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GENOVA - Resti etruschi sotto lAcquario
il secolo xix, 7 gennaio 2013


Genova - Dietro lAcquario, dovera la Nave Italia e sar collocato il Padiglione dei Delfini, prossima attrazione di Costa Edutainment, duemilaseicento anni fa probabilmente sostavano alla fonda imbarcazioni etrusche, e circa duemilacento anni fa, navi romane. Che scaricavano in quel punto i loro rifiuti, o trasbordavano merci su imbarcazioni pi piccole, o magari perdevano in acqua qualche utensile, a causa di un fortunale. Il porto antichissimo di Genova doveva comunque essere piuttosto trafficato, almeno a giudicare da quanto sta affiorando dagli scavi preliminari al posizionamento dellinnovativa vasca dei delfini dellAcquario, attualmente in costruzione a Voltri.
Reperti molto importanti li giudicano il responsabile della Soprintendenza archeologica della Liguria, Bruno Massab, e dei Beni archeologici di Genova, Piera Melli.
Un tesoro per la storia e larcheologia, la prima prova provata che emerge direttamente dai fondali del porto e non dagli interramenti che si sono succeduti nei secoli, dei traffici che Genova intrattenne fin dai tempi pi remoti con Etruschi prima e Romani poi. Gli studi degli anni 90 - osserva Piera Melli - su reperti e materiale stratigrafico trovato durante gli scavi del sottopasso di Caricamento, hanno consentito di appurare che la linea di costa in epoca romana corrispondeva alla Ripa e di scoprire molte cose sugli scambi commerciali e marittimi della citt. Ma non erano mai stati pescati reperti direttamente dal fondale del porto antico, a circa dodici-tredici metri di profondit e a circa duecento da quella che era in epoca romana era la linea costiera.
I pezzi recuperati sono parti di anfore, frammenti di stoviglie, piatti, vassoi in ceramica, legni, materiali organici. La cavit di unanfora ha custodito nei millenni semi di pesche, albicocche, ciliege, uva. Dentro unaltra sono rimaste fave, legumi di largo consumo tra i romani. Un team di archeologi subacquei ha estratti i reperti da sedimenti mai dragati prima, nemmeno quando, dal Rinascimento in poi, la pulizia delle acque portuali venne praticata periodicamente. Ora, per la prima volta, siamo arrivati fino allargilla del fondale spiega Giusi Grimaudo, archeologa subacquea, fondatrice con Laura Sanna e Francesco Tiboni, di Tesi Archeologia.
Dietro lAcquario, si ipotizza, cera una specie di discarica marina. Giacimento di informazioni sullantichit. Quanto grande? Spessore ed estensione devono ancora essere valutati osserva Melli sono stati compiuti sondaggi a campione. Al lavoro per scoprirlo c' il team di Tesi archeologia che su incarico dellAcquario e per obbligo di legge fino ad oggi ha recuperato reperti su tre porzioni di fondale di circa quattro metri per quattro ciascuno.
Ma la vasca dei delfini sar lunga oltre novanta metri e larga un trentina. Quindi il lavoro di ricognizione, recupero e messa in sicurezza di tutto ci che di antico potrebbe stare sotto lo specchio acqueo che sar occupato dal futuro padiglione, non finito. E potrebbe riservare altre sorprese.
Costa Edutainment ha annunciato per la fine di marzo, comunque entro Pasqua, la conclusione dei lavori e il posizionamento della vasca. Con conseguente apertura al pubblico. Le scoperte archeologiche ritarderanno i tempi? Stiamo lavorando in piena collaborazione con lAcquario - premette il soprintendente Massab - E si gi pensato di esporre in futuro allinterno dellAcquario stesso una parte del materiale recuperato. Ma non possiamo ancora sapere cosa nasconde lintera porzione di fondale interessata. Non detto sia tutta ugualmente rilevante per spessore ed estensione. Il nostro compito tutelare tutto ci che va preservato. La tempistica dipender anche da quante persone saranno impiegate nel completamento della ricognizione e nel recupero. ovvio, se lavorano cinque, dieci o quindici archeologi i tempi cambiano. Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment, non nasconde che lobiettivo di aprire a Pasqua il padiglione dei delfini, per il rilancio turistico dellAcquario, importante. Da parte nostra - osserva Costa - c disponibilit a mettere a disposizione maggiori risorse per rispettare i tempi. Attendiamo comunque di avere indicazioni precise su come agire dalla Soprintendenza.



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