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CARRARA, LE CAVE DI BUONARROTI. Dalla Piet ai dentifrici, ora il marmo cura la carie
di Andrea De Carolis e Ferruccio Sansa
"Il Fatto Quotidiano", 12 nov. 2012


Da Carrara. Dalla Piet di Michelangelo ai dentifrici. Il marmo di Carrara, loro bianco con cui artisti di ogni tempo hanno plasmato capolavori, finisce nei tubetti di mezzo mondo. O meglio, a finirci (anche) il carbonato di calcio: sostanza base del marmo, utile nelligiene orale come abrasivo. Un dato che racconta la nemesi della roccia nobile di Carrara: un tempo riservata agli artisti, ora in gran parte destinata ad altri usi. Nella Mecca degli scultori opera una multinazionale svizzera, che rivende in tutto il mondo i detriti delle cave: ossia, circa l80% del marmo estratto. Gi, perch i detriti sono ottimi per i dentifrici, come per pneumatici, vernici, carta e mille altri prodotti dellindustria chimica. Poi, certo, c il marmo di pregio, quello in blocchi. E in particolare il marmo statuario, ideale per opere darte come per pavimenti e arredi di lusso. A comprarlo arrivano dalla Cina e dallIndia, le nuove potenze. Elementi diversi di una realt amara: lindustria locale del marmo se la passa male, con tendenza al peggio. Loro delle cave venduto molto sotto il prezzo di mercato, quasi sempre in forma grezza. E cos le botteghe di Carrara hanno sempre meno lavoro.
Lecologista Riccardo Canesi, dellIdv: Siamo passati dai 14mila addetti di un secolo fa ai circa mille attuali. Le esportazioni di marmo lavorato sono diminuite come quantit e valore, mentre quelle di materiale grezzo continuano a crescere. In generale viene venduto a prezzi bassissimi. Il risultato finale che amministrazioni e imprese locali perdono una valanga di denaro: decine di milioni di euro allanno. Bel guaio per Carrara, che ha il comune pi indebitato dItalia dopo Tori-no. Su ragioni e colpe della crisi il dibattito rovente. Guido Palmerio (Fli) ha lavorato per anni in unazienda del settore: Il marmo andrebbe estratto in base a concessioni, come prevede la legge, con regole precise: quantit minima di estrazione di blocchi, e obbligo di lavorare parte del marmo a Carrara. Ma il Comune non rilascia concessioni e non fa osservare lobbligo di vendita a prezzi di mercato.
Le aziende estraggono in base ad accordi con lamministrazione, per tariffe ridicole: comprano per 13,5 euro a tonnellata, quando ne vale 150-200. Eppure ci sono imprese che pagherebbero il valore reale. Non solo: C unenorme quantit di marmo pregiato venduto in nero, lo sanno tutti. Lanno scorso i deputati di Fli Raisi e Della Vedova hanno rivolto uninterpellanza sul caso allallora ministro dellEconomia, Tre-monti. Scrivevano: Il valore del marmo in blocchi estratto ogni anno (900mila tonnellate) di 300 milioni, ma il Comune ne incassa sei. Una situazione come questa favorisce linfiltrazione della criminalit organizzata. Fabio Granata, anche lui di Fli, e Legambiente di Carrara hanno chiesto alla commissione antimafia di indagare. E proprio Legambiente ricorda: Nel secondo lotto dei lavori per la costruzione della strada dei marmi (inaugurata in aprile, ndr), la Dia di Firenze ha segnalato la costante presenza di membri di una famiglia ritenuta affiliata a una ndrina di Crotone. In procura, a Massa, depositato pi di un esposto. Il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani (Psi), replica: Indaghino pure, ma sono convinto che qui la mafia non ci sia. La vendita in nero? C, ma su quello non possiamo fare nulla, spetta alle autorit. Rimangono tutti gli altri problemi. Il sindaco sostiene: Le concessioni non le rilasciamo perch, con le regole attuali, dovrebbero essere per 29 anni e con rinnovo automatico, contro tutte le norme europee. Per modificare il regolamento comunale dobbiamo aspettare che cambino la legge regionale di settore, ora in revisione. Abbiamo chiesto regole stringenti sui blocchi e per la lavorazione in loco: per le imprese qui sono pigre, preferiscono vendere il grezzo, pi semplice.
I prezzi per sono bassissimi, e avete un mare di debiti: Dovevamo tenerli bassi, come sanzione per ricorsi persi alla Corte europea. Ma dal 1 gennaio abbiamo aumentato i canoni, talvolta anche del 400%. I debiti? Abbiamo speso 120 milioni per la strada dei marmi. Prima nel centro citt passavano 800 camion al giorno carichi di marmo, pensi che aria si respirava.
Una volta qui veniva Michelangelo a scegliere il marmo per la sua Piet. Oggi otto tonnellate su dieci diventano scarti. Dentifricio. Intanto la grande montagna bianca, che sotto il sole scintilla come neve, giorno dopo giorno sparisce.



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