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Il piano del Cenacolo due ore di visita in più garantite per un anno
ALESSIA GALLIONE
24 febbraio 2015 LA REPUBBLICA



L'OBIETTIVO: essere pronti a partire con l'operazione del Cenacolo by night alla fine di marzo. Il tempo necessario per fare un altro mese di test, anche se le prime prove della nuova illuminazione stanno convincendo i tecnici della Sovrintendenza. Perché le lampade di nuovissima generazione che dovranno rendere visibile l'Ultima Cena di Leonardo avrebbero già prodotto un risultato: l'ambiente e i colori dell'antico refettorio delle Grazie sono diventati più "stabili", e in questo modo sono calate le polveri che rappresentano un pericolo per quel delicato capolavoro. È per questo che, dopo un'ultima riunione, gli esperti avrebbero concordato le linee guida principali del piano per allargare la possibilità di ammirare uno dei simboli della città: i gruppi di 25 persone che entrano ogni 15 minuti, potrebbero arrivare fino a 30; e, soprattutto, si potranno allungare gli orari di apertura, che oggi arrivano fino alle 19. Sovrintendenza e ministero dei Beni culturali avrebbero concordato due ore al giorno in più di visite per dodici mesi. Se si deciderà — e sono questi i particolari da perfezionare — di concentrarsi soltanto sul periodo di Expo, si potrebbe arrivare a coprire quattro ore in più, fino alle 23. Con un'altra opzione da valutare: allungarsi fino a mezzanotte in alcuni periodi e fermarsi prima in altri.

È la città che si prepara all'arrivo dei visitatori dell'Esposizione, quella che sta facendo le prove generali al Cenacolo. Il Comune vorrebbe presentarsi all'appuntamento anche con un'altra novità, colorando di verde piazza Affari. Il progetto è pronto: due file di 32 alberi che correrebbero — senza mettere radici a terra ma in grossi contenitori — ai lati della Borsa, alternati a panchine e piccoli cespugli. Un disegno «leggero », lo ha definito l'assessore al Verde Chiara Bisconti, che permettere all'amministrazione di cacciare in modo definitivo le auto. Ancora prima di ricevere il dossier che verrà consegnato a breve, però, il sovrintendente Alberto Artioli, commenta l'idea con freddezza. «Siamo un po' scettici — dice — perché è sempre delicato mettere alberi in piazze storiche. Siamo aperti a valutare il progetto, però: vediamo che cosa propongono ». Artioli ricorda la «battaglia » fatta in passato proprio per impedire che venissero piantati alberi in Santa Maria delle Grazie, di fronte all'in- gresso del Cenacolo. Diversa, ricorda, la vegetazione in piazza Duomo: «Lì gli alberi sono andati a ricostruire una quinta che storicamente esisteva».






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