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Roma, dai Fori al Colosseo: nella Capitale senza cartelli larcheologia muta
di Manlio Lilli
28 settembre 2013


Un tour a vergogna lungo e articolato. Per i non addetti ai lavori perfino pieno di sorprese, negative. Niente che spieghi cosa siano i monumenti, cosa rappresentino, nulla che alluda alla loro importanza e alla loro storia. Gli auspici degli anni scorsi che "ogni traccia della storia" dovesse essere "evidenziata" sono falliti


I turisti camminano in sciami. Seguono la guida, davanti. Roma una citt che offre uninfinit di occasioni. Chiese, palazzi, schegge di architettura e urbanistica di ogni tempo. Con molta archeologia, naturalmente. Un susseguirsi di monumenti e siti. Dal centro alle periferie. Ce ne sarebbe per saziare i gusti di tutti. Non solo dei turisti, che guardano stupefatti le meraviglie che incontrano nel loro tour. Non senza rimanere anche un po sorpresi. Dello stato di conservazione di molti monumenti. E cos da tempo a Roma, come a Napoli, a Milano, come a Ercolano, ad Ostia antica come a Canne della battaglia. Non soltanto Pompei a sbriciolarsi. Anzi altrove la situazione ancora pi precaria. Il verde spontaneo che prima aggredisce le strutture antiche e poi quasi se ne impossessa. Per non parlare delle opere di sostegno e quelle di copertura, provvisorie nelle intenzioni iniziali. Con il tempo divenute permanenti, anche se non durature. Con la conseguenza che la comprensione, il gradimento, sono resi pi difficoltosi. Certamente meno immediati. Daltra parte a fare chiarezza non contribuiscono le indicazioni. N quelle per cosi dire stradali, che dovrebbero guidare al monumento, del tutto inesistenti. Tanto meno quelle sul posto, nella gran parte dei casi mancanti o comunque inadeguate.

Il tour romano della vergogna lungo e articolato. Per i non addetti ai lavori perfino pieno di sorprese, negative. Partendo proprio da via dei Fori Imperiali, semi pedonalizzata in attesa che diventi la pi grande area archeologica del mondo, come auspica il sindaco Ignazio Marino. Subito dopo Largo Corrado Ricci, fra la basilica di Massenzio e via in Miranda unarea di scavo. Nella quale dal 2000, in maniera tuttaltro che continuativa, prima la Soprintendenza archeologica comunale e pi di recente la cattedra di archeologia medievale dellUniversit Di Roma Tre, indaga una importante porzione del Foro della Pace. Quella relativa al tempio sul quale quasi infinite le sovrapposizioni successive. Su uno dei complessi pi significativi dellarea centrale, si concentrano progetti. Come quello che riguarda lapertura di un tunnel che metter in comunicazione questo settore con quello indagato con i fondi del Giubileo del 2000. Dalla primavera 2014 i lavori dovrebbero iniziare, per concludersi tra il 2015 e il 2016. Lobiettivo un nuovo percorso di visita tra Foro romano e Foro della Pace, sostiene Roberto Meneghini, responsabile del progetto. Intanto, per, lungo la recinzione metallica che delimita larea, in attesa che le indagini terminino e sia resa visitabile, nessun pannello, nessuna informazione. Niente che spieghi cosa ci sia stato nellantichit e poi in seguito, in quello spazio.

Da qui al Colosseo. Passando per la piazza che c tra lanfiteatro e lArco di Costantino. Dove si vede una zona delimitata da un basso recinto metallico sul quale si riposano i turisti, spesso. Dentro tra lerba spesso alta, le strutture della Meta Sudans, la grandiosa fontana di et flavia che le indagini archeologiche realizzate dallUniversit di Roma La Sapienza tra il 1986 e il 2003, con il finanziamento della Bnc, hanno permesso di rinvenire dopo la distruzione degli anni Trenta del Novecento. Uno dei maggiori raggiungimenti dellarcheologia urbana, a detta di Andrea Carandini, attuale Presidente del Fai. Anche qui nessun cartello. Nulla che alluda alla sua importanza.

Non va meglio nellarea archeologica del foro di Traiano, tra Piazza della Madonna di Loreto e Largo Corrado Ricci. Un complesso riportato in luce anche nelle sue importanti fasi post-antiche, soprattutto con il grande scavo giubilare condotto tra il 1998 e il 2000 ed i successivi degli anni 2004-2007. Il Foro di Traiano mostrer a turisti e studiosi nuovi dettagli di una forma urbis ancora in gran parte sconosciuta, sosteneva nel gennaio 1998, Eugenio La Rocca, allora Soprintendente archeologo del Comune, presentando gli scavi. Per chi si affaccia agli scavi, lungo tutto il fronte lungo via dei Fori Imperiali soltanto una pianta generale.

Ancora. Piazza della Madonna di Loreto sul lato delledificio delle Assicurazioni in Piazza Venezia. Cantiere blindato su tutti i lati, fatta eccezione per due finestre risparmiate nella recinzione. Dentro quel buco, come lo defin lex sindaco Gianni Alemanno, gli archeologi, tra il 2007 e il 2011 hanno scoperto un centro culturale, forse lateneo di Adriano. Una delle scoperte archeologiche pi importanti degli ultimi settanta anni, dopo i Fori Imperiali, a detta di Rossella Rea, direttore per la Soprintendenza archeologica di Roma, del Colosseo. Per quello ci si meraviglia che non ci sia nulla a segnarla. Neppure una minima indicazione, fino a qualche giorno fa. Ora un cartello di cantiere.

Invece, soltanto una generica informazione si legge a fatica su uno dei lati del Mausoleo di Augusto a Piazza Augusto Imperatore. Allinterno della recinzione metallica che circonda il cantiere. Qui le indagini archeologiche, realizzate tra il 2007 e il 2009 dalla Soprintendenza archeologica comunale, hanno regalato molte sorprese. Mai partito il progetto di sistemazione della piazza. Ogni traccia della storia dovr essere evidenziata, diceva Paola Virgili, direttrice dei lavori di scavo nel 2008. I tempi non saranno biblici. Servono progetti chiari e cronoprogrammi rispettati, dichiarava Francesco Giro, allora Sottosegretario ai Beni Culturali, nel 2011. Per ora entrambi gli auspici sono falliti. Sono necessarie risorse che forse arriveranno dal governo grazie al decreto Valore Cultura, in discussione al Senato, ma intanto mancano anche le indicazioni su cosa sia quel monumento.

E, ancora, nelle aree pi centrali, i due templi al Foro Boario, di fronte alla Bocca della Verit. Larea archeologica a Piazza di Monte Savello, a piazza di Porta Maggiore le arcate degli acquedotti di Claudio e dellAcqua Marcia, i resti di alcuni sepolcri. Una miriade i casi analoghi. Cos tanti da perdere la testa. Con quanto c, anzi non c, allinterno del centro nevralgico della Citt potrebbe non destare alcuna meraviglia rendersi conto che la stessa sorte accomuna quei monumenti con quelli di aree pi periferiche. Tanti anche questi. Ma forse meglio continuare a farlo. Insomma non abituarsi allidea che larcheologia debba rimanere muta.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/28/roma-dai-fori-al-colosseo-nella-capitale-larcheologia-e-muta/726487/


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