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Trentino. Governare il Territorio
Carlo Daldoss*
Corriere del Trentino 1/3/2014

* Carlo Daldoss, assessore provinciale alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali e edilizia abitativa

Egregio direttore,
colgo l'occasione del dibattito aperto sulla semplificazione urbanistica per fornire un contributo.
Un contributo che cerca di offrire una corretta informazione rispetto agli obiettivi della giunta provinciale e agli approfondimenti in corso.
La valorizzazione della pianificazione e della gestione territoriale finalizzata a favorire una progressiva integrazione delle politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo socio-economico stata posta tra gli obiettivi della legislatura. Ed questo un obiettivo che si lega necessariamente al ripensamento e alla riorganizzazione delle procedure urbanistiche, per assicurare tempi certi e fattibilit delle previsioni ammesse, nonch a una maggiore responsabilizzazione di amministratori, professionisti e funzionari pubblici. Il lavoro che stiamo prospettando investe la legge urbanistica nel complesso, per verificarne l'efficacia; siamo peraltro ben coscienti che il quadro normativo recente, stato recentemente riformato e che, comunque, ogni miglioramento va visto alla luce delle rapide dinamiche di cambiamento socio-economico, le quali richiedono flessibilit e rapidit di risposta.
Non si tratta, quindi, solo di ridurre o semplificare le procedure ma, ribadisco, di accrescere la responsabilit ai diversi livelli decisionali, nella consapevolezza della necessit di perseguire un progetto comune di governo del territorio. stato perci attivato un tavolo di confronto con il Consorzio dei Comuni, gli Ordini e i collegi professionali, le associazioni economiche di categoria del settore edile per raccogliere osservazioni e istanze al fine di discutere le proposte di miglioramento e innovazione che la struttura provinciale sta elaborando.
Da subito, al fine di assicurare risposte efficaci e tempestive rispetto all'attuale situazione congiunturale, si sta lavorando per il disegno di legge finanziaria su due livelli di ragionamento, accelerando, da una parte, le procedure per l'approvazione dei piani territoriali finalizzati a definire il quadro strutturale e strategico della pianificazione come base dello sviluppo territoriale e, dall'altra, puntando sulla semplificazione delle procedure per l'approvazione dei piani regolatori che devono configurarsi, anche nell'iter, come strumenti operativi per dare attuazione alle scelte di trasformazione del territorio.
Il lavoro che stiamo definendo riduce e semplifica il procedimento per l'approvazione dei piani territoriali, coscienti che al di l di ogni considerazione sulla governance dei territori il piano alla scala sovralocale costituisce il quadro di riferimento sia per ragionare sia per programmare servizi e infrastrutture comuni.
A livello locale, invece, il piano regolatore si muove effettivamente come strumento operativo e flessibile. Per questo proponiamo, in particolare, di rivederne le modalit di approvazione, puntando su alcune innovazioni sostanziali: la certezza dei tempi del procedimento, perentori a pena dell'inefficacia dell'intera procedura; la riduzione delle diverse fasi, con l'eliminazione della terza adozione, prevedendo invece una fase iniziale di raccolta di osservazioni e proposte da approfondire nella prima adozione del piano; la capacit di operare una sintesi per quanto attiene la valutazione di competenza della Provincia, che si confronter con il Comune in un'apposita conferenza di servizi e dovr ponderare tutte le osservazioni in un parere unitario.
Per assicurare risultati effettivi, tutto ci richiede, come gi evidenziato, una maggiore responsabilizzazione ai diversi livelli (Comune, professionisti incaricati, funzionari pubblici). Basti pensare che, se l'introduzione della terza adozione nella legislazione vigente ha dato maggiori certezze rispetto alla possibilit di presentare osservazioni da parte dei cittadini e quindi ridurre il contenzioso giuridico-amministrativo, la riduzione delle fasi di adozione richiede la consapevolezza da parte degli amministratori che il piano va attentamente ponderato nelle fasi iniziali ecco perch viene introdotta una fase di deposito preliminare all'adozione del piano per poi procedere celermente alla sua adozione definitiva. O ancora, significativo evidenziare che la perentoriet dei termini richiede l'impegno di tutti a rispettarli, dando effettivamente risposte alle istanze territoriali.
L'introduzione di una disciplina strutturale per l'incentivazione degli interventi di riqualificazione urbana e architettonica l'altro tema che si propone per l'inserimento nel disegno di legge finanziaria anche con scopi anticongiunturali. Rispetto alle disposizioni introdotte in via transitoria nel 2010, per rispondere al fabbisogno abitativo attraverso la riqualificazione edilizia, si vuole ora affrontare a regime il tema della riqualificazione e delle rigenerazione degli insediamenti esistenti, semplificando decisamente la procedura ed estendendo la possibilit di intervento anche agli edifici o alle aree dismesse per promuovere piani di recupero.
La temporizzazione delle previsioni per favorire l'attuazione del piano, la modifica del Prg attraverso la pianificazione attuativa, gli accordi pubblico-privati per promuovere interventi che concorrano anche alla realizzazione di opere pubbliche sono tutti elementi gi contenuti nella legge vigente che, attraverso le modifiche ora proposte, possono trovare ulteriore rapida applicazione.



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