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ARTE E CULTURA / La denuncia della devastazione di Capo Colonna nel silenzio delle autorit!
Sabato 27 Dicembre 2014, CrotoneInforma.it



La denuncia della devastazione di Capo Colonna nel silenzio delle autorit!CrotoneInforma.it: La denuncia della devastazione di Capo Colonna nel silenzio delle autorit!

Riceviamo e pubblichiamo la denuncia pi che circostanziata relativa a quella che non indugiamo a definire devastazione del mai compiuto parco archeologico di Capo Colonna e che, nonostante le reiterate richieste della Monti e della Corrado, non trova ancora spiegazioni da parte delle autorit competenti. Pubblichiamo, dunque, il comunicato stampa e la seconda lettera alle stesse autorit, ringraziando le associazioni che si stanno facendo carico della tutela di questo bene inestimabile e mai valorizzato:

Il Comunicato:

"Le associazioni culturali crotonesi "Gettini di Vitalba" e "Sette Soli" hanno inviato al Ministero Beni Culturali e ai responsabili degli uffici periferici calabresi, nonch al Sindaco di Crotone e al dirigente dell'Urbanistica, una lettera (datata 27.12.2014) che, a distanza di tre mesi dalla prima, chiede conto nuovamente di uno dei cinque interventi in corso nel parco archeologico di Capo Colonna in relazione al progetto SPA 2.4, finanziato con fondi FAS per 2,5 milioni di euro e avviato nel luglio scorso.

Si tratta della pavimentazione in cotto riquadrata da lastre in materiale lapideo che dovrebbe coprire il piazzale antistante la Chiesa di Capo Colonna, estendendosi per circa 30 metri in lunghezza e 15 in larghezza, fino al limite di Casa Morrone, nonostante che gli scavi preliminari condotti da settembre a dicembre, e gi frettolosamente ricoperti, abbiano portato alla luce resti di costruzioni monumentali attribuibili ad uno spazio pubblico, forse il foro della colonia romana fondata nel 194 a.C.

A dispetto di questa notevolissima scoperta, taciuta alla stampa e all'opinione pubblica, non sembra che i tecnici coinvolti, pescati per met negli uffici comunali (con relativi collaboratori esterni) e per met in quelli della Soprintendenza, intendano rimodulare la progettazione in modo da tener conto e valorizzare le importanti novit emerse. Eppure il cospicuo finanziamento europeo stato ottenuto da un progetto intitolato "Capo Colonna. Ampliamento delle conoscenze della realt archeologica e messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate alla luce".

Pi grave ancora, il fatto che poco distante gi cominciato lo scavo meccanico e mediante trivellazione delle fosse necessarie alla dislocazione dei plinti in cemento armato che, tre per ciascun lato corto, dovranno ancorare al suolo la copertura, lunga circa 18 metri e larga circa 9, con cui si vorrebbero proteggere le due stanze dell'edificio delle terme romane (in latino balneum) del I secolo a.C. dotate di pavimenti a mosaico.

Le Associazioni deplorano la scelta di una soluzione tecnica invasiva e potenzialmente dannosa. Questa impone l'esecuzione di trivellazioni della roccia sia a pochi centimetri dal muro perimetrale Est dei due vani (gi realizzate) sia dentro l'edificio stesso (da realizzare). La copertura prevista ha infatti una campata pi corta della larghezza del balneum e appena sufficiente a sovrapporsi alle due stanze con pavimentazione musiva, al punto da poterci gi figurare che sul versante Nord, il pi esposto alle intemperie invernali, il cosiddetto mosaico di Paolo Orsi', prezioso e delicatissimo, scoperto nel 1910 e 'ritrovato' solo nel 2003, sar raggiunto agevolmente da pioggia e vento nonostante la suddetta copertura.

Paradossalmente, poi, dal momento che il progetto SPA 2.4 non prevede interventi di consolidamento e restauro dei rivestimenti delle pareti e delle pavimentazioni del balneum, deteriorati da dieci anni di esposizione all'aria aperta e mancata manutenzione, molto probabile che l'installazione della contestata copertura non sar seguita immediatamente dalla restituzione dei mosaici alla fruibilit pubblica - l'obiettivo dichiarato! -, mentre la copertura stessa deturper 'anticipatamente' l'edificio termale, sposandosi alla perfezione con la pavimentazione del vicino piazzale, perch entrambe sono concepite come strutture di servizio adatte ad un centro commerciale, ad esempio, non certo ad un parco archeologico.

Le Associazioni esprimono, dunque, viva preoccupazione per l'integrit del balneum, e intendono vigilare (e denunciare) ogni evidenza di deterioramento eventualmente causato da vibrazioni e/o interventi maldestri svolti all'interno dell'edificio termale. Contestualmente, lamentano ancora una volta la colpevole leggerezza di quanti, tra i responsabili della tutela e della valorizzazione di questi luoghi, nonch tra gli amministratori locali, dimenticano che il loro valore sta soprattutto nell'integrit del paesaggio, valore sminuito ogni qualvolta si va ad aggiungervi un elemento moderno non necessario o si compiono, come in questa occasione, scelte tecniche obsolete e inadeguate per raggiungere risultati in s condivisibili."

Linda Monte (per Gettini di vitalba) e

Margherita Corrado (per Sette Soli)



Ecco la seconda lettera alle autorit competenti:

On. Dario Franceschini
Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e il Turismo
Via dei Collegio Romano, 27
00186 Roma
gabinetto@beniculturali.it, mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it
ministro.caposegreteria@beniculturali.it
E p.c. Arch. Giuseppe Prosperetti
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria
Via Scylletion Parco Scolacium Roccelletta di Borgia
88021 Catanzaro
dr-cal@beniculturali.it
Dott.ssa Simonetta Bonomi
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Piazza De Nava 26
89100 Reggio Calabria
Sindaco Comune di Crotone
Dirigente Urbanistica Comune di Crotone (e progettista SPA 2.4)
Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale - Cosenza

Oggetto: Seconda richiesta chiarimenti circa il progetto SPA 2.4 Ampliamento delle conoscenze della realt archeologica e messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate in luce Risorse FAS, finanziamento di 2.500.000.

Gentili Signori, a distanza di circa tre mesi dalla nostra precedente richiesta, fin qui disattesa, di avere ufficialmente delucidazioni su uno dei cinque interventi previsti nel parco
archeologico di Capo Colonna (Crotone) dallarticolato progetto SPA 2.4, torniamo ad interpellarvi, a nome nostro e di molti cittadini parimenti interessati alla tutela e valorizzazione dei beni culturali del territorio.
La prima richiesta verteva e verte sulla pavimentazione in pietra e laterizi con cui, a leggere il progetto definitivo, sintende coprire lintera area antistante la chiesa di Capo Colonna (lung. max m 30; larg. max m 15), sita nel cuore dellabitato romano superstite allestremit Nord del promontorio omonimo, per farne un parcheggio(!!) con ogni evidenza sovradimensionato rispetto alle esigenze dellutenza, nascondendo alla vista le strutture archeologiche sottostanti 1.
I resti portati alla luce in questi mesi nel corso dei lavori propedeutici alla pavimentazione del piazzale (come da noi auspicato nella lettera precedente), gi si supponeva e si pu oggi affermare con pi forza, a scavo chiuso, appartengono a strutture cos monumentali da indurre a credere che spettino al foro della colonia romana. Una novit scientifica di straordinario interesse per quanti, storici e archeologi, da decenni si interrogano sullubicazione (qui o in citt) della
colonia fondata dai Romani nel 194 a.C., subito dopo a fine della seconda guerra punica, per difendere i confini marittimi dello Stato!
Poich, ci nonostante, detti resti sono stati ricoperti appena ultimato lo scavo (condotto in estensione ma non esaustivo quanto allindagine in profondit), senza che la stampa e/o la
popolazione siano state messe al corrente della scoperta e in condizione di apprezzarla, ci chiediamo e VI CHIEDIAMO quali provvedimenti sintendano prendere al riguardo. Attuare ad ogni
costo quanto previsto dal progetto SPA 2.4, che peraltro si denomina Ampliamento delle conoscenze della realt archeologica e messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate in
luce, non sepoltura di quel che emerge , senza adeguare lintervento alla nuova realt ormai nota, sarebbe certamente un grave danno per il parco archeologico di Capo Colonna e per quanti, cittadini di Crotone e turisti, lo visitano ogni anno richiamati dalla fama imperitura dellHeraion Lacinio.
Senza tornare ad insistere sul recupero di un immobile solo in parte gi acquisito allo Stato e la cui destinazione, una volta espropriato per intero e restaurato, continua a sfuggirci, ci allarma particolarmente il 3 dei 5 punti da attuare: la copertura delle due stanze con pavimentazione a
mosaico presenti nel balneum sito poco pi ad Ovest dellantica piazza, realizzato in et sillana ristrutturando e adeguando un edificio preesistente.
Se lo scopo della copertura quello di consentire la messa in luce dei pavimenti musivi oggi invisibili perch protetti dal brecciolino steso per difenderli dallazione erosiva degli agenti
atmosferici e dei danni della vegetazione infestante, ci chiediamo e VI CHIEDIAMO come possa essere stata progettata da tecnici comunali e della Soprintendenza (cfr. documentazione), approvata dalla Direzione Regionale e ora attuata, la soluzione - tecnicamente a dir poco discutibile in un parco archeologico e per un edificio delicato come il balneum di Capo Colonna - di una struttura rettangolare da m 9x18 ca., ancorata a terra da tre tiranti per ciascun lato corto che richiedono plinti
larghi e profondi.
Attualmente, a pochissime decine di centimetri dal lato orientale della terma, si stanno realizzando le trivellazioni per i primi tre plinti; a breve, si pu supporre, cominceranno quelle del lato ovest, realizzate verosimilmente allinterno delledificio, esteso oltre la lunghezza della copertura, cos come i due vani ne superano la larghezza, tanto pi che detta
copertura, com ovvio, non ha potuto essere piantata nel vano mosaicato.
Il buon senso ci dice che simili massaggi non possono giovare alla stabilit dei muri perimetrali e dei rivestimenti (parietali e pavimentali) del balneum, che trivellare per pi metri la stessa roccia sulla quale posano i lacerti murari sia pericoloso per lintegrit dello stesso, nel suo insieme e nelle singole componenti.
Siamo in errore? Se cos fosse, supponiamo di poter essere smentiti dalla relazione tecnica e dalle prove di tenuta svolte preliminarmente alla decisione di adottare una copertura siffatta.
Peccato che di una tale relazione non esista traccia nella documentazione resa pubblica in occasione della gara dappalto e tuttora consultabile sul sito web del MIBACT4.
Esiste forse una documentazione secretata? Possiamo sperare che almeno ai nostri nipoti sar concesso di consultarla senza omissis? O dobbiamo pensare che, per leggerezza/incompetenza degli estensori del progetto, tecnici che sembrano avere maggiore dimestichezza con la realizzazione di piste ciclabili e parcheggi per centri commerciali che non con opere di servizio da costruire in area archeologica siano stati chiamati a disegnare un parcheggio (solo un parcheggio!) proprio sul foro della colonia romana e una copertura (solo una copertura!) su parte dellunico edificio pubblico della Crotone romana emerso fin qui e scavato interamente?
Se non bastasse, evidente fin dora che, date le dimensioni delle due stanze da coprire e vista la posizione delle tre buche gi scavate a lato del balneum (fig. 7), il limite settentrionale della copertura verr quasi a sovrapporsi al muro perimetrale della stanza nella cui pavimentazione inserito, a mo di mblema, il mosaico scoperto nel 1910 durante gli scavi diretti da Paolo Orsi e scomparso poi con il resto delledificio fino alla riscoperta del 2003.
Non difficile immaginare, stando cos le cose, che la protezione offerta dalla copertura in fieri sar del tutto inadeguata a proteggere la pavimentazione sottostante dal vento e dalla pioggia proprio sul versante che, nella stagione invernale, subisce i pi violenti oltraggi del maltempo. Per non dire che laccumulo delle acque meteoriche allinterno dei due vani pavimentati beneficiari della copertura rischia di trasformarli in altrettante peschiere
Ribadiamo, in chiusura, tutto il nostro disappunto di cittadini (e non sudditi, anche se spesso trattati come tali) per lesecuzione di un progetto che ci appare incongruo e potenzialmente dannoso, realizzato nellindifferenza dellAmministrazione locale e di quelle statali preposte alla
tutela del patrimonio archeologico, in questo caso addirittura compartecipi dello scempio in atto.
Ci riserviamo, oltre che di allertare con questa lettera e a mezzo stampa quanti in indirizzo e lopinione pubblica tutta, di vigilare giornalmente sullo svolgimento delle operazioni, da qui al 15 aprile 2018 (data prevista di chiusura cantiere!), per segnalare con tempestivit eventuali danni che dovessero prodursi in corso dopera. La documentazione grafica e fotografica dello status quo ante, abbondantissima, consentir infatti a chiunque di monitorare la situazione pur senza accedere al cantiere e di cogliere eventuali segnali di criticit fin dal loro primo apparire.
Sarebbe paradossale, daltra parte, che il posizionamento di una copertura cos invasiva, e tale che la sua messa in opera potrebbe comportare rischi e forse sacrifici francamente insostenibili, non fosse seguito immediatamente dalla reale messa in luce dei mosaici dei due vani delle terme oggetto dellintervento in esame. Non ci sembrato, tuttavia, di reperire nella documentazione pubblica alcun riferimento alle risorse, ai tempi e ai criteri di restauro e consolidamento delle
strutture e dei rivestimenti del balneum in vista della cui fruizione da parte del pubblico, almeno teoricamente, si stanno realizzando i lavori oggi in corso.
In attesa di un cortese quanto puntuale riscontro, loccasione ci grata per rivolgerVi i pi cordiali saluti.

Linda Monte (per associazione Gettini di vitalba)
Margherita Corrado (per associazione Sette Soli)


1 Si precisa che il piazzale raggiungibile solo dagli autoveicoli, date lampiezza limitata e la precaria stabilit della sede stradale, preclusa a mezzi pi grandi e pesanti.
2 Come gi segnalato nella precedente missiva, da Capitolato la nuova sistemazione, pur alzando la quota del piazzale fino a farla coincidere con le porte degli edifici affacciati su di esso, non prevede alcun sistema di irreggimentazione delle acque meteoriche, il che potrebbe causare gravi danni al piccolo santuario non meno che alla Torre Nao e al piccolo bar in caso di precipitazioni abbondanti.
3 Non abbiamo sentore, al momento, che sintenda procedere alla copertura (con lo stesso sistema) delle stanze della domus di II e I sec. a.C. sita a NE del balneum, comera invece previsto inizialmente. Inutile dire che non ce ne dogliamo affatto, pur chiedendoci quale via abbiano preso le relative risorse economiche.
4 Cfr. http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sitoMiBAC/Contenuti/MibacUnif/Appalti/visualizza_asset.html?id=115787&pagename=230.

http://www.crotoneinforma.it/pgn/news.php?id=4870#.VJ5rfsCA


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