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MANTOVA - Ducale e Polirone, tempi lunghi.
M.ANTONIETTA FILIPPINI
GAZZETTA DI MANTOVA 20 novembre 2012

Aperture parziali nei musei: niente Camera degli Sposi e niente affresco del Correggio

Per completare i restauri servono almeno dieci anni. Cantieri ancora nella fase della messa in sicurezza Il ricavato degli sms della solidariet destinato al Polirone

Come le formiche, tutti nel Mantovano si stanno muovendo per ricostruire il patrimonio artistico devastato dal terremoto, o reso invisibile come la Camera degli sposi del Mantegna, ma per tornare alla normalit ci vorr molto e molto tempo. Dieci anni se andr bene, dice il vicecommissario regionale Carlo Maccari, che ieri ha affiancato il vescovo Busti, perch le chiese sono effettivamente "la storia di tutti", anche se i fondi pubblici sono prioritariamente per le attivit produttive, le case, le scuole. Sei mesi dopo la prima scossa, le emergenze principali rimangono il monastero di San Benedetto Po, per il quale servirebbero 7 milioni e mezzo di euro e Palazzo Ducale di Mantova, preventivo sui 5 milioni. Entrambi hanno riaperto per parzialmente. Ci sono poi 83 chiese, di cui 25 messe malissimo: ognuna coster da 2 a 5 milioni. A Mantova, il terremoto ha fatto altri danni, da Palazzo Te al Palazzo della Ragione all'Archivio di Stato, ma in alcuni casi i restauri sono gi stati fatti o stanno per finire. In altri casi devono ancora iniziare quando non si parla ancora di messa in sicurezza. Un'opera provvisionale anche quella che in questi giorni si sta facendo sopra Sant'Andrea, il cui profilo si "arricchito" del lunghissimo braccio di una gru. C' poi la seconda citt Unesco del Mantovano, Sabbioneta, che ha avuti danni per oltre 3 milioni di euro, ma il Comune era assicurato, e potr cominciare i restauri. Ma ecco un bilancio. Monastero di San Benedetto Po. Il complesso, immenso, di propriet del Comune, salvo la basilica che chiusa, tanto che la messa viene celebrata nella tensostruttura in piazza. Solo per il monastero - spiega il sindaco Marco Giavazzi - serviranno 7,5 milioni di euro. Ed una fortuna che fossero appena finiti importanti lavori di consolidamento, infatti i muri hanno tenuto bene. Per non hanno resistito soffitti e piani di calpestio. I piani sono due, ma alti pi di venti metri. Urgentissimi sono la messa in sicurezza del soffitto della Biblioteca monastica e della parete del refettorio tutta occupata dal grande affresco del Correggio, oltre alla volta del Barberini. Altrimenti perderemo importanti opere d'arte. Per farlo con i ponteggi, non spenderemo meno di un milione data l'enormit degli spazi. Solo dopo ci porremo il problema del restauro. Ovvio che il Comune, che ha persino il municipio inagibile, ha bisogno d'aiuto. La Regione per fortuna ha destinato al Polirone la sua quota di sms solidali, 670 milioni. Ricordiamo - continua Giavazzi - i dipendenti della Regione, che hanno dato un'ora di lavoro: 50mila euro. Da altre donazioni private per lo Scriptorium abbiamo avuto 30mila euro. Nonostante i danni, il Polirone non ha chiuso ai turisti: Si possono visitare la raccolta dei carri che la pi importante d'Italia, e il percorso della civilt contadina. Inoltre, sto girando tantissimo, abbiamo contatti anche con Cluny per far arrivare ovunque il messaggio: venite a San Benedetto Po!. Sabbioneta. L'appello ai turisti a venire ancor pi numerosi dopo il terremoto viene anche da Sabbioneta. Stiamo chiudendo l'accordo su 1,4 milioni con l'assicurazione per il primo acconto - riferisce il sindaco Marco Aroldi-. Gi nei primi tre giorni, il Comune ha messo in sicurezza e tutti i musei poi sono sempre poi stati aperti, anche se non sono belle tutte le architravi delle porte passanti puntellate nel Palazzo Giardino. Danni anche nella galleria degli Antichi e alla lanterna del Palazzo Ducale. Dall'Unesco niente, ma Sabhionetava

avanti. Palazzo Ducale a Mantova. La Camera degli Sposi il tesoro di Mantova pi famoso nel mondo ed chiusa da sei mesi n si sa quando potr riaprire. L'attenzione per, grazie anche all'iniziativa della Gazzetta di Mantova, si concentrata su questa emergenza: il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi ha garantito per Palazzo Ducale 624mila euro spendibili subito pi altri 750mila nel 2013, dai fondi del Lotto. Inoltre Ornaghi riuscito poi a convogliare sulla Camera picta altri 400mila euro governativi. Si potr quindi dare il via ai lavori, per i quali si stanno redigendo i piani esecutivi. La sala affrescata dal Mantegna ha subito danni riparabili, per irraggiungibile: il castello di san Giorgio ha danni strutturali come le sale attorno, da Manto ai Marchesi e ai Capitani. Per questo il conto totale non inferiore ai 5 milioni. In tanti, anche tra i privati, cercano di raccogliere fondi per aiutare il Ducale. C' anche una raccolta online, in cui si diventa restauratori virtuali con la propria offerta.
Palazzo Te. Le scosse hanno provocato crepe nelle sale dei Cavalli, di Amore e Psiche e nella Loggia delle Muse dove sono comparse fessure passanti. In luglio sono subito iniziati i lavori, gi terminati, per cui la villa giulesca completamente fruibile, mentre continuano i restauri programmati al Giardino segreto. La spesa, sui 100mila euro, stata sostenuta da fondi A22, di privati, e principalmente del Comune.

Torre della Gabbia. Il progetto di consolidamento antisismico gi stato inviato alla Sovrintendenza di Brescia per l'autorizzazione. Si tratta, spiega l'architetto Carmine Mastromarino del Comune, di cerchiaggi a varie altezze, come per la torre di San Giacomo e del Podest. Il professor Sbroccati, ingegnere strutturista, sta preparando simulazioni al computer delle sollecitazioni su modelli degli interventi previsti. Tutte le torri sono monitorate con apparecchiature che abbiamo posizionato da un paio di settimane.

Palazzo della Ragione. ll sindaco Nicola Sodano spera di riaprirla entro il 2013. Il muro verso piazza Concordia per il terremoto stava collassando ed stato messo in sicurezza con una struttura di legno. Anche in questo caso bisogner incatenare le pareti dell'unica immensa sala. Una volta approvato il progetto, ci vorranno circa sei mesi di lavori tenuto anche conto della delicatezza del luogo centralissimo.
Archivio di Stato. Profonde crepe si erano create in un deposito e in due uffici dei funzionari per lo spostamento dell'edificio contro la massiccia torre del Gambulino. Ora sono state riempite con resine e il muro stato risistemato. L'intervento, spiega la direttrice Daniela Ferrari, quasi completato anche nella sala delle fotocopie, sicch saranno eliminati i disagi per gli studiosi che frequentano l'Archivio. La ditta Bottoli ha lavorato, dopo un accordo con la direzione regionale dei Beni culturali, anche se i soldi non sono ancora arrivati. Fortunamente - osserva Daniela Ferrari - il deposito principale nell'ex chiesa della Trinit, stato realizzato con misure antisismiche e ha resistito benissimo, altrimenti i nostri tesori sarebbero finiti a terra come le forme di parmigiano.



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