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TORINO - "Cultura, lo sviluppo lalternativa al taglio dei fondi: ecco la mia ricetta"
di UGO PERONE*
14 febbraio 2015 LA REPUBBLICA



Ugo Perone, ex assessore comunale e provinciale, interviene nel dibattito sulla riduzione delle risorse: "Servono tre mosse: una cura per lesistente, un deciso impulso su istruzione e ricerca e un impegno a diventare sede di organizzazioni internazionali"


Il dibattito sulla cultura che da lontano, ma non senza apprensione, seguo, ripete senza fantasia gli schemi generali che oggi prevalgono in Europa. Sento dire che, come si raccomanda ai paesi in difficolt, occorre risparmiare e ridurre le spese, ignorando del tutto il fatto che, se non s'incrementano le entrate, il saldo continuer a essere passivo, perch inevitabilmente la riduzione delle spese reca con s anche un decremento di entrate. La parola magica alternativa sviluppo. Ma come, con risorse ridotte?

La stessa cosa la vediamo in casa nostra: il budget degli enti pubblici, diminuito delle spese pi o meno obbligatorie e di quelle assolutamente primarie, lascia margini ridottissimi e a farne le spese - sembrerebbe inevitabile destino - stato e, temo, sar nuovamente l'investimento culturale.

Mi domando per se si sia riflettuto a sufficienza su come sarebbe ridotta Torino, se la scelta, fatta oltre vent'anni fa, di riposizionarla culturalmente non l'avesse salvata da un declino triste e inesorabile. Cosa sarebbe senza il Museo del cinema e tutta la filiera cinematografica, Venaria e le Regge, il Museo Egizio rinnovato, per fare solo qualche esempio? Chi verrebbe a visitarla?

Oggi viviamo ancora di scelte e investimenti effettuati in anni passati. Ma con il tempo e con la riduzione delle spese queste scelte non potranno pi produrre gli effetti che oggi hanno.

Detto in modo esplicito e brutale, non credo che la strada sia il risparmio - faremmo la morte del topo - , ma un'accorta operazione di rilancio.

Si tratta ora di avere il coraggio di pensare che proprio la cultura possa aiutarci a reimmaginare il nostro futuro.

Questo futuro non passa attraverso la creazione di nuovi grandi poli culturali - quelli che ci sono, bastano per i prossimi 10 anni - , ma per una riformulazione di ci che intendiamo per cultura.

Tre mi sembrano, per Torino, gli obiettivi primari: una cura per l'esistente, che non lo umili, ma lo articoli in tutto il territorio della citt metropolitana (vero bacino non adeguatamente valorizzato); un deciso impulso per tutte le iniziative dell'istruzione e della ricerca (Torino deve ad ogni costo diventare il luogo d'eccellenza dell'alta formazione: una citt per giovani che stimola la creativit); un impegno politico a far diventare il nostro territorio sede di organizzazioni internazionali, in particolare europee, proseguendo e rafforzando una linea d'internazionalizzazione gi opportunamente intrapresa.

Bisogna puntare su una cultura che stimoli la creativit, a costo contenuto, delle forze giovani che ci sono e che verranno, attratte da questo modello di citt, e favorirne presso la cittadinanza la massima fruizione (sul modello riuscito dell'abbonamento ai musei, che deve oggi, nonostante le obiettive difficolt tecniche, essere esteso anche alla fruizione dello spettacolo dal vivo). Penso sia pi importante un tessuto vivace di decine di iniziative piuttosto che la concentrazione sul grande evento spettacolare, che non deve certo mancare, ma coniugarsi con una vivacit diffusa. Allo stesso modo mi pare utile non modellare le iniziative culturali sugli effetti turistici immediati, ma intrecciare i momenti di richiamo con un appeal pi complessivo del territorio.
Se s'intraprende questa strada, diventer necessario e legittimo spendere di pi in cultura, e si avranno anche altre positive conseguenze, come una ripresa della crescita della popolazione della citt e dell'area metropolitana, nuovi insediamenti culturali e per l'istruzione superiore, maggiori legami internazionali.

Diventeranno anche necessarie implementazioni della rete dei collegamenti, all'interno dell'area metropolitana e verso l'esterno, con un coraggioso ripensamento
della funzione di Caselle e di Malpensa. Molto dovr essere rimodellato, a conferma del fatto che la cultura occasione, stimolo e motore allo sviluppo. E se fosse vero, come tutti speriamo, che s'intravedono i primi segnali di uscita dal tunnel della crisi, diverrebbe ancor pi importante non farsi trovare impreparati: sarebbe come chi spegnesse il fuoco proprio prima dell'arrivo degli ospiti.

(*ex assessore alla Cultura di Torino e Provincia)



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