'articolo 4 disciplina uno degli organi del Consiglio, e cio l'Assemblea generale. Segnala, inoltre, che i compiti del Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici sono previsti dall'articolo 5, mentre l'articolo 6 regolamenta le Sezioni. Osservato che l'articolo 7 regola il Comitato di presidenza, che un altro degli organi del Consiglio, al quale vengono affidati compiti di particolare rilevanza, fa presente che uno dei componenti del Comitato il segretario generale, le cui competenze sono fissate dall'articolo 8 dello schema di regolamento, mentre il Servizio tecnico centrale l'organo che si occupa di compiti operativi gestionali, le cui competenze sono elencate nell'articolo 9.
Alla luce del contenuto dello schema di regolamento, sottolinea che, in linea di massima, il provvedimento appare in armonia con i principi autorizzatori dettati dal legislatore delegato. Intende, tuttavia, osservare che la disposizione contenuta nel comma 4 dell'articolo 2, che prevede la possibilit per il Consiglio superiore dei lavori pubblici di esprimere parere sulle questioni pertinenti la materia dei lavori pubblici ad esso sottoposte dagli organi legislativi, non appare rispettosa dei principi direttivi sui quali si basa il regolamento, in quanto il decreto legislativo n. 300 del 1999 prevede che il Consiglio superiore dei lavori pubblici possa essere organo di consulenza facoltativa per le Regioni e gli altri enti pubblici competenti in materia di lavori pubblici, e non certo degli organi legislativi. In tal senso, dunque, la disposizione citata, pur dettando una mera facolt, sembrerebbe avanzare l'assurda pretesa che una fonte di rango secondario, peraltro in assenza di apposita e specifica autorizzazione legislativa, possa sostituirsi alle norme contenute nei regolamenti parlamentari, che la stessa Costituzione colloca a fondamento dell'autonomia delle Camere. Analogo rilievo pu essere mosso, a suo giudizio, ad un'ulteriore disposizione contenuta nel comma 4 dell'articolo 2, la quale prevede che il Consiglio superiore dei lavori pubblici pu redigere norme tecniche su delega, tra gli altri, degli organi legislativi. Sottolinea che tale disposizione, in aggiunta alla precedente, contrasta non solo con i principi posti dal decreto legislativo n. 300, ma anche con gli articoli 76 e 77 della Costituzione, che non riconoscono alcuna forma di delega da parte delle Camere, al di fuori della delegazione legislativa al Governo, e non certo ad organi tecnici serventi del potere esecutivo.
In conclusione, si riserva di presentare una proposta di parere sul provvedimento, anche alla luce degli elementi che emergeranno dal dibattito, preannunciando sin d'ora che l'eventuale parere favorevole della Commissione non potr che essere subordinato alla soppressione - al comma 4 dell'articolo 2 - dell'inciso dagli organi legislativi.

Pietro ARMANI, presidente, ringrazia il relatore per l'approfondita relazione svolta, che mette in evidenza talune gravi incongruenze, sulla cui correzione si augura che ci possa essere convergenza tra maggioranza e opposizione.

Donato PIGLIONICA (DS-U) ritiene che l'opposizione non possa che concordare sull'inopportunit delle disposizioni evidenziate dal relatore, che ledono palesemente le prerogative parlamentari.

Il sottosegretario Mauro DEL BUE prende atto delle considerazioni svolte dal relatore.

Pietro ARMANI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.05.


INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoled 8 febbraio 2006. - Presidenza del vicepresidente Francesco STRADELLA. -




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Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, Mauro Del Bue.

La seduta comincia alle 15.05.

Francesco STRADELLA, presidente, comunica che, come concordato nell'ambito dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, le interrogazioni a risposta immediata hanno ad oggetto questioni concernenti le infrastrutture stradali e autostradali di competenza statale.
Ricorda altres che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del Regolamento, la pubblicit delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Ne dispone, pertanto, l'attivazione.

5-05174 Iannuzzi: Ammodernamento di tratti del collegamento stradale Salerno-Avellino.

Tino IANNUZZI (MARGH-U), nell'illustrare l'interrogazione in titolo, ricorda che il collegamento stradale Salerno - Avellino, nel tratto fra Mercato San Severino - Salerno, funge da raccordo tra le autostrade A30 Caserta ed A3 Salerno - Reggio Calabria. Considerato che l'opera riveste un'importanza strategica nella viabilit nazionale, rileva l'opportunit che il Governo fornisca elementi di informazione in ordine ai tempi per il finanziamento, vista altres l'inadeguatezza delle condizioni di sicurezza del raccordo.

Il sottosegretario Mauro DEL BUE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Tino IANNUZZI (MARGH-U) esprime forte preoccupazione per il considerevole ritardo nella realizzazione dell'opera, come si evince dalla risposta del Governo. Ricorda che il Governo, in occasione della risposta ad un precedente atto di sindacato ispettivo in tale materia, si era impegnato affinch la progettazione preliminare fosse approvata entro il primo trimestre del 2005. Si registra, pertanto, un ritardo di un anno nella realizzazione di un'opera vitale nei collegamenti tra il Centro e il Sud del Paese. Segnala, inoltre, le condizioni di sicurezza assolutamente inadeguate delle carreggiate, che hanno causato in passato tragici incidenti. Invita, quindi, il Governo ad accelerare l'approvazione della progettazione preliminare e ad intervenire al pi presto per migliorare le condizioni di sicurezza.

5-05173 Vigni: Ricostruzione di un ponte sul fiume Sangro.

Luigi BORRELLI (DS-U), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, che riprende i contenuti di una risoluzione discussa dalla Commissione, osserva che il crollo del ponte sul fiume Sangro ha interrotto i collegamenti della strada statale 16, causando ingenti problemi al traffico e all'economia delle zone interessate. Nel ricordare che l'ANAS ha eccepito la mancanza di fondi per la realizzazione dell'opera, rileva la necessit che il Governo individui una soluzione in tempi rapidi, anche attraverso la realizzazione di una struttura provvisoria.

Il sottosegretario Mauro DEL BUE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Arnaldo MARIOTTI (DS-U), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, si dichiara insoddisfatto della riposta del Governo, che a suo avviso attesta la necessit di tempi lunghi per la ricostruzione del ponte sul fiume Sangro. Ricorda che la strada statale 16 rappresenta l'unica alternativa ai collegamenti autostradali; per tale ragione, il crollo del ponte ha penalizzato gravemente il sistema produttivo locale, con danni ingenti anche per il turismo. Auspica, quindi, che il ponte venga realizzato al pi presto, al fine di evitare ulteriori danni, la cui riparazione richiederebbe tempi lunghissimi.





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5-05175 Foti: Progettazione della variante di Piacenza alla strada statale n. 9.

Tommaso FOTI (AN), nell'illustrare l'interrogazione in titolo, rileva l'opportunit che il Governo fornisca elementi di informazione in ordine all'approvazione del progetto definitivo ed ai tempi di ultimazione dell'opera in questione.

Il sottosegretario Mauro DEL BUE risponde all'interrogazione in titolo, che pone un problema reale, avvertendo che l'ANAS avvier a breve la predisposizione del progetto preliminare tramite i propri uffici interni, anzich mediante l'affidamento a progettisti esterni, a seguito di una scelta gestionale mirata a contenere i costi ed i tempi di elaborazione. Rileva, quindi, che la gara per l'affidamento della progettazione definitiva stata annullata.

Tommaso FOTI (AN), replicando, prende atto della risposta del Governo, auspicando che la progettazione interna possa essere conclusa molto pi velocemente. Invita, quindi, il Governo a monitorare la situazione, affinch il progetto venga approvato al pi presto, rilevando tuttavia che vi era un Protocollo siglato dalle regioni Emilia - Romagna e Lombardia, dal comune, dalla provincia di Piacenza e dall'ANAS, che prevedeva una partecipazione di questi enti al finanziamento della progettazione, che doveva comunque essere esterna.

Francesco STRADELLA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni in titolo.

La seduta termina alle 15.20.


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