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Emendamento EUFEMI al 3400 - disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale, nonch per la tutela del diritto dautore
www.senato.it

Decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 27 aprile 2005.
N. 3400 - DISEGNO DI LEGGE, presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (BERLUSCONI)
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 27 APRILE 2005

Conversione in legge del decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale, nonch per la tutela del diritto dautore


Disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale,
nonch per la tutela del diritto dautore

2.0.6 (testo 2) Eufemi
Dopo larticolo 2, inserire i seguenti:
Art. 2-bis.
(Archeologia preventiva)
1. Ai fini dellapplicazione dellarticolo 28, comma 4, del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per le opere sottoposte allapplicazione delle disposizioni della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, ed alle disposizioni del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, e successive modifiche ed integrazioni, le stazioni appaltanti trasmettono al Soprintendente territorialmente competente, prima dellapprovazione, copia del progetto preliminare dellintervento o di uno stralcio di esso sufficiente ai fini archeologici, ivi compresi gli esiti delle indagini geologiche e archeologiche preliminari di cui allarticolo 18, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554 e successive modificazioni ed integrazioni, con particolare attenzione ai dati di archivio e bibliografici reperibili, allesito delle ricognizioni volte allosservazione dei terreni, alla lettura della geomorfologia del territorio, nonche, per le opere a rete, alle fotointerpretazioni. Tale documentazione e` raccolta, elaborata e validata dai dipartimenti archeologici delle universita`, ovvero da soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dallart. 16, comma 7, della legge n. 109 del 1994 e dellart. 18 del decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999. La trasmissione della documentazione suindicata non e` richiesta per gli interventi che non comportino nuova edificazione, o scavi a quote diverse da quelle gia` impegnate dai manufatti esistenti.
2. Presso il Ministero per i beni e le attivita` culturali e` istituito un apposito elenco, reso accessibile a tutti gli interessati, degli istituti archeologici universitari e dei soggetti in possesso della necessaria qualificazione. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita` culturali, da emanare entro 90 giorni dallentrata in vigore del presente articolo, sentita una rappresentanza dei dipartimenti archeologici universitari, si provvede a disciplinare i criteri per la tenuta di detto elenco, comunque prevedendo modalita` di partecipazione di tutti i soggetti interessati. Per lattuazione della predetta disposizione e` autorizzata una spesa di 50.000 euro per il 2005 e di 100.000 euro per ciascuno degli anni 2006 e 2007, nonche una spesa di 10.000 euro per lanno 2005 e di 20.000 euro a decorrere dal 2006. Allonere derivante dallattuazione del presente comma, pari complessivamente a 60.000 euro per lanno 2005, 120.000 euro per il 2006 e 120.000 euro per il 2007, si provvede, quanto a 50.000 euro per il 2005, a 100.000 euro per il 2006 e a 100.000 euro per il 2007, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005- 2007, nellambito dellunita` previsionale di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero per i beni e le attivita` culturali e, quanto a 10.000 euro per il 2005, 20.000 euro per il 2006 e 20.000 euro per il 2007, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007, nellambito dellunita` previsionale di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero per i beni e le attivita` culturali.

3. Il Soprintendente, qualora, sulla base degli elementi trasmessi e delle ulteriori informazioni disponibili, ravvisi lesistenza di un interesse archeologico nelle aree oggetto di progettazione puo` richiedere motivatamente, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento del progetto preliminare ovvero dello stralcio di cui al comma 1, la sottoposizione dellintervento alla procedura prevista dallarticolo successivo.

4. In caso di incompletezza della documentazione trasmessa il termine indicato al comma 3 e` interrotto qualora il Soprintendente segnali puntualmente detta incompletezza alla stazione appaltante entro dieci giorni dal ricevimento della suddetta documentazione. In caso di documentata esigenza di approfondimenti istruttori il Soprintendente, per una sola volta, richiede le opportune integrazioni puntualmente riferibili ai contenuti della progettazione ed alle caratteristiche dellintervento da realizzare ed acquisisce presso la stazione appaltante le conseguenti informazioni. La richiesta di integrazioni e informazioni sospende il termine. Il Soprintendente, ricevute le integrazioni ed informazioni richieste, ha a disposizione il periodo di tempo non trascorso o comunque almeno quindici giorni, per formulare la richiesta di sottoposizione dellintervento alla procedura prevista dallarticolo successivo.

5. Avverso la richiesta di cui al comma 3 e` ammesso il ricorso amministrativo previsto dallarticolo 16 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

6. Ove il Soprintendente non richieda lattivazione della procedura di cui allarticolo successivo, nel termine di cui al comma 3, ovvero tale procedura si concluda con esito negativo, lesecuzione di saggi archeologici e` possibile solo in caso di successiva acquisizione di nuove informazioni o di emersione, nel corso dei lavori, di nuovi elementi archeologicamente rilevanti, che inducano a ritenere probabile la sussistenza in sito di reperti archeologici. In tale evenienza il Ministero procede, contestualmente alla richiesta di saggi preventivi, alla comunicazione di avvio del procedimento di verifica o di dichiarazione dellinteresse culturale ai sensi degli articoli 12 e 13 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

7. I commi precedenti non si applicano alle aree archeologiche e ai parchi archeologici di cui allarticolo 21 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, per le quali restano fermi i poteri autorizzatori e cautelari previsti dal Codice, ivi compresa la facolta` di prescrivere lesecuzione, a spese del committente dellopera pubblica, di saggi archeologici. Restano altresı` fermi i poteri previsti dallarticolo 28, comma 2, nonche i poteri autorizzatori e cautelari previsti per le zone di interesse archeologico, di cui allarticolo 142, comma 1, lettera m), del Codice.

8. Il presente articolo non si applica alle opere di cui al comma 1 per le quali sia gia` intervenuta, alla data di entrata in vigore della presente legge, lapprovazione del progetto preliminare.

Art. 2-ter.
(Procedura per larcheologia preventiva)
1. La procedura per larcheologia preventiva di cui allarticolo precedente si articola in due fasi costituenti livelli progressivi di approfondimento dellindagine archeologica. Lesecuzione della fase successiva dellindagine e` subordinata allemersione di elementi archeologicamente significativi allesito della fase precedente. La procedura per larcheologia preventiva consiste nel compimento delle indagini e nella redazione dei documenti integrativi del progetto di cui ai seguenti punti:
a) prima fase, integrativa della progettazione preliminare:
1) esecuzione di carotaggi;
2) prospezioni geofisiche e geochimiche;
3) saggi archeologici tali da assicurare una sufficiente campionatura dellarea interessata dai lavori;
b) seconda fase, integrativa della progettazione definitiva ed esecutiva:
1) esecuzione di sondaggi e di scavi, anche in estensione.

2. La procedura per larcheologia preventiva si conclude con la redazione della relazione archeologica definitiva, approvata dal soprintendente di settore territorialmente competente. La relazione contiene una descrizione analitica delle indagini eseguite, qualifica linteresse archeologico dellarea, secondo i seguenti livelli di rilevanza archeologica del sito, e detta le conseguenti prescrizioni:
a) contesti in cui lo scavo stratigrafico esaurisce direttamente lesigenza di tutela;
b) contesti non monumentali con scarso livello di conservazione per i quali sono possibili interventi di reinterro oppure smontaggio-rimontaggio e/o musealizzazione in altra sede rispetto a quella di rinvenimento;
c) complessi di particolare rilevanza, estensione e valenza storicoarcheologica tutelabili integralmente ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 3. 3. Per lesecuzione dei saggi e degli scavi archeologici nellambito della procedura di cui al presente articolo il responsabile del procedimento puo` stabilire forme semplificate della progettazione ai sensi delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554 e successive modificazioni ed integrazioni.
4.Nelle ipotesi di cui alla lettera a) del comma 2, la procedura di valutazione archeologica preventiva si considera chiusa con esito negativo ed accerta linsussistenza dellinteresse archeologico nellarea interessata dai lavori. Nellipotesi di cui alla lettera b) del comma 2, la Soprintendenza detta le prescrizioni necessarie ad assicurare la conoscenza, la conservazione e la protezione dei rinvenimenti archeologicamente rilevanti, salve le misure di tutela eventualmente da adottarsi ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, relativamente a singoli rinvenimenti o al loro contesto. Nel caso di cui alla lettera c) del comma 2, le prescrizioni sono incluse nei provvedimenti di assoggettamento a tutela dellarea interessata dai rinvenimenti e il Ministero avvia il procedimento di dichiarazione di cui agli articoli 12 e 13 del Codice predetto.
5.La procedura per larcheologia preventiva e` condotta sotto la direzione della Soprintendenza archeologica territorialmente competente. Gli oneri sono a carico della stazione appaltante.
6. Entro 180 giorni dallentrata in vigore del presente articolo, con decreto del Ministro per i beni e le attivita` culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono stabilite linee guida finalizzate ad assicurare speditezza, efficienza ed efficacia alla procedura di cui al presente articolo.
7. Per gli interventi soggetti alla procedura di cui al presente articolo, il direttore regionale competente per territorio del Ministero per i beni e le attivita` culturali, su proposta del Soprintendente di settore, entro trenta giorni dalla richiesta di cui al comma 2 dellarticolo precedente, stipula un apposito accordo con lamministrazione appaltante per disciplinare le forme di coordinamento e di collaborazione con il responsabile del procedimento e con gli uffici dellamministrazione procedente. Nellaccordo le amministrazioni possono graduare la complessita` della procedura di cui al presente articolo, in ragione della tipologia e dellentita` dei lavori da eseguirsi, anche riducendo le fasi e/o i contenuti del procedimento. Laccordo disciplina altresı` le forme di documentazione e di divulgazione dei risultati dellindagine, mediante la informatizzazione dei dati raccolti, la produzione di forme di edizioni scientifiche e didattiche, eventuali ricostruzioni virtuali volte alla comprensione funzionale dei complessi antichi, eventuali mostre ed esposizioni finalizzate alla diffusione e alla pubblicizzazione delle indagini svolte.

Art. 2-quater. (Disposizioni finali) 1. Le regioni disciplinano la procedura di archeologia per le opere di loro competenza sulla base di quanto disposto dagli articoli precedenti.
2. Alle finalita` di cui agli articoli precedenti le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono nellambito delle competenze previste dallo Statuto speciale e dalle relative norme di attuazione. 13 3. Fermo restando quanto disposto dal comma 2 dellart. 2-bis, dallattuazione degli articoli 2-bis, 2-ter, 2-quater, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

http://www.senato.it/documenti/repository/leggi_e_documenti/ultimi_atti_stampati/2_mar/3400-n3.pdf


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