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GROSSETO - un patrimonio al bivio
di Elisabetta Giorgi
04 febbraio 2015 LA GAZZETTA DI MANTOVA


GROSSETO Sulla collezione Luzzetti si scatenato ieri un braccio di ferro, il pi importante mai combattuto e che potrebbe portare a uno strappo definitivo. Il sindaco di Grosseto vuole che l'antiquario formalizzi la donazione dei capolavori, finora promessi post mortem alla citt con un "legato testamentario". E pur con toni garbati detta i tempi. Aspetto una risposta entro il 31 di marzo, dice mentre illustra la ristrutturazione dell'ex convento delle Clarisse destinato a ospitare la pinacoteca. Noi siamo pronti, ora aspettiamo lui. Ma da Firenze "lui" (Luzzetti) va su tutte le furie. Sono impazziti? Non voglio ricatti, tuona infastidito. Sono pronto a restituire le chiavi delle Clarisse. Un tira-e-molla ventennale. La volont di regalare parte del suo immenso patrimonio artistico a Grosseto risale al 1993 e ha attraversato pi amministrazioni. Luzzetti, 83 anni, originario di Giuncarico, abita a Firenze in uno splendido palazzo-museo medievale affacciato sull'Arno. E da oltre 20 anni ha espresso la volont di lasciare parte dei suoi capolavori ai grossetani. Via via, da un primo nucleo di circa 40 opere passato a 80, poi a 100 e pi: Botticelli, Pinturicchio, Della Robbia, Bellini. Non solo quadri ma anche sculture, mobili antichi o libri. Un patrimonio enorme il cui valore testimoniato dal corteggiamento dei pi importanti musei mondiali: tempo fa anche il Louvre si interess a 45 opere del manierismo fiorentino, senza arrivare neppure a formalizzare una proposta perch l'antiquario le aveva gi promesse a Grosseto. Per il suo lascito ai grossetani (di fatto un "legato" appunto) ha dettato col tempo una serie di paletti: l'allestimento di una pinacoteca ad hoc, mostre annuali e - nodo centrale - precise certezze sulla gestione futura del museo. Dopo anni di tira e molla, botta e risposta o minacciosi intendimenti di regalare tutto altrove, ieri stata una giornata cruciale e per la prima volta stato il Comune a dettare le regole. Finiti da una settimana i lavori di ristrutturazione dell'ex Convento sede della futura pinacoteca (il palazzo Luzzetti come lo chiama Bonifazi), il sindaco pronto ad accogliere le opere, ma stavolta a mettere i paletti lui. Una risposta entro fine marzo. Affiancato dall'assessore alla cultura Giovanna Stellini, il sindaco illustra la ristrutturazione: 150mila euro di lavori, impianto elettrico, d'emergenza e allarme, climatizzazione e tinteggiatura delle pareti. Ora la pinacoteca pronta per ospitare le opere di Luzzetti. Sicuramente lui desiderava una ristrutturazione pi radicale (sua la proposta d'un progetto da 800mila euro, ndr) ma questo - dice il sindaco - ci che noi potevamo fare nelle condizioni date dai vincoli finanziari e dalla consegna di locali storici per oltre 1000 mq e che valgono circa 3 milioni di euro, sulla base di una promessa "post mortem" modificabile in qualunque momento e senz'alcuna garanzia per il Comune. Qui sta il punto. Luzzetti prospetta il legato, il sindaco vuole la donazione (dopo 23 anni giunto il momento...). E con toni garbati detta i tempi. Rifugge dal termine ultimatum eppure la sostanza quella. Gli chiedo - dice con tono fermo - una risposta entro il 31 di marzo, per trasparenza gli ho anche scritto una lettera aperta, dice Bonifazi specificando che - se la risposta dovesse essere negativa - il Comune andrebbe comunque avanti per la sua strada, certo pi povero e con meno ambizioni e risorse che se ci fosse lui, per dare comunque a Grosseto un nuovo impulso culturale. Nessuno gli porter il broncio e lo ringrazier sempre per l'impegno, la generosit e le due opere gi donate. Ora per l'ora di mettere un punto fermo. Gli fa eco la Stellini che ribadisce come lo strumento del legato non sia idoneo e compatibile con le esigenze di una pubblica amministrazione. Poteva esserlo 23 anni fa - dice - non ora. Non perch pensiamo che la volont di Luzzetti sia diversa ma perch giuridicamente non si pu fare. Il sindaco ha davanti a s i cataloghi delle mostre su cui il Comune ha speso 650mila euro e ripercorre l'iter in cui rivendica il proprio impegno. Il rapporto con l'antiquario inizi con le precedenti amministrazioni, a partire dal 1993 quando l'antiquario manifest per la prima volta pubblicamente l'intenzione di destinare a Grosseto parte della sua collezione, confermandolo anche in occasione di una mostra al Cassero nel '96. Nel '99 fu fatta una mostra al museo archeologico con le sue opere pi importanti ma poi i rapporti si interruppero. Sono diventato sindaco nel 2006 e da quell'anno ho riaperto il confronto che si manifestato attraverso le mostre. Nel 2010 stato liberato l'edificio delle Clarisse; risale al 2011 la consegna simbolica delle chiavi della futura pinacoteca a Luzzetti. Sono stati donati due quadri, un Santi di Tito e il Cigoli che Grosseto ha accolto con gratitudine. Ora, secondo il Comune abbiamo fatto uno sforzo considerevole nonostante le evidenti difficolt economiche. La struttura oggi fruibile, bella e sicura. Ci auguriamo davvero che si concretizzi il nostro rapporto.



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