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MILANO-Terreni di Expo, ecco la mia verit: la Regione ci ha espropriati e derisi
Giangiacomo Schiavi
www.eddyburg.it, 30/01/2015

In un caso abbastanza raro di giornalismo professionale e informativo per il cittadino, i tristi retroscena dell'uso privato di risorse pubbliche nel racconto in presa diretta di un protagonista di primo piano. Corriere della Sera Milano, 30 gennaio 2015

Sul dopo Expo interviene Marco Cabassi, 54 anni, ex proprietario dei terreni acquistati da Arexpo per i padiglioni del semestre internazionale. Il prezzo attuale irragionevole dice: chiedono 340 milioni quando la cifra dacquisto stata di 120 milioni, di cui 40 pagati a noi al costo di esproprio. Neanche il peggior privato azzarderebbe tanto. Limprenditore ricostruisce la vicenda dei terreni e le vicissitudini con la Regione: Abbiamo discusso per mesi, prima sono venuti a chiederci il terreno in comodato duso perch lo Stato non voleva spendere. Poi cambiato tutto. Ci hanno voluto fuori dai piedi. Con le inchieste della Procura abbiamo capito perch: vedi Infrastrutture Lombarde, gli appalti, i margini di ricavo.

Pronto? Sono Marco Cabassi.
Il costruttore?
Sviluppatore ed ex proprietario dellarea Expo, quella che secondo lei sarebbe stata venduta a peso doro.

Beh, non stata regalata.
Abbiamo venduto i terreni a prezzo desproprio. E oggi Arexpo chiede tre volte tanto. Neanche il privato pi scaltro riuscirebbe a farlo.

Vuol dire che per voi non stato un affare?
Noi siamo stati espulsi da quellarea. Non avevamo scelta. Ci hanno detto: o la vendete al prezzo desproprio delle aree standard o vi espropriamo comunque, col rischio di incassare fra qualche anno. Avevamo gi subito 8 espropri sulla stessa area, per quasi 700.000 metri quadrati. Lultimo per costruire il carcere di Bollate: dopo 18 anni aspettiamo ancora il dovuto. Alla fine il prezzo per oltre 250.000 metri quadri dellarea Expo stato di circa 42 milioni, in buona parte tornati allo Stato sotto forma di imposte. Ma la verit unaltra....

La sua verit...
I fatti. Nel 2006 ci hanno chiamati con una proposta: visto che lo Stato vuole fare lExpo, ma non vuole spendere e non vuole rischiare, dateci i terreni in comodato duso gratuito per 9 anni. A Expo finito i terreni tornano a voi e potrete svilupparli. Che poi lattivit che portavamo avanti da anni, avendo presentato un progetto insieme a Fondazione Fiera.

Avreste avuto la possibilit di costruire su unarea valorizzata a spese dello Stato
.No, perch laccordo prevedeva che tutte le opere che sarebbero state realizzate sul terreno, sarebbero comunque rimaste di propriet pubblica. Cos lo Stato non spendeva e non rischiava nulla. Ci hanno cercato loro, laccordo iniziale era questo. Noi ci siamo limitati ad ascoltare. Abbiamo detto subito che ci voleva una strategia per il dopo, che ogni Expo legato alla funzione che si vuole dare al post evento. E abbiamo fatto alcune ipotesi.

Ipotesi immobiliari, immagino.
Ci siamo chiesti che cosa poteva servire a Milano. Una cittadella della giustizia? Un nuovo Ortomercato? Un centro di ricerca agroalimentare? La sede della Rai? Il progetto pubblicoprivato sviluppato da Fondazione Fiera e da noi avrebbe dovuto partire da una futura esigenza pubblica della citt. Fra laltro, il Comune di Milano, che deteneva circa il 10% delle aree, si era riservato una quota del 6% dell intero sviluppo.

Risposte dalla Regione?
Zero. troppo presto per pensarci, ci hanno detto, adesso ci sono altre priorit. Siamo stati quasi derisi.

Nel progetto per lExpo si parlava dei terreni?
Certo. Nel dossier di Parigi si diceva che larea era messa a disposizione dai proprietari che poi dovevano svilupparla. La disponibilit immediata delle aree era stata un elemento qualificante della vittoria contro Smirne, che invece aveva unarea frammentata fra molti proprietari.

Poi il comodato duso saltato e larea stata comprata dalla Regione.
Sa cosa dicevano in Regione quando hanno preso i terreni? Finalmente ce li siamo tolti dai piedi Alludevano a noi. Avevano piani che si sono capiti con le inchieste della Procura. Vedi Infrastrutture Lombarde, gli appalti, i margini di ricavo. Quei 340 milioni che oggi Arexpo chiede per larea sono una cifra fuori da una logica imprenditoriale normale.

Quanto costata lintera area Expo?
Poco pi di centoventi milioni. Due terzi pagati alla Fondazione Fiera, che un ente d interesse pubblico. Circa un terzo a noi.

Perch Arexpo, che una societ pubblica, dovrebbe guadagnarci?
Non lo chieda a me. So solo che quel prezzo di vendita dei terreni insieme alla crisi del mercato e alla mancanza di programmazione, scoraggiano ogni investimento.

Intravede come aveva detto Gae Aulenti le rovine di Beirut?
Voglio bene a Milano e auguro tutto il bene possibile alla mia citt. Ma non mi va di passare per uno che ha speculato sulle aree. Le responsabilit di questo stallo sul dopo Expo sono chiare.

Come erano i vostri rapporti con lallora presidente della Regione Formigoni?
Gelidi

E con il sindaco dellExpo, Letizia Moratti
?Istituzionali ma cordiali. Lei i patti iniziali voleva rispettarli.

Avete un dialogo con chi governa oggi Milano?
Dialoghiamo volentieri con chi ha a cuore le sorti della citt.

Dottor Cabassi, il suo nome legato anche al caso Leoncavallo: siete proprietari dellimmobile simbolo di unoccupazione abusiva...
Sono ancora dentro gli occupanti, dopo oltre 20 anni, tre sentenze esecutive favorevoli a noi e 58 accessi dellufficiale giudiziario. Ma speriamo ancora in una soluzione sensata e condivisa.



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