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TOSCANA - Rossi furioso: non posso chiudere le cave
Mario Lancisi
IL TIRRENO 23 febbraio 2015



Settimana clou dopo le polemiche con la Marson, il presidente su Fb anticipa il possibile accordo: regolare lescavazione


FIRENZE. Chi pensa che si debbano chiudere le cave esprime una posizione velleitaria che non tiene conto dei problemi del lavoro n del fatto che le cave appartengono da secoli al paesaggio delle Apuane, scrive il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sul suo profilo Facebook. Per aggiunge subito dopo: Le attivit di escavazione devono quindi essere regolate, contenute e controllare per ci che riguarda l'impatto ambientale e paesaggistico.

A tre giorni dalla riunione di maggioranza, prevista per gioved pomeriggio, sul piano paesaggistico, in vista del consiglio regionale del 10 marzo prossimo, Rossi disegna i paletti della mediazione tra il gruppo del Pd che nei giorni scorsi ha presentato un maxi emendamento che interviene su alcuni capitoli, in particolare sulle cave delle Apuane, e lassessore allurbanistica Anna Marson.

Rossi furioso. Ora di pranzo della prima domenica di quaresima, vento e piccoli squarci di sole a Firenze. La voce del governatore mesta, parla a monosillabi, umore nero: Sono furioso, sbotta. Furioso per le polemiche di questi giorni sul piano paesaggistico. Annusa nellaria un clima che sembra riportare lorologio della regione a cinque anni fa quando la Toscana era sotto assedio a livello nazionale per i presunti ecomostri, le colate di cemento, il paesaggio violato. Ricordate le polemiche di personaggi del calibro di Asor Rosa e Settis tuonare contro la Toscana non pi felix? Una delle regioni pi belle del mondo ferite da un eccesso di cemento.

Con lavvento di Rossi alla guida della Regione, la Toscana, si direbbe oggi, cambia verso, e allurbanistica si insedia la Marson, professore ordinario di Paesaggio alluniversit di Firenze. Lindicazione di Rossi al neo assessore precisa: basta con il consumo del suolo, no a nuove costruzioni ma recupero di quelle esistenti, impronta ambientalista sullurbanistica. La Marson diventa un fiore allocchiello di Rossi. Un fiore che il piano sul paesaggio rischia di appassire. S, perch se il piano passer senza limprimatur dellassessore anti-cemento la Toscana torner nel mirino degli ambientalisti.

Tra il Pd e la Marson. Giunto ad un passo dal traguardo, il governatore avverte il pericolo di un ritorno al passato. Non si aspettava le polemiche di questi giorni. Soprattutto i giudizi al vetriolo della Marson. Che ai suoi pi stretti collaboratori dice: Come andr a finire? Dipende da cosa vorr fare Rossi. Cos il governatore stretto tra lincudine della Marson e il martello del Pd con il segretario regionale Dario Parrini. Che al Tirreno spiega: Io sono per i volumi zero e contro il consumo di suolo. Ma sono anche contro gli eccessi vincolistici e burocratici che ostacolano gli investimenti per recuperi e perfino il mantenimento di attivit esistenti. Sono per la tutela ma contro lingessamento.

Il patto del Nazareno. Rossi nutre sospetti furiosi contro la Marson: il governatore si sente come tradito dallassessore che ritiene di aver sempre difeso. E i sospetti si ingigantiscono nel pomeriggio di ieri quando la Rete dei comitati per la difesa del territorio, la stessa che cinque anni fa tuonava contro la Toscana del cemento, accusa lemendamento presentato dai consiglieri del Pd di riproporre nientemento che il patto del Nazareno: Con il maxiemendamento del Pd al Piano Paesaggistico il partito del mattone e del marmo tenta di distruggere il Piano paesaggistico, gi adottato all'unanimit in Consiglio regionale nello scorso gennaio. Tale maxiemendamento ricalca persino sul piano linguistico le osservazioni di Forza Italia, riproponendo in chiave regionale il patto del Nazareno, con lesito di svuotare il Piano e vanificarne gli obiettivi, corrispondendo ai desiderata dei cementificatori e delle lobby del marmo.

Siamo al braccio di ferro. Con qualche punto fermo. La Marson non si dimetter (n sar costretta a dimettersi) prima del consiglio del 10 marzo. Altro punto fermo: Rossi e il Pd hanno tutto linteresse di concludere la legislatura approvando il piano senza aprire fronti di guerra contro il mondo ambientalista. Anche se sar emendato in alcuni punti, il piano del paesaggio della Toscana rester un piano virtuoso, antispeculazioni, in linea con la filosofia dei volumi zero e del no al consumo di suolo, conclude Parrini.



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