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SICILIA - Antonio Purpura sui siti Unesco Prioritario mantenerli
Lillo Miceli
LA SICILIA Mercoled 03 Dicembre 2014

Palermo. Beni culturali, ovvero croce e delizia della Sicilia. Dovrebbero essere il nostro "oro nero", invece sono spesso fonte di sprechi e mala gestione. Alla guida di questo assessorato che dovrebbe essere il pi importante della Regione siciliana, negli anni si sono alternati politici e tecnici di ogni genere che si sono limitati a nominare sovrintendenti e direttori, senza riuscire a fare il necessario salto di qualit. Da qualche settimana assessore ai Beni culturali un economista: Antonio Purpura, docente di Economia del turismo. Si direbbe l'uomo giusto al posto giusto e non solo per i titoli accademici, ma perch in pochi giorni riuscito ad avere chiaro il quadro, pessimo, in cui versano i sette siti che sono stati inseriti nella lista dell'Unesco come patrimonio dell'Umanit. Siti che, a causa della cattiva gestione, rischiano di essere cancellati, mentre la Sicilia attende l'esito della candidatura del percorso arabo-normanno che comprende Palermo, Monreale e Cefal.

Assessore, come pensa di intervenire per evitare le cancellazione di questi siti dalla World Heritage list dell'Unesco?
Siccome i siti Unesco hanno una grande capacit attrattiva, valorizzarli una priorit. Sulle criticit dei sette siti sto verificando quanto sia responsabilit della Regione e quanto dei Comuni in cui ricadono. Ho creato un gruppo di lavoro composto da funzionari del mio gabinetto e del dipartimento Beni culturali. Dobbiamo vederci chiaro. Altrimenti inutile parlare di nuove strutture ricettive e di attrazione di investimenti esteri. Un aspetto del problema, questo, che sto affrontando insieme con l'assessore al Turismo, Cleo Li Calzi.

Appena insediato ha dovuto fare i conti con i musei chiusi per le festivit e il "caso Siracusa".
Abbiamo scongiurato il rischio che musei e siti archeologicI restassero chiusi durante le prossime festivit natalizie, a cominciare dal giorno dell'Immacolata. Per quanto riguarda la questione Siracusa, sto studiando attentamente le carte.

I giacimenti culturali siciliani dovrebbero essere la chiave di volta per la destagionalizzazione turistica. Invece, gli alberghi rimangono quasi vuoti anche nell'alta stagione.
Non voglio sconfinare nelle competenze dell'assessore Li Calzi. Potenzialmente potremmo aumentare la ricettivit, ma nello stesso tempo non riusciamo a sfruttare al meglio i posti letto che abbiamo. L'emergenza riempire questi posti letto "freddi". Il coordinamento con l'assessore al Turismo fondamentale. Bisogna anche, a breve scadenza, adottare una serie di iniziative, come la chiusura di alcuni siti che non possono essere raggiunti facilmente dai visitatori, per valorizzarne altri. In quest'ottica sarebbe una iattura una bocciatura dell'Unesco.

E' riuscito ad avere un quadro generale delle problematiche del suo assessorato?
Problematiche ne ho trovate tante e vengono da lontano. Ma la farraginosit delle procedure a rendere tutto pi difficile. Il presidente della Regione, Crocetta, ha inviato una lettera a tutti gli assessori per accelerare la spesa dei fondi europei 2007-2013, noi dobbiamo certificare 20 milioni entro il 2014, per evitare il disimpegno. Bisogna lavorare sulle procedure per renderle pi snelle.

L'accordo per l'apertura dei musei nei giorni festivi e le domeniche vale fino al 31 dicembre. Nel 2015 cosa succeder?
Bisogna dare la certezza dell'apertura, magari aggregando musei e siti archeologicI secondo la logica dei poli, distinguendo tra gestione e servizi. Ovviamente, bisogner prevedere la mobilit del personale. Proveremo a convincere i sindacati.

Come pensa di utilizzare i fondi europei 2014-2020 per la parte che riguarda i Beni culturali?
Una parte delle risorse sar certamente destinata ai siti dell'Unesco. Non penso a grandi progetti, ma condivido l'idea dell'assessore Li Calzi di rivedere i Distretti turistici dove la rappresentanza imprenditoriale in minoranza. L'ipotesi quella di coordinare i poli dei beni culturali con i distretti turistici, per fare in modo che si arrivi al 2020 con un sistema turistico degno di tale nome. Un esempio? Creare una sinergia tra il distretto delle ceramiche di Caltagirone e Santo Stefano di Camastra con la Fiumara d'Arte, la pi grande installazione di arte contemporanea.


03/12/2014



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