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TOSCANA - "Nei 24 mila ettari di Montalcino solo il 15% occupato dalle vigne"
MASSIMO MUGNAINI MASSIMO VANNI
LA REPUBBLICA 30 agosto 2014 - FIRENZE



Brunelli, Cia: zone per la Regione non vocate hanno avuto il punteggio massimo da Wine Spectator "Non possiamo obbligare le piccole aziende ai terrazzamenti perch hanno costi allucinanti"

GLI SCONTENTI


LA TOSCANA modello per i vincoli minimi, come dice il segretario dem Parrini? Non ditelo a sindaci e imprenditori. Perch sia gli uni che gli altri pensano che il Piano paesaggistico adottato a luglio sia in realt il contrario.

Non si pu disperdere per norma uno sviluppo che si dimostrato sostenibile ed economicamente vincente, i vincoli del Piano dovranno essere rivisti integralmente, dice il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli. Anche quelli che riguardano il mosaico delle biodiversit che incoraggia pi colture: Chi viene a Montalcino si aspetta di trovare i vigneti, non campi di grano. E dunque, prima di imporre prescrizioni bisognerebbe conoscere il territorio, perch il turismo enologico e paesaggistico porta ricchezza: la disoccupazione prossima allo zero, dice Franceschelli.

Ma dove sono i tanto contestati vincoli? Cos' che non va nel Piano? Il punto sono le schede d'ambito, le mappe che dettagliano come si utilizza il terreno, spiega Luca Brunelli, titolare dell'omonima azienda di Montalcino con 11 ettari di vigneti. Nel Piano si dice che impiantare vigneti su certi terreni dannoso per la qualit' del vino. Ma ci sono produttori che hanno realizzato vigneti in zone secondo il Piano non vocate col massimo punteggio su Wine Spectator', la bibbia americana del vino. Rinunci dunque la Regione ad indicare a priori dove si pu fare vino: Lo lasci decidere a noi, dice Brunelli, che anche il presidente toscano della Cia, la Confederazione degli agricoltori. Non solo per.

Vincoli ci sarebbero anche sui reimpianti, sulla sostituzione dei vecchi vigneti con i nuovi: Il Piano dice che si deve tenere conto della configurazione storica dei terreni, secondo il modello anni Sessanta a pi colture. Ma cos si lede la libert d'impresa. Solo il Chianti classico risparmiato, insiste Brunelli. Anche perch la tutela dell'ambiente una priorit per gli stessi produttori: Per noi economia e paesaggio sono un connubio viscerale. E non dimentichiamo che dei 24 mila ettari di Montalcino solo il 15% occupato dai vigneti , dice il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci.

Si contesta per anche il recupero dei terrazzamenti, una tecnica ritenuta conservativa, rispettosa del paesaggio e anti-industriale dalla Regione. Obbietta il sindaco Pd di Gaiole Michele Pescini: La Regione mi dice: senza terrazzamenti si rischia di peggiorare il dilavamento del territorio. Giusto, ma non possiamo obbligare le piccole aziende, cio la nostra vera eccellenza: sono costi allucinanti. E non vorrei che combattendo l'industrializzazione si finisca per favorirla. Eppoi i cosiddetti corridoi ecologici. La Regione dice no ai grandi appezzamenti perch bisogna salvaguardare fossi e torrenti, i corridoi naturali. In molti casi quindi non si potranno estendere i vigneti. Regolamentare giusto ma cos troppo: ci sono vincoli per il fondo valle, vincoli per l'alta collina, vincoli della soprintendenza. Una prigione, lamenta Pescini.

Gli fa eco il sindaco Pd arrabbiatissimo di Greve Paolo Sottani: La Regione mi spieghi come faccio a dire ai produttori che vogliono reimpiantare i vigneti che non possono farlo perch una scheda d'ambito lo vieta. Salta su Filippo Mazzei, titolare dell'etichetta Fonterutoli: Devono essere gli architetti della Regione a dirci dove si pu fare vino? I produttori non hanno bisogno degli architetti per stabilire su quali terreni si fa il vino. E non si sventoli il rischio idrogeologico: Marson mi deve dire quando in Chianti ci sono stati eventi del genere, invece vedo solo la volont della politica di controllare il territorio. Eppure siamo noi produttori a garantire la stabilit del suolo, aggiunge Mazzei. Nessun freno per le aziende dice invece il sindaco di Montepulciano Andrea Rossi: Dobbiamo al contrario attrarre investimenti rispettando l'ambiente. Non possibile che in alcune zone vocate del mio Comune la Regione abbia vietato il reimpianto.



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