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A partire dalle buone intenzioni del ministro, il Parlamento approda a una legge inservibile
di Vezio De Lucia
01 Febbraio 2015




Il testo base della legge sul consumo di suolo che il Parlamento sta approvando un disastro. Adottato dalle commissioni riunite VIII e XIII della Camera riprende la cosiddetta proposta Catania (AC 2039). Il dispositivo fondamentale per il contenimento del consumo del suolo basato sui seguenti tre passaggi:
1. la riduzione progressiva, in termini quantitativi, di consumo di suolo a livello nazionale. La riduzione definita con decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con i ministri del Mibac e delle Infrastrutture e trasporti, avendo acquisito il parere della conferenza Stato Regioni (art. 3, c. 1);
2. la riduzione nazionale in seguito ripartita fra le Regioni con deliberazione della Conferenza unificata (art. 3, c. 5);
3. infine, la riduzione del consumo di suolo dalla scala regionale a quella comunale con provvedimento delle Regioni e delle Province autonome (art. 3, c. 8).

Consideriamo uno per uno i tre passaggi. Penso che un diligente ministro delle Politiche agricole possa decretare senza particolari problemi lentit della riduzione del consumo di suolo a livello nazionale. Una decisione che pu avere una positiva ricaduta sullopinione pubblica e non dovrebbe suscitare rilevanti ostilit.

Meno scontata la decisione della Conferenza unificata che dovrebbe deliberare la ripartizione fra le Regioni del consumo di suolo stabilito a livello nazionale. Essendo certamente in maggioranza le Regioni meno sensibili alla salvaguardia del territorio non urbanizzato (eufemismo), la Conferenza potrebbe non deliberare entro i previsti 180 giorni dal decreto ministeriale. In tal caso dovrebbe intervenire un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, dopo aver acquisito il parere della Conferenza unificata (art. 3, c. 6).

Lo stesso dovrebbe succedere se le Regioni non determinano, entro i successivi 180 giorni, la ripartizione a scala comunale del consumo di suolo stabilito per ciascuna regione. Anche in questo caso il potere sostitutivo esercitato dal presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, avendo acquisito il parere della Conferenza unificata (art. 3 c. 9).

Questo il punto. Per quanto ne so, almeno in materia di politica del territorio non mai stato esercitato dallo Stato il potere di sostituire le Regioni, basta ricordarsi delle generalizzate e mai sanzionate inadempienze regionali in materia di piani paesistici ex lege Galasso. Per non dire dei piani paesaggistici ex Codice del paesaggio. Comunque, possiamo pure ammettere che il Consiglio dei ministri intervenga in via sostitutiva per attuare la ripartizione fra le Regioni del consumo di suolo stabilito a livello nazionale, operazione che, in fondo, di per s, non fa direttamente male a nessuno.

Molto diverso il caso delle Regioni che non provvedono a fissare per ciascun comune il limite al consumo di suolo. Qui si toccano concretamente e materialmente gli interessi fondiari e mi pare assai difficile che il Governo possa farsene carico. Si tenga conto che in Consiglio dei ministri siedono alcuni garanti storici delle ideologie espansionistiche, a cominciare dal ministro delle Infrastrutture. Non certo per caso che il ministro Lupi ha pubblicizzato, come fosse un ammonimento, la sua proposta di riforma urbanistica (consumo del suolo illimitato) proprio quando prendeva corpo il dibattito sul contenimento della crescita.

Certamente, in via di ipotesi, non si pu escludere che, un bel giorno, il Governo possa fissare i limiti allespansione, Comune per Comune, delle Regioni inadempienti. Ma, ammesso che succeda, scatterebbe allora, puntualmente, linerzia dei Comuni che non intendono porre limiti alledificazione. Insomma, non ci vuole molto per dedurre che la legge non sar applicata proprio dove sarebbe pi urgente. Oppure il che lo stesso sar applicata quando non ci sar pi suolo da sottrarre al cemento.
Come volevasi dimostrare.

Ed ecco, molto sinteticamente, altre tre osservazioni:

1) La proposta di legge 2039 definisce come consumo del suolo limpermeabilizzazione (art. 2, c. 1, lett. b), determinando inutili e dannose conseguenze, come il ricorso alla compensazione (art. 2, c. 1, lett. g). Il parametro da utilizzare invece il territorio urbanizzato, che comprende anche i parchi pubblici e altri spazi non impermeabilizzati ma costitutivi dellorganizzazione urbana. Limpermeabilizzazione invece un fenomeno settoriale, a macchia di leopardo, estraneo alla logica dellurbanistica. Chiarissimo, in proposito, lintervento di Antonio di Gennaro in Contenere il consumo del suolo. Vedi anche la seconda proposta di legge eddyburg e la legge urbanistica regionale 65/2014 della Toscana.
2) Un altro gigantesco equivoco sta nellattribuzione della materia contenimento del consumo del suolo (ma si dovrebbe ormai puntare allazzeramento del consumo del suolo) al ministero delle Politiche agricole, che trascina con s altri soggetti alieni come il Consiglio per la ricerca in agricoltura e per lanalisi delleconomia agraria. Senza togliere alcun merito allex ministro Mario Catania, la materia va restituita in primo luogo al Mibac cui compete il piano paesaggistico che lunico strumento vigente di assetto territoriale a scala regionale, strumento quasi del tutto ignorato nella proposta in esame (che con ci contribuisce a legittimare lirresponsabile inerzia del Mibac).
(3) Infine (ma si potrebbe continuare), i compendi agricoli neorurali periurbani (art. 5). Terribile, pericolosissima invenzione che agirebbe, al contrario di come si vuol far credere, proprio da fomite ai cambi di destinazione duso e al consumo del suolo.

Conclusione. Il testo sul contenimento del consumo del suolo in discussione alla Camera , secondo noi, inemendabile. E va sostituito con la seconda proposta eddyburg , lunica che, tra laltro, consentirebbe convincenti risultati in tempi brevi.

Note
(1) Contenere il consumo di suolo. Saperi ed esperienze a confronto, a cura di Gian Franco Cartei e Luca DeLucia, Napoli 2014

www.eddyburg.it/2015/02/il-testo-base-della-legge-sul-consumo.html


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