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Comunicato di associazioni professionali dei BC: contro il progetto pisano del

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Roma, 19 febbraio 2014- Le Associazioni professionali dei Beni Culturali contestano laccordo tra il Comune di Pisa, la Soprintendenza ai Beni Architettonici,Paesaggistici Storici, Artistici e Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno e lAssociazione Amici dei Musei raggiunto il 3 febbraio scorso che istituisce una Sezione specializzata di volontari di pronto intervento, delegata allAssociazione Amici dei Musei,come soluzione condivisa per il recupero e la manutenzione di molti monumenti della citt e della provincia, vista la mancanza di risorse pubbliche.

Archeologi, restauratori, storici dellarte, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, conservation scientists in un documento congiunto sottoscritto da ANA, Associazione culturale Artiglio, ARCH.I.M., GBeA, St.Art.I.M., Ragione del Restauro esprimono sconcerto per la mancata convocazione delle Associazioni dei professionisti dei Beni Culturali al tavolo dellaccordo.
Tali associazioni, anche alla luce della recente legge 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini o Collegi),rappresentano gli specialisti del settore, che rischiano di essere fortemente penalizzati dalle forme di volontariato utilizzate in sostituzione delle prestazioni professionali.

Preoccupa inoltre la posizione favorevole dellUniversit nei confronti dell'accordo: poich il compito principale dell'Universit quello di formare professionisti e specialisti qualificati che abbiano reali opportunit di lavoro, non si comprende l'avallo di misure volte a sostituire le prestazioni professionali con quelle volontarie.

Il ricorso al lavoro volontario per sostenere i costi di manutenzione o gestione ordinaria del patrimonio culturale - affermano i responsabili toscani delle associazioni firmatarie - rischia di innescare una logica di gestione al ribasso, con conseguenze negative di lunga durata sulla qualit e sulle prospettive occupazionali del settore.

Nella convinzione che le attivit di volontariato anche nel campo dei Beni Culturali costituiscono un patrimonio fondamentale di passione e di impegno civico, occorre adottare ogni sforzo per ottenere un giusto equilibrio tra professionismo e volontariato, che tenga conto delle esigenze e delle legittime aspettative di chi per professione si trova ad operare in un settore gi in difficolt in tutto il Paese, anche a causa dell'assenza negli ultimi decenni di adeguate politiche culturali e occupazionali. Per questo facciamo appello al Sindaco di Pisa e al Prefetto, affinch vengano riformulati i termini dellaccordo, e che venga reso noto il quadro finanziario che ha indotto tale scelta.

Chiediamo lapertura di un tavolo di confronto permanente - concludono i firmatari - che comprenda le associazioni professionali e le forze civili interessate a salvaguardare il patrimonio monumentale della citt e del suo territorio, per costruire politiche locali di lunga durata sostenibili per i Beni Culturali e per i professionisti che se ne occupano.E necessaria una seria progettazione che valuti le effettive situazioni di degrado e sappia ricercare fondi adeguati,anche attraverso forme di crowdfunding o attingendo alle risorse europee, senza mortificare la qualificazione e le competenze degli specialisti del settore che quotidianamente operano in condizioni lavorative precarie e intermittenti.

ANA - Associazione nazionale Archeologi
Associazione culturale Artiglio
ARCH.I.M. - Archivisti in Movimento
GBeA - Giovani Bibliotecari e Aspiranti
St.Art.I.M. - Storici dellArte in Movimento
La Ragione del Restauro


Documento congiunto in merito allaccordo siglato in prefettura a Pisa il 3 Febbraio scorso dal titolo Salviamo il patrimonio artistico e monumentale dal degrado

Il 3 febbraio scorso si svolta una riunione presso la Prefettura di Pisa che ha coinvolto il Comune di Pisa, la Soprintendenza ai Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici e Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno e lAssociazione Amici dei Musei di Pisa, ai quali si sono uniti la Provincia di Pisa, la direzione Territoriale del Lavoro di Pisa, la Direzione Generale Azienda USL5, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Pisa, lINAIL di Pisa, lUniversit di Pisa, la Scuola Normale Superiore e lArcidiocesi.
L'incontro si svolto a seguito della richiesta del Comune di Pisa al Prefetto in merito alla necessit di convocare una riunione di coordinamento interistituzionale per valutare quali iniziative assumere per contenere i danni al patrimonio storico artistico monumentale, in unottica collaborativa che impegni tutti gli organismi utili allo scopo.
Il Prefetto ha messo in evidenza lo stato di degrado in cui versano molti monumenti della citt e dalla sua provincia in cui le operazioni di recupero e manutentive non appaiono fronteggiabili con le sole risorse pubbliche, predisponendo come soluzione una Sezione specializzata di volontari di pronto intervento delegata allAssociazione Amici dei Musei (la cui scelta preferenziale non giustificata in alcuna maniera).
Esprimiamo sorpresa per la scelta, alla luce dell'ottica collaborativa auspicata dal Comune, di non convocare, tra tutti gli organismi utili allo scopo, le Associazioni Professionali dei Beni Culturali, che rappresentano effettivamente gli specialisti dei Beni Culturali, cos come recentemente riconosciuto anche dalla Legge 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini e Collegi). Considerato il richiamo alla rilevanza internazionale del patrimonio storico-artistico e archeologico della Citt di Pisa, stupisce la scelta di non coinvolgere gli operatori e gli specialisti (archeologi, restauratori, storici dellarte, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, conservation scientists) che quotidianamente si occupano di beni culturali e, molto spesso, contribuiscono alla loro gestione e valorizzazione. Tutto ci a fronte di una grave sofferenza del settore, che vede molto spesso gli specialisti dei beni culturali operare in condizioni lavorative precarie e mortificanti.
A giustificazione di tale accordo stata invocata, a buon diritto, la scarsit di risorse attualmente disponibili nel settore pubblico. Non stato reso noto per quali siano le effettive necessit di organico, strutturali e finanziarie che hanno indotto a questa scelta.
Preoccupa il fatto che, per sostenere i costi di manutenzione o gestione ordinaria del patrimonio culturale, si abbattano i costi professionali e i costi del lavoro ricorrendo a prestazioni di personale volontario. Si corre infatti il rischio che le azioni di volontariato, che meritoriamente esercitano una funzione sussidiaria nel Paese, possano entrare, se non opportunamente definiti, in concorrenza con il professionismo. E sarebbe triste una scelta che, anche involontariamente, rischia di mettere in concorrenza un pensionato volontario con un giovane professionista disoccupato. Auspichiamo pertanto, e facciamo appello alla sensibilit del Sindaco di Pisa e del Prefetto, affinch vengano prontamente coinvolte nelle azioni interistituzionali anche le Associazioni dei Professionisti dei Beni Culturali.
Infine, la presenza dellUniversit a questo accordo crea una certa apprensione, dal momento che la stessa istituzione che forma i professionisti di domani si trova in qualche maniera ad ostacolarne lingresso nel mercato del lavoro.
Con la scusa della buona volont generale si compie una sostituzione deliberata dei professionisti con i volontari, perpetrando lidea che i Beni Culturali siano sempre e soltanto un buco nero ingestibile che risucchia i fondi ed un divertissement, qualcosa con cui (solo in Italia) non si mangia.
Respingiamo quindi:
1) la prestazione gratuita del volontario laddove mascheri del vero lavoro, nasconda il precariato e contribuisca a creare disoccupazione;
2) il concetto di sostituzione del lavoro professionale con le prestazioni gratuite di volontariato;
3) lerrata interpretazione del principio della sussidiariet.
Pertanto chiediamo:
1) limmediato ritiro del presente accordo;
2) la pubblicazione dei dati sulle risorse in base ai quali stata presa la decisione.
3) lapertura di un tavolo di discussione che, nel rispetto delle normative vigenti, includa anche i lavoratori e i professionisti della cultura e delle rappresentanze sindacali;
4) linterpretazione pi corretta del principio di sussidiariet;
5) la ricerca di fondi a livello europeo anche grazie allaiuto attivo della cittadinanza e delle associazioni culturali (es. crowdfunding).
Nel frattempo le associazioni firmatarie dellaccordo intraprenderanno tutte le iniziative utili a contrastare questa iniziativa dal punto di vista mediatico, legale ed amministrativo.

ANA Associazione nazionale Archeologi
Associazione culturale Artiglio
ARCH.I.M. Archivisti in Movimento
GBeA Giovani Bibliotecari e Aspiranti
St.Art.I.M. Storici dellArte in Movimento
Ragione del Restauro



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