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VERANO - Lastre di pietra divelte, lavori in corso mai completati, fontane colme di muschio e melma scura.
DOMENICA, 10 MARZO 2013 LA REPUBBLICA -

I LETTERATI, gli attori e i registi. I volti e le memorie di una Roma che non c pi. Le brochure dellAma promettono quella che i suoi addetti al Verano non riescono a rendere decorosa: una passeggiata tra i ricordi. Chi volesse concedersi un tour nel cimitero monumentale della capitale alla ricerca delle tombe dei famosi, o pi semplicemente andare a trovare un parente scomparso, si prepari al peggio.

Lastre di pietra divelte, lavori in corso mai completati, fontane colme di muschio e melma scura. Il primo impatto sconfortante. E prolungando la visita per qualche minuto limpressione peggiora. Spogliato negli anni
della maggior parte di capitelli e sculture dai tombaroli e insudiciato dal guano degli storni, giorno dopo giorno il cimitero nel cuore della capitale sembra perdere la propria aura di sacralit. Tanto che un senzatetto non si fatto problemi ad allestire un rifugio di fortuna nel sarcofago della tomba di Trilussa. Quella toccata in sorte al poeta romano scomparso nel 1950, la rampa Caracciolo, tra le zone pi degradate
dellintero complesso
inaugurato nel 1812.
Lodore del guano riempie i polmoni, mentre le suole delle scarpe lasciano impronte su un terreno dalla consistenza unica. Non dura come il cemento o molle come terriccio la nauseabonda lingua di escrementi che attraversa una delle zone pi antiche del cimitero, laltopiano Pincetto. Laria irrespirabile e la vista regala sensazioni altrettanto
forti: gran parte delle tombe stata ricoperta con uno spesso velo di plastica. Sopra cumuli di feci di storni. Negli ultimi mesi sono stati combattuti dallAma a colpi di richiami sonori e con laiuto dei rapaci. Ma ora la pulizia, dopo gli interventi straordinari di gennaio, sembra essere stata delegata alla pioggia.
Si torna nel vecchio reparto del cimitero, si riprende a respirare. Ma troppo tardi quando ci si accorge
di essere finiti prima in un tunnel puntellato da tubi di metallo e con i soffitti rosicchiati dallumidit e poi con i piedi sopra una lastra di marmo, coperta da centimetri di muschio. Incidendo i licheni con le unghie si riesce a leggere il nome di una donna, un cognome straniero. Voltandosi, unaltra sgradita sorpresa. Uno degli sfortunati inquilini del riquadro 38 riposa in un loculo a vista. Forse, suggerisce uno dei
visitatori, Raffaele Ettori, stato un ladro. Si sono portati via mezzo cimitero. Poi si allontana verso lingresso Portonaccio, unaltra delle zone imbrattate dal guano.
La situazione sembrerebbe migliorare nellarea pi recente. Partendo dallingresso scalo San Lorenzo, si riscopre la storia del cinema romano passeggiando tra le tombe di Alberto Sordi, Vittorio De Sica e Marcello Mastroianni.
Ma lidillio rotto dal rumore di unautomobile. Al volante c la gattara del Verano. Il suo un tour nel tour, alla ricerca degli angoli in cui si nascondono gli esponenti della ricchissima colonia felina del Verano. Unoperazione che lascia tracce ben visibili a pochi passi dalla lapide di Aldo Fabrizi, dove tra lerba fanno capolino due scatolette vuote di cibo per gatti. Poco pi in l una rete rossa da cantiere ab-
bandonata dietro a una lapide tra cumuli di erbacce anticipa una serie di bande di plastica ingiallite dal sole e dalla pioggia. Il muretto ha ceduto e ora lanima di metallo del cemento armato pericolosamente esposta.
Immancabile, tornando verso lingresso monumentale, la visita al quadriportico e ai suoi nobili inquilini. Da una parte Goffredo Mameli, dallaltra i familiari di Garibaldi. Se il monumento funebre
del patriota che compose linno dItalia imbrattato dal guano, nella cripta dei suoi dirimpettai la situazione peggiora: una melma indefinita, rifiuti e fogliame ricoprono le scale. Non certo una sorpresa per chi lavora in piazzale Verano: Anche noi siamo racconta Walter DOrtenzi, ultimo erede di una storica famiglia di fiorai siamo costretti al degrado. Quante volte ci stato promesso che i nostri banchi
sarebbero stati ristrutturati? . Quindi guarda sconsolato le pareti di plastica che fanno da mura al suo negozio. Attrazioni non segnalate sulle mappe, che non esposte al pubblico vanno chieste ai vigilanti. Poi si pu entrare in un cimitero al quale il passare del tempo non sembra aver risparmiato nulla. Neanche linsegna, orfana di alcune lettere in metallo.



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