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SICILIA - La passerella e il diritto. Una nota giuridica sulla c. d. "passerella pedonale" (invernale) del "Lido dei Ciclopi".
LA SICILIA Marted 22 Gennaio 2013




L'opera edilizia stata progettata nelle immediate adiacenze del mare, attraversa il Lido dei Ciclopi e occupa parte degli scogli, per cui esposta alle immancabili mareggiate invernali. La concessione regionale fa riferimento alla relazione tecnica allegata alla domanda del richiedente dove si legge: Essendosi venuta a determinare la necessit di consentire un agevole superamento della scogliera che permettesse un facile accesso alle strutture balneari, consentendo il libero passaggio ai cittadini dal Lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza attraverso le strutture balneari del Giardino dei Ciclopi. Ma di quali strutture balneari si parla? Ma chi ha interesse ad accedere alle strutture balneari in pieno inverno? Una volta finita la stagione estiva, il lido chiude. Pertanto, il provvedimento di concessione per attivit connesse alla balneazione non si giustifica. Manca il presupposto per il suo rilascio ai sensi dell'art. 36 del Codice della navigazione. Manca l'attivit di balneazione del lido che, d'inverno, non frequentato da alcuno, come accade in tutti i lidi d'Italia. Inoltre, innegabile che la c. d. passerella (che tale, tecnicamente, non ) altera in modo permanente la situazione dei luoghi. Infatti, non un'opera "precaria" e ci perch, in primavera, deve essere rimossa, dato che previsto che, al sopraggiungere dell'inverno, ogni anno, dovr essere rimontata. Conseguentemente, secondo una consolidata giurisprudenza, nella fattispecie, ove l'opera venisse realizzata, si avrebbe una "trasformazione", permanente, del territorio: difetta il carattere "precario" dell'opera edilizia che non dipende dalla sua facile rimovibilit, ma dalla temporaneit della funzione, in relazione ad esigenze di natura contingente (una ex multis Consiglio di Stato Sez IV 15.05.2009 n 3029), requisiti che qui difettano, a nulla rilevando l'assenza di opere murarie (art. 3 lett. e 5 Dpr n 380/2001). Sul punto, il Consiglio di Stato, Sez V 31.01.2001 n 343, ha ribadito e precisato testualmente che ... la precariet di un manufatto va esclusa se esso destinato a recare un'utilit prolungata e perdurante nel tempo. In tal caso, infatti, l'opera produce una trasformazione urbanistica, perch altera in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio, senza che rilevino i materiali impiegati, l'eventuale precariet strutturale e la mancanza di fondazioni. Il provvedimento di concessione poi viziato per l'immotivato parere favorevole della Sovraintendenza ai BBCCAA di Catania nel quale si afferma soltanto avendo accertato la sua compatibilit paesaggistica. Nessun specifico riferimento stato fatto alle caratteristiche ambientali del sito e alla incidenza dell'opera sulla natura e consistenza dello stesso e non si tenuto conto che, spezzando la continuit della scogliera, si compromette la percezione visiva della bellezza naturale del luogo. Tanto vero che la ricomposizione ambientale dell'area costiera dell'isola del Giglio, danneggiata dall'urto della nave "Concordia", include la ricollocazione di un grosso scoglio spezzato e spostato per effetto dell'urto. Pertanto, ad avviso dello scrivente, il progetto di costruzione della c. d. "passerella" non in sintonia con le prescrizioni di cui all'art. 146 del D. Lgs N42/2004. Inoltre, la realizzazione dell'opera comporta concreti pericoli, sia con riguardo alla sua stabilit (le mareggiate invernali sono un dato di comune esperienza) e sia per quanto concerne la incolumit delle persone, stante che il passaggio, pu essere, liberamente, utilizzato da pedoni e da ciclisti ed anche, abusivamente, come pista, da giovani motociclisti, per compiervi spericolate esibizioni. Il provvedimento assessoriale di concessione in definitiva, non soddisfa l'esigenza di tutela preventiva della sicurezza delle persone, una valutazione che, istituzionalmente, compete all'Ufficio del Genio Civile - Demanio Marittimo. N va sottaciuto che, trattandosi di un luogo isolato che, per effetto del libero transito lungo la c. d. "passerella", diverrebbe aperto al pubblico, la situazione che si verrebbe a creare costituirebbe un comodo rifugio per malavitosi e drogati che, di certo, non si scoraggiano per una palizzata divisoria in legno o in qualche altro materiale di analoga consistenza. E, poi, dati i tempi che viviamo (tristi!), bisogna prevedere probabili azioni vandaliche in danno delle piante del giardino e delle stesse strutture in legno dello stabilimento. Al riguardo, va, pure, tenuto presente che per il "Giardino" de quo, (che gi ricade sotto il vincolo paesaggistico), presso la competente Sovraintendenza, in corso la pratica relativa alla sua inclusione nella lista dei "Giardini storici". N pu essere sottaciuto che la "volont popolare" pi volte richiamata, che legittimerebbe la realizzazione della c. d. "passerella" (che, tecnicamente tale non , mentre lo sono, ad esempio, le passerelle per accedere agli aerei o alle navi) si basa su referendum consultivo non valido.
Sul punto si osserva.
1) A norma dell'art. 62 della legge n. 142/1990, ammesso il "referendum consultivo in tutte le materie di competenza comunale". Pertanto non riferibile al manufatto edile in questione, il quale ricade su demanio marittimo, soggetto alla disciplina del codice della navigazione in vigore (artt. 28 e ss); 2) Hanno partecipato alla votazione 2.209 cittadini su 16.258 aventi diritto. I voti i favorevoli sono stati 2.057 (circa il 20%) e, quindi, non stato raggiunto il quorum (50%+1) richiesto dall' art. 26 del Regolamento e che previsto per la validit di qualunque referendum.
"La volont popolare" quella della maggioranza degli aventi diritto al voto, non la volont di una minoranza e, inoltre, il referendum consultivo ammissibile e, comunque, pu produrre effetti se attiene a materie di competenza comunale, tra le quali, certamente, non rientra il Demanio marittimo.
Si evidenzia, infine, che lo stabilimento balneare (gli utenti sono circa duemila - ovviamente in estate -) un'azienda che ha un bilancio in attivo, che d lavoro a qualche diecine di persone e che, nella bella stagione, promuove un apprezzabile indotto a favore degli esercizi commerciali di Acitrezza (ristoranti e bar ecc. ecc.). Merita, quindi, unattenta tutela, anche dal punto di vista economico.
Ugo Scelfo


22/01/2013



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