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Da eddyburg: Il Colosseo e Maometto II, di Maria Pia Guermandi,

da http://www.eddyburg.it/2014/11/il-colosseo-e-maometto-ii.html

Il Colosseo e Maometto II

Maria Pia Guermandi

Narra la leggenda che durante l'ultimo fatale assedio di Costantinopoli, nel 1453, esattamente nelle ore in cui Maometto sferrava il decisivo assalto alla capitale, i teologi bizantini - gli intellettuali dell'epoca - stessero disquisendo su sofisticatissime questioni di dottrina, quali la determinazione del sesso degli angeli, del tutto disinteressati ad un accidente della storia quale la caduta dell'Impero Romano d'Oriente.
La storia, come si sa, ha la fastidiosa tendenza a ripetersi in farsa.

Le cronache di questi giorni sono focalizzate sul Colosseo: come ormai tutti sanno, tale ne stata l'immediata eco mediatica, si tratta dell'idea di completare l'arena dell'Anfiteatro, per ora ripristinata solo in parte, ricreando cos integralmente il livello dove anticamente si svolgevano spettacoli di vario tipo. Progetto non nuovo, ma che ha suscitato consensi plebiscitari. Il tweet Renzi-style di domenica scorsa con il quale il ministro Franceschini ha espresso il proprio favore alla proposta ha innescato una gara entusiastica all'approvazione che ha coinvolto archeologi e amministratori ad ogni livello: l'attuale Soprintendente archeologa di Roma, responsabile del monumento per conto del Mibact, a poche ore dal tweet ha dichiarato che la Soprintendenza starebbe addirittura gi studiando la questione.

Naturalmente le rarissime voci di saggezza (Salvatore Settis e Tomaso Montanari) levatesi a ricordare come la questione sia tutt'altro che urgente e prioritaria, sono state immediatamente tacciate di conservatorismo passatista, l'odiosa tabe responsabile di quasi tutti i problemi italici. Pi volte, in questa climax di celebrazione autoreferenziale, risuonato il termine "coraggio", evidentemente ormai cos desueto nel lessico politico , da aver subito un completo bouleversement semantico. Attualmente la proposta del tutto priva di qualsiasi elemento progettuale vagamente consolidato: sia dal punto di vista tecnico-scientifico, che da quello economico, che da quello gestionale. Gli unici accenni dal punto di vista economico ipotizzano costi senz'altro elevati: inevitabili nella nuova situazione creatasi dopo gli scavi di epoca moderna che per ci stesso rendono problematico un ripristino sic et simpliciter ad una situazione come quella ottocentesca. Tranquilli: da questo punto di vista, la soluzione c' gi. Un ex Soprintendente ha sottolineato come gli introiti elevatissimi del Colosseo - la gallina dalle uova d'oro dell'intero patrimonio nazionale - potrebbero ben ripagare questi costi. Peccato che tali entrate da sempre servano a sostenere le spese di mantenimento, restauro, gestione dell'intero patrimonio archeologico romano, dall'Appia ad Ostia, dalle decine di musei ai mausolei, agli acquedotti (e d'altro canto, se l'Anfiteatro fosse del tutto autonomo, non ci sarebbe stato bisogno della sponsorizzazione Dalla Valle per un restauro ben pi doveroso di questo ripristino).

Se nulla pu essere detto neppure sul piano tecnico (auspicabilmente pi meditato, ci si augura, dei recentissimi, pesanti restauri sul Palatino), in compenso su quello gestionale il genio italico ha dato prova, in questi ultimi giorni, di tutta la sua poliedricit. Per decidere cosa fare nel futuro Colosseo ripristinato l'ancienne, si pu scegliere fra voli di aquiloni, concerti di musica classica (l'acustica essendo un dettaglio), partite di calcio, spettacoli assortiti ed 'eventi' pudicamente non meglio identificati. In questo modo, sostiene questo esercito di progressisti della domenica, finalmente il monumento sarebbe utilizzato pienamente, e i visitatori godrebbero di un'esperienza ben pi appagante della visione di una serie di rovine poco comprensibili.

vero che il Colosseo sia un sistema complesso, a tal punto che le scoperte si succedono, per certi versi, ancora oggi, ma non presentando una versione comunque sia congelata ad un determinato - ed arbitrario - momento storico, che lo si rende maggiormente leggibile. La complessit di cui portatore, geneticamente, dal punto di vista storico, architettonico, simbolico, si poi moltiplicata esponenzialmente attraverso la dimensione temporale e quindi gli usi e le interpretazioni che in circa due millenni ne sono state date, e che comprendono le forzature ideologiche del ventennio fascista, solo per fare un esempio vicino cronologicamente. una complessit - ineliminabile - che va invece spiegata, anche se faticoso, soprattutto in tempi di semplificazione. Ricostruire l'arena perch questo aiuterebbe a leggere meglio il monumento, , invece, una scorciatoia che strizza l'occhio alla versione pi tranquillizzante, perch pi nota, alla Massimo Meridio. Lettura ad una sola dimensione e consolatoria, in quanto priva di quelle incertezze, quei dubbi che costituiscono la vera essenza non solo della ricerca storico-archeologica, ma di quello spirito critico che, solo, pu aiutarci ad una intepretazione meno superficiale del mondo che ci sta attorno.

E che magari ci pu aiutare ad interpretare lo stesso successo di questa proposta, in un contesto in cui, a pochi passi di distanza, la Domus Aurea, con la necessit di un complicatissimo restauro pluridecennale e una cronica mancanza di risorse che uno Stato impotente non riesce a recuperare, sottolinea impietosamente la totale mancanza di una visione complessiva e consapevole nei confronti del nostro patrimonio archeologico. Da anni, ormai, l'agenda del Collegio Romano si risolve in un accumulo estemporaneo di attivit in cui impossibile rintracciare priorit consolidate e durature.

Questa desolante mancanza di una programmazione - per quanto elementare possa essere - che contraddistingue la gestione del nostro patrimonio, viene da molto lontano. Effetto e causa, al tempo stesso, di quella perdita di senso dei nostri beni culturali, sottolineata dalle addizioni lessicali nella definizione del Ministero voluto da Spadolini, quarant'anni fa. Ai beni culturali, furono cos dapprima aggiunte le attivit, poi il turismo. Nel frattempo, la nascita del Ministero dell'Ambiente - era il 1986- cominciava a frantumare quel principio di tutela unitaria del territorio con le disastrose conseguenze sul paesaggio aggravatesi negli ultimi anni.

Da circa un lustro il Mibact subisce ridimensionamenti sempre pi gravi alle sue prerogative di tutela non solo paesaggistica. L'ultimo attacco, in ordine di tempo rappresentato da quello Sblocca Italia che, in queste ore, il Senato sta definitivamente ratificando nell'afasia del Ministro che si trover - di conseguenza - a governare un dicastero pesantemente sminuito nei compiti istituzionali.
Si potr consolare con un bell'incontro di lotta greco-romana nell'arena ripristinata, mentre fuori i nuovi ottomani si suddivideranno le spoglie dell'ultima spartizione di bottino.

http://www.eddyburg.it/2014/11/il-colosseo-e-maometto-ii.html


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