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SICILIA - Il sacrario, le sculture e l'autorizzazione negata I rapporti difficili.
Franco Cilia
LA SICILIA Luned 02 Febbraio 2015 Ragusa


Stopparono il progetto pur di non mettere le mie opere chiosa l'artista. E la riqualificazione della piazza ferma
In Consiglio fu scontro. E l'assessore Corallo chiar:
E' stato un intervento di anastilosi, non era necessario alcun progetto

E' inutile negarlo. Il deterioramento dei rapporti tra la nuova Amministrazione pentastellata e l'artista Franco Cilia avvenuto nei mesi scorsi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso stata la questione del sacrario di piazza Libert, con la nuova Amministrazione comunale che ha ritenuto di voler stoppare il progetto che in precedenza gli uffici comunali avevano gi approvato e che si riferiva alla richiesta della Guardia di Finanza di recuperare lo spazio che si trova all'interno della torre littoria di piazza Libert. Il progetto, redatto da Paolo Mincio, ex presidente degli architetti, prevedeva un intervento interno e uno esterno. Quello interno non fu autorizzato mentre fu dato il via libera solo alla parte progettuale che riguardava l'esterno dove andavano apposte anche due sculture del maestro Cilia.
Ma la nuova Amministrazione, probabilmente volendo dimostrare discontinuit rispetto alla precedente Amministrazione Dipasquale, che tra l'altro aveva invece pi volte coinvolto Cilia in vari progetti, ha sostenuto che quel progetto, bench autorizzato e gi approvato dagli uffici comunali non andava bene rispetto alla riqualificazione futura della piazza Libert (di cui ancora oggi per si disconosce ogni ipotesi progettuale). Stoppato il progetto ne nata la polemica politica con anche alcune interrogazioni del consigliere Sonia Migliore. Nel frattempo l'Amministrazione ha poi deciso di fare un suo intervento, questa volta non all'esterno ma all'interno del sacrario, con la posa in opera di una croce in marmo bianco e di un altare sempre in marmo. Si intervenuti anche con la tinteggiatura della porta d'ingresso. Lavori che in delibera risultano essere costati 4200 euro ma che gli uffici, nella risposta fornita alla Migliore rispetto alle interrogazioni, indicano in 8600 euro. E se gi allora il maestro Cilia gridava allo scandalo in quanto pur di non mettere le sue opere si stoppato il progetto presentato dalla Guardia di Finanza, la Migliore ha aggiunto altri particolari, ovvero che i lavori realizzati dal Comune avrebbero dovuto prevedere un progetto tecnico da sottoporre alla SOpRINTENDENZA.
Ma, accus all'epoca la Migliore, dopo averlo realizzato e pagato, l'altare in marmo stato spostato perch non sarebbe stato approvato dalla SOpRINTENDENZA e dunque, disse il consigliere comunale d'opposizione, si sarebbe fatto uno spreco di denaro pubblico. Proprio nella seduta del Consiglio comunale in cui l'assessore alla Cultura, Stefania Campo, stata chiamata a spiegare il suo punto di vista sulla vicenda del veto alle opere di Cilia nello spettacolo sull'Olocausto, si parlato anche dell'interrogazione della Migliore sul restauro del sacrario, forse l'origine dei "difficili rapporti" tra il maestro Cilia e l'Amministrazione comunale. A rispondere, utilizzando poche righe scritte, stato l'assessore ai lavori pubblici, Salvatore Corallo. "Il ripristino del rivestimento marmoreo del sacrario stato un intervento di anastilosi, ovvero la ricollocazione delle vecchie lastre di marmo, secondo foto d'epoca, esattamente in modo originale - spiega l'assessore Corallo - Per questa operazione non era necessario alcun progetto. Successivamente, quando l'intervento richiedeva ulteriori rifiniture finalizzato alla musealizzazione, si richiesto un parere preventivo alla SOpRINTENDENZA che stato approvato con prescrizioni". E le prescrizioni riguardano proprio l'altare di marmo, che stato adesso messo da parte in attesa di poter avere maggiori fonti fotografiche rispetto all'esatta collocazione all'interno del sacrario rispetto dunque alla ricostruzione storica. In tal caso, ha spiegato la SOpRINTENDENZA, si dovr intervenire con opportune modifiche rispetto all'altare gi realizzato.
In aula la Migliore, alla luce delle risposte fornite dall'Amministrazione comunale, ha replicato sempre in aula dicendo "che questo conferma il fatto che il Comune avrebbe dovuto presentare il progetto alla SOpRINTENDENZA preventivamente, cio prima della realizzazione dell'intervento di riqualificazione, cambiando dunque cos la committenza, cio non pi Guardia di Finanza ma lo stesso Comune. Ma ci non esulava dal dover chiedere prima alla SOpRINTENDENZA perch quelle opere non sono per nulla manutenzione, come ci vogliono far credere, ma interventi nuovi su cui poi sono state avanzate delle severe prescrizioni".
M. B.


02/02/2015



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