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GROSSETO - pi cultura e turismo, ecco il futuro
VENERD, 04 GENNAIO 2013 IL TIRRENO - Grosseto

Linfausto 2012 finito Ora la Maremma deve svegliarsi e puntare sulla sua vera ricchezza

di Gianfranco Luzzetti * I2012 stato per la Maremma un anno terribile. Il naufragio della Costa Concordia, lemergenza causata dalla siccit, lincendio della pineta di Marina di Grosseto e la devastazione provocata dallalluvione di Albinia sono tragedie che hanno messo a dura prova il territorio e la sua popolazione, gi colpiti da un lungo periodo di recessione e crisi economica. La situazione appare allarmante e desta preoccupazione e sconforto, soprattutto perch non si riescono a vedere segnali di ripresa. Per questo motivo, con urgenza e determinazione, necessario trovare delle soluzioni efficaci. A mio avviso la soluzione ideale, con la crisi che investe anche il settore delledilizia e dellagricoltura da sempre assi portanti della nostra economia investire nel turismo, perch il turismo, oltre a rappresentare il 20% del Pil della Provincia di Grosseto, costituisce lo strumento pi idoneo per mettere a frutto le potenzialit migliori e peculiari della Maremma: la sua natura incontaminata, la sua archeologia e la sua storia preziosa e millenaria, i suoi tesori darte ancora poco conosciuti e da valorizzare, la sua ricchezza culturale derivante dalle tanti tradizioni popolari e contadine che si sono intrecciate, sviluppate e contaminate nel territorio. Negli ultimi anni, per, i flussi turistici hanno registrato un progressivo calo delle presenze, con una significativa riduzione del periodo di permanenza di coloro che hanno visitato la nostra splendida terra. Bisogna quindi innescare processi in grado di avviare una rinascita di questo settore, e ci possibile solo ipotizzando un nuovo modello di sviluppo, che preveda non solo il blocco del calo delle presenze e delle permanenze, ma anche incentivi per attrarre nuovi clienti e soprattutto una programmazione dellofferta in grado di distinguersi dalla concorrenza e di estendere a tutto lanno il periodo turistico. Questo ultimo punto fondamentale: la Maremma ha bisogno di un turismo di qualit, che integri il turismo di massa legato alla stagione balneare con nuove proposte culturali e nuovi stimoli. Bisogna reinventarsi ed essere competitivi. Le altre zone turistiche, anche limitrofe, si danno da fare e creano opportunit e occasioni di attrazione. Penso, solo come esempio, a quello che viene proposto nella nostra regione in Versilia, a Pietrasanta o a Lucca. Cosa hanno pi di noi? Semplicemente una migliore organizzazione e un coordinamento pi efficace degli operatori turistici con gli amministratori del territorio. In Maremma, invece, manca unagenda unica delle iniziative, una programmazione degli eventi in grado di promuovere un sistema organico che sappia risparmiare risorse e selezionare solo offerte di qualit in un calendario condiviso. Penso, per fare un esempio, alle attivit culturali promosse dalle grandi aziende produttrici di vino che si sono insediate in provincia, e che non riescono a creare un calendario comune che gli albergatori locali possano gestire insieme. Penso anche allanarchia che governa la programmazione delle sagre, diffusissime sul territorio, che troppo spesso non si legano a prodotti di qualit n a eventi tradizionali di grande interesse culturale o devozionale, e quindi creano solo occasionali proposte di incontro, basate sulla economicit dellofferta, a totale svantaggio degli operatori professionali che lavorano con continuit e impegno nel settore della ristorazione. Inoltre, a Grosseto esiste uno scalo civile dellaeroporto, ma non mai stato sfruttato secondo le sue effettive potenzialit. Se i turisti vengono in Maremma per godere del mare, o delle terme, o dei tranquilli ambienti rurali, inoltre necessario offrire qualcosa di nuovo e pianificato con competenza. Ma ci non accade. Prendete ad esempio un turista che, insediato sulla costa, venga a visitare il capoluogo destate. Trover Grosseto vuota e deserta, con bar e ristoranti chiusi, con i musei esistenti aperti a mezzo servizio e con quelli promessi da anni (Pinacoteca, Centro Etruschi) ancora non realizzati. E i suoi monumenti? Le Mura, solo per fare lesempio pi noto, in stato fatiscente. Ma si vuole capire che il turismo si promuove anche rispettando la storia sedimentata sul territorio? Ma si vuole capire che abbattere il Foro Boario di Grosseto, struttura architettonica di grande importanza storica, non solo uno scempio per la tutela dei beni culturali ma anche unoccasione persa per la valorizzazione della citt, dato che altrove questo tipo di strutture sono destinate a essere trasformate in elementi di grande richiamo turistico? E lo storico e abbandonato edificio della Rotonda a Marina di Grosseto, chi lo recupera? Potrei continuare citando tanti altri esempi di mancata tutela e valorizzazione, ma preferisco fermarmi qui, perch penso di aver espresso un messaggio sufficientemente chiaro. Lappello finale quindi rivolto a tutti: amministratori, operatori turistici, operatori culturali e cittadini. La Maremma ha potenzialit enormi. Svegliamoci e iniziamo a regalarle un futuro migliore. * Collezionista darte



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