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CULTURA A SECCO
MICHELA GRECO
PAESE SERA 15 gennaio 2013

Un buco di 690mila euro al Festival del Cinema di Roma, dopo una settima edizione disastrosa e fischiata, con 47mila biglietti venduti contro i 6lmila del 2011. I teatri capitolini con l'acqua alla gola, con le strutture private che a dicembre hanno lanciato un grido d'allarme fatto di numeri proccupanti (meno 20,13% per la spesa del pubblico e -19,73% per il volume d'affari) e gli spazi pubblici "minacciati", piuttosto che sostenuti, dal controverso bando sui teatri di cintura emesso dall'assessore Gasperini. L'Estate Romana quasi smantellata, con i direttori di manifestazioni culturali importanti che hanno annunciato un possibile ritiro. E poi il Teatro dell'Opera che cade, letteralmente, a pezzi, le sale cinematografiche che chiudono e gli storici stabilimenti di Cinecitt protagonisti di una sofferta vertenza, sostanzialmente ignorata dall'amministrazione capitolina. Come se non bastasse, sul piede di guerra scendono anche gli artisti di strada, oppressi da un'ordinanza che giudicano esclusivamente repressiva. Ma nemmeno i musei e le biblioteche se la passano troppo bene. L'elenco potrebbe continuare a lungo, ma il senso non cambierebbe molto. Non si deve essere necessariamente di parte per parlare di fallimento delle politiche culturali a Roma nell'era di Alemanno. E non solo una questione di numeri, che pure sono importanti, quanto piuttosto di qualit dell'offerta. E di progettualit, questa sconosciuta. Il 6 ottobre scorso, in una conferenza stampa notturna, il primo cittadino esclamava trionfante: Sulla cultura non temiamo nessuno, declamando i numeri della Notte dei Musei. Ma non molti operatori del settore sarebbero disposti a sottoscrivere le sue parole. Tutti gli errori, le magagne, le furbizie e i falsi propositi sono giunti al pettine proprio quest'anno - commenta Silvio Di Francia, assessore alla cultura nella giunta Veltroni - Non c' settore, da Cinecitt ai teatri, dai beni culturali alla musica, che non registri un arretramento, una crisi, una chiusura. vero, c' la crisi, non lo si pu negare. Ma perch, mentre il 17 novembre il triumvirato Muller-Ferrari-Mancini imposto da Alemanno e Polverini al Festival del Cinema era costretto a decretare un tracollo, solo 10 giorni dopo il Torino Film Festival annunciava numeri in crescita ( 16% di incassi e 18% di biglietti venduti)? La crisi economica non ha le stesse conseguenze dappertutto, insomma. E non era ancora l'assoluta protagonista della scena politica e sociale del Paese, Capitale compresa, quando nel maggio del 2008 Gianni Alemanno si insedi in Campidoglio, dopo l'imprevista vittoria alle elezioni amministrative, e affid l'assessorato alle Politiche culturali a Umberto Croppi. Un uomo politico "eterodosso", oggi candidato contro il suo stesso ex sindaco, che si trov nella posizione di ribaltare il "pregiudizio" sulla presunta incapacit della destra di occuparsi di cultura, come ha ricordato lui stesso nel libro Romanzo comunale, in cui ripercorre i due anni e mezzo trascorsi a piazza Campitelli e traccia un bilancio non proprio generoso dell'attuale amministrazione. Per prima cosa Croppi decise di annullare un successo veltroniano: la Notte Bianca. Fu il gesto di un'amministrazione eletta con un senso di rivincita rispetto alle politiche culturali - commenta l'assessore alla cultura uscente della Provincia di Roma Cecilia D'Elia - C'era l'idea che la cultura fosse stata egemonizzata dalla giunta precedente, perci bisognava a tutti i costi mettere in discussione il passato. Fatto sta che Croppi stato rimpiazzato a gennaio 2011 dall'attuale assessore Dino Gasperini. Da allora lunga la lista di eventi legati alla cultura, ma non esattamente "culturali", che i romani hanno segnato sul calendario. Il 14 giugno 2011 un centinaio di lavoratori dello spettacolo occupa il Teatro Valle, il pi antico della Capitale, per scongiurare il rischio che finisca in mani private. A distanza di un anno e mezzo quello spazio ancora gestito dagli occupanti, che lo riempiono di proposte culturali indipendenti, in assenza di interessamento istituzionale. Appena due mesi prima, il 15 aprite, il Cinema Palazzo viene occupato per evitare che si trasformi in un casin. A dicembre il tempo dei crolli al Colosseo, mentre a febbraio 2012 si consuma dalle parti dell'Auditorium un "doloroso" avvicendamento: alla scadenza del mandato della direttrice artistica del Festival del Cinema, Piera Detassis e del presidente della relativa Fondazione, Gian Luigi Rondi, si scatena una guerra politica all'ultimo sangue. In campo il sindaco Alemanno e la allora governatrice Polverini, che sponsorizzano con fin troppa veemenza Marco Muller, operatore culturale di indiscussa competenza che finisce cos per passare come "nomina espressa dalla destra". E' di aprile 2012, invece, la delibera 101 che pone limitazioni di luogo, tempo ed espressione creativa all'arte di strada, con sanzioni fino a 1.000 euro. Entra in vigore Ci che c' oggi merito degli artisti, non delle istituzioni, sottolinea l'ex assessore alla Cultura della Provincia di Roma, Cecilia D'Elia. Le priorit? Infrastrutture, stop ai tagli, massima autonomia per gli artisti, continuit e progettualit pluriennale a maggio tra le proteste dei buskers e con i vigili urbani chiamati a essere giudici del valore artistico delle esibizioni. A met maggio 2012 una volta scenica di 2 tonnellate crolla sul palco del Teatro dell'Opera, per fortuna senza che nessuno rimanga ferito. Il 19 giugno arriva (finalmente) il tempo della graduatoria dell'Estate Romana 2012, il cui bando era stato emesso il 7 maggio con scadenza al 27, creando il caos tra gli operatori, costretti a corse contro il tempo e la burocrazia. Una graduatoria che premia con il primo posto e 195mila euro un evento mai sentito prima (e praticamente senza contenuti), mentre il coordinamento CulturaBeneComune protesta per la cattiva gestione di tutta l'operazione e la mancata trasparenza. Pochi giorni dopo i responsabili di 7 manifestazioni storiche scrivono una lettera polemica a Gasperini e lanciano un allarme sulle loro possibilit di sopravvivenza. L'ultimo (finora) capitolo della cultura nell'era di Alemanno la gestione dei Teatri di cintura: Tor Bella Monaca e Quarticciolo vengono affidati a un bando emanato in grave ritardo, con tempi talmente ristretti da far pensare che in realt i giochi fossero gi chiusi. Dopo molte contestazioni, la scadenza stata prorogata di un mese. Molte ricchezze culturali, in questi anni, si sono perse. Ci che c' oggi merito degli artisti, non delle istituzioni. Le priorit per i prossimi governanti saranno le infrastrutture, la protezione dai tagli e la massima autonomia da lasciare agli artisti rispetto alla politica, garantendo continuit e progettualit pluriennale, promette Cecilia D'Elia. Non la sola a pensare che la spinta propulsiva, oggi, venga da luoghi lontani dalle istituzioni: Tra il flop della Festa del Cinema e un'Estate Romana che usurpa il nome di chi l'aveva ideata - sottolinea Di Francia - rimane la vivacit esile dei tanti luoghi nei quali ci si batte, si avanzano proposte, si sperimentano esperienze artistiche. Spazi, associazioni e gruppi che hanno come comune denominatore di essere al di fuori di ogni rapporto con l'attuale amministrazione. Non devono stupire, allora, le parole molto amare che il pi romano dei registi, Carlo Verdone, ha affidato tempo fa a un quotidiano: Roma una citt piena di problemi, che amo tantissimo ma diventata impossibile. Sono sempre pi tentato di non girarci pi film. Riuscir la nuova amministrazione capitolina, qualunque sia, a fagli cambiare idea?



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