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LACONA. Per il Comune lecomostro non si tocca
di Ilaria Bonuccelli
GIOVED, 04 LUGLIO 2013 IL TIRRENO




Lecomostro, le tre villette sulle colline di Lacona allElba restano l. Il sindaco Barbetti prende tempo mentre tra i progettisti c un suo assessore.


CAPOLIVERI La ferita nella collina c. Come risanarla, per, il sindaco Ruggero Barbetti, ancora non lo sa. probabile - dice - che non sia in regola limmobile in costruzione a Lacona ma prima di bloccare i lavori ci vuole pensare bene. E non solo perch gli appartamenti vista mare sfregiano il profilo di una delle localit turistiche pi importanti dellElba. Il progettista dellintervento - uno scempio secondo Legambiente - il suo assessore allambiente. E, come se non bastasse, stato autorizzato allinterno di un accordo blindato con i privati per arrivare alla costruzione del canile comprensoriale dellisola: le case ci sono, ma il canile svanito. Il fatto ancora pi sconcertante della vicenda che i due progetti con relative convenzioni sono stati approvati dal consiglio comunale lo stesso giorno, il 29 aprile 2011: il canile comprensoriale da 600mila euro, con le sue 15 gabbie a due posti: idem il piano di recupero per realizzare le 5 case da minimo 50 metri quadri luna. Oggi, per, gli appartamenti concessi ai privati sono in costruzione, sbancando una collina, in unarea sottoposta a vincolo paesaggistico; il canile comprensoriale, a 500 metri, che doveva essere costruito dai Comuni dellElba, non ha neppure pi i finanziamenti regionali. Laccordo originale. Tutta la vicenda viene fatta risalire alla necessit dellElba di avere un canile comprensoriale. Il 20 aprile 2008 il Comune di Capoliveri approva una variante al piano di fabbricazione per trovare lo spazio alla struttura a Lacona, in localit Colle Reciso. Il terreno della Agricola Beta sas, una societ di intermediazione immobiliare di Milano. Il patto chiaro: la societ cede gratuitamente al Comune di Capoliveri unarea di 10.216 metri quadrati per il canile (a reddito dominicale del terreno seminativo di 9,74 euro; quello agrario di 6,17 euro). In cambio la Beta sas ottiene la possibilit di costruire, a circa 500 metri, in unarea da urbanizzare, 5 appartamenti, di massimo due piani, previa demolizione, traslazione e accorpamento delle volumetrie degli edifici e manufatti esistenti nellarea che fa parte dellaccordo. Volumetria massima 900 metri cubi. Non si doveva spostare un sasso. Tutti dovevano guadagnare da questo accordo. Il pubblico che si doveva trovare un terreno per il canile e i privati che si ritrovavamo unarea inedificabile trasformata in terreno a destinazione residenziale. In realt, a oggi solo i privati hanno fatto affari: la Beta sas che ha venduto i terreni edificabili a unimmobiliare elbana e i costruttori dellisola che stanno edificando. Per Barbetti, la vicenda finita in questo modo per colpa dellamministrazione precedente e di chi ha voluto il canile in questa zona. Lex sindaco, Paolo Ballerini, per replica: La convenzione che avevo io in mente era di altro tipo: i privati non avrebbero dovuto spostare neppure un sasso prima che il canile fosse stato completato. Invece, con la nuova amministrazione i privati hanno potuto costruire le case, senza garanzie per il canile. Che oggi non si sa se verr realizzato. E infatti - attacca Fausto Martorella, capogruppo dellopposizione a Capoliveri - noi avevamo detto che la convenzione coi privati non avrebbe dovuto essere firmata fino a quando il Comune non fosse stato pronto a partire con i lavori. Ma non sar mai pronto perch Barbetti ha condotto una campagna elettorale promettendo di non realizzare il canile, visto che ha molti consiglieri e assessori di Lacona fra i suoi eletti. Oltre al fatto che il progettista delle case un suo assessore. Noi abbiamo sollevato il problema in consiglio, ma la questione stata ignorata. Conflitto di interessi. Lassessore Carlo Alberto Ridi il progettista della Beta sas. Lingegnere che presenta il piano di recupero per costruire gli appartamenti vista mare a Colle Reciso. Il sindaco Barbetti si finge sorpreso di questa scoperta. Ma gi nel 2011 stato affrontato in consiglio comunale da Luciano Geri - membro di opposizione - sullargomento. E da allora fornisce a tutti la stessa risposta: Questo un incarico professionale antecedente alla sua nomina di assessore. Questo non rende meno complicata la posizione del professionista, tanto pi che proprio la qualit dellintervento edilizio al centro della polemica . La collina devastata. La costruzione delle case stata autorizzata, anche se il Comune non in grado di dire se con permesso a costruire o con quale altro titolo: sul cantiere manca il cartello (previsto per legge) che indica il numero della concessione, il progettista, direttore dei lavori. In ogni caso, il complesso doveva essere realizzato limitando al minimo gli sbancamenti sul versante retrostante i futuri edifici- dice la commissione comunale del Paesaggio - per ridurre gli effetti dellalterazione del panorama . E i piani devono essere due per ridurre limpatto paesaggistico delle costruzioni dalla viabilit e dalle principali visuali panoramiche. Colpa della Regione. Barbetti non fa sconti. Se la situazione questa - dice - la colpa anche degli enti che hanno consentito che venisse autorizzato lintervento. A volte la Sovrintendenza boccia perfino un metro alto un muro e in questo caso, invece, ha dato parere favorevole. E la Regione, poi, ha approvato tutto: la variante e poi anche il piano di recupero. Tutti hanno fatto sistema perch volevano arrivare al canile comprensoriale che a mio avviso in quel luogo non ha senso.



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