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TOSCANA - PAESAGGIO. Lucca si schiera con cave e cavatori contro la Marson
21 febbraio 2015 IL TIRRENO



C'è anche una lettera aperta al governatore. L'ha scritta la signora Lara Fiorini.

«Caro signor Rossi, perchè vuoi stravolgere una delle cose buone che hai cercato di fare in questi 5 anni? Dovresti essere garante della tutela del nostro territorio non delle Lobby o delle aziende che depredano le Alpi Apuane senza grande ricaduta economica sulla popolazione. Leggo oggi che il consigliere Pellegrinotti si dice d'accordo sulla tutela delle vette al di sopra dei 1200 metri, ma solo quelle vergini, e sappiamo anche il perché, tu lo sai? Come mai si scava in vetta quando una legge nazionale non lo permette? Perché non si protegge un Geoparco mondiale dell'Unesco? E non raccontiamoci la storiella del lavoro che verrebbe a mancare. Sai meglio di me che negli ultimi 15 anni sono chiuse centinaia di piccole e medie aziende che lavoravano le piastre, Il marmo era la nostra ricchezza ora è diventato di pochi. Distruggere le nostre Alpi è come toglierci il futuro, vuoi davvero questa responsabilità signor Rossi?»

LUCCA La Provincia si schiera con le cave sul piano Marson. C'è un documento ufficiale e c'è una conferenza stampa dove si chiede perchè Carrara farà come le pare e la Versilia è costretta a chiudere le poche cave che ha. Idem per la Garfagnana. Questa la domanda ufficiale. La risposta è chiaramente indicibile. A Carrara c'è il potere dei soldi, compresi quelli al nero. A Carrara ci sono le imprese private ma anche coop potenti. C'è il famoso articolo quinto: chi ha i soldi ha vinto. Insomma la Provincia di Lucca non ci sta che qualcuno – usiamo un termine brutale – si rifaccia la verginità con la Versilia. L'ordine del giorno della Provincia (unico astenuto Paolino Barsanti di Sel) chiede «alla giunta provinciale e al presidente di impegnarsi affinché possa proseguire l'attività estrattiva nelle aree contigue al Parco delle Apuane». Il documento licenziato con 20 voti favorevoli e un'astensione, è stato presentato ieri a Palazzo Ducale dai capigruppo di maggioranza e opposizione in consiglio provinciale. «Il Piano paesaggistico, pur essendo un documento complesso, ambizioso e condivisibile negli obiettivi fondamentali, mantiene e forse amplifica una visione fortemente statica del paesaggio e delle componenti a questo associate», dicono i consiglieri nel documento sottolineando come proprio il paesaggio venga interpretato in maniera meramente conservativa, che comporta un giudizio generalizzato sulla sua trasformazione, come fattore comunque negativo e da combattere. Due sono le considerazioni alla base del documento: «Nell'attuale fase economica – dicono i consiglieri provinciali – il Piano di indirizzo deve essere un importante momento di riflessione e di proposto di metodi e strategie per affrontare e superare la crisi. In questo contesto, la difesa della bellezza del territorio della Toscana è una delle condizioni necessarie del futuro sviluppo economico e sociale della nostra regione, me non può rappresentare da sola una strategia». L'altra considerazione è rappresentata dal fatto che l'escavazione del marmo, da secoli costituisce il tratto identitario fondante e la risorsa economica principale per questi territori, caratterizzandone cultura, tradizione e condizionandone le vicende storiche e lo sviluppo sociale. «La lavorazione del marmo delle alpi Apuane – dicono i consiglieri – ha generato e soprattutto genera anche in un momento di crisi economica così profonda, ricchezza e possibilità di lavoro in zone che altrimenti non avrebbero nessun altro metodo di sostentamento, rallentando lo spopolamento dei territori montani, altrimenti irrimediabile». Un altro punto su cui i consiglieri si sono concentrati è il fatto che «La delibera della giunta regionale, considerando alla stessa stregua le "nuove cave" e gli ampliamenti delle cave esistenti, manifesta una volontà di 'blindare' dal livello regionale, il tema delle cave dismesse da più di vent'anni, impedendone sia ogni possibilità di ripristino, sia ogni futura possibilità di attingere a risorse che potrebbero tornare ad essere strategiche». Al termine della discussione dell'altro giorno, l'assemblea consiliare ha deciso quindi di approvare l'ordine del giorno con il quale chiede al presidente Baccelli e alla giunta di impegnarsi «affinché nelle commissioni competenti e nel dibattito consiliare, si proceda a una revisione del testo».



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