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Pompei. Dopo l'ennesimo crollo si torna a dare la colpa alla pioggia eccessiva
Gimmo Cuomo
Corriere del Mezzogiorno 4/3/2014

POMPEI Non c' due senza tre (crolli). L'antica Pompei, dove le rovine continuano ad andare in malora, davvero un posto pi unico che raro visto che la manutenzione ordinaria diventata una chimera. Al momento, per esempio, non garantita da nessuno. E inizier solo quando gli interventi straordinari del Grande progetto Pompei da 105 milioni di euro saranno stati realizzati. Finora stato ultimato, peraltro da pochi giorni, solo il restauro della casa del Criptoportico per una spesa di poco pi di mezzo milione di euro. Altre opere per complessivi 9,3 milioni sono state avviate, appaltate, invece, per 21 milioni. Di manutenzione ordinaria si ricomincer, dunque, a parlare non prima del 2016. Si provveder con l'affidamento dell'incarico a una ditta esterna. Perch il ministero spiega la direttrice del sito Grete Stefani non assumer nuovi operai e addetti alla manutenzione. Proprio il contrario di quanto reclamano Antonio Pepe della Cisl e Maria Rosa Rosa della Uil che sostengono la necessit di assumere personale operaio piuttosto che soltanto tecnico, amministrativo e addetto alla vigilanza.
Qualche figura professionale ad hoc sopravvive nell'organico. In teoria, sarebbero una quindicina, ma con mansioni diverse, dal fabbro al muratore. Alcuni di questi, per, sono stati destinati ad altri compiti. Gli operai in senso stretto sono solo cinque. I sindacalisti chiedono a gran voce anche la presenza a Pompei di un soprintendente a tempo pieno e un'efficiente organizzazione del lavoro che permetterebbe quantomeno di ottimizzare le risorse professionali disponibili. Il soprintendente designato Massimo Osanna, in stand by in attesa del via libera della Corte dei conti. Ma come ha anticipato al Corriere del Mezzogiorno, conta di arrivare a Pompei tra non pi di una decina di giorni. E cos, mentre si attende il completamento delle opere di restauro gi avviate, l'inizio dei lavori di quelle gi appaltate, soprattutto, la pubblicazione e, in molti casi, addirittura l'elaborazione dei bandi del Progetto, si dovranno mettere in conto altri crolli, come i tre che nel giro di due giorni hanno riportato l'allarme al massimo livello. Perch non accelerare con la progettazione degli interventi di messa in sicurezza? Ma i tempi chiarisce la direttrice non dipendono da noi, noi abbiamo cercato di fare il possibile, prevedendo la piattaforma telematica per i bandi. Ma per progettare opere di messa in sicurezza del sito occorre testare casa per casa, muro per muro, pavimento per pavimento. Almeno nel caso del termopolium, una sorta di bar dell'antichit, sulla via Nola si trattato di un crollo ampiamente annunciato. La scorsa settimana un custode, al termine del suo turno di ispezione, aveva segnalato per iscritto l'imminente pericolo di uno smottamento che puntualmente dopo due giorni di pioggia si verificato, determinando il crollo di una parete ricostruita in parte in epoca moderna e minacciando il vicino opus incertum di epoca romana. Perch l'allarme passato sotto silenzio? Non ignorato riprende Stefani . Trattandosi di una situazione di somma urgenza avevamo gi provveduto ad assegnare l'incarico. Proprio stamattina (ieri, ndr) la ditta avrebbe dovuto effettuare il sopralluogo. Non ce l'abbiamo fatta per poche ore. La colpa come sempre va alla pioggia. Pure Luigi Malnati, il direttore generale delle Antichit del Ministero per i Beni culturali, che provvisoriamente regge la soprintendenza, si affretta a ribadire che gli episodi di questi giorni sono stati causati ancora una volta dal maltempo e dalle forti piogge che hanno provocato danni in tante altre localit. Appunto. Una corsa, spesso persa in partenza, contro il tempo, considerato che la pioggia continuer a cadere. Non un caso che gran parte dei disastri sia avvenuta in edifici di confine, cio antistanti aree non sottoposte a scavo. A provocarli stata la poderosa spinta del terreno retrostante, inzuppato di acqua piovana. La procura della Repubblica di Torre Annunziata segue con particolare attenzione la situazione, il ministro Dario Franceschini presieder oggi una riunione tecnica sul caso Pompei.
La via Nola rimasta chiusa al pubblico per tutta la giornata. Ma Stefani, che considera lo sgretolamento del muro un campanello d'allarme e non esclude l'eventualit di altri smottamenti in zona, confida di riaprire al pi presto, forse gi oggi, la via. Cos come dovrebbe essere riaperta anche la necropoli di Porta Nocera, interessata dal secondo smottamento. Altre pietre, infine, sono venute gi dalla spalletta del quarto arcone sotto il tempio di Venere, una divinit particolarmente cara agli antichi Pompeiani perch proteggeva i traffici marini.
Ieri un sole luminosissimo ha accompagnato le visite dei turisti. Soprattutto quelli stranieri erano talmente immersi nella storia, che non hanno nemmeno percepito la gravit dell'accaduto. L'ha denunciata invece senza giri di parole il presidente della commissione italiana per l'Unesco Giovanni Puglisi che ha richiesto un piano di interventi straordinario che metta in sicurezza l'intera area. I turisti no, rapiti dalla grande bellezza, hanno continuato fino al tramonto ad aggirarsi nel perimetro visitabile della citt morta. Seguiti dagli immancabili cani.



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