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TOSCANA - Ma ora ci aspettiamo un doppio s a Firenze
di Cinzia Carpita
IL TIRRENO 22 febbraio 2015

CARRARA Secondo me il tempo per varare il Piano paesaggistico e anche la nuova legge 78/98 per le cave c', cio prima della tornata elettorale in Regione. Ne convinto il vice sindaco di Carrara, Andrea Vannucci, anche se parla di due diverse velocit: Il Pit ha preso la rincorsa. Carrara attende il nuovo regolamento sugli agri marmiferi, e l'amministrazione comunale ha deciso di andare di pari passo con la Regione. Potrebbe succedere che la legge sulle cave si fermi sulla soglia del fine legislatura, frenando anche il regolamento? Siamo ormai pronti per tirare le somme: noi per il nuovo regolamento sugli agri marmiferi e la Regione per approvare la legge. S, a Firenze farebbero proprio bene a lanciare Pit e legge 78 riformata, entro la fine della legislatura. Anche se non si tratta di due provvedimenti uguali. Quale distinzione? Entriamo nei meandri della materia, che a Carrara ha suscitato pi di un mal di pancia, polemiche, prese di posizioni politiche, e nella cittadinanza. Il Pit uno strumento di pianificazione, la legge diventa attiva da quando viene approvata definitivamente e la giunta toscana l'ha gi approvata. Il Piano paesaggistico stato adottato dal consiglio, poi c' stata la fase delle osservazioni. Aggiungiamoci le proposte di emendamento di questi ultimi tempi, da quello maxi del Pd, ai duecento annunciati da Forza Italia. La rivisitazione del testo in alcuni punti. Le ire degli ambientalisti, i timori degli industriali del marmo. Dunque? Il Piano paesaggistico, con l'adozione, intanto ha gi messo tutto in salvaguardia, quindi uno strumento che ha gi conseguenze da ora. Se il Pit non fosse approvato prima della fine della legislatura toscana, resterebbero in piedi le norme di salvaguardia. Con conseguenze per le attivit estrattive. Ma credo non sia interesse di nessuno tenere il Piano paesaggistico a bagno maria, c' la volont diffusa di approvarlo presto. E la Regione vuole inoltre attaccare la legge sulle cave a un treno che gi cammina. Manca poco. Ma come la mettiamo con i beni estimati di cui prevista l'abolizione? Il presidente della cooperativa di cavatori di Gioia, Anselmo Ricci, ha detto: "Siamo pronti a pagarli al Comune come agri marmiferi, ma difendiamo la propriet". Sar la battaglia del secolo sul fronte lapideo? Potevano allora cominciare a pagarli anche prima. Comunque, gli industriali dicono che i beni estimati sono di loro propriet, noi e la Regione sosteniamo di no. Decideranno gli organi deputati. La nuova legge afferma tre principi: le cave, tutte, sono pubbliche; chi le usa deve pagare il giusto al Comune; ci deve essere una ricaduta sul territorio in termini di ricchezza: che sono anche gli obiettivi del regolamento comunale sugli agri marmiferi. Il Pit ha invece l'obiettivo principale di garantire la sostenibilit paesaggistica. Si dice che il Pit sia lacunoso sulle autorizzazioni all'escavazione in scadenza nel 2015. una preoccupazione concreta degli industriali del marmo: temono che fra il varo del Pit e il piano attuativo che deve fare il Comune, l'intertempo possa danneggiare pi cave. L'imprenditore Anselmo Ricci ha paventato il rischio di blocco di molte cave proprio per il problema autorizzativo. S, sotto questo aspetto il Piano paesaggistico lacunoso. Penso che le cave in piena attivit debbano poter continuare l'escavazione, mentre le modifiche alla coltivazione o cave nuove dovranno attendere il piano attuativo. E come avete concepito i piani attuativi? Il Comune nel suo piano strutturale gi prevede piani attuativi dei bacini idrografici di Colonnata, Miseglia, Torano e Pescina. E abbiamo chiesto che tutti e quattro vengano recepiti (essendo in linea con i nostri strumenti strutturali) nel Pit che invece per ora prevede il bacino di Pescina da solo e gli altri tre bacini assieme. Quello attuativo un mini piano regolatore: dopo l'approvazione del piano paesaggistico, bisogna dare il via ai piani attuativi, e non si pu pensare che nel frattempo si blocchi tutto.



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