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SICILIA - Beni culturali quale gestione
Pinella Leocata
LA SICILIA Mercoled 25 Giugno 2014


Eppure il costituendo parco ARCHEOLOGICo potrebbe gestire autonomamente i circa 150.000 euro l'anno che incassa e che deve versare all'erario regionale senza avere indietro nulla. E i progetti non mancano, inclusi i percorsi a tema


I turisti possono attendere, anzi farebbero meglio a cambiare meta. Pagano il biglietto d'ingresso, ma i bagni dei monumenti archeologici sono chiusi per mancanza di pulizieri, sui ruderi si cumula immondizia, ovunque crescono erbacce e rovi e presto ci saranno pure le zecche. Questa l'accoglienza che offrono Catania e provincia, cos come i territori delle sovrintendenze di Siracusa, Ragusa, Trapani, Enna. Il contratto quinquennale con la Consip scaduto a maggio e la Regione, in assenza di Finanziaria, non pu prorogarlo n rinnovarlo. Cos sovrintedenze e siti archeologici sono abbandonati a s stessi.
La sovrintendente di Catania facente funzione - che per dare l'esempio si rimboccata le maniche e, munita di guanti, ha provveduto per le parti di sua pertinenza - una settimana addietro ha annunciato che l'assessora regionale ai Beni culturali aveva trovato le somme necessarie e che presto si sarebbe potuto procedere a fare pulizia. Ma non successo niente e la situazione come prima, peggio di prima. E per funzionari e dipendenti irricevibile il messaggio della Regione che, di fatto, dice: arrangiatevi.
Le disfunzioni sono particolarmente pesanti nei siti del cosiddetto Museo regionale interdisciplinare, cio nel costituendo Parco ARCHEOLOGICo di Catania, che non riceve un euro da un pi di un anno. E, poich la Regione non paga, sono stati tagliati i telefoni - che possono solo ricevere perch non si pu sospendere un servizio pubblico - e dipendenti e funzionari sono costretti ad usare i propri, cos come le stampanti, i computer, la carta... E il Comune ha sollecitato il pagamento di una bolletta dell'acqua di 900 euro, lievitata a causa degli arretrati. E questo sebbene il museo introiti 150.000 euro l'anno con i quali potrebbe soddisfare le tante esigenze e attivare nuove iniziative e progetti. E, invece, queste somme vanno versate, non al Dipartimento dei Beni culturali, ma nelle casse dell'erario regionale, cio nel calderone generale, che le utilizza per tutt'altri fini. Basterebbe completare l'iter per la costituzione del parco ARCHEOLOGICo che, diventato ente, avrebbe autonomia giuridica e gestionale. A quel punto, per decreto, verrebbe costituito un comitato tecnico scientifico del quale, per legge, faranno parte il sovrintendente, il sindaco e i rappresentanti delle associazioni del territorio, e questa sarebbe una maniera per restituire i beni archeologici ai cittadini e coinvolgerli nella loro gestione.
Se il parco ARCHEOLOGICo potesse contare sui soldi che guadagna - sottolinea il dottor Fabrizio Nicoletti, responsabile dell'ufficio relazioni con il pubblico - potremmo garantire non solo l'apertura quotidiana del teatro greco-romano, come avviene oggi, ma tenere sempre aperto l'anfiteatro di piazza Stesicoro, ora chiuso domenica e luned e spesso anche il sabato, in base alla disponibilit del personale. Potremmo tenere sempre aperte le Terme della Rotonda, ora visitabili mercoled e domenica mattina grazie ai volontari di "Etna ngeniousa". Potremmo aprire le Terme dell'Indirizzo, ora chiuse, e rendere visitabile il "portico dell'atleta", sotto via dei Crociferi, con i suoi mosaici, affreschi e statue che nessuno conosce. E non includo le terme Achilleane che, pure dello Stato, sono gestite dalla diocesi come se fossero di sua propriet, anche se le bollette della luce - salate, visto che bisogna attivare le idrovore - le paga il Comune. Insomma potremo valorizzare la Catania archeologica che, dopo Roma, la citt vivente con maggior numero di monumenti romani. Una citt che possiede un teatro che neppure Roma ha, eppure il turista che arriva all'aeroporto, chiss perch, trova la gigantografia del teatro di Taormina.
Di pi. Il dottor Nicoletti sogna di poter aprire tutti i monumenti e prevederne la visita curando percorsi turistici a tema. Si potrebbe fare il tour dei mausolei, per esempio, dal momento che anche Catania ha una sorta di via Appia. Si potrebbe partire da piazza Stesicoro, dalla cripta di Sant'Euplio per poi passare alla tomba di Stesicoro, sequestrata nell'area militare all'interno della chiesa del Carmine, per poi visitare le tombe conservate sotto la Rinascente e raggiungere il mausoleo Modica, all'interno dell'omonima villa su viale Regina Margherita, e poi il colombario della Mecca, sotto la chieda di San Gerolamo all'interno dell'ospedale Garibaldi centro, fino all'ipogeo quadrato di via Sanfilippo, vicino piazza Lanza, l'unico oggi visitabile, su prenotazione.
E ricorda che un itinerario romano esiste gi, promosso dall'Associazione regionale guide siciliane che, ogni marted, con partenza alle 9 dalla libreria Prampolini e per la durata di mezza giornata, a prezzi ridotti, organizza la visita delle terme dell'Indirizzo, del complesso del teatro, delle terme della Rotonda e dell'anfiteatro.
Progetti affascinanti e di buon senso, peccato che la citt possibile si scontri, e ceda, di fronte a quella reale.


25/06/2014



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