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Trasmesso alla Camera il decreto Artbonus e turismo. Ecco il testo (Titolo I)

DISPOSIZIONI URGENTI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE, LO SVILUPPO DELLA CULTURA E IL RILANCIO DEL TURISMO

TITOLO I
MISURE URGENTI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE E LO SVILUPPO DELLA CULTURA

TITOLO II
MISURE URGENTI A SUPPORTO DELLACCESSIBILIT DEL SETTORE CULTURALE E TURISTICO

TITOLO III
MISURE URGENTI PER LAMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE E DEL TURISMO

TITOLO IV
NORME FINANZIARIE ED ENTRATA IN VIGORE

Il Presidente della Repubblica
VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
CONSIDERATA la straordinaria necessit e urgenza di reperire risorse, anche mediante interventi di agevolazione fiscale, per garantire la tutela del patrimonio culturale della Nazione e lo sviluppo della cultura, in attuazione dellarticolo 9 della Costituzione;
CONSIDERATA la straordinaria necessit e urgenza di porre immediato rimedio allo stato di emergenza e degrado in cui versano numerosi siti culturali italiani, con particolare riguardo allarea archeologica di Pompei, al complesso della Reggia di Caserta e alle aree colpite da calamit naturali quali la Regione Abruzzo e la citt di LAquila;
CONSIDERATA la straordinaria necessit e urgenza di emanare disposizioni per il rilancio del turismo al fine di promuove limprenditorialit turistica e di favorire la crescita di un settore produttivo strategico per la ripresa economica del Paese, nonch di assicurare la competitivit dellofferta turistico-culturale italiana, anche mediante processi di digitalizzazione e informatizzazione del settore;
CONSIDERATA la straordinaria necessit e lurgenza di assicurare, nellambito della pi ampia politica di revisione della spesa, lorganica tutela di interessi strategici sul piano interno e internazionale, tramite interventi sulla organizzazione, sui procedimenti e sul personale del Ministero dei beni e delle attivit culturali e del turismo e di ENIT-Agenzia nazionale del turismo;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 maggio 2014;
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, di concerto con il Ministro degli affari esteri, il Ministro delleconomia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie;

E M A N A
il seguente decreto-legge:

TITOLO I
MISURE URGENTI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE DELLA NAZIONE E PER LO SVILUPPO DELLA CULTURA

Art. 1 (ART-BONUS-Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura)
1. Per le erogazioni liberali in denaro effettuate nei tre periodi dimposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2013, per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti delle fondazioni lirico-sinfoniche o di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attivit nello spettacolo, non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 15, comma 1, lettere h) e i), e 100, comma 2, lettere f) e g), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e spetta un credito dimposta, nella misura del:
a) 65 per cento delle erogazioni liberali effettuate in ciascuno dei due periodi dimposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2013;
b) 50 per cento delle erogazioni liberali effettuate nel periodo dimposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.
2. Il credito dimposta spettante ai sensi del comma 1 riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile, ai soggetti titolari di reddito dimpresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui. Il credito dimposta ripartito in tre quote annuali di pari importo. Si applicano le disposizioni di cui allarticolo 40, comma 9, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
3. Ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, per i soggetti titolari di reddito dimpresa il credito di imposta utilizzabile tramite compensazione ai sensi dellarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dellimposta regionale sulle attivit produttive.
4. Al credito dimposta di cui al presente articolo non si applicano i limiti di cui allarticolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui allarticolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
5. I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali di cui al comma 1 comunicano mensilmente al Ministero dei beni e delle attivit culturali e del turismo lammontare delle erogazioni liberali ricevute nel mese di riferimento; provvedono altres a dare pubblica comunicazione di tale ammontare, nonch della destinazione e dellutilizzo delle erogazioni stesse, anche con unapposita sezione nei propri siti web istituzionali. Sono fatte salve le disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
6. Larticolo 12 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112 abrogato. Con il regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attivit culturali e del turismo, di cui allarticolo 14, comma 3, del presente decreto, si individuano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nel rispetto delle dotazioni organiche definite in attuazione del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, apposite strutture dedicate a favorire le elargizioni liberali tra i privati e la raccolta di fondi tra il pubblico.
7. Ai maggiori oneri derivanti dalla concessione del credito dimposta di cui al presente articolo si provvede ai sensi dellarticolo 17.

Art. 2 (Misure urgenti per la semplificazione delle procedure di gara e altri interventi urgenti per la realizzazione del Grande Progetto Pompei)
1. Agli affidamenti di contratti in attuazione del Grande Progetto Pompei, approvato dalla Commissione europea con la Decisione n. C(2012) 2154 del 29 marzo 2012, si applicano, al fine di accelerare lattuazione degli interventi previsti, le seguenti disposizioni:
a) il Direttore generale di progetto di cui allarticolo 1 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, pu avvalersi dei poteri previsti dallarticolo 20, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, fatti salvi gli effetti del protocollo di legalit stipulato con la competente Prefettura Ufficio territoriale del Governo;
b) la soglia per il ricorso alla procedura negoziata di cui allarticolo 204 del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, elevata a 3,5 milioni di euro;
c) in deroga alla disposizione dellarticolo 48, comma 2, del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, il Direttore generale di progetto procede allaggiudicazione dellappalto anche ove laggiudicatario non abbia provveduto a fornire, nei termini di legge, la prova del possesso dei requisiti dichiarati o a confermare le sue dichiarazioni; nel caso in cui laggiudicatario non provveda neppure nellulteriore termine a tal fine assegnatogli dal Direttore generale di progetto il contratto di appalto risolto di diritto, lamministrazione applica le sanzioni di cui allarticolo 48, comma 1, del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006 e procede ad aggiudicare lappalto allimpresa seconda classificata;
d) sempre consentita l'esecuzione di urgenza di cui allarticolo 11, comma 12, del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, anche durante il termine dilatorio e quello di sospensione obbligatoria del termine per la stipulazione del contratto di cui ai commi 10 e 10-ter del medesimo articolo, atteso che la mancata esecuzione immediata della prestazione dedotta nella gara determinerebbe un grave danno all'interesse pubblico che destinata a soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti comunitari; in deroga alle disposizioni dellarticolo 153 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, la consegna dei lavori avviene immediatamente dopo la stipula del contratto con laggiudicatario, sotto le riserve di legge;
e) il Direttore generale di progetto pu revocare in qualunque momento il responsabile unico del procedimento al fine di garantire laccelerazione degli interventi e di superare difficolt operative che siano insorte nel corso della realizzazione degli stessi; pu altres attribuire le funzioni di responsabile unico del procedimento anche ai componenti della Segreteria tecnica di cui al comma 5;
f) in deroga allarticolo 205 del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, le percentuali ivi stabilite nei commi 2, 3 e 4 per gli interventi in variazione del progetto sono elevate al trenta per cento;
g) in deroga agli articoli 10, comma 6, e 119 del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonch dellarticolo 9, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, il responsabile del procedimento pu sempre svolgere, per pi interventi, nei limiti delle proprie competenze professionali, anche le funzioni di progettista o di direttore dei lavori;
h) in deroga allarticolo 112 del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonch alle disposizioni contenute nella Parte II, Titolo II, Capo II del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, la verifica dei progetti sostituita da unattestazione del responsabile unico del procedimento di rispondenza degli elaborati progettuali ai documenti di cui all'articolo 93, commi 1 e 2, del predetto Codice, ove richiesti, e della loro conformit alla normativa vigente.
2. Il comando presso la struttura di supporto al Direttore generale di progetto nellambito del contingente di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, non assoggettata al nulla osta o ad altri atti autorizzativi dellamministrazione di appartenenza.
3. Al comma 5 dellarticolo 1 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)il terzo periodo sostituito dal seguente: Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 2 prevista listituzione di un Comitato di gestione con il compito di approvare, ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la proposta presentata dal Direttore generale di progetto, di cui al comma 6, di un Piano strategico per lo sviluppo delle aree comprese nel piano di gestione di cui al comma 4.;
b)al quarto periodo, le parole: svolge anche le funzioni di Conferenza di servizi permanente, ed, sono soppresse;
c)il quinto e sesto periodo sono sostituiti dai seguenti: Lapprovazione del piano da parte del Comitato di gestione produce gli effetti dellarticolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dellarticolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e dellarticolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e sostituisce ogni altro adempimento e ogni altro parere, nulla osta, autorizzazione o atto di assenso comunque denominato necessario per la realizzazione degli interventi approvati..
4. Resta fermo il disposto dell'articolo 2, comma 7, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75.
5. Per accelerare la progettazione degli interventi previsti nellambito del Grande Progetto Pompei, al fine di rispettare la scadenza del programma, costituita una segreteria tecnica di progettazione presso la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, composta da non pi di 20 unit di personale, alle quali possono essere conferiti, in deroga ai limiti finanziari previsti dalla legislazione vigente, incarichi di collaborazione, ai sensi dellarticolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per la durata massima di 12 mesi, entro i limiti di spesa di 900.000 euro, per la partecipazione alle attivit progettuali e di supporto al Grande Progetto Pompei, secondo le esigenze e i criteri stabiliti dal Direttore generale di progetto dintesa con il Soprintendente Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia.
6. Per lattuazione delle disposizioni di cui al comma 5, nel limite massimo di 400.000 euro per lanno 2014, si fa fronte con le risorse disponibili sul bilancio della Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Per lanno 2015, nei limiti di 500.000 euro, si provvede ai sensi dellarticolo 17.

Art. 3 (Misure urgenti per la tutela e la valorizzazione del complesso della Reggia di Caserta)
1. Entro il 31 dicembre 2014 predisposto il Progetto di riassegnazione degli spazi dellintero complesso della Reggia di Caserta, comprendente la Reggia, il Parco reale, il Giardino allinglese, lOasi di San Silvestro e lAcquedotto Carolino, con lobiettivo di restituirlo alla sua destinazione culturale, educativa e museale. A tal fine, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto nominato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, un commissario straordinario. Il commissario nominato tra esperti di comprovata competenza, anche provenienti dai ruoli del personale dirigenziale del Ministero dei beni e delle attivit culturali e del turismo o delle altre amministrazioni statali e dura in carica fino al 31 dicembre 2014.
2. Ferme restando le attribuzioni della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico e per il polo museale della citt di Napoli e della Reggia di Caserta e delle altre amministrazioni in ordine alla gestione ordinaria del sito, il commissario di cui al comma 1, consegnatario unico dellintero complesso, svolge i seguenti compiti:
a) convoca riunioni tra tutti i soggetti pubblici e privati che operano negli spazi del complesso della Reggia, anche allo scopo di verificare la compatibilit delle attivit svolte con la destinazione culturale, educativa e museale del sito;
b) coordina i soggetti di cui alla lettera a) e lo svolgimento di tutte le attivit in essere negli spazi del complesso della Reggia al fine di garantire la realizzazione del Progetto di cui al comma 1;
c) gestisce gli spazi comuni del complesso della Reggia, monitorandone luso da parte dei soggetti di cui alla lettera a);
d) predispone entro il 31 dicembre 2014, dintesa con la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico e per il polo museale della citt di Napoli e della Reggia di Caserta, con lAgenzia del Demanio e con il Ministero della Difesa, il Progetto di riassegnazione e di restituzione degli spazi del complesso della Reggia alla loro destinazione culturale, educativa e museale. A tal fine si avvale anche dei giovani tirocinanti del progetto Mille giovani per la cultura di cui larticolo 2, comma 5-bis del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99. Il Progetto approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo.
3. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 definito il compenso del commissario, nel rispetto di quanto previsto dallarticolo 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, e ne sono ulteriormente specificati i compiti nellambito di quelli indicati al comma 2. Allonere derivante dal presente comma si provvede, nei limiti di 50.000 euro, ai sensi dellarticolo 17.

Art. 4 (Disposizioni urgenti per la tutela del decoro dei siti culturali)
1. Il comma 1-bis dellarticolo 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aggiunto dallarticolo 4-bis del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge di conversione 7 ottobre 2013, n. 112, rinominato a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto 1-ter. Al fine di rafforzare le misure di tutela del decoro dei siti culturali e anche in relazione al comma 5 dellarticolo 70 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, di attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno, al comma 1-ter dellarticolo 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, come rinominato dal presente articolo, aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In particolare, i competenti uffici territoriali del Ministero e i Comuni avviano procedimenti di riesame, ai sensi dellarticolo 21-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, delle autorizzazioni e delle concessioni di suolo pubblico che risultino non pi compatibili con le esigenze di cui al presente comma, anche in deroga a eventuali disposizioni regionali adottate in base allarticolo 28, commi 12, 13 e 14, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e successive modificazioni, nonch in deroga ai criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per l'esercizio del commercio su aree pubbliche e alle disposizioni transitorie stabilite nellintesa in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, prevista dallarticolo 70, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 recante attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno. In caso di revoca del titolo, ove non risulti possibile il trasferimento dellattivit commerciale in una collocazione alternativa equivalente in termini di potenziale remunerativit, al titolare corrisposto da parte dellamministrazione procedente lindennizzo di cui allarticolo 21-quinquies, comma 1, secondo periodo, della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel limite massimo di un dodicesimo del canone annuo dovuto.
2. Dallattuazione del presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 5 (Disposizioni urgenti in materia di organizzazione e funzionamento delle fondazioni lirico-sinfoniche)
1. Allarticolo 11 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera g), aggiunto, in fine, il seguente periodo:
Nelle more della definizione del procedimento di contrattazione collettiva nel settore lirico-sinfonico di cui all'articolo 2 del decreto-legge 30 aprile 2010, n.64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, le fondazioni lirico-sinfoniche che hanno presentato il piano di risanamento ai sensi del presente articolo possono negoziare ed applicare nuovi contratti integrativi aziendali, compatibili con i vincoli finanziari stabiliti dal piano, purch tali nuovi contratti prevedano lassorbimento senza ulteriori costi per la fondazione di ogni eventuale incremento del trattamento economico conseguente al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (C.C.N.L.) e ferma restando l'applicazione del procedimento di cui al comma 19 in materia di autorizzazione alla sottoscrizione degli accordi in caso di non conformit dei contratti aziendali con il contratto nazionale di lavoro;;
b) il comma 13 sostituito dal seguente:
13. Per il personale eventualmente risultante in eccedenza all'esito della rideterminazione delle dotazioni organiche di cui al comma 1, alle fondazioni di cui al medesimo comma, fermo restando il divieto di procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato, estesa lapplicazione dell'articolo 2, comma 11, lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ivi comprese le disposizioni in materia di liquidazione del trattamento di fine rapporto comunque denominato e dell'articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, prendendo a riferimento i requisiti di accesso al pensionamento anteriori alla disciplina dellarticolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il personale amministrativo e tecnico dipendente a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore del presente decreto che risulti ancora eccedente, assunto a tempo indeterminato, tramite procedure di mobilit avviate dalla fondazione, dalla societ Ales S.p.A., in base alle proprie esigenze produttive nei limiti della sostenibilit finanziaria consentita dal proprio bilancio e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, previa prova didoneit finalizzata allindividuazione dellinquadramento nelle posizioni disponibili, applicando al personale assunto la disciplina anche sindacale in vigore presso Ales S.p.A.;
c) al comma 15, alinea, le parole: 30 giugno 2014 sono sostituite dalle seguenti: 31 dicembre 2014;
d) al comma 15, lettera a), numero 5), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: Continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni dellarticolo 14 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367.;
e) il comma 16 sostituito dal seguente:
16. Le nuove disposizioni statutarie si applicano con decorrenza dal 1 gennaio 2015. La decorrenza pu comunque essere anticipata in caso di rinnovo degli organi in scadenza. Allentrata in vigore delle nuove disposizioni statutarie si rinnovano gli organi di amministrazione, ivi incluso il collegio dei revisori dei conti. Il mancato adeguamento delle disposizioni statutarie nei termini di cui al presente articolo determina comunque lapplicazione dellarticolo 21 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367.;
f) nel comma 19, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
, intendendosi per trattamento fondamentale dei dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche il minimo retributivo, gli aumenti periodici di anzianit, gli aumenti di merito e l'indennit di contingenza.
g) dopo il comma 21, inserito il seguente:
"21-bis. Nell'ambito del rilancio del sistema nazionale musicale di eccellenza, sono altres determinati, con decreto del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo non avente natura regolamentare da adottarsi, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, entro il 31 luglio 2014, i criteri per la individuazione delle fondazioni lirico-sinfoniche che, presentando evidenti peculiarit per la specificit della storia e della cultura operistica e sinfonica italiana, per la loro funzione e rilevanza internazionale, per le capacit produttive, per i rilevanti ricavi propri, nonch per il significativo e continuativo apporto finanziario di soggetti privati, si dotano di forme organizzative speciali. Le fondazioni dotate di forme organizzative speciali, non rientranti nella fattispecie di cui al comma 1, percepiscono a decorrere dal 2015 un contributo dello Stato a valere sul Fondo unico dello spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, determinato in una percentuale con valenza triennale, e contrattano con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative un autonomo contratto di lavoro che regola all'unico livello aziendale tutte le materie che sono regolate dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (C.C.N.L.) di settore e dagli accordi integrativi aziendali, previa dimostrazione alle autorit vigilanti della compatibilit economico-finanziaria degli istituti previsti e degli impegni assunti. Tali fondazioni sono individuate con decreto del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, da adottarsi entro il 31 ottobre 2014, aggiornabile triennalmente, e adeguano i propri statuti, nei termini del comma 16, in deroga al comma 15, lettere a), numeri 2) e 3), e b), del presente articolo."
2. Al fine di valorizzare e sostenere le attivit operistiche nella capitale d'Italia, la "Fondazione Teatro dell'Opera di Roma" assume il nome di Fondazione "Teatro dellOpera di Roma Capitale".
3. Le amministrazioni straordinarie delle fondazioni lirico-sinfoniche di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, che non abbiano ancora adeguato i propri statuti alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono prorogate sino alla nomina dei nuovi organi ordinari a seguito della approvazione del nuovo statuto con le modalit e nei termini previsti nellarticolo 11 del decreto-legge n. 91 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 112 del 2013, cos come modificato dal comma 1 del presente articolo, e comunque previa verifica della sussistenza degli eventuali requisiti di cui al citato articolo 11, comma 21-bis, come introdotto dal comma 1, lettera g) del presente articolo.
4. Il trattamento economico, ove previsto, dei componenti degli organi di amministrazione, direzione e controllo, nonch dei dipendenti, consulenti e collaboratori delle fondazioni lirico-sinfoniche non pu superare il limite massimo retributivo previsto dagli articoli 23-bis e 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e successive modificazioni. Tale limite riferito al trattamento economico onnicomprensivo, incluso ogni trattamento accessorio riconosciuto. I contratti in essere sono adeguati a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
5. Sono abrogati:
a) larticolo 1 del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100;
b) i commi 326 e 327 dellarticolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
6. Il fondo di rotazione di cui allarticolo 11, comma 6, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, incrementato, per lanno 2014, di 50 milioni di euro. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, utilizzando la dotazione per l'anno 2014 della "Sezione per assicurare la liquidit alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari". Al fine dellerogazione delle risorse di cui al presente comma si applicano le disposizioni di cui al comma 7 dellarticolo 11 del decreto-legge n. 91 del 2013.
7. Dallattuazione del presente articolo, ad esclusione del comma 6, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 6 (Disposizioni urgenti per attrarre investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica ed audiovisiva)
1. Allarticolo 1, comma 335, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, le parole: euro 5.000.000 sono sostituite dalle seguenti: dieci milioni di euro e le parole: opera filmica sono sostituite dalle seguenti: impresa di produzione esecutiva per ciascun periodo dimposta.
2. Allarticolo 8 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3, le parole: 110 milioni sono sostituite dalle seguenti: 115 milioni;
b) il comma 4 sostituito dal seguente:
4. Le disposizioni applicative dei commi 1 e 2, nonch quelle finalizzate a garantire il rispetto del limite massimo di spesa di cui al comma 3 anche con riferimento ai limiti da assegnare, rispettivamente, ai benefici di cui al comma 1, con particolare riguardo a quello previsto dallarticolo 1, comma 335, della citata legge n. 244 del 2007, e al beneficio di cui al comma 2, sono dettate con decreto del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro il 30 giugno 2014..
3. Lincremento di risorse di cui alla lettera a) del comma 2 decorre dal 1 gennaio 2015. Al relativo onere si provvede ai sensi dellarticolo 17.

Art. 7 (Piano strategico Grandi Progetti Beni culturali e altre misure urgenti per i beni e le attivit culturali)
1. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, sentito il Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici, adottato, entro il 31 dicembre di ogni anno e, per il 2014, anche in data antecedente, il Piano strategico Grandi Progetti Beni culturali, ai fini della crescita della capacit attrattiva del Paese. Il Piano individua beni o siti di eccezionale interesse culturale e di rilevanza nazionale per i quali sia necessario e urgente realizzare interventi organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale, anche a fini turistici. Per lattuazione degli interventi del Piano strategico Grandi Progetti Beni culturali autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per il 2014, 30 milioni di euro per il 2015 e 50 milioni di euro per il 2016. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma Fondi di riserva e speciali della missione Fondi da ripartire dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2014, allo scopo utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dei beni e delle attivit culturali e del turismo, di cui alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, Tabella B. Il Ministero delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni del bilancio. A decorrere dal 1 gennaio 2017, al Piano strategico Grandi Progetti Beni culturali destinata una quota pari al 50 per cento delle risorse per le infrastrutture assegnata alla spesa per investimenti in favore dei beni culturali ai sensi dellarticolo 60, comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
2. Allarticolo 60, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 sostituito dal seguente:
4. A decorrere dal 2014, una quota pari al 3 per cento delle risorse aggiuntive annualmente previste per le infrastrutture e iscritte nello stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti destinata alla spesa per investimenti in favore dei beni culturali. Lassegnazione della predetta quota disposta dal CIPE nellambito delle risorse effettivamente disponibili, su proposta del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base della finalizzazione derivante da un programma di interventi in favore dei beni culturali;
b) dopo il comma 4-bis inserito il seguente:
4-ter. Per finanziare progetti culturali elaborati da enti locali nelle periferie urbane destinata una quota delle risorse di cui al comma 4, pari a 3.000.000 di euro, per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016..
3. Nellambito delle iniziative del Piano nazionale garanzia giovani, il Fondo Mille giovani per la cultura previsto dallarticolo 2, comma 5-bis del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, recante Primi interventi urgenti per la promozione delloccupazione, in particolare giovanile, della questione sociale, nonch in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti, rifinanziato con stanziamento pari a 1 milione di euro per il 2015.
4. Ai maggiori oneri derivanti dallattuazione del comma 3 si provvede ai sensi dellarticolo 17.

Art. 8 (Misure urgenti per favorire loccupazione giovanile presso gli istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica)
1. Gli istituti e i luoghi della cultura dello Stato, delle Regioni e degli altri Enti pubblici territoriali istituiscono, secondo le rispettive competenze e in base ai rispettivi ordinamenti, elenchi nominativi di giovani di et non superiore ai 29 anni, laureati in storia dellarte e in altre discipline afferenti ai beni e alle attivit culturali, da impiegare, mediante contratti di lavoro flessibile, anche in deroga alle disposizioni del comma 28 dellarticolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per fare fronte a esigenze temporanee di rafforzamento dei servizi di accoglienza e di assistenza al pubblico, al fine del miglioramento del servizio pubblico di valorizzazione del bene culturale in gestione. Possono essere impiegati anche i giovani in possesso del titolo rilasciato dalle scuole di archivistica, paleografia e diplomatica di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409. In nessun caso i rapporti di cui ai periodi precedenti possono costituire titolo idoneo a instaurare rapporti di lavoro a tempo indeterminato con lamministrazione. Ogni diversa previsione o pattuizione nulla di pieno diritto e improduttiva di effetti giuridici.
2. La medesima finalit di miglioramento del servizio di valorizzazione dei beni culturali grazie allimpiego dei giovani di cui al comma 1 pu essere conseguita mediante la presentazione, da parte degli istituti della cultura di appartenenza pubblica o da parte dei corrispondenti uffici amministrativi competenti, anche su richiesta degli Enti pubblici territoriali, di appositi progetti nell'ambito del Servizio nazionale civile, settore patrimonio artistico e culturale.
3. I rapporti di lavoro flessibile per le esigenze temporanee di cui al comma 1 non pregiudicano le concessioni dei servizi per il pubblico di cui agli articoli 115 e 117 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, che non costituiscono in nessun caso motivo ostativo al ricorso ai predetti rapporti.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, di concerto con i Ministri dellistruzione, delluniversit e della ricerca, del lavoro e delle politiche sociali, per la semplificazione e la pubblica amministrazione e delleconomia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i titoli di studio utili, le modalit di tenuta e di aggiornamento degli elenchi, le modalit di riparto delle risorse di cui al comma 5, nonch le modalit di individuazione dei giovani da impiegare, assicurando criteri di trasparenza, pubblicit, non discriminazione e rotazione.
5. Agli oneri derivanti dallapplicazione del presente articolo si provvede, nei limiti di 1,5 milioni di euro per lanno 2015, ai sensi dellarticolo 17.





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