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Livorno: e se il porto si mangia il litorale?
di Claudio Greppi




Un megaprogetto da 1200 milioni di euro e almeno 5 anni di lavoro per realizzare una nuova piattaforma di un chilometro di lunghezza. in corso un vero e proprio braccio di ferro fra gli amministratori livornesi, che dovrebbero approvare la variante urbanistica necessaria per avviare l'operazione, e tutto il PD regionale compatto.


Del progetto di Piattaforma Europa si occupato finora soltanto il Movimento 5 stelle di Livorno e di Pisa. La presenza del sindaco di Livorno Nogarin, luned 2 febbraio, a una conferenza stampa del Movimento a Pisa, nella quale si richiamavano i rischi per il litorale di Tirrenia, stata presentata sulla stampa con furbeschi ammiccamenti alla nota rivalit fra le due citt. Mentre il problema serio quanto il sottoattraversamento Tav a Firenze e la nuova pista aeroportuale di Peretola.

Si tratta di un megaprogetto da 1200 milioni di euro e almeno 5 anni di lavoro per realizzare una nuova piattaforma di 300 metri di larghezza per oltre un chilometro di lunghezza, a nord dellattuale porto di Livorno fino alla foce del Calambrone, al confine con il comune di Pisa e con il Parco di Migliarino San Rossore. Che il progetto (che risale ai tempi della giunta Cosimi, nel 2008) avesse bisogno di verifiche ambientali, lo ammetteva anche il rapporto dellAutorit portuale. Cos leggiamo nellampia relazione Il nuovo Piano Regolatore del Porto di Livorno. La riorganizzazione delle funzioni, del 13 luglio (immagino del 2014, ma non c scritto):

Lo studio ha mostrato, attraverso lutilizzazione dei pi moderni modelli matematici disponibili, la validit della convinzione, gi maturata attraverso precedenti studi, dellininfluenza dellampliamento del porto sul regime della spiaggia adiacente ().
Un ulteriore studio sar comunque necessario anche ai fini di modellare il progetto di diga foranea e per definire il progetto di ripascimento della costa di Calambrone e Tirrenia.

Tuttavia questo ulteriore studio non stato fatto, mentre si d per scontato che il progetto deve comunque andare avanti, e si passa subito alla ricerca dei finanziamenti: 270 milioni dallEuropa, altrettanti dallAutrorit portuale (e il resto? project financing, naturalmente). Sembra che il futuro del porto di Livorno sia legato esclusivamente alla nuova mega-piattaforma, mentre passano in secondo piano le opere che potrebbero davvero contribuire allorganizzazione del territorio, come il raccordo ferroviario con lentroterra o le vie navigabili fino allinterporto di Guasticce e il recupero del canale dei Navicelli. Di rischi ambientali non si vuole sentir parlare.

Sentiamo invece che cosa ha da dire in proposito il geomorfologo Enzo Pranzini (Universit di Firenze), intervistato sul Tirreno gioved 5 febbraio. Pranzini in tre passi arriva alla conclusione. Punto primo: Molti anni fa, in tempi non sospetti, scrissi che lespansione a nord del porto di Livorno con strutture oblique aveva fatto scivolare verso il Calambrone il punto di convergenza della corrente litoranea che viene da nord, quella che porta le sabbie dellArno, con una opposta che le bloccava al Calambrone, dove il litorale formava una prominenza. In pratica, se le sporgenze artificiali nel mare fossero perpendicolari, entrambe le correnti opposte sarebbero ostacolate allo stesso modo; ma se i moli sono obliqui (e la forma dipende dalla funzionalit), una corrente prosegue la sua azione senza pi essere compensata dalla forza dellaltra, ormai attenuata.

La prova? Ecco il secondo passo: Quando fu realizzata la cassa colmata a Livorno, si ebbe un ulteriore spostamento verso nord di questa prominenza, con la conseguente erosione della spiaggia del Calambrone. A questo punto facile: Con una ulteriore espansione delle strutture portuali verso nord, e questa volta assai aggettanti e sempre oblique, possibile che il fenomeno si ripresenti. Ma non si pu averne certezza senza che siano svolti studi accurati e indipendenti.

Come noto, la darsena Europa la parte pi grande del progetto sul nuovo porto e tocca una lunghezza di circa un chilometro: i suoi moli manterrebbero lattuale inclinazione geografica. Il ragionamento dice che possibile unerosione, ma non pu prevedere dove e quanto forte.

Allora passiamo allanalisi quantitativa. Pranzini spiega che il modello numerico che stato utilizzato per la progettazione della darsena Europa pu certamente aiutare a dare questa risposta, ma non so se la domanda stata fatta in modo esplicito. Gli studi sono sempre accurati, ma finalizzati: quello svolto dallAutorit Portuale spiega bene le condizioni previste vicino al porto, ma non si capisce bene fino a quale distanza sia stato studiato limpatto. Per questo il professore conclude:

La situazione estremamente complessa ed impossibile fare una valutazione ad occhio, ma se il problema sentito, sarebbe opportuno condurre uno studio specifico che ponga le domande in modo chiaro. Ovviamente avvalendosi di tutti gli studi che lAutorit Portuale ha fatto eseguire.

Ce n abbastanza per chiedersi se non si stiano facendo per il porto di Livorno gli stessi errori di progettazione che sono in atto a Firenze per il tunnel ferroviario e la pista dellaeroporto: Anche la Piattaforma Europa una di quelle grandi opere che andrebbero prese tutte intere, senza alternative, senza gradualit, e soprattutto senza considerare i rischi per il territorio.

Come andr a Finire? Per adesso in corso un vero e proprio braccio di ferro fra gli amministratori livornesi, che dovrebbero approvare la variante urbanistica necessaria per avviare l'operazione, e tutto il PD regionale compatto.

Per seguire la vicenda in tempo reale (o quasi) rinvio alla rassegna stampa che si pubblica ogni settimana su territorialmente.it

Territorialmente.it, 5 febbraio.


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