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Forte Inglese riapre dopo il restauro
16 febbraio 2015 Il Tirreno

Linaugurazione durante le celebrazioni del Bicentenario: completato dopo quattro anni lintervento da 1,9 milioni di euro

PORTOFERRAIO. Napoleone lascer Portoferraio, ma almeno la citt medicea potr consolarsi godendo, dopo anni di degrado, della riapertura del Forte Inglese. Il monumento appena restaurato sar inaugurato sabato 21, nel pieno della rievocazione storica della fuga di Napoleone dallisola dElba. Unoccasione perfetta visto che, come hanno ricordato gli assessori Roberto Marini e Angelo Del Mastro nel corso dei una conferenza stampa, la riedificazione del Forte Inglese stata lultima opera bellica compiuta dallImperatore, pochi anni prima del suo arrivo allElba.

Linaugurazione si terr sabato alle 12 fa sapere lassessore alla cultura del Comune di Portoferraio, Roberto Marini sar un momento importante per la citt. Con la riapertura del Forte inglese non solo il termine di un intervento di restauro, ma un punto di partenza per una nuova fruizione di un monumento simbolo di Portoferraio. Sabato sar una festa per tutti, aperta a tutti i cittadini e celebrata con i rievocatori del Bicentenario di Napoleone.

Via dal degrado. Lintervento di restauro ha avuto un percorso lungo, iniziato dalla giunta dellex sindaco Peria nella primavera del 2011 e portato a termine proprio in questi giorni dallamministrazione Ferrari. Siamo riusciti a chiudere in tempo utile ha spiegato lassessore Angelo Del Mastro per far coincidere il giorno della riapertura con le celebrazioni del Bicentenario. Il restauro costato 1,9 milioni di euro, di cui 1,1 milioni coperti con fondi regionali, il resto da risorse comunali, ottenuto con gli oneri di urbanizzazione. Per anni il monumento rimasto in condizioni di degrado assoluto racconta lassessore Del Mastro al suo interno sono stati rimossi rifiuti di ogni genere, il tetto era distrutto in pi punti.

Il restauro. Unopera architettonica straordinaria, costruita con maestria per resistere agli attacchi dei nemici. Mura possenti, tetto a prova di bomba. Due grandi cisterne per lapprovvigionamento idrico per almeno 150 soldati, un fossato e un ponte levatoio e fuciliere realizzate anche nei sotterranei, cannoni posizionati sul retro a scopo difensivo. Sono alcune delle caratteristiche del Forte Inglese, appena restaurato. Un Forte che appare in tutto il suo splendore dopo il restauro: allinterno sono venuti alla luce alcuni affreschi, al piano terra sono riaffiorati gli antichi mattoni, sui cui si possono leggere i passaggi dei soldati. Altra preziosa riscoperta quella dei sotterranei del Forte, costituiti da angusti corridoi che si snodano nel sottosuolo della collina retrostante e affiancano il rivellino.

La riqualificazione. Insomma il Forte Inglese, costruito nel 1705 (aveva il nome di Forte San Giovanni) una delle fortificazioni di pregio assoluto della citt medicea. Ed lultima opera bellica di Napoleone, che decise di ricostruire il forte (la denominazione nel periodo napoleonico era Forte Saint Hilaire ). In seguito al restauro la struttura presenta un piano terra di 439 metri quadrati, comprensivo di sale espositive, bar, accettazione, bagni e locali di servizio e un primo piano da 132 metri quadrati con sale espositive oltre al locale degli affreschi. Deve essere chiaro che il restauro non deve essere un mero intervento conservativo hanno detto gli assessori Del Mastro e Marini nostra intenzione fare di Forte Inglese un luogo vivo, a disposizione dei cittadini, e completamente rivalorizzato. Il Forte diventer un centro culturale, ospiter convegni, eventi e mostre. E gi dotato di impianti video anche per degli spettacoli allaperto che potranno tenersi allesterno.

Quanto alla gestione il Comune sta valutando la soluzione pi adatta. Dobbiamo pensarci hanno detto gli assessori non escluso che la formula possa mettere insieme sia il pubblico che privati pronti a dare una mano.Lidea che abbiamo quella di un contenitore unico di tutti i beni culturali della citt, visitabili con un unico biglietto. Al recupero del patrimonio, compresi i beni rilevati dal demanio, dobbiamo affiancare dei progetti per la loro riqualificazione in chiave culturale e turistica.



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