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POMPEI- Dossier choc Unesco: domus a pezzi
Vincenzo Esposito
Corriere del Mezzogionro, 25/06/2013

Immagini impietose sullo stato della citt antica
Lultimo crollo avvenuto la settimana scorsa. Niente pioggia o vento. Solo cattiva, cattivissima manutenzione. Niente di che, per carit. Un masso si staccato dallantica cinta muraria ed caduto da unaltezza di 10 metri. Fortunatamente larea, tra Porta Ercolano e Torre Mercurio era deserta. Per la verit non si sa neanche in quale momento del giorno il masso caduto. Ma sta di fatto che lennesimo segnale di una situazione che a Pompei si fa sempre pi drammatica. Pochissimo personale, e quello che c va riducendosi di mese in mese per larrivo dellet della pensione. Questo gli ispettori dellUnesco lhanno scritto, spiegando che la mancanza di addetti al sito, soprattutto di tecnici, diventata allarmante per la manutenzione quotidiana. Hanno ispezionato larea archeologica da dicembre 2012 a febbraio 2013. Certo lultimo crollo non lhanno visto, ma ci che hanno testimoniato nella loro relazione, e soprattutto con le loro foto, raccapricciante per la comunit scientifica mondiale. Tanto che che la benevolenza mostrata nel decidere di aspettare altri due anni prima di inserire Pompei nella lista nera dellUnesco sembrata sproporzionata.

Ma cosa hanno scritto gli ispettori? Delle visite fatte domus per domus e sulla loro situazione. Tutto correlato da immagini eloquenti. Si pu iniziare col dire che le case ispezionate sono 73. Di queste cinquanta sono chiuse al pubblico per lavori o per altre ragioni. E tre sono parzialmente aperte. Nella lista troviamo, ad esempio, al numero 8 la Casa di Efebo di cui si scrive: Chiusa al pubblico per linstallazione di un cantiere. Degrado molto importante degli affreschi, dei rivestimenti del suolo e delle mura. Numerose infiltrazioni dacqua. Al numero 14 la Casa di Venere in conchiglia. Anche questa ferme au public e con infiltrazioni dacqua nel cubiculum bleu. Sarebbe opportuno il taglio degli arbusti del giardino che occultano la gran parte del pavimento del peristilio. Durissima la critica al numero 20 in merito alla visita della Casa del poeta tragico. Anche questa chiusa. Ma, si sottolinea, una delle domus pi antiche e conosciute al mondo grazie al mosaico del Cave canem e pi ancora alla decorazione degli ultimi giorni di Pompei. La sua chiusura si deve, come nella gran parte delle case, alla mancanza di guardiani. Subito dopo, al 26, la Casa di Siricus, chiusa al pubblico ma restaurata nel 2010. Da quellepoca le condizioni della domus si sono aggravate: degrado dei mosaici dingresso, delle strutture, delle colonne del peristilio e abbandono totale della copertura vegetale che si estende. Per la Casa del Labirinto, al numero 34, si parla di mediocre restauro del mosaico e di degrado dopo i lavori. Inoltre colonne instabili nellatrium. Ma il capitolo pi corposo riguarda la Casa dei Vettii (numero 35) che il simbolo stesso della situazione di Pompei. Si comincia con un chiusa al pubblico dal 2003 per lavori.
Pompei nel rapporto dell'Unesco

Poi si prosegue: Lallarmante deterioramento delle strutture derivanti dallinvecchiamento dei restauri moderni costrinse il sovrintendente a chiudere questo importante edificio. Un lungo studio dellIstituto Centrale del Restauro stato intrapreso per condurre un attento restauro degli affreschi. Il progetto, avviato nella zona dell'atrio stato interrotto per mancanza di restauratori, e il lavoro svolto dall'architetto Sammarco si limitato alla sostituzione di alcuni tetti. Anche qui i lavori sono stati congelati a causa delle differenze nel disegno del progetto di ristrutturazione. Durante questo periodo la manutenzione non c stata e il danno stato continuato. Il sito avrebbe bisogno della sostituzione di strutture in cemento armato del peristilio e sui tetti di tutta larea occidentale. Puntelli supportano completamente questo settore. Lelenco lungo e prosegue fino al numero 73. In quasi tutte le domus sono stati trovati affreschi in pericolo, mosaici a rischio e una allarmante vegetazione che invade peristili e atri. Molto preoccupanti sono giudicate le infiltrazioni dacqua. Malgrado questo lUnicef ha deciso di aspettare due anni e i risultati del Grande progetto Pompei da 105 milioni. I primi passi non sono molto incoraggianti visto che le gare uno, due e tre sono state aggiudicate con ribassi superiori al 50 per cento. Ieri anche il ministro dei Beni culturali Massimo Bray tornato su Pompei, e sembra daccordo con gli ispettori dellUnicef sul problema della mancanza di personale qualificato e non. Pompei deve rinascere - ha detto il ministro - ma voglio pi risorse. E mi aspetto di averle per le priorit. Innanzitutto per la questione del personale, ridotto allo stremo. E poi interventi urgenti. Entro dicembre devono partire i cantieri, trovando il modo di utilizzare le risorse europee.

Vincenzo Esposito
25 giugno 2013



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