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Il soprintendente dice no alle trivelle: impatto-bomba per cercare petrolio
di Miriam Di Peri
3 dicembre 2014


Intervista a Sebastiano Tusa, dirigente della Soprintendenza del Mare, che avverte: Nel Canale di Sicilia il rischio doppio perch, oltre agli scavi sottomarini potrebbero arrivare anche le pale eoliche, visibili perfino dalla Valle dei Templi. Speriamo soltanto che alla fine prevalga il buonsenso"

la cronaca di un disastro annunciato. Mentre la maggioranza allAssemblea regionale siciliana sempre pi sfaldata quando si parla di trivelle, la Soprintendenza del Mare ha invece preso duramente posizione, con un incontro avallato da una squadra di esperti del settore, sottolineando limportanza di tutelare le specie che popolano il canale di Sicilia. Il soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, pur essendo una delle pi alte espressioni della burocrazia regionale, ammette: Sono principalmente un tecnico e in quanto tale ho il dovere di non tacere.

Quali sono i rischi che si corrono nel canale di Sicilia?
I rischi sono due, uno quello ben noto alle cronache, relativo al via libera alle trivellazioni, laltro legato al meno noto problema dellinstallazione delle pale eoliche nella stessa striscia di terra.

Partiamo proprio dalle trivellazioni. Cosa succederebbe?
Quello che preoccupa pi gli esperti non tanto la fase estrattiva, quanto quella di ricerca. Perch la tecnica utilizzata consiste nello sparare a 140 atmosfere aria e acqua calda, praticamente una bomba.

Con delle conseguenze non indifferenti.
Esatto, sia per il sottosuolo, ma anche e soprattutto per le biodiversit che popolano il canale di Sicilia. Basti pensare che a un impatto del genere, anche a largo raggio, avviene la spaccatura della vescica natatoria e la rottura delle pinne direzionali. Insomma, si determina un disastro ecologico notevolissimo. Ovviamente per i pesci che si ritrovano nelle vicinanze, significa la morte.

Questo nella sola fase di ricerca.
Gi, perch non dimentichiamo che per quanto possano essere sicuri questi impianti, sappiamo bene che i disastri possono avvenire. In quel caso facile immaginare cosa pu significare uno sversamento di idrocarburi, oltre che da un punto di vista biologico e marino, anche in termini turistici, sia per le coste siciliane, che per quelle tunisine.

E poi c la questione delle pale eoliche.
S, si sta pensando di installare anche delle pale eoliche nel canale di Sicilia. Scavi che naturalmente nellimmediato provocherebbero lintorpidimento delle acque, ma che soprattutto, come sottolineato pi volte dalle associazioni ambientaliste, altererebbero i flussi migratori degli stormi che ogni anno migrano dallAfrica alla Sicilia e viceversa.

Quanto c di concreto in questi progetti?
Consideri che alcuni faldoni sono gi in fase istruttoria al Ministero per le attivit Produttive, dunque non parliamo di aria fritta.

Quanto sarebbero alte le pale?
Dai 30 ai 60 metri, un danno paesistico enorme, se consideriamo che le pale si vedrebbero dalla Valle dei Templi o da Gela.

Di tutto questo riuscito a parlare col governatore Crocetta?
Recentemente no. Molto tempo fa ne abbiamo parlato e si era dimostrato anche abbastanza sensibile, certo, le dichiarazioni di Landini sono indicative. Perch tutto questo adesso si sta facendo in nome delloccupazione, mentre abbiamo visto in Sicilia che i poli industriali oltre ai danni ecologici hanno comportato disastri anche sociali.

Ma di tutto questo Crocetta non parla.
Il governatore non mi ha convocato. Il nuovo assessore sembra molto sensibile e anche questo fronte politico trasversalmente spaccato appare come un fatto positivo, lascia ben sperare che alla fine prevalga il buonsenso.

Quindi lassessore Purpura informato sullimpatto in termini ambientali e culturali.
Con questi cambiamenti continui non si riesce a fare una programmazione stabile. Quando un nuovo assessore si insedia, deve creare un proprio ufficio, c la questione dei gabinetti, ci sono delle urgenze immediate da risolvere. Insomma, in questo contesto il dialogo difficile. Ma io per natura sono ottimista e questo nuovo assessore, con cui sono riuscito pi volte a discutere, ha molto chiaro che significa turismo. Certo, c un indirizzo di giunta, non credo possa fare molto. Ma credo che possa essere un buon ammortizzatore.

Insomma, si fa quel che si pu.
Faccio parte di questa amministrazione e mi spingo fin dove posso. Ma da tecnico ho il dovere di mettere in guardia sui rischi che stiamo correndo.

http://www.loraquotidiano.it/2014/12/03/il-soprintendente-dice-no-alle-trivelle-impatto-bomba-per-cercare-petrolio_15469/


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