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ASSISI - Sospesi i restauri degli affreschi I frati di Assisi: nessun danno
Carlo Alberto Bucci
20 febbraio 2015 LA REPUBBLICA



Si fermano i restauratori nella Basilica inferiore di San Francesco. Dopo le polemiche per gli interventi sugli affreschi trecenteschi — e l'ispezione ordinata dal ministero dei Beni culturali a inizio mese — sono infatti stati sospesi i lavori di pulitura dei dipinti di Pietro Lorenzetti nel transetto destro e delle pareti in pietra di Assisi, bianca e rossa, nella navata centrale. «La spolveratura è stata momentaneamente bloccata per far chiarezza sulle polemiche infondate e pretestuose. Non è in corso un restauro, solo ordinaria manutenzione e rimozione di polvere e ragnatele delle parenti dipinte», si difende Sergio Fusetti, il maestro che si è formato all'Istituto centrale per il restauro e che, dopo 40 anni di collaborazione, i francescani di Assisi hanno nominato «conservatore » della Basilica.

«Manutenzione significa controllo, no pulitura: dopo aver preso visione, si decide se e come intervenire. Ed è una decisione che bisogna prendere collegialmente » gli rispondono dal ministero. Insomma, anche solo togliere la polvere, o far riaderire l'intonaco che si è spanciato, come fa spesso Fusetti con i suoi collaboratori quando sente «con le dita che la parete suona», per gli esperti spediti dal direttore generale per le Belle arti, Francesco Scoppola, è un'operazione di restauro. Ed è lo stesso Scoppola, che nel 2012, da direttore dell'Umbria per il Mibac, aveva benedetto i lavori nella cappella di San Nicola, a precisare: «I restauri dei grandi capolavori richiedono una supervisione collegiale. Le prescrizioni di legge vanno osservate e sono comunque sufficienti a garantire una regolarità formale, ma sui monumenti patrimonio dell'umanità si concentrano attese tali da richiedere senz'altro un supplemento di attenzione». Da qui la richiesta di tornare alla commissione di esperti decaduta 9 anni fa. Da allora i francescani hanno fatto di Fusetti, «quello che altrove è il prefectus fabricae, e questo per le competenze, la professionalità e l'amore che ci mette nel suo lavoro», sottolinea con fermezza il custode, padre Mauro Gambetti.

«Ma sui casi eccellenti si mette sempre all'opera un gruppo di esperti, evitando di affidarsi esclusivamente ad uno soltanto », la risposta secca di Scoppola. Che si lamenta anche per un altro aspetto: «È senz'altro dannoso che l'Istituto superiore centrale per il restauro sia stato, di fatto, ultimamente escluso, dopo quasi settant'anni, dalle operazioni periodicamente necessarie a garantire la migliore conservazione e la conduzione delle manutenzioni periodiche sulla basilica di San Francesco. Non si vuole con questo anticipare che sia stato arrecato qualche danno, ma le persone e le cose che sono al centro di una vastissima attenzione non possono essere trattate come tutte le altre».

A Scoppola non basta che l'Iscr abbia recentemente restaurato la vetrata trecentesca della cappella della Maddalena. L'architetto ora sposa la sospensione dei lavori decisa da Fabio De Chirico, guida della Soprintendenza ai Beni storici e artistici dell'Umbria. Che però difende il suo via libera ai progetti che gli ha sempre sottoposto Fusetti. E ammette: «Posso aver mancato per non aver richiesto un parere terzo. E dico perciò ben venga una commissione permanente, come quella istituita dopo il terremoto del 1997 e viva fino al 2006 quando l'assoluta mancanza di fondi l'ha mandata in soffitta. Se Fusetti fosse affiancato da altri tecnici dormiremmo tutti sonni più tranquilli. Ma qui non abbiamo i soldi neanche per mandare i funzionari in missione... ». Dopo le polemiche Fusetti e padre Gambetti tengono però a dire che le teorie di santi di Simone Martini nella fascia bassa del transetto di sinistra «non vengono restaurati dal lontano 1968, altro che danni ai dipinti! ». E i ponteggi montati lì di fronte? Risalirebbero agli interventi sulle sovrastanti Annunciazione e scena di miracolo sottoposti agli interventi di pulitura nel 2010-12 nella retrostante cappella di San Nicola. «Ho restaurato Piero della Francesca, Perugino, il Giotto di Padova» rivendica Fusetti. «Tutti i miei interventi — aggiunge accorato — rispondono ai principi brandiani della reversibilità. I 10mila metri quadri di affreschi della Basilica di Assisi e queste pietre antiche sono la mia vita. Li curo con amore, sapienza e delicatezza perché sopravvivano ai sei milioni di persone che ogni anno li ammirano».




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