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La sfida di Marsiglia. Da banlieue di Francia a faro della cultura
La Stampa 12/1/2013

Posti di lavoro. Gli investimenti daranno un impiego fino a 20 mila persone in una delle regioni con pi disoccupati
Convivenza. La presenza di maghrebini ingombrante, questo evento anche un tentativo d'integrazione
Arte, mostre, musei: la citt capitale europea 2013 per cambiare l'immagine tutta crimine e immigrati

MODELLO LILLA. Il centro industriale del Nord era in coma, nel 2004 l'evento ha segnato la sua rinascita.
SFOTTO AI PARIGINI. I marsigliesi hanno tappezzato di manifesti la Ville Lumire. Scendete nella capitale
VILLE MEDITERRANEE. Ledificio di Stefano Boeri sar il cuore del nuovo corso. Il sindaco: Porta sul mare

600 milioni di euro. Gli investimenti per l'evento. Gli organizzatori prevedono l'arrivo di 10 milioni di visitatori Oltre cinquecento le manifestazioni in programma, due terzi a Marsiglia il resto nella regione

Quiz: come fa una citt che di solito va sui giornali per i regolamenti di conti a colpi di kalashnikov a rifarsi l'immagine? O, meglio, ad averne finalmente una? Basta diventare Capitale europea della cultura. A Marsiglia ci credono e oggi Franois Hollande inaugura un anno di manifestazioni che per tutto il 2013 dovrebbero rendere la citt una meta imperdibile per chi fa le vacanze intelligenti e non solo per chi vuole mangiare la bouillabaisse. Per la verit, Marsiglia condivide il bollino europeo con Kosice. Ma, dato che questa sta in Slovacchia ed ricca soprattutto di caserme asburgiche e di acciaierie staliniane, dismesse le une e le altre, la concorrenza non viene considerata preoccupante. Piuttosto, la griffe Marseille-Provence 2013, perch si stati molto attenti, in una zona di suscettibilit campanilistiche quasi italiane, a coinvolgere altri 97 comuni: insomma, la regione a diventare capitale, non la citt. Intanto questo fine settimana sar festa, culminante, almeno dal punto di vista acustico, con la Grande clameur delle 19 di oggi, quando tutti, marsigliesi stanziali e di passaggio, sono caldamente invitati per cinque minuti a fare pi baccano possibile. In effetti si fatto molto, magari anche bene. Le realizzazioni sono grandiose. La Friche la Belle de Mai un'ex area industriale diventata un polo artistico di cinque ettari, una specie di squat istituzionalizzato, una comune della creativit tutta atelier e utopia in uno dei quartieri pi difficili della citt. La Villa Mediterranee di Stefano Boeri si slancia sul porto. La vecchia Stazione sanitaria, la Ellis Island di Marsiglia, dove un tempo gli immigrati dal Nordafrica venivano docciati e cosparsi di Ddt, si trasformer nell'ennesimo museo. Il Vieux Port stato sistemato e pedonalizzato. Il MuCem, il Museo delle Civilizzazioni europee e mediterranee, di cui si parla da almeno vent'anni, aprir finalmente in giugno. La stazione marittima diventata un superloft per mostre trendy. Per molti musei aprono oggi e chiudono luned. Sono pi i cantieri aperti di quelli chiusi: le visite si fanno fra operai lavoranti e imprecanti. E cosa fare, ad anno finito, di tutto questo ben di Dio immobiliare non chiaro. Ma, ritardi e incertezze a parte, il calendario comprende pi di 500 manifestazioni, il 70 per cento delle quali a Marsiglia. Per una previsione di dieci milioni di visitatori e un conto di pi di 600 milioni di euro, e senza fondi europei. Per la seconda citt francese, dove finora la vetta culturale era l'Olympique Marsiglia, moltissimo. Infatti lo scetticismo diffuso. Marsiglia soffre della cronica mancanza di una borghesia intellettuale. Le sue banlieue sono quanto di pi simile al Bronx si possa trovare in Francia. Met delle famiglie non paga le tasse. E l'editrice Jeanne Laffitte racconta che ci si vende lo stesso numero di libri che a Metz: ma Marsiglia ha il triplo di abitanti. Stando cos le cose (non troppo bene), difficile che la citt si entusiasmi perla splendida testa di Cesare trovata in fondo al Rodano o per l'arte concettuale. Ma quando vedranno che tutto questo un investimento sul futuro si appassioneranno, vedr, promette il senatore-sindaco Jean-Claude Gaudin, di destra quindi litigante con dipartimento e regione di sinistra, che forse il politico francese di pi lungo corso (consigliere dal 1965, sindaco dal 1995) e certamente il pi simpatico. La citt - accusa - soffre della sovramediatizzazione delle faide fra delinquenti. Ma non solo droga e violenza, anzi. Abbiamo fatto molto. Gli investimenti valgono almeno 18-20 mila posti di lavoro. Abbiamo tappezzato Parigi di manifesti: Scendete nella capitale. Divertente, no? Cosi i parigini capiranno che non hanno il monopolio dello spirito. Il modello dichiarato Lilla, nel profondo Nord, capitale europea della Cultura nel 2004. Era cosi economicamente sinistrata da risultare quasi sinistra, poi azzecc il suo anno, per ogni euro speso ne entrarono in cassa dieci e da allora ha cambiato faccia e modello di sviluppo. Gaudin spiega la filosofia di quest'anno, capitale per tutti e soprattutto per lui: Marsiglia sempre stata una porta sul Mediterraneo, un ponte fra Nord e Sud, una citt accogliente, aperta e multietnica, con una popolazione costruita per stratificazioni successive. Infatti. Senza risalire ai greci che la fondarono, nell'ultimo secolo e mezzo sono arrivati gli immigrati italiani, quelli corsi, gli armeni in fuga dal genocidio e i pied noir dall'Algeria. E infine gli ex colonizzati africani hanno colonizzato il porto dei colonizzatori francesi: oggi certi quartieri sembrano Algeri, e nemmeno la sua parte migliore. Quindi, con scelta sorprendentemente poco sciovinista (Marsiglia pur sempre in Francia), esposizioni e iniziative martellano sul tema del meticciato culturale, degli scambi fra civilt, di un Mediterraneo patrimonio comune di tutti quelli che vivono sulle sue sponde cariche di storia e di problemi. Mditerrane una mostra-fiction dove un Ulisse postmoderno viaggia fra le citt mitiche del grande mare della civilt, Troia, Tiro, Atene, Alessandria, Roma, l'Andalusia araba, Venezia, Genova, Istanbul, Algeri, Tunisi e naturalmente Marsiglia, con i loro scontri ma soprattutto con i loro incontri. Talora esagerando nel politically correct: che c'entra il video su Carlo Giuliani? Per la sfida affascinante. E se il messaggio questo, vincerla non sar un bene solo per Marsiglia, ma anche per tutti noi.



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