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BARI - Citt metropolitana Sel attacca Decaro "Nomine di destra"
FRANCESCO PETRUZZELLI
03 febbraio 2015 LA REPUBBLICA


"Nomine da terra di mezzo" sulla citt metropolitana Sel litiga anche con Decaro


TRA Sel e Decaro volano gli stracci. L'occasione la nomina dei tre rappresentanti della Citt metropolitana ma sotto covano vecchi e nuovi rancori legati alla giunta comunale e alle elezioni regionali. Sel a dare fuoco alle micce: "Il centrodestra resti fuori, la coalizione non va stravolta". La replica di Antonio Decaro nel doppio ruolo di sindaco e presidente della Citt metropolitana non si fa attendere: "Servir la collaborazione di tutti. I partiti se ne faranno una ragione". Decaro, per ora, mantiene i patti e cala il tris di nomine scegliendo tra i consiglieri metropolitani senza oltrepassare il recinto della sua maggioranza. Ecco allora i delegati al Bilancio Alfonso Pisicchio (consigliere comunale di Bari di Centro Democratico) e due giovani del Pd, Francesca Pietroforte ai Beni Culturali e Giuseppe Valenzano ai Servizi della persona. La prima presidente del consiglio comunale di Acquaviva, il secondo consigliere del Comune di Rutigliano. "Figure tutte del centrosinistra e non capiamo dove sia il problema" ragionano gli uomini di Decaro leggendo le prime agenzie sull'affondo dei vendoliani. Ma in realt l'attacco di Sel non direttamente rivolto ai tre nuovi delegati. E' nei fatti un avvertimento sulla possibilit peraltro mai sconfessata dallo stesso Decaro che il governo della Citt metropolitana possa aprirsi anche alle forze di opposizione. I nomi non mancano, soprattutto quelli di consiglieri comunali (poi diventati metropolitani) eletti a giugno scorso nelle liste del centrodestra e pronti a passare un minuto dopo dall'altra parte del fiume. I casi riguardano ad esempio l'ex Ncd Vito Lacoppola (ora Realt Italia) e l'ex schittulliana dalle 3mila e 300 preferenze Anita Maurodinoia (ora capo della lista vicina ad Emiliano, Sud al centro). Entrambi in odore di un incarico delegato, e di peso, in via Spalato.



LO STRAPPO, l'ennesimo, si consuma questa volta all'ombra della neonata Citt metropolitana. Inizia Sel: Il centrodestra resti fuori, la coalizione non va stravolta. Chiude Antonio Decaro: Servir la collaborazione di tutti. I partiti se ne faranno una ragione. I partiti appunto. Il presunto scandalo tutto l. In quelle nomine che in queste ore il sindaco metropolitano Decaro sta formalizzando per il nuovo governo di via Spalato. Delegati a titolo gratuito una sorta di squadra di assessori che dovranno assisterlo nell'amministrazione dell'ente nato sulle ceneri della Provincia di Bari. Decaro, per ora, mantiene i patti e cala il tris di nomine scegliendo tra i consiglieri metropolitani senza oltrepassare il recinto della sua maggioranza. Ecco allora i delegati al Bilancio Alfonso Pisicchio (consigliere comunale di Bari di Centro Democratico) e due giovani del Pd, Francesca Pietroforte ai Beni culturali e Giuseppe Valenzano ai Servizi della persona. La prima presidente del consiglio comunale di Acquaviva, il secondo consigliere del Comune di Rutigliano.

Figure tutte del centrosinistra e non capiamo dove sia il problema ragionano gli uomini di Decaro leggendo le prime agenzie sull'affondo dei vendoliani. Ma in realt l'attacco di Sel non direttamente rivolto ai tre nuovi delegati. nei fatti un avvertimento alquanto lungimirante sulla possibilit peraltro mai sconfessata dallo stesso Decaro che il governo della Citt metropolitana possa aprirsi anche alle forze di opposizione. I nomi non mancano, soprattutto quelli di consiglieri comunali (poi diventati metropolitani) eletti a giugno scorso nelle liste del centrodestra e pronti a passare un minuto dopo dall'altra parte del fiume. I casi riguardano a esempio l'ex Ncd Vito Lacoppola (ora Realt Italia) e l'ex schittulliana dalle 3mila e 300 preferenze Anita Maurodinoia (ora capo della lista vicina ad Emiliano, Sud al centro). Entrambi in odore di un incarico delegato, e di peso, in via Spalato. Maurodinoia poi verrebbe scelta soprattutto per la questione della parit di genere.

Possibili scenari sui quali il capogruppo regionale di Sel, Michele Losappio avverte Decaro senza giri di parole: La scelta di individuare nel primo gruppo degli assessori personalit del centro o della destra conferma purtroppo un'impostazione che con l'apertura agli ex di Schittulli e la nomina di un vicesindaco "centrista" di Realt Italia ha gi contraddistinto, a parere di Sel negativamente, il quadro politico e istituzionale di Bari. Una sorta di "terra di mezzo" che tende ad annullare le differenze, i programmi e i rispettivi valori di riferimento in un guazzabuglio di volta in volta spacciato per modernit o real politik. E conclude: Non ci sembrano scelte felici. Il sindaco pensa di rappresentare da solo l'intero centrosinistra e in esso la sinistra e da qui si proietta per operazioni sempre pi spericolate su schieramento e perimetro della coalizione.

Decaro resta perplesso e confida a suoi: Qui hanno frainteso tutto. Ma poi con forza rilancia la sua azione di governo invocando quasi una sorta di grande coalizione di salute pubblica essendo la Citt metropolitana un ente ancora mutilato nelle funzioni e nei fondi: Ho assegnato solo alcune delle deleghe funzionali all'avvio della attivit politico amministrativa della Citt metropolitana, in attesa di comporre un quadro operativo compatibile con le funzioni che ci saranno trasferite dalla Regione. Il Consiglio e la Conferenza metropolitana sono organi rappresentativi delle esigenze, molteplici e diverse tra loro di ben 41 comuni. L'obiettivo trovare soluzioni ai problemi e non riproporre le solite logiche di spartizioni di poltrone tra i singoli partiti. Per dare risposte al nostro territorio e per far s che la citt metropolitana sia una nuova opportunit di sviluppo per le comunit locali ho scelto di avvalermi di tutte le energie e le persone disponibili non di simboli elettorali. I partiti se ne faranno una ragione.

Porte quindi spalancate anche al centrodestra nell'esecutivo di massimo 8-9 delegati che Decaro conta di chiudere nell'arco dei prossimi 10 giorni, una volta ottenuto il via libera dalla Regione sul riordino delle funzioni. Entrerebbero nella squadra ma sempre in quota al centrosinistra - il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio con delega all'Ambiente e il consigliere comunale di Gravina Antonio Stragapede. Resta quindi lo strappo di Sel a tutti i livelli. Se alla Regione i vendoliani invitano il candidato governatore Michele Emiliano a rispettare gli alleati delle primarie di coalizione celebrate a novembre quindi l'Udc resti fuori dagli accordi non va meglio al Comune di Bari. Sel non ha di fatto un rappresentante in giunta avendo sin dalla presentazione della squadra di governo bollato come tecnica e non di partito la nomina ad assessore alla Cultura di Silvio Maselli. Al segretario cittadino, Leo Palmisano, non poi piaciuta la gestione della scelta del vicesindaco, ricaduta sull'assessore al Patrimonio e all'Erp, Vincenzo Brandi di Realt Italia.



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