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Rinasce la ex ciminiera terrazza mozzafiato 30 metri sopra la città
29 gennaio 2015 la Repubblica



LA RISCOSSA della vecchia ciminiera. Palazzo Vecchio chiude l'accordo con i proprietari dell'ex area Fiat incastrata tra via di Novoli e il viale Guidoni e dopo decenni di abbandono per l'austera centrale termica con la canna fumaria a fasce bianche e rosse accanto al cinema multiplex salta fuori una speranza di futuro. Un super progetto da 2,8 milioni di euro per farci un urban center al pian terreno, un polo dell'arte contemporanea al primo, un ristorante al secondo. Ma quel che rende ancora più suggestiva l'operazione è che anche la ciminiera, nata nel 1938, sarà visitabile a gruppi: si potrà salire fino in cima, a 50 metri d'altezza per gettare uno sguardo sullo skyline della città da una prospettiva inusitata.

Chi ha paura delle alte quote potrà fermarsi invece sulla terrazza panoramica, sulla cima del grande parallelepipedo da cui parte la "torre": lì, a 30 metri d'altezza, ci si potrà affacciare alla ringhiera e sorseggiando un drink godersi la vista mozzafiato. Magari chissà, come in una magnifica metafora della Storia, dalla vetta del monumento di archeologia industriale più impresso nell'immaginario dei fiorentini si potrà persino guardare dall'alto il futuristico viadotto sopraelevato su cui correrà la linea 2 della tramvia scavalcando la rotonda di via Forlanini. No, non è utopia. Almeno non secondo Palazzo Vecchio.

Perché sarà anche vero che da 30 anni la ciminiera che sovrasta il quartiere di Novoli è chiusa e preda dell'incuria e più di un piano di recupero si è infranto contro la mancanza di soldi o contro la burocrazia. Ma il sopralluogo di ieri vuol dire che ci siamo: «Dopo la firma della convenzione con l'Immobiliare Novoli la proprietà dell'immobile passa al Comune e con essa le risorse necessarie per realizzare l'intervento e restituire l'edificio alla città», spiega l'assessore Elisabetta Meucci sfoggiando un sorriso raggiante alla guida della carovana di tecnici e giornalisti che visita la struttura (1.700 metri quadrati) fermandosi al secondo piano, quello con le caldaie e il groviglio di scale metalliche. Appena sarà pronto il progetto (lo staff dell'architetto del Comune Pittalis lo chiuderà entro qualche mese) l'Immobiliare Novoli - in cambio del via libera ad altri 80 mila metri quadrati di case negozi e uffici nel quartiere - sgancerà i 2,8 milioni di euro necessari per partire.

«Già a fine 2015 o inizi 2016», teorizza Meucci. Trentasei mesi di cantieri, obiettivo giugno 2019. Complesso il progetto di recupero: prima di tutto la torre andrà consolidata e resa antisismica. Al pian terreno si prevede un urban center con info point dedicato alle trasformazioni della città, area wi-fi free e salette per conferenze. Al primo piano, dove ci sono le vecchie caldaie, mostre d'arte contemporanea e visual architecture. Un ristorante da dare in gestione con bando al secondo piano. Sulla terrazza panoramica si potrà anche guardare la camera fissa piazzata in cima alla torre e puntata sulla città. L'edificio non è vincolato dalla Soprintendenza, ma l'idea progettuale è quella di salvarne la sagoma.

(e. f.)




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